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      <title>Il mio taccuino by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-03 17:25:45 UTC</pubDate>
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         <title>Vaghe Stelle attraversano Milano. Una carovana nel sud della metropoli.</title>
         <author>erikabasso1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Cinque giorni di cammino tra centro e periferia, alla scoperta di una Milano "città di campagna"<strong> </strong>sconosciuta a chi non la abita.  Un <strong>trekking urbano</strong> proposto dall'associazione Vaghe Stelle di Vicenza, in collaborazione con Georama di Milano, al quale ho partecipato come studentessa di Scienze per il Paesaggio. </p><p>Camminare è un atto silenzioso ma potente, permette di entrare in relazione con il territorio, andando oltre la dimensione del visibile. Come spettatori che, sfidando le regole, si alzano dalla poltroncina e, salendo le scalette, raggiungono il palcoscenico per toccare, annusare, vivere la realtà che si mescola con la sua rappresentazione.</p><p>Con la volontà di andare oltre gli stereotipi, curiosi di sentire una versione diversa della storia, ci siamo lasciati guidare da Gianluca di Georama, milanese da sempre, architetto di professione, che ha saputo "spiegare" la città come si fa quando si apre la carta che la rappresenta.</p><p>In questo attraversamento lento ho ritrovato molti dei temi affrontati a lezione durante i vari corsi.</p><p><strong>L'importanza dell'acqua per la città.</strong></p><p>La ricchezza di Milano è fondata sulla capacità dei suoi abitanti di gestire e governare, fin dai primi insediamenti, l'acqua. Una linea di risorgive divide in due la pianura, arida a nord, dove nasce l'industria, irrigua e fertile a sud, dove il terreno si presta allo sviluppo di agricoltura e allevamento. L'acqua viene sapientemente distribuita in tutto il territorio mediante un sistema di canali artificiali, i <strong>navigli</strong>, che permettono l'irrigazione, il deflusso dei reflui, il trasporto dei materiali e la navigazione. Attorno all'acqua si sviluppano l'agricoltura, l'allevamento, l'industria, il commercio, facendo di Milano una città di riferimento a scala europea. Dell'ingegno dei milanesi nell'uso dell'acqua è rimasta ancora oggi qualche traccia nei vasti terreni che, fino a poco tempo fa, ero coltivati con la tecnica della <strong>marcita</strong>. Sfruttando il calore dell'acqua di risorgiva, i campi venivano allagati nel periodo invernale; in questo modo si evitava il congelamento e si permetteva all'erba di crescere e fornire un ulteriore taglio per il bestiame. </p><p><strong>La città si espande e si modella a seconda delle esigenze e delle pratiche di chi la abita.</strong></p><p>Come tutte le città antiche, anche Milano si espande a cerchi concentrici attorno ad un cuore storico. Le vecchie mura vengono smantellate per creare le nuove e, man mano che si allargano, dividono l'interno dall'esterno. i cittadini dai contadini, la città dalla campagna, le case borghesi dalle cascine. Col passare del tempo le mura vengono sostituite dal tracciato ferroviario, poi dalle tangenziali, linee di confine capaci di inghiottire con forza centripeta chi le percorre e, con una forza uguale e contraria, sbalzarli fuori. Lentamente cambiano i riferimenti spaziali: i grattaceli come nuovi campanili, unici elementi verticali, aiutano ad orientarsi nella città.  Allo stesso modo i centri commerciali diventano i nuovi luoghi di aggregazione sociale, le chiese e le piazze si svuotano. La città si espande velocemente, la popolazione cresce, le abitazioni diventano sempre più alte grazie al cemento armato, che sostituisce il cotto locale. Come un organismo vivente la città si modella in base alle funzioni e alle pratiche dei suoi abitanti, mutando le forme, gli spazi, i volumi. Ogni piccolo dettaglio ha in sé una storia, dalla toponomastica agli stili architettonici, dalla forma dei quartieri a quella dei campi, la città si racconta a chi la sa leggere e ascoltare.</p><p><strong>E infine gli abitanti, vegetali, animali e umani, attori e spettatori dei processi urbani,</strong></p><p>Abbiamo attraversato Milano lentamente, entrando e uscendo dalle vie, zigzagando tra centro e periferie. Ci hanno accolto come pellegrini cooperative sociali che operano ai margini della città, con chi quei margini li vive: immigrati, disabili, persone in difficoltà. Abbiamo cenato e dormito in strutture come Barrio's, Ri.Abi.La, Terzo Paesaggio e Cascina Biblioteca. Realtà che si sono raccontate a noi nel loro impegno quotidiano di partecipazione attiva nel territorio e nella vita sociale di Milano.</p><p>Un'esperienza generosa che ha saputo donarmi racconti e incontri, spunti di riflessione e nuove vie da percorrere dentro al nostro amato mondo del paesaggio.</p><p>Grazie!</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-03 19:02:47 UTC</pubDate>
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