<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>L&#39;Albero e i suoi Frutti by Rosa Mele</title>
      <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0</link>
      <description>Festa dell&#39;Albero 2023 presso la Scuola Secondaria di I Grado &quot;A.Criscuolo&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-10-23 04:51:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-11-15 21:13:09 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f333.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Il Pero 1F</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2772546555</link>
         <description><![CDATA[<p>I lavori che potrete gustare, guardando il collage della classe 1F, sono il frutto di un lavoro di squadra. Gli alunni uniscono idee e forze al fine di raggiungere un obiettivo comune. Il piacere del risultato finale è una vittoria per tutti. La classe ha dimostrato di voler crescere .... INSIEME</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/49a89b408995c488ddca3e391c7753ac/ILPERO.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-01 17:03:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2772546555</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Limone 1N</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2772819402</link>
         <description><![CDATA[<p>Poiché nell'antichità veniva utilizzato come antidoto contro i veleni, nella tradizione Cristiana il limone è il simbolo della Vergine Maria e dunque di salvezza. La pianta invece per la sua capacità di donare i suoi frutti durante tutto il corso dell'anno e' il simbolo della fertilità e dell'Amore. Per la 1N l'amore è inteso come Amore fraterno e condivisione e così abbiamo lavorato insieme, docenti e alunni!</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/fa09948f3e3f10e07379896126bff8af/de8d5ad7_94eb_48f5_ba4b_52fbdac8d6a1.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-01 21:43:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2772819402</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Castagno 1G</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776064176</link>
         <description><![CDATA[<p>Classe:1^G</p><p>Il castagno, una ricchezza da valorizzare per il territorio e per l'ambiente.</p><p>Tra le colture della nostra montagna il castagno spicca per importanza sia come pianta alimentare che per il suo pregiato legname, senza dimenticare gli effetti positivi che ha sul territorio e sul suolo.Le castagne maturano in autunno.</p><p>Dalla castagna seccata si ottiene un'ottima farina dolce che serve per fare il castagnaccio o le frittelle; con le castagne si possono fare anche i marron glacè; le castagne fresche possono essere bollite o arrostite e così si ottengono i "balussi" o le "mondine".</p><p>La castagna è un frutto molto nutriente e costituisce un alimento molto importante per gli abitanti della montagna; ora le castagne vengono trattate e durano molto più a lungo.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1962068275/42b1625b5ba1bae9c605a0cfa7d66f84/IMG_1801.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-04 11:26:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776064176</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Pesco 1A</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776160444</link>
         <description><![CDATA[<p>Si racconta che il primo albero di pesco mise radici sulla terra grazie ad un pescatore che trovò il nocciolo nella pancia di un pesce. Lo estrasse e lo guardò con curiosità, pur non sapendo bene cosa fosse, pensò potesse essere un seme e, dunque, lo piantò nel suo giardino. In Giappone l’albero di pesco rappresenta la fedeltà e protegge dalle forze del male.</p><p>1) Un giorno un abitante di un villaggio andò a pescare e prese un pesce.</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ある日、村の一人住民が釣りに行って一匹の魚を捕まえました。。。</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Aru Ni, mura no hitori juumin ga tsuri ni itte itsupiki no sakana o tsukamaemashita..</p><p>&nbsp;2) Il pescatore trovò un nocciolo nella pancia del pesce.</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 漁師が魚の腹の中に一個のヘーゼルを見つけた</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ryoushi ga sakana no haranouchi ni ikko no hezeru o mitsuketa</p><p>3) Pensò potesse essere un seme e lo piantò nel suo giardino.</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 彼が種をかもしれないと思って庭で植えた</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Kare ga tane o kamo shirenai to omotte niwa de ueta</p><p>4) Lì crebbe un albero che divenne il simbolo della fedeltà e della protezione dal male.</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 悪から保護の印と忠誠印になった木があそこで成長した</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Aku kara hogo no shirushi to chūsei shirushi ni natta ki ga asoko de seichoushita</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/57b6a9e785a89a0df9cf3da050bcaa91/Il_Pesco_1A.png" />
         <pubDate>2023-11-04 15:05:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776160444</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Melo 1E</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776368485</link>
         <description><![CDATA[<p>Il melo ci dà frutti dalle importanti proprietà nutrizionali e salutistiche, ma, se il melo potesse parlare, ne avrebbe di storie da raccontare...</p><p>Si va dal racconto biblico di Adamo ed Eva alla fiaba di Biancaneve, passando per l'undicesima fatica di Ercole, quella del Giardino delle Esperidi dove l'eroe doveva raccogliere le mele d'oro, d'oro come il pomo della discordia che Paride donò alla dea Afrodite, la quale gli promise l'amore della donna più bella del mondo. </p><p>Di certo non abbiamo dimenticato Guglielmo Tell, il leggendario eroe dell'indipendenza svizzera che dovette colpire una mela posta sulla testa di suo figlio, e nemmeno lo scienziato Newton che pensò alla gravità proprio grazie ad una mela. Arrivando fino a noi, gli amanti della tecnologia sanno che la mela è il simbolo dell'azienda Apple. E ci sarebbe ancora tanto da raccontare...  Gli alunni della classe 1 E si sono divertiti a lavorare alle loro ricerche che avevano tutte un elemento in comune: la mela, un frutto comune, ma conosciuto fin dall'antichità e con una forte simbologia, un frutto da sempre presente nelle culture di tanti popoli. </p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2205833636/f73c38749e4e7a4cb4796475e949012b/Il_melo.png" />
         <pubDate>2023-11-05 00:31:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2776368485</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;albero dei loti 1M</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2778667938</link>
         <description><![CDATA[<p>L’albero (Diospyros kaki, che in greco significa&nbsp;<strong><em>cibo degli dei</em></strong>), proveniente dall'Asia orientale è conosciuto con nomi diversi, caco, loto o kako, ed è in grado di raggiungere anche un’altezza di 15 metri. Il cachi frutto, invece, ha un caratteristico colore arancione vivace che tinge allegramente prati e boschi di pianura e collina nei mesi di ottobre e novembre. Il&nbsp;cachi ha proprietà e benefici&nbsp;molto preziosi per la nostra salute,&nbsp;contiene acqua,&nbsp; zucchero,&nbsp; vitamina C e D, fosforo e calcio. Inoltre sono presenti nella sua composizione betacarotene e criptoxantina. Possiede un'altissima quantità di potassio: per questo è ideale nell'alimentazione di sportivi e persone che vivono situazioni di stress. È inoltre disintossicante e diuretico, aiuta quindi a purificare l'organismo.</p><p>Una curiosità: il legno della pianta del<strong>&nbsp;</strong>loto&nbsp;ha&nbsp;proprietà&nbsp;eccezionali di resistenza per questo è il materiale usato per le costruire le mazze da golf.</p><p>Conoscete la leggenda delle posate nei semi dei cachi?</p><p>All’interno dei semi dei cachi è possibile trovare delle forme molto simili alle posate che, come da antica tradizione, consentono di prevedere l’andamento dell’inverno.</p><p>Le posate visibili sono il coltello, la forchetta e il cucchiaio. Ognuna di queste forme ha un significato diverso.&nbsp;</p><p>Se nel seme del cachi si trova il coltello, lui ci dice che il freddo sarà pungente. La forchetta, invece, significa che l’inverno sarà mite. Infine il cucchiaio ci avverte che durante l’inverno ci sarà tanta neve da spalare.</p><p>Un’altra interpretazione che gli viene data è quella dell’albero della pace perché alcune piante del cachi sono sopravvissute alla bomba nucleare alla fine della seconda guerra mondiale.&nbsp;<br><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2207200270/f56036f5a5436832fb50f2b522ab0872/La_festa_dell_albero_2023.jpg" />
         <pubDate>2023-11-06 21:12:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2778667938</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Melograno classe 1B</title>
         <author>danielaauletta06_</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2778676154</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Origine del melograno</strong></p><p>Il melograno era noto ai romani <em>come publicum malum</em> o <em>punica granatum</em>, mela fenicia, in quanto erano presenti molti frutteti di questa specie nei pressi di Cartagine.&nbsp; Il frutto era molto noto nell'antichità. Veniva coltivato dall’Iran all'India fino a tutto il Mediterraneo.</p><p><strong>Miti e leggende</strong></p><p>Sono diverse leggende che raccontano la nascita del melograno.</p><p>Secondo una delle più note, il primo albero di questa specie sarebbe nato per volere di<strong>&nbsp;Afrodite</strong>&nbsp;che lo piantò a Cipro e per questo divenne sacro agli abitanti dell’isola e alla dea stessa.</p><p>Un’altra tradizione lo vuole invece nato dal&nbsp;<strong>sangue di Dioniso</strong>&nbsp;che, ancora bambino, fu rapito dai Titani su commissione di Era, stanca dei continui tradimenti di Zeus (il bambino era infatti figlio illegittimo di Zeus). Il povero Dioniso fu fatto a pezzi e messo a bollire in un calderone e proprio da una goccia del suo sangue caduta a terra sarebbe nato il primo albero di melograno.</p><p>La melagrana è poi un frutto legato alla figura mitologica di&nbsp;<strong>Persefone (o</strong></p><p><strong>Proserpina nella mitologia latina)</strong>&nbsp;figlia di Demetra e Zeus che rapita da Ade, signore degli Inferi, proprio per aver gustato sei aspri semini della melagrana (frutto proibito) viene punita ed è costretta a vivere due terzi di ogni anno con la madre sulla terra ed un terzo con Ade diventato poi suo marito.</p><p>Quando era felicemente in compagnia di Persefone, Demetra faceva rifiorire la natura e sulla terra era primavera-estate, quando tornava negli Inferi, invece, triste e sola spogliava gli alberi facendo comparire l’autunno-inverno. Con questo mito i Greci spiegavano l’alternanza delle stagioni.</p><p>Infine, la leggenda di <strong>Orione</strong>, aitante cacciatore sposato con la vanitosa Side convinta di essere più bella di Era e per questo punita dal marito che la mandò nell’Ade, dove si trasformò in una pianta di melograno.</p><p>Compare più volte nell’<strong>Antico Testamento</strong> accanto alla vite e all’ulivo e la tradizione cristiana ne ha fatto un simbolo dell’unità della Chiesa e della comunione dei santi in ragione della presenza di molteplici grani all’interno dello stesso frutto. È divenuto simbolo d’immortalità e di resurrezione. Nel Rinascimento Gesù bambino è spesso rappresentato con una melagrana.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>Il melograno nella letteratura e nell’arte</strong></p><p>Dal momento che questo frutto è sempre stato considerato simbolo di amore, prosperità e fortuna è comparso più volte in importanti opere artistiche e letterarie. Tra queste ricordiamo Romeo e Giulietta di Shakespeare, quando l'innamorato canta una serenata alla sua Giulietta proprio sotto il fogliame di un melograno. L'opera d'arte più famosa in cui è raffigurato questo frutto e probabilmente la Madonna della melagrana di Sandro Botticelli realizzata nel 1487 e conservata nel museo degli Uffizi di Firenze. In questo quadro vediamo la Vergine che tiene in braccio Gesù è un melograno maturo e aperto.</p><p>&nbsp;Il termine melograno indica l’albero invece il termine melagrana indica il frutto.</p><p>1. <strong>Valori nutrizionali e calorie della melagrana</strong></p><p>La melagrana è un frutto ricco d’acqua, zuccheri e fibre, è poco calorico, infatti una melagrana contiene solo 75 calorie.</p><p>2. <strong>Proprietà e benefici</strong></p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Antiossidante e anti-age</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Multivitaminico e ricco in sali minerali</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Benefico per il sistema immunitario</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Antibatterico e antivirale</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Diuretico e detox</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Previene il colesterolo e mantiene bassa la pressione</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rinforza l’intestino, aiuta lo stomaco e protegge il cervello</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Antiinfiammatorio e antitumorale</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rinforza le ossa, contrasta l’artrite e aiuta i reni</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Previene la perdita di massa e forza muscolare</p><p>3. <strong>Come assumere la melagrana per avere i maggiori benefici.</strong></p><p>Il miglior modo è estrarne il succo, la quantità consigliata è di 250 ml al giorno.</p><p>4. <strong>Come sgranare e spremere una melagrana</strong>.</p><p>Spremere una melagrana è molto semplice. Occorre uno spremiagrumi, spremendo la melagrana uscirà il succo.</p><p>5. <strong>Controindicazion</strong>i</p><p>Il consumo ad alte dosi o l’assunzione dell’estratto dalla corteccia può provocare complicanze salutari.</p><p>6. <strong>Utilizzi della melagrana e dei suoi chicchi.</strong></p><p>I chicchi si possono consumare semplicemente conditi con succo di limone o possono essere utilizzati in delle macedonie. I chicchi di melagrana si possono consumare anche in insalate di cavolo rosso o in delle insalate di cereali.</p><p>I chicchi si possono utilizzare con la frutta secca per preparare il cous cous o unire al farro e all’uva per insalate.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>Il Melograno</strong></p><p>Quando Gesù sul Calvario salì</p><p>dalla sua fronte sangue rosso ne uscì</p><p>L’apostolo timoroso quando il corteo fu passato</p><p>raccolse i sassolini dal sangue arrossato</p><p>poi in un sacchetto con gran devozione</p><p>ripose quelle reliquie preziose senza esitazione</p><p>Quando la sera gli apostoli tutti insieme</p><p>si unirono afflitti per aver perso ogni Bene</p><p>egli prese dal sacchetto i preziosi sassetti</p><p>per offrirli ai compagni come segni benedetti</p><p>Ma al posto dei sassi era apparso d’improvviso</p><p>un frutto tondo, liscio da un ramo reciso</p><p>Portava di sotto una corona fiorata</p><p>che ricordava del Cristo quella spinata</p><p>Dentro, i suoi chicchi rossi, dolci e succosi</p><p>eran come gocce di sangue, preziosi</p><p>Da quei sassetti era nato così</p><p>il Melograno che noi tutti impreziosì</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2175782830/d69e22b75454bb5a56523a7859c1431a/Diapositiva1.GIF" />
         <pubDate>2023-11-06 21:22:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2778676154</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;arancio 1I</title>
         <author>marrazzomariaclementina027</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2779596905</link>
         <description><![CDATA[<p>La&nbsp;<strong>Giornata Nazionale degli Alberi</strong>, celebrata ogni 21 novembre, è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con la Legge n.10 nel 2013, con l’intento di promuovere, tra le altre cose, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e l’importanza del patrimonio arboreo.</p><p>Questa Legge ha apportato anche un’altra importante novità: ha formulato la prima definizione univoca a livello nazionale di “<strong>albero monumentale</strong>”, nonché previsto disposizioni per la tutela e salvaguardia di questi alberi. Dal 2013 è stato quindi istituito l’<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11260">elenco degli alberi monumentali d’Italia</a>” dove ogni Comune e Regione potrà aggiungere quelli presenti sul proprio territorio dopo averli censiti in coordinamento con i carabinieri Forestali.</p><p>Se tutti ormai sappiamo come qualunque albero sia in grado di assorbire anidride carbonica e sostanze inquinanti rendendo l’aria della nostra città più pulita, mitigare le alte temperature estive creando delle zone d’ombra e aiutarci a contrastare il cambiamento climatico, non tutti ancora sono a conoscenza di cosa sia un albero monumentale.</p><p>Gli alberi monumentali sono dei veri e propri&nbsp;<strong>testimoni della storia, protagonisti del passaggio del tempo e delle tradizioni dei luoghi in cui vivono.</strong>&nbsp;Sono solitamente esemplari maestosi e affascinanti che possiamo considerare come alberi “speciali” a cui è stato riconosciuto un particolare pregio. L’attribuzione del carattere di monumentalità deve corrispondere ad un determinato valore dell’albero, che può essere di tipo:&nbsp;<em>biologico ed ecologico</em>, quando l’età è particolarmente avanzata, dimensioni, forma o portamento sono eccezionali, o in caso di rarità botanica in un certo contesto territoriale;&nbsp;<em>storico, culturale o religioso</em>&nbsp;se l’albero ha ruolo identitario per la comunità locale e ne testimonia la cultura, la memoria collettiva e le tradizioni;&nbsp;<em>architettonico</em>&nbsp;quando l’albero segna il paesaggio in termini estetici. In effetti basta pensare che alcuni di questi alberi raggiungono una circonferenza del tronco di oltre 10 metri, un’altezza di più di 50 metri e possono superare gli 800 anni di età: praticamente erano già rigogliosi mentre infuriava la rivoluzione francese, quando Dante Alighieri scriveva la Divina Commedia o Leonardo dipingeva la Gioconda ma anche quando Colombo scopriva l’America. Questo ci fa capire perché è giusto attribuire a questi alberi un valore speciale.</p><p>Gli alberi monumentali sono eredità del paesaggio di una volta, ci conducono per mano nella storia e testimoniano una grande stabilità in un mondo orami in continuo cambiamento. La loro mancata tutela significherebbe perdere non solo un albero, ma la storia e la cultura di un intero territorio.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><strong>La&nbsp;storia delle arance</strong> e degli agrumi&nbsp;è andata di pari passo con quella dell’uomo, rivestendo nel tempo un forte significato sotto l’aspetto culturale, economico, sociale, mitologico e religioso.&nbsp;Le arance&nbsp;sono tra i frutti più noti e apprezzati al mondo, sia per la più facile adattabilità alle diverse condizioni climatico-ambientali che per la versatilità dell’impiego nel settore alimentare e in quello non food, come nella cosmetica, profumeria e oggi come eco-combustibile.</p><p>&nbsp;</p><p>L’Italia nella produzione delle arance ha ricoperto sempre un ruolo fondamentale, favorita dal clima mite, dal paesaggio e natura del terreno, spesso molto vocato per la coltivazione, per la presenza del mare. Citrus Sinensis è il nome della pianta dell’arancio poichè originario della Cina e altre regioni orientali quali l’India, la Malesia, la Thailandia.</p><p>La storia ci dice, che a opera degli arabi, l’arancio amaro coltivato in India, venne inizialmente trasportato nella penisola Araba, e successivamente diffuso parallelamente alla loro politica espansionistica, nell’Africa settentrionale e in tutti i paesi del Mediterraneo. Con gli Arabi si diffonde anche l’uso alimentare, quasi a diventare un piatto tipico e status symbol per le tavole aristocratiche. Durante il periodo Rinascimentale si utilizzò l’arancio come pianta ornamentale per le residenze dei nobili, divenendo motivo d’ispirazione poetica, artistica e culturale.</p><p>E’ più incerta l’introduzione dell’arancio dolce, attribuibile per alcuni al navigatore portoghese Vasco De Gama, testimoniato dal nome dato all’arancio sino a tempi molto recenti “Portogallo”, per altri viene intestata ai navigatori Genovesi che lungo le coste del mar Nero attendevano le carovane provenienti dalla Cina e dall’India per acquistare le preziose mercanzie. Ciò spiega l’ iniziale e larga diffusione degli agrumeti in Liguria, lungo le rive del lago di Garda, in Toscana e lungo la costiera Amalfitana non favoriti però dal clima continentale, poco adatto al loro ambientamento che ha richiesto spesso di fare ricorso a strutture coperte chiamate aranciere, oggi serre.</p><p>Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento l’area di produzione e commercializzazione si spostano in Sicilia favorite da una strategica posizione territoriale e da un clima mite e dal progredire dei trasporti che determinarono lo sviluppo economico e commerciale della zona e una seria e consistente fonte di reddito per l’intera regione. Il fascino del paesaggio siciliano con i suoi incantevoli giardini è stato motivo d’ispirazione e fascino per tanti scrittori dell’epoca.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>IL Carnevale di Ivrea</strong></p><p>Il&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.storicocarnevaleivrea.it/"><strong>Carnevale&nbsp;</strong></a><strong>di Ivrea</strong>&nbsp;è uno dei più antichi d'Italia ed è l'unico che porta avanti alcune tradizioni fin dal&nbsp;<strong>Medioevo</strong>. Una delle caratteristiche più affascinanti di questo&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.focusjunior.it/comportamento/feste/carnevale/carnevale-2016-ecco-i-piu-strani-e-alternativi-d-italia/"><strong>Carnevale italiano</strong></a>&nbsp; è la famosa&nbsp;&nbsp;<strong>"battaglia delle arance"</strong>: per strada, durante la parata, scatta una vera e propria battaglia a suon di arance tra i cittadini.</p><p>La polemica, però, c'è da sempre: perché sprecare, ogni anno, ben 600 tonnellate di ottime arance lanciandole e distruggendole a terra? La risposta è semplice: perché non sono arance buone da mangiare. La&nbsp; battaglia delle arance è il&nbsp;<strong>simbolo del Carnevale di Ivrea</strong>, che tiene sempre vivo il ricordo delle&nbsp;<strong>&nbsp;lotte che i cittadini hanno portato avanti nei secoli&nbsp;</strong>per non soccombere ai soprusi dei tiranni.</p><p>La tradizione di lanciare le arance dai balconi sui carri e viceversa, si dice che sia nata nel Medioevo, quando i&nbsp;<strong>feudatari regalavano una volta all'anno una cesta di fagioli al popolo</strong>. Tale ridicola elemosina, nel tempo, portò le varie famiglie a lanciare con disprezzo i fagioli fuori dalla finestra.</p><p><strong>Durante il Carnevale questo gesto di ribellione ha preso vita attraverso diversi oggetti.</strong>&nbsp;Prima gli stessi fagioli, poi i coriandoli, i confetti e in tempi recenti le arance, che venivano usate soprattutto dalle ragazze, che dai balconi volevano farsi notare dai ragazzi sui carri.</p><p>Nel tempo quest'usanza è diventata una vera battaglia che attira tanti curiosi da&nbsp;<strong>&nbsp;tutta Italia per vedere questo scontro all'ultimo spicchio.</strong></p><p>Oggi si rischia di essere presi ad "aranciate"&nbsp;<strong>se si arriva al Carnevale senza il tradizionale copricapo rosso</strong>, che deriva da un'altra leggenda molto cara agli abitanti della città piemontese:&nbsp;<strong>la storia della Mugnaia Violetta</strong>, una leggenda che dimostra come&nbsp;<strong>il popolo si sia sempre ribellato alle ingiustizie dei potenti.</strong></p><p>Violetta, era una&nbsp;<strong>bellissima</strong>&nbsp;ragazza,<strong>&nbsp;figlia di un</strong>&nbsp;<strong>mugnai</strong>o,<strong>&nbsp;</strong>che portava un cappello rosso, molto lungo che le cadeva su una spalla.&nbsp;<strong>Promessa in sposa ad un ricco signore locale</strong>, una sera che era stata invitata al palazzo dal tiranno,<strong>&nbsp;Violetta invece di sottomettersi, lo fece ubriacare e lo uccise</strong>.</p><p>Dopo questo gesto di protesta poi, la ragazza scese in piazza e sollevò tutto il popolo contro i ricchi del paese.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/c54804c38a72fc1781a9cf795352076d/WhatsApp_Image_2023_11_12_at_16_15_23.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-07 10:35:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2779596905</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Nocciolo 1C</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785689174</link>
         <description><![CDATA[<p>Le sue origini sono molto antiche e la sua diffusione viene fatta risalire alla fine dell’ultima era glaciale, avvenuta circa 10000 anni fa .<br>Fossili ritrovati in Germania, in Svezia e in Danimarca provano che i frutti di questo arbusto facevano parte della dieta dell’uomo primitivo quando ancora non ne conosceva la coltivazione e si nutriva di bacche/frutti selvatici fra i quali c’era la nocciola. La pianta di nocciolo è stata una delle prime piante da frutto coltivate dall’uomo .<br>Originaria della Mesopotamia si è diffusa in tutta Europa, frequente specialmente nell’area del Mediterraneo e dei Balcani. Per i suoi frutti con alto contenuto in grassi la pianta di nocciolo era apprezzata sia dai greci che dai romani ed era ritenuta una pianta con doti particolari e magiche.<br>Con il suo legno venivano create le bacchette dei maghi e una delle numerose leggende che lo riguarda afferma che questo albero da frutto non possa essere colpito dai fulmini. La leggenda narra che questo fatto è dovuto alla riconoscenza della Madonna che era stata protetta da una pianta di nocciolo durante un forte temporale.</p><p>econdo alcune ricerche pare che la coltivazione di nocciolo fosse già presente in Italia in epoca romana. All’inizio del 900 fu introdotta nell’Alta Langa, per dare redditività a terreni marginali: negli anni 60-70, grazie alla scoperta delle eccellenti caratteristiche qualitative della nocciola da parte dell’industria dolciaria, in particolare la Ferrero di Alba, iniziò uno sviluppo della coltivazione in tutto il territorio della Langa in Piemonte.</p><p>Il nocciolo, oltre ad essere una pianta utilizzata a scopo alimentare, ha molte proprietà. Simbolo di saggezza e comunicazione, è utilizzato per il benessere dei polmoni e del fegato.</p><p>Il nocciolo ci permette di entrare in contatto con la parte sognatrice di noi, aiutandoci a vedere ciò che ci rende più felici e gioiosi. Questo albero insegna a stare nel flusso dei nostri sogni e ad identificare quelli che ci appartengono di più. La mente è attiva ma lucida così da permettere un maggiore contatto con la creatività e l'intuito.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/eb61c217ce174db7edd7e3184d7f1397/694f22ab_09ff_423f_b13c_cc03bef1e2d4.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-11 14:12:35 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785689174</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Fico 1D</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785697644</link>
         <description><![CDATA[<p>C'era una volta un albero di fico bianco che mentiva sempre, dicendo che i suoi fichi erano buonissimi. Li provarono almeno 10 animali, ma dissero che facevano schifo. Un giorno l'albero decise di dare un ultimo tentativo al gusto dei suoi fichi, e li assaggiò: notò che erano buonissimi. Corse a dirlo agli altri, ma nessuno lo credeva più, dato che quella era una bugia che diceva sempre. La favola insegna che, se menti sempre, quando dici la verità nessuno ti crede.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/57210a6a6244b274c2a54f5fe6737ddd/1b9d8a11_2b52_4788_9555_85f3d33408fc.jpeg" />
         <pubDate>2023-11-11 14:30:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785697644</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Ciliegio 1H</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785704329</link>
         <description><![CDATA[<p>Ci sono ore composte da minuti e altre da ciliegie</p><p>Due Ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare. Li vide una Nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie… ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono.</p><p>Li vide una Tempesta, che mossa a compassione, urlò dal dolore ed agitò i loro rami… ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono.</p><p>Li vide una Montagna, che mossa a compassione, tremò dal dolore ed agitò i loro tronchi… ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono</p><p>Nuvola, Tempesta e Montagna ignoravano, che sotto la terra, le radici dei Ciliegi erano intrecciate in un abbraccio senza tempo.</p><p>Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/7f6463b75dedddff5a2900c6092124ea/Progetto_senza_titolo__3_.png" />
         <pubDate>2023-11-11 14:44:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2785704329</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;albero e i suoi frutti</title>
         <author>rossanamele</author>
         <link>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2786338339</link>
         <description><![CDATA[<p>La festa dell'albero presso la Scuola Secondaria di I Grado "A.Criscuolo"</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2190414169/fbf88c450c7894f2456e6d93c468e503/alberoridimens1.png" />
         <pubDate>2023-11-12 20:15:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossanamele/2n3s0qu86q2s0wf0/wish/2786338339</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
