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      <title>La Guerra in Miniatura by Ester Olivieri</title>
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      <description>Realizzato aiutando una scimmia da battitura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-11 18:30:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:00:23 UTC</pubDate>
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         <title>1 Una Carica - L&#39;orgoglio dell&#39;esercito</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel primo componimento si tratta dell'orgoglio dell'esercito:<br>- <strong>ai civili</strong> era presentato come un'organizzazione di soldati valorosi, preparati, eroici, combattenti al fronte senza paura o alcuna difficoltà. La <strong>propaganda </strong>dei giornali e dei filmati al cinema ritraeva la guerra senza bruttori.<br><br>-<strong> l'esercito</strong> stesso era sottoposto a propagande di incitamento ; tra i soldati, all'inizio della guerra, c'erano interventisti, pacifisti, ma la gran parte degli arruolati non aveva una vera e propria opinione della situazione europea e dei conflitti: erano contadini, braccianti e operai ignoranti, chiamati alle armi tra promesse di ricompenso mai adempite e spiegazioni che non comprendevano (l'incitamento dei letterati/preti prima degli attacchi).<br><br>- <strong>la realtà</strong> veniva contraffatta, le pessime condizioni di vita dei soldati nelle trincee, la paura e la morte, la licenza negata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:23 UTC</pubDate>
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         <title>2 Addio mia bella, addio</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Comprensione</em>:<br>Il tema di cui tratta la poesia, cioè la separazione delle famiglie quando gli uomini partivano per la guerra insieme all'attesa per il loro ritorno, viene spiegata in modo semplice. Ci vengono introdotti i 3 protagonisti (Carmelina, la bambola Stellina e il bambino chiamato in guerra) man mano che ci viene spiegata la delicata scena. Il "babbo" parte per la guerra e saluta in modo sereno la sua "famiglia". Carmelina  piange mentre a Stellina viene suggerito di pregare che lui ritorni. <br><em>Le famiglie nel periodo della guerra</em>:<br>Siccome gran parte delle persone che partivano per la guerra erano volontari, la loro partenza era caratterizzata dal ottimismo e le speranze per il ritorno. I familiari e i soldati si mandavano avvicenda  le lettere nell'attesa del loro ritorno, però questa forma di comunicazione veniva filtrate prima (anche per l'alto tasso di analfabetismo tra i soldati che dovettero farsi aiutare per scrivere le lettere) di arrivare al destinatario, censurando cosi la disperazione dei soldati insieme alla verità sulla crudeltà della guerra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:27 UTC</pubDate>
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         <title>3 L&#39;avanzata del gambero</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tema: <strong>LA SATIRA SUL NEMICO</strong><br>I due ragazzini trovano lungo il mare un gambero, che ovviamente procede all'indietro; i due allora associano l'animale all'esercito austriaco, che retrocede agli attacchi delle forze italiane. <br>Chiaro esempio di scherno rivolto al nemico, nel momento in cui radio e giornali compresero che la satira aveva ancora maggior potere propagandistico della demonizzazione stessa del nemico, in questo caso dell'Impero Austro-Ungarico. La satira offriva ai padroni dell'informazione la possibilità di trasmettere l'illusione che infondo, se in nemico era così ridico e piccolo, la guerra poteva essere vinta, che nonostante le sofferenze, valeva la pena di combattere questa guerra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:30 UTC</pubDate>
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         <title>4 Croce rossa</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Comprensione:</em><br>La poesia narra delle volontarie della Croce Rossa e di come si impegnavano ad aiutare i feriti. L'artista ci introduce Mina, una volontaria della Croce Rossa che porta dolci, cioè medicine, per curare le ferite dei soldati. I cosiddetti doccioni sono la spiegazione, secondo la poesia, per cui i soldati ritornano da Mina. <br><em>Le volontarie e la Croce Rossa</em>:</div><div>Nel <strong>campo medico, </strong>aumento la mobilitazione di donne e ragazze volontarie della <strong>Croce Rossa</strong>. Gli <strong>ospedali</strong> si riempirono di infermiere impegnate a prestare soccorso ai soldati feriti. Secondo alcuni calcoli, nel 1917 le volontarie della Croce Rossa furono circa 10mila a cui vanno sommate altrettante donne di altre associazioni.  La loro figura fu ben più celebre rispetto alle altre donne italiane della Grande Guerra. Presenti nelle retrovie in ambienti caratterizzati da una forte presenza maschile e con lo scopo di curare i loro corpi, le infermiere divennero un <strong>simbolo della femminilità che si fondeva con l'erotismo</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:33 UTC</pubDate>
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         <title>5 Il generalissimo</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div>Chi era Luigi Cadorna. <br>Popolarità, come era visto dai civili?<br>Il suo potere, le sue responsabilità.<br>L'opinione dei soldati a suo proposito;<br><br>Rotta di Caporetto: <br>- mala gestione dei soldati <br>- disobbidienza dei soldati al fronte al momento dell'attacco / sollevamento di Cadorna dall'incarico di Capo di Stato Maggiore</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:36 UTC</pubDate>
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         <title>6 Milizia territoriale</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Comprensione</em>:<br>Qui ci viene descritta una situazione di pace e tranquillità dove tutto riesce a funzionare perché mantenuta e protetta dalla milizia territoriale. A differenza degli altri componimenti, qui il volto della guerra presentato dall'autore è diverso da quello dello soldato andato a combattere sul fronte, raccontando invece il lavoro della milizia territoriale. I protagonisti di questa poesia sono Pasqualino di Pasquale, un militare territoriale, e la bambola di cera, e ci viene descritto di riuscire a mangiare la sera per l'aiuto di Pasquale. <br><em>Milizia territoriale</em>:<br>Alla <strong>milizia territoriale</strong> erano destinate le classi più anziane, ed era prevalentemente adibita alle scorte dei prigionieri di guerra e solo eccezionalmente collaborava alle azioni dell'esercito. Tra i suoi compiti erano: la tutela del paese, i servizi nelle retrovie ed alcune volte l'impiego con l'esercito di campagna. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 00:03:39 UTC</pubDate>
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         <title>ABBIGLIAMENTO INFANTILE: evoluzione dal 1795 al 1930</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Fino ai quattro anni fra i bambini non vi era distinzione fra i sessi,</strong> bambini e bambine indossavano un abitino femminile adottato per ragioni di praticità, igiene e probabilmente anche per motivi economici. Questa usanza rimase inalterata per tutto l’Ottocento sino ai primi trent'anni del 1900. <strong>L’abbigliamento dei bambini e delle bambine cominciava a differenziarsi a partire dai cinque anni</strong>. I bambini nell’Ottocento, come nei periodi precedenti, venivano vestiti come <strong>grandi in miniatura</strong> e seguivano di pari passo le tendenze e gli sviluppi della moda degli adulti.</div><div>L’ abbigliamento infantile rispecchiava quello degli adulti: alla metà dell’800 i vestiti delle bambine erano caratterizzati da gonne ampie e maniche a palloncino i bambini invece, come gli uomini adulti, vestivano completi costituiti da giacca, cravatta, panciotto e calzoni tubolari. <strong>Con queste tipologie di vestiti i bambini non erano liberi nei movimenti e non potevano assecondare la spontaneità caratteristica del gioco, si sentivano impacciati e sempre costretti a fare attenzione a non sgualcire o sporcare i loro indumenti.</strong></div><div>Finalmente dalla fine del primo decennio del 1900 l’abbigliamento cominciò a seguire criteri di semplicità e di praticità, gradualmente nel corso del secolo, e grazie alla corrente proveniente dall’Inghilterra, la moda si fece più consona alle esigenze dei bambini. <strong>Lentamente fu creato un abbigliamento appositamente per i bambini cioè pratico, leggero ed igienico;</strong> solo nelle grandi occasioni (come le comunioni o eventi particolari) i bambini furono ancora costretti ad indossare abiti eleganti.</div><div>Se fino alla fine del XIX secolo la moda dei bambini fu influenzata da quella degli adulti, con il nuovo secolo la situazione si invertì: le gonne si accorciarono prima per le bambine e più tardi per le donne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-20 15:19:55 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;autore, Antonio Rubino (1880 – 1964)</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei precursori nell'attività di disegnatore di storie per vignette in Italia. <br><strong>Laureatosi in legge</strong> a Torino, trovò in questa disciplina i primi pretesti tematici per comporre <strong>poesie burlesche </strong>che recitava agli amici.</div><div><em>«Giornalista per ragazzi, favolista, autore di libretti e di commedie, decoratore di ambienti, scenografo, attore, polemista, regista di disegni animati e persino, nei ritagli di tempo, raccoglitore di olive» </em>così Rubino si definisce nel <em>Curriculum ridiculum</em>. Ma fu anche poeta, pittore, illustratore, ceramista, compositore musicale. </div><div>- Iniziò a dedicarsi al disegno nel 1902 sotto un'influenza <strong>liberty </strong>e del<strong> floreale</strong>. </div><div>- Ha lavorato anche per l'<strong><em>Avanti!</em></strong> , <strong><em>Topolino</em></strong> (di cui è stato direttore) e <strong><em>La Tradotta </em></strong>durante la guerra.<br>- Tentò l'esperienza del <strong>cartone animato</strong>. Nel <strong>1942 </strong>ottenne il premio per la sua categoria alla <em>Mostra del Cinema di Venezia.</em></div><div>- Fu autore di <strong>canzoni</strong> stravaganti, sia nel testo che nella musica.</div><div><br></div><div><strong>Il </strong><strong><em>Corriere dei Piccoli</em></strong></div><div>Rubino è considerato il "padre" del <em>Corriere dei Piccoli </em>assieme a Silvio Spaventa Lippi, giornale a cui collaborò fin dalla sua fondazione nel 1908, <strong>disegnandone la testata</strong> e inventando oltre una <strong>trentina di personaggi</strong>, concepiti e disegnati come fantocci, che si muovono con un adorabile goffaggine e rivelano un carattere tutto intellettuale e fiabesco. La sua collaborazione proseguirà sino al 1959. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-22 18:10:52 UTC</pubDate>
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         <author>olivieriester00</author>
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         <author>olivieriester00</author>
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         <pubDate>2018-11-25 15:10:29 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-11-25 16:41:35 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Cadorna</title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[<div>(1850 – 1928) è stato un generale e politico italiano. </div><div>Discendente di un'illustre famiglia di militari, diresse con poteri quasi assoluti le operazioni del <strong>Regio Esercito</strong> nella prima guerra mondiale dall'entrata dell'Italia nel conflitto, maggio 1915, alla disfatta di Caporetto. </div><div><strong>Ufficiale di grande energia</strong>, determinazione e spirito offensivo, ma eccessivamente <strong>rigido e chiuso a consigli e interferenze esterne</strong>, continuò per oltre due anni a sferrare durissime e sanguinose offensive frontali, le cosiddette <strong>"spallate"</strong>, contro le munite linee difensive austro-ungariche <strong><em>sull'Isonzo e sul Carso</em></strong>. In questo modo, pur ottenendo alcuni successi locali che misero a dura prova il nemico, <strong>logorò l'esercito</strong> e scosse il morale dei suoi soldati; sorpreso dall'<strong>offensiva austro-tedesca di Caporetto</strong>, dovette battere in ritirata fino alla linea del Piave e, ritenuto responsabile della disfatta, da lui invece attribuita alla scarsa combattività di alcuni reparti, venne sostituito dal generale <strong>Armando Diaz. </strong></div><div>Luigi Cadorna rimane una figura discussa e controversa della prima guerra mondiale e della storia d'Italia; indubbiamente le sue strategie eccessivamente rigide e la spietata disciplina imposta alle sue truppe causarono pesanti perdite e favorirono il drammatico crollo di Caporetto. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 15:46:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 16:05:13 UTC</pubDate>
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         <title>Scuola elementare</title>
         <author>catalina_atena</author>
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         <description><![CDATA[<div> La scuola durante la Grande Guerra era cambiata proponendo un programma dove le materie erano legate al tema del conflitto e discussioni legate all'attualità. L'obiettivo era far capire anche ai bambini cosa fossero la <strong>Patria</strong>, la <strong>guerra per Trento e Trieste</strong> e l'<strong>eroismo militare. </strong></div><div>Nelle <strong>ore di italiano</strong> i maestri  facevano leggere articoli di giornali che parlavano di guerra e di quanto stava accadendo al fronte, come ad esempio "La domenica del Corriere".  Il <strong>programma di storia</strong> invece proponeva approfondimenti sulla guerre di indipendenza, la nascita del Regno d'Italia. Intanto, al programma di <strong>scienze</strong> venne dato grande spazio alle <strong>novità tecnologiche</strong> in campo militare. I bambini così scoprirono le armi utilizzate al fronte, gli esplosivi, <strong>gas asfissianti</strong> e gli <strong>aeroplani</strong>. </div><div>Nel 1917 divenne piuttosto celebre una rivisitazione di Pinocchio di Carlo Collodi nel 1881. Suo nipote scrisse "<strong>Il cuore di Pinocchio. Nuove avventure del celebre burattino</strong>" ambientato tra il <strong>maggio 1915</strong> e la <strong>morte di Francesco Giuseppe</strong>. Al centro non ci fu più il naso che ad ogni bugia si allungava, ma le gambe e le braccia di legno che ricordavano metaforicamente le amputazioni dovute a ferite di guerra. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 17:46:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <title></title>
         <author>catalina_atena</author>
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         <title></title>
         <author>catalina_atena</author>
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         <author>olivieriester00</author>
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         <title></title>
         <author>olivieriester00</author>
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         <title>Le rivendicazioni dei reduci di guerra</title>
         <author>catalina_atena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ad aggravare il quadro sociale dopo la Grande Guerra, contribuiva la smobilitazione dei circa sei milioni di uomini chiamati alle armi dall'inizio del conflitto e che ora si trovavano a occupare lavori inferiori a quelli ottenuti durante la guerra o addirittura senza occupazione. In gran parte dei casi, si ritrovavano ad essere ancora in situazione di riabilitazione a causa delle ferite e subire i sintomi dello stress post traumatico (DPTS). La consapevolezza dei sacrifici affrontati spingeva la maggior parte dei reduci a rivendicazioni di tipo economico e sociale, e in primo luogo una più equa ripartizione delle terre incolte che erano state loro promesse nei duri giorni al fronte. Molti soldati infatti avevano combattuto nel fango delle trincee con la speranza di ottenere come ricompensa terre da coltivare, che soprattutto nel Meridione erano concentrate nelle mani di pochi. Il governo italiano tuttavia non aveva attuato nessuna riforma agraria e i reduci attendevano invano le terre promesse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 18:41:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>catalina_atena</author>
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         <title></title>
         <author>catalina_atena</author>
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