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      <title>Enrico Mattei  by Chiara Gigliotti</title>
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      <description>by: Chiara Gigliotti e Martina Morana</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-10 12:47:19 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;infanzia</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Enrico Mattei nasce il 29 aprile 1906 ad Acqualagna in provincia di Pesaro, da Angela Galvani e Antonio. Nel 1919 il padre da brigadiere dei carabinieri è promosso maresciallo: per questo la famiglia si trasferisce a Matelica, in provincia di Macerata. Finite le scuole elementari, Enrico entra in collegio a Vasto, dove frequenta la scuola tecnica inferiore. Le ristrettezze economiche della famiglia e la rigida disciplina imposta dal padre lo spingono a cercare subito un’autonomia, anche di tipo economico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>Da garzone a fondatore di impresa</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il padre lo fa assumere nella fabbrica di letti di Scuriatti, come verniciatore di letti di metallo, poi nel 1923 entra come garzone alla conceria Fiore. La carriera di Mattei nell'azienda è rapida: prima operaio, poi aiutante chimico e a soli vent'anni, diventa direttore del laboratorio. Il salario più alto gli permette di aiutare la famiglia, così nel 1926 riesce ad aprire un negozio di stoffe per la madre. Nel 1927, compiuto il servizio militare, torna a Matelica e diventa il collaboratore principale del proprietario della conceria. Però, cominciano a sentirsi gli effetti della crisi economica generale e gli affari iniziano a peggiorare: nel 1929 la conceria chiude e Mattei si trasferisce a Milano, dove continua la sua attività industriale aprendo insieme alla sorella e al fratello la sua prima fabbrica, un piccolo laboratorio di oli emulsionanti per l'industria conciaria e tessile. Grazie alle competenze tecniche acquisite negli anni e alla tenacia, nel 1934 fonda l'Industria Chimica Lombarda, nella periferia industriale di Milano. Lo sviluppo dell'impresa assume un ritmo veloce e cresce rapidamente anche il fabbisogno di materie prime. Mattei tenta di trovare una propria fonte attraverso l'integrazione verticale dell'impresa e condotta un'analisi attenta delle possibilità offerte dalla pesca nel Mar Rosso, prepara un progetto per la creazione di una flottiglia da pesca e di uno stabilimento per il primo trattamento del pescato. Presenta il progetto al ministero delle Corporazioni e chiede una concessione per la pesca industriale in Eritrea, sperando di ottenere dalla pesca di squali e delfini i grassi che gli servono. Il fratello Umberto si reca nel Mar Rosso in maggio ma la conservazione del pesce e la sua lavorazione in loco, si mostrano difficili, e dopo un primo atteggiamento positivo del Ministero, il progetto viene insabbiato, forse anche per l'opposizione degli altri operatori italiani del settore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:27:20 UTC</pubDate>
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         <title>Verso un impresa energetica nazionale </title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165667563</link>
         <description><![CDATA[<div>Ma non è solo un grande imprenditore. Nel 1943 si avvicina alla democrazia cristiana e durante la Resistenza milita nelle brigate partigiane cattoliche. Nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra in Italia, Mattei viene incaricato di liquidare e in sostanza di privatizzare l'Agip, l’Azienda Generale Italiana Petroli, costituita nel 1926 dallo Stato italiano per sviluppare una propria attività petrolifera. Sceglie di non seguire questa indicazione, per realizzare un obiettivo che ritiene fondamentale: garantire al Paese un'impresa energetica nazionale, in grado di assicurare quanto serve ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali. Raddoppia la perforazione dei pozzi, sfrutta al meglio la ricerca mineraria nella Val Padana, sceglie le alleanze necessarie all’interno del governo e dei partiti che lo sostengono per realizzare ciò che per il momento è solo nella sua mente. Ci riesce nel 1953 con l'istituzione dell'Eni - dopo una lunga e travagliata discussione - iniziata nel 1947, tra chi sosteneva ad oltranza l'iniziativa privata e quanti erano fautori di una forte presenza dello Stato nell'economia. Mattei riesce ad affermare il ruolo strategico dell'energia nello sviluppo economico italiano e a ispirare fiducia nel possibile miracolo dell'indipendenza energetica. È tra i primi a coltivare lo spirito di frontiera e il rispetto delle culture diverse.  Inizia a cercare contatti diretti con i paesi produttori: tratta con la Libia per sfruttare il petrolio nel Sahara, finanzia i movimenti di liberazione dell'Algeria, firma contratti con la Tunisia ed il Marocco, propone a Iran e Egitto accordi vantaggiosi e all'inizio degli anni Sessanta fa accordi con la Russia. Per portare avanti il suo progetto finanzia e corrompe i partiti politici italiani che possono aiutarlo. L'obiettivo è sempre più chiaro, lo afferma lo stesso Mattei ad un congresso: la politica del monopolio americano è finita. Le nuove realtà politiche dei paesi produttori di petrolio rendono possibile un nuovo sistema, basato su accordi diretti tra paesi produttori e paesi consumatori di petrolio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:37:29 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;L&#39;incidente&quot;</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165670172</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 27 ottobre 1962 il suo aereo, il "Morane Saulnier 760" proveniente da Catania diretto a Linate, precipita a Bascapè in provincia di Pavia. Muoiono Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William Mc Hale. Ad oggi sono ancora discordi le opinioni sulla natura dell'incidente mortale occorso a Mattei, da varie ipotesi confermate da testimonianze di mafiosi pentiti negli anni '90, sembrerebbe che fosse stata piazzata una bomba sull'aereo e che si fosse trattato quindi di un sabotaggio. Totale incertezza si ha sui possibili mandanti, si va da ipotesi che vanno dalla CIA, alle "Sette Sorelle" (le sette grandi multinazionali del petrolio nate per lo più alla fine dell'Ottocento ad opera di alcuni famosi petrolieri), a interessi politici italiani rivali di Mattei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:46:26 UTC</pubDate>
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         <title>Se in questo paese sappiamo fare le automobili, dobbiamo saper fare anche la benzina.                                                                                                                            Enrico Mattei</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165670847</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:48:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:52:05 UTC</pubDate>
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         <title>Le indagini</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165672795</link>
         <description><![CDATA[<div>Manomissione dell'altimetro" o "bomba a bordo". Sono le due ipotesi formulate a caldo in una perizia dell'officina riparazioni motori dell'aeronautica di Novara condotta sui resti dei reattori dell'aereo precipitato il 27 ottobre 1962 a Bascapè, nei pressi di Milano-Linate. Tenuta nascosta per decenni e scoperta nella seconda metà degli anni Novanta da Vincenzo Calia, il sostituto procuratore di Pavia che riaprì le indagini sulla morte di Enrico Mattei, la perizia dell'aeronautica è una delle prove più lampanti dell'occultamento dei fatti e del depistaggio avvenuti intorno all'assassinio del fondatore dell'Eni. Come ha accertato la Procura di Pavia nel 2003, al termine delle indagini, il Morane Saulnier 760 precipitato a Bascapè era stato sabotato la sera precedente con una piccola carica di esplosivo, mentre era parcheggiato nell'aeroporto di Fontanarossa, a Catania. Mattei era stato convinto a recarsi in Sicilia dove pernottò la notte tra il 26 e 27 ottobre 1962 e dove scattò la trappola della sua eliminazione. Cosa nostra, attraverso Stefano Bontate e il boss di Riesi Giuseppe Di Cristina, fece solo un lavoro di fiancheggiamento. Il velivolo fu manomesso da mani molto esperte. A fare da innesco fu il sistema di apertura dei carrelli, che il pilota Irnerio Bertuzzi azionò quando il piccolo jet era già allineato alla pista di Linate, pronto per l'atterraggio. La perizia e varie altre carte inedite sulla sciagura di Bascapè figurano in un saggio, "Il caso Mattei", lo stesso titolo del film diretto nel 1972 da Francesco Rosi, con Gian Maria Volontè nella parte del protagonista. Di Vincenzo Calia e Sabrina Pisu.   Il magistrato, oggi procuratore aggiunto della Procura di Genova, ha scritto la prima parte del libro, che contiene il racconto dell'inchiesta e le sue convinzioni profonde. Della seconda parte è invece autrice la giornalista di Euronews Sabrina Pisu che avanza una serie di ipotesi sui presunti mandanti dell'omicidio frutto della massa di indizi emersa dalle indagini. Calia smonta la tesi dell'incidente - accreditata dalla commissione amministrativa di inchiesta istituita dall'allora ministro della Difesa, Giulio Andreotti - e dimostra come l'aereo cadde per un'"esplosione limitata non distruttiva" all'interno del velivolo, innescata dal congegno di apertura del carrello anteriore. Gli accertamenti eseguiti su piccoli frammenti dell'aereo, su oggetti personali di Mattei e su schegge estratte dai corpi riesumati, hanno evidenziato la "presenza di modificazioni" riconducibili a "una sollecitazione termica e meccanica di notevole intensità ma di breve durata, caratteristica dei fenomeni esplosivi". In pratica, la certezza di un'esplosione. L'ingegner Firrao ha anche partecipato al collegio peritale sulla sciagura di Ustica. La carica esplosiva era stata sistemata nel cruscotto, proprio davanti al sedile del pilota Irnerio Bertuzzi, a destra del quale era seduto Mattei. Bertuzzi perse il controllo del velivolo a causa della piccola deflagrazione, che invalidò tutti i passeggeri. Viaggiava a bordo anche il giornalista statunitense di Time-Life William McHale, che stava realizzando un reportage su Mattei e che accettò all'ultimo momento l'invito del presidente dell'Eni di ritornare con lui a Milano. I corpi furono in parte spappolati dall'esplosione, e frammenti umani furono espulsi all'esterno, per la disintegrazione del tettuccio in plexigas che chiudeva la cabina di pilotaggio, e ritrovati sparsi per i campi lungo la traiettoria opposta a quella di caduta dell'aereo. Uno dei testimoni chiave, l'agricoltore Mario Ronchi, che aveva visto nel buio della sera l'aereo in fiamme girare a vuoto nel cielo e che fu il primo ad arrivare sul luogo del disastro, fu convinto a ritrattare le interviste che aveva rilasciate al Corriere della Sera e alla Rai. Intorno al relitto - scrive Calia sulla base delle testimonianze - c'era un brulicare di uomini delle forze dell'ordine, di personale dell'Eni e di agenti in borghese del Sifar, il servizio segreto militare dell'epoca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 13:55:04 UTC</pubDate>
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         <title>Attività di depistaggio e ordini dall&#39;alto</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165681097</link>
         <description><![CDATA[<div>L'aspetto più interessante e sconcertante è l'enorme e sistematica attività di depistaggio e occultamento delle prove fatta emergere da Calia con la sua tenace azione giudiziaria frutto di centinaia di interrogatori avvenuti nel più assoluto riserbo e della consultazione di documenti che fanno luce sul delitto. Testimoni ripescati da Calia a distanza di oltre trentacinque anni hanno dichiarato che l'ordine proveniente dalle alte sfere militari e politiche era di dimostrare che l'aereo fosse venuto giù per il maltempo o per una manovra errata del pilota, anche se su Linate la visibilità era buona, quella sera scendeva solo una leggera pioggia, come dimostrano le prove raccolte dal magistrato. Parti dell'aereo, tra cui il carrello anteriore tranciato di netto con la gomma integra, furono ritrovati a molte centinaia di metri dal relitto, come conferma il vastissimo repertorio fotografico rinvenuto da Calia, mai consultato dalla commissione di inchiesta né dai magistrati che indagarono all'epoca. Se l'aereo si fosse fracassato nell'impatto violento con il suolo, i rottami sarebbero dovuti rimanere intorno al relitto e i corpi all'interno della cabina, mentre la macabra presenza di arti e brandelli di carne penzolanti dagli alberi e della mano di Mattei trovata tranciata provavano l'esatto contrario. Era inoltre evidente che se l'aereo fosse esploso e si fosse incendiato a terra, le foglie dei pioppi a pochi metri di distanza avrebbero dovuto presentare almeno qualche segno di bruciatura. Invece gli alberi erano integri, come ha accertato Calia. E i resti umani trattenuti dai rami, sparpagliati in un raggio molto ampio, non potevano che essere "piovuti" dall'alto: dimostrazione ulteriore che il piccolo jet fu danneggiato in volo nel momento in cui il pilota, già in fase di atterraggio, aveva azionato la leva di comando delle ruote, che fu infatti rinvenuta in posizione "carrello giù". Il racconto di Calia è sorprendente per la quantità di prove e di testimonianze che il magistrato riesce a recuperare a distanza di così tanti anni e nonostante tutte le reticenze, le resistenze, i silenzi che ancora oggi avvolgono la vicenda di Enrico Mattei.<br>Un delitto maturato nelle alte sfere dello Stato, i cui mandanti non andavano ricercati all'esterno, tra le "sette sorelle" del petrolio con cui il presidente dell'Eni era ormai in procinto di scendere a compromesso, ma all'interno: nei potentati della Dc e negli apparati dello Stato più esposti nella lotta internazionale contro il comunismo, i quali vedevano in Mattei - nella sua straordinaria capacità di manovrare il parlamento e i partiti e di condizionare la politica estera - un nemico da abbattere. <br>Nell'immaginario collettivo la sciagura di Bascapé era stata fissata come un incidente e tale doveva restare. E tutti coloro che si discostarono dalla narrazione ufficiale dei fatti furono, in qualche modo, neutralizzati. Alcuni ci rimisero la vita, forse s'erano avvicinati troppo alla verità, altri si lasciarono comprare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 14:22:18 UTC</pubDate>
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         <title>La scia di sangue</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165682952</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cadavere di Mattei lascia sul campo una scia di sangue impressionante. La più inquietante è la morte di Marino Loretti, il motorista dei due Morane Saulnier con cui viaggiava Mattei. Loretti fu accusato di aver dimenticato un cacciavite nel motore di uno dei due jet durante un'attività di manutenzione (vicenda passata alla storia come "attentato del cacciavite"). In realtà il cacciavite era stato lasciato apposta da qualcun altro affinché la responsabilità potesse ricadere su Loretti: il quale fu rimosso dall'incarico e trasferito in Africa. Un tecnico di grande esperienza, veniva così allontanato dai Morane Saulnier prima dell'ottobre 1962, mentre il presidente dell'Eni riceveva pesanti minacce di morte e l'efficienza e la vigilanza sui suoi aerei divenivano ancora più importanti per la sua sicurezza. Loretti finì per dimettersi dall'Eni e per andare a lavorare per una piccola compagnia aerea. Morì nel 1969 pilotando un piccolo aereo tra Ciampino e Roma Urbe. I due motori si piantarono in fase di decollo e l'aereo precipitò. Qui comincia un'altra storia: Calia acquisisce agli atti le carte della commissione d'inchiesta che aveva accertato come causa dell'incidente di Loretti la mancanza di carburante e scopre, attraverso documenti e testimonianze, che l'aereo aveva cherosene più che sufficiente e che i motori s'erano piantati perché qualcuno durante la notte, a Ciampino, aveva versato parecchi litri d'acqua nel serbatoio. Loretti fa in sostanza la stessa fine di Mattei. E muore pochi mesi dopo aver inviato una lettera a Italo Mattei, fratello del fondatore dell'Eni, dove scrive di essere stato allontanato in modo intenzionale dall'incarico di motorista e di poter suggerire, con le informazioni di cui è in possesso una nuova pista investigativa sulla morte di Enrico Mattei.<br>Perché la commissione d'inchiesta tacque sull'acqua nel serbatoio dell'aereo nonostante l'esame di un campione di carburante effettuato dai laboratori dell'aeronautica militare ne avesse rilevato la presenza?Perché collaborarono alle indagini un ingegnere e un capitano dei servizi segreti? <br>Uno dei due, Romualdo Molinari, si trovava peraltro in Sicilia nell'ottobre 1962 come pilota di un gruppo di volo del comando dell'aeronautica militare di Fontanarossa nei cui hangar era stato ricoverato, nella notte tra il 26 e il 27, l'aereo di Mattei. Tante. Troppe coincidenze.<br>La scia di sangue avanza con la morte di Mauro De Mauro, il cronista del quotidiano di Palermo "L'Ora", il cui rapimento trascinerà con sé altre morti. La sera del 16 settembre 1970, De Mauro si allontana sulla sua Bmw con alcuni uomini di Cosa nostra che lo aspettavano sotto casa e sparisce nel nulla. Il suo corpo non sarà mai ritrovato. Era stato incaricato dal regista Francesco Rosi di ricostruire, per la produzione del film su Mattei, gli ultimi due giorni di vita del presidente dell'Eni, trascorsi in Sicilia. <br>Ad amici e parenti De Mauro confida di avere in tasca uno scoop che farà tremare l'Italia. Come scrisse Leonardo Sciascia, forse aveva detto la cosa giusta alla persona sbagliata o forse la cosa sbagliata alla persona giusta. Sta di fatto che le indagini della polizia, indirizzate fin dal primo momento sulla pista Mattei, furono presto abbandonate a favore di quelle dei carabinieri, i quali sostenevano che De Mauro fosse stato rapito per i suoi articoli sui traffici di stupefacenti della mafia. <br>L'allora colonnello Carlo Aberto Dalla Chiesta, comandante della legione dei carabinieri di Palermo, ebbe uno scontro verbale con la moglie di De Mauro, che imputava invece il rapimento del marito al lavoro sulla ricostruzione degli ultimi giorni di Mattei in Sicilia che lo aveva assorbito nei mesi precedenti. Come De Mauro era scomparso nel nulla, così si dissolsero le indagini sul suo conto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 14:27:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 14:32:55 UTC</pubDate>
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         <title>Le sette sorelle</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>- Standard Oil of New Jersey (statunitense, oggi Exxon-Mobil), <br>- Royal Dutch Shell (anglo-olandese, rimasta Shell), <br>- Anglo Persian Oil (britannica, oggi BP), <br>- Standard Oil of New York (statunitense, oggi Chevron-Texaco), <br>- Socony (statunitense, oggi Chevron-Texaco), <br>- Standard Oil of California (statunitense, oggi Chevron-Texaco), <br>- Gulf Oil (statunitense, oggi Chevron-Texaco)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 14:45:12 UTC</pubDate>
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         <title>Filmografia e documentari</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>• 1972. Il caso Mattei, con Gian Maria Volonté, Luigi Squarzina, Peter Baldwin, regia di Francesco Rosi<br>• 2000. Processo al silenzio: il mistero della morte di Enrico Mattei, di Claus Bredenbrock e Bernhard Pfletschinger (Köln, Arte G.E.I.E., 58')<br>• 2003. Soraya, con Anna Valle, Erol Sander, regia di Lodovico Gasparini<br>• 2009. Enrico Mattei - L'uomo che guardava al futuro, con Massimo Ghini e Vittoria Belvedere, regia di Giorgio Capitani<br>•2009. Potere &amp; Petrolio: Enrico Mattei, regia di Fabio Pellarin</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 19:26:31 UTC</pubDate>
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         <title>La sitografia</title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
         <link>https://padlet.com/kiki_gigliotti/enricomattei10_04/wish/165766366</link>
         <description><![CDATA[<div>• www.lastoriasiamonoi.rai.it<br>• www.disinformazione.it<br>• www.eni.it<br>• www.cronologia.leonardo.it<br>• <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei">it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-10 19:46:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>kiki_gigliotti</author>
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         <pubDate>2017-04-10 19:58:30 UTC</pubDate>
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