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      <title> I nostri testi by Savina Gravante</title>
      <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm</link>
      <description>Laboratorio sul testo narrativo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-16 15:26:07 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-12-05 16:59:38 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2185939041</link>
         <description><![CDATA[<div>E' arrivato il momento di condividere i testi scritti. Inserite un post ricopiandoli dal vostro quaderno</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-16 15:32:21 UTC</pubDate>
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         <title>La violenza sulle donne -Arianna</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2186033762</link>
         <description><![CDATA[<div>A cosa serve lo psicologo? Qualche anno fa avrei risposto:" Serve solo ai malati." Invece grazie ad Andrea sono rinato. Oggi dico:" Lo psicologo serve ad ognuno di noi. Ero una persona violenta." Finalmente è martedì, oggi vado alla mia prima seduta dallo psicologo. Sono agitato. Ho mille pensieri in testa. Sudo freddo sotto la mia bombetta nera. É arrivata la metro, dall'agitazione inciampo nello scalino. Mi siedo altrimenti svengo. Mi vergogno del mio comportamento durante gli anni di frequentazione con Lavinia. Sento la voce dello speaker:" Fermata Garibaldi." Mi preparo per scendere, indosso la mia bombetta nera e prendo il mio ombrello. Anche se c'è il sole l'ho preso, in questo periodo tutto mi sembra più cupo. Cammino verso lo studio del dottore. L'ansia mi sta mangiando lo stomaco, le gambe mi tremano, fortunatamente trovo un muretto dove fermarmi. Dopo una manciata di minuti riprendo a camminare. Sono arrivato lego sull'insegna dello studio:"Andrea Marchetti". Ho scoperto il suo nome. Mi preparo la presentazione. Mi faccio coraggio ed entro. Subito una luce bianca mi acceca, mi copro il viso con la mano e prendo posto nella sala d'attesa. Fortunatamente non c'è nessuno non avrei resistito un altro minuto. Sento dei passi, mi raddrizzò e vedo una porta aprirsi. Sono pronto. Da questa porta esce un uomo più o meno della mia età, ha un camice da questo deduco che sia il dottor Andrea. Infatti . Si presenta:" Salve lei deve essere Mario dico bene?" Rispondo:" Esatto lei il dottor Andrea giusto?" Annuisce e mi invita ad entrare. Mi sposto nella stanza dove dovrò raccontare tutto, do</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-16 16:26:46 UTC</pubDate>
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         <title>Un giorno capi che non faceva per me - Maria Cusano</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2195996040</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutti pensano che i bambini non capiscono, non sentono e non vedono quello che succede nelle loro case. I bambini fanno finta di non vedere e sentire per non far star male la persona che amano e che ogni&nbsp; giorno soffre e sta male. I bambini ogni giorno fanno qualcosa per distrarsi dalle urla e insulti dei genitori. Io mi chiamo Luca ed ogni giorno assisto a delle scene brutte&nbsp; perche vedo la mia&nbsp; mamma soffrire.<br>Ora voglio raccontarvi la storia della&nbsp; mia&nbsp; mamma. Inizio' tutto un giorno quando il&nbsp; papa' torno' dal lavoro e la mamma vide che il papa' era ubriaco e a me disse&nbsp; di&nbsp; andare nella mia camera, lei disse a mio padre di mettersi sul divano e&nbsp; riposare, ma papa' inizio ad insultarla fino a farla sentire male. Poi lui si addormento' e mamma&nbsp; comincio'&nbsp; a preparare la cena e cosi' si tranquillizzo', poi papa' si&nbsp; sveglio' ed iniziammo a cenare. Alla&nbsp; mamma cadde dell' acqua su tavolo e papa' inizio' ad insultarla e&nbsp; picchiarla io corsi subito in camera mia e mi misi sul letto con il mio orsacchiotto per non sentire le urla e il pianto della mamma. Un giorno la&nbsp; mamma stava sistemando le cose del papa' lui disse alla mamma&nbsp;<br>dove la mia maglia, la mamma rispose lo lavata il papa' inizio' a picchiarla la prese a calci a pugni lei era a terra papa' usci  di  casa ed io andai in suo soccorso chiamai la nonna e gli spiegai tutto chiamammo l' ambulanza  e portammo la mamma all' ospedale. Lei stava molto male io ero preoccupato la nonna mi disse  di stare calmo ma io non  riuscivo. Dopo  un mese la mamma si riprese e cosi insieme alla nonna andarono  a denunciare a papa'. Dopo poco decidemmo di fare una bellissima vacanza per  distrarre  la mamma e ci  riuscimmo perche' si diverti tantissimo e da li alla mamma  le  torno' di nuovo il sorriso in volto. Voglio dirvi quando una  persona che  amate  e  volte bene sta soffrendo statele vicino e aiutatela.<br>&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 14:37:23 UTC</pubDate>
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         <title>Erano solo graffi- Rita Mandato </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196044231</link>
         <description><![CDATA[<div>Quanti volti ha la violenza? La violenza non avra` mai un solo volto, ne avra` sempre di piu` e ogni vittima avra` altrettante maschere con cui coprire ogni singolo segno che viene causato sul corpo e sull'anima.Non immagini quante volte ho provato a coprire quei maledetti segni che ricoprivano il mio corpo , cercando di convincere tutti, perfino me stessa che essi non fossero niente, solo piccoli lividi,graffi o cicatrici causate da piccoli urti, dicendo che fossi scivolata. Ma chi voglio prendere in giro, mi sto solo facendo del male, sto solo mentendo a tutti, sto semplicemente peggiorando la situazione. Ho deciso pero` di porre fine a questo, raccontando la mia storia sperando che sia di aiuto per moltissime altre donne vittime di violenza. Era un pomeriggio come gli altri, ero seduta sul divano che bevevo un the, sperando che arrivsse il piu` tardi possibile, anche se sapevo che si sarebbe concluso allo stesso modo di quello prima&nbsp; di quello pprima ancora. Con uno schiaffo e qualche calcio per un qualsiasi motivo inutile, aveva solo il gusto di farlo. Quel giorno pero`fu diverso, quei calci divennero piu` forti e quegli&nbsp; schiaffi si moltiplicarono.Non si fermo` a questo . Continuo` con le parole, insulti, fino a che non mi fece sbattere a terra con forza. Quella botta la sentii molto, piu` delle altre. Provai a rialzarmi. Non ci riuscii. Lui provo` a svegliarmi ma non ci riuscii. Se ne ando`. Lasciandomi li a terra senza sensi. Dopo poco&nbsp; ,fortunatamente, iniziarono a bussare al campanello, io ovviamente provai a rialzarmi e a urlare aiuto, con scari risultati, fino a che la porta nnon si apri`. Era mia sorella.Subito si precipito` verso di me cercando di capire cosa mi fosse successo:' Perche` sei a terra? Ti senti male?'' mi chiese. '' ...'' Provai a rispondere, ma non ci riuscii. Capi` pero` che era stato lui dalla casa in disordine e dai miei lividi violacei. Chiamo` subito l'ambulanza con le lacrime agli occhi &nbsp; e la voce tremolante, cercando di spiegare nel miglior modo possibile la situazione :'' Pronto, mia sorella e` stesa a terra senza sensi in via...'' Continuo` cosi la conversazione.Subito dopo arrivo` e mi portarono in ospedale. Non era niete di che , solo un piccolo urto esteriore, ma una gradissimo interiore. Che pero` ha aiutato convincermi a denuncire colui che ha peggiorato la mia vita, facendomi sentire sbagliata e ingiusta.<br>Spero che come me avrete una persona a ci confidare tutte le vostre paure e preoccupazioni snza timore di essere giudicate. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:06:14 UTC</pubDate>
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         <title>Una denuncia dopo 3 anni</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196054120</link>
         <description><![CDATA[<div>Giuseppe&nbsp;Savastano<br>"No tranquilla non è niente" risposi alla mia amica, "Adesso vado, sono molto indaffarata, ci sentiamo dopo." Era sera e appena entrai dalla porta di casa, c'era mio marito ad aspettarmi nel salone. Mi chiese dove fossi andata senza il suo permesso, io gli risposi chiedendogli scusa però iniziò subito ad urlarmi contro e alla fine mi diede uno schiaffo buttandomi a terra, lui prese la giacca e uscì sbattendo la porta. Dopo quasi dieci minuti di pianto e di sofferenza, mi alzai, andai in bagno, mi guardai allo specchio e mi asciugai le lacrime che mi scorrevano lungo la faccia. Al suo rientro non dissi una parola, anche se lui mi urlò dicendomi di preparare la cena. Mentre mangiavamo iniziò a farmi delle domande su quello che fosse successo quel pomeriggio e su cosa avessimo fatto, così gli raccontai tutto. Il giorno dopo mi segregai in casa, avendo paura che mi picchiasse di nuovo, iniziai a pensare quando lo sposai, quel giorno ero felice non avrei mai pensato ad arrivare a tutto questo, così per nostalgia presi l'album fotografico e lo sfoglai tutto ripensando a quei bei momenti. Aprendo il cassetto del salone trovai dei CD sui quali c'erano i video del matrimonio. Ad un certo punto mi chiamò l'amica di ieri chiedendomi come stessi, come mai non mi fossi fatta sentire e con voce quasi singhiozzante le dissi che ero stata impegnata con le faccende di casa, poi mi chiese se quel pomeriggio potevo uscire per svagarmi, però le dissi che ero impegnata con mia madre, finimmo di parlare con il rientro in casa di mio marito. Lui mi chiese con chi stessi parlando, però gli mentii dicendo che parlavo con mia madre del lavoro. Avevo paura che si arrabbiasse, così pensando di fare la cosa giusta il pomeriggio andai da mia madre che,dopo averle raccontato tutto, mi diede il coraggio di andare a denunciare il tutto però alla fine scelsi di andarci il giorno dopo, così tornai a casa e finì la giornata così. Il giorno dopo andai dai carabinieri e denunciai tutto ciò che mi è capitato in tre anni. Oggi mi ritengo una donna fortunata e se posso dare un consiglio, a tutte le donne che hanno avuto il mio stesso problema, è quello di denunciare subito.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:12:12 UTC</pubDate>
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         <title>Una guerra che dovra&#39; pur finire MARIA CUSANO                                                         </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196061012</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggi ore sei e trenta di mattina e' cominciato tutto, bombe, armi&nbsp; da fuoco e carri armato si cominciarono a vedere&nbsp; e sentire nel buio. Io ero molto preoccupata e spaventata mamma mi diceva di stare tranquilla&nbsp; e non preoccuparmi perche' non era nulla. Pero' le bombe erano sempre molto piu' forte tutti scappavano e c' erano case che cadevano a&nbsp; pezzi, io, la mamma e mia sorella&nbsp; c' e' ne scappammo in un sotterraneo dove c' erano tante altre&nbsp; persone tra cui bambini,famiglie e tantissimi neonati. Addirittura una ragazza ha dovuto partorire in una&nbsp; metro per fortuna che c' era un medico&nbsp; che ha fatto dii tutto per farla stare&nbsp; bene. Io ero ancora piu' preoccupata perche' mio padre era sul&nbsp; fronte per combattere, poi tutte le famiglie cominciarono a scappare dal paese e cosi iniziammo' a scappare con loro pero' papa' era&nbsp; ancora li ma lui voleva che almeno noi potevamo scappare dal paese noi non volevamo pero' lo facemmo solo perche' lo disse papa'. Vi posso dire solo che c' era tanta gente con le&nbsp; macchine file lunghissime noi eravamo dentro ad un pulmino che ci venne ad aiutare per andare nei paesi tranquilli. Io ero molto piu' tranquilla perche' sapevo che stavamo&nbsp; andando in paesi dove tutto quel terrore e orrore non c'era pero a me e&nbsp; alla&nbsp; mia famiglia dispiaceva tanto lasciare il paese dove sia cresciuti per tanto tempo. Io dietro mi portai il&nbsp; mio orsetto che mi faceva molta compagnia e mi dava&nbsp; molta sicurezza e non mi faceva avere paura. Io spero che questa guerra finira' al meglio perche' li sono rimaste ancora bloccate tante&nbsp;<br>persone e bambini molto piccoli. Secondo me le persone&nbsp; che fanno queste cose dovrebbero capire che non posso no svegliarsi una mattina ed iniziare ad uccidere persone a caso e obbligare i soldati ad uccidere bambini,&nbsp; anziani e adulti che dovrebbero vivere al meglio la loro vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:16:05 UTC</pubDate>
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         <title>Testo sulla guerra in Ucraina- Annachiara</title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196061683</link>
         <description><![CDATA[<div>Erano le 05:30 quando una bomba venne lanciata. La prima bomba che, come i primogeniti, da inizio ad una serie di bombe che si scaglia su un vasto terreno incontaminato. Istintivamente presi i miei figli e preparammo le valigie. Sentivo che questo sarebbe arrivato. Mio marito mi aiutò e cercammo di fuggire. Uscimmo e vedemmo l'inferno: aerei che sganciavano le bombe, palazzi bruciati e distrutti, famiglie in fuga, bambini che piangevano, madri disperate. Iniziammo a scappare, cercando di sfuggire dalle bombe, dai pali che cadevano, dai pezzi di palazzi distrutti che volavano come delle comete. Dalle macchine infuocate che illuminavano la notte. Arrivò ,poi, mio marito che mi abbracciò e disse&lt;&lt; " Devo andare , devo salvare la nostra patria"&gt;&gt; esclamò e andò via. Io rimasi lì, come incantata, o semplicemente incredula, di tutto quello che stava succedendo. Mio figlio mi disse:&lt;&lt;" Mamma, la nostra casa..."&gt;&gt;. Mi voltai e vidi la nostra dimora distrutta. Per un attimo, solo per un attimo, tutto si fermò. Tutto quell'orrore, quella distruzione, mi fece rendere conto della cattiveria, capace di invadere la mente umana. Non riuscivo a credere che un solo BOOM riuscisse a distruggere un'intera città, ma per cosa poi?! Intanto i miei figli rimasero imbambolati, anch'essi increduli di ciò che stava succedendo, o per lo meno, non conosceva cosa fosse tutto ciò. Il caos, poi, riprese. Correvamo con la speranza di scappare da quel luogo e trovare, finalmente, la pace, forse una cosa irraggiungibile, almeno per il momento; ma io ci speravo lo stesso, perché la speranza non finisce, neanche quando si è agli ultimi istanti di vita. Erano passate ore da quando eravamo partiti. I miei figli erano stanchissimi, come me. Arrivammo verso mezzanotte alla frontiera: c'erano migliaia d persone con il nostro stesso obiettivo: scappare. Migliaia di donne, bambini, anziani ammassati l'un l'altro. Ci offrirono un pasto caldo, proprio ciò di cui avevamo bisogno. Ci addormentammo subito. Il giorno dopo ci svegliammo per il rumore provocato dal motore del pullman. Salimmo. Viaggiammo a lungo, per ore e ore, finché non&nbsp; raggiungemmo il confine con la Polonia. Un luogo meraviglioso. Osservavo, dal finestrino, i suoi meravigliosi prati, distese verdi con fiori rigogliosi. Li osservavo. Erano stupendi, bellissimi. Mi ricordavano il dolce sapore della pace, quel sapore che fino ad oggi non ho mai provato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:16:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il coraggio di una scelta ~Federica di Lucia Sposito</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196087131</link>
         <description><![CDATA[<div><br>E` una domenica di primavera, gli uccellini cantano ma nella casa di una coppia non si respira un'area tranquilla, anzi, il contrario. Nel palazzo in cui abitano, vi si sentono le grida di una donna, sono le sette di mattina mentre tutti dormono la donna soffre. Il marito della signora carla era rientrato da lavoro dopo essere stato in missione per piu` di un mesema sua moglie avrebbe preferito che sarebbe rimasto ancora un po' li`. Stefano dopo la litigata con la moglie decide di uscire di casa e di andare in visita alla mamma. Carla rimase per un po' a pensare a quello che era successo e che quelle parole le hanno fatto molto male. non e` la prima volta che accade ma le scorse volte, la donna pensava che fosse lei il problema e quindi non pensava, invece, che colui&nbsp; che sbagliava fosse Stefano. Carla per pensare ad altro decise di svolgere delle faccende domestiche&nbsp; ma mentre le compieva la donna si imbatte`nelle foto incorniciate del matrimonio. Ed e` qui che la donna penso` alla felicita` che c'era prima e la paragona all'infelicita` che domina le sue giornate.Prima, quando i due discutevano, bastava un semplice bacio, una carezza e passava tutto, ma ora la situazione rimane la stessa anche per piu` di un mese. Stefano le chiedeva se la giornata fosse stata bella, chiedeva s avesse mangiato, ed altre cose che dovrebbero essere "nomadi" in una coppia: baci, abbracci, carezze ma in quella coppia non ci sono piu`. tutto ad un tratto suona il campanello. Era sua madre.&nbsp;<br>&nbsp;"Ciao Carla!" disse la mammma<br>" Ciao mamma, non ti aspettavo..." rispose Carla<br>" Scusa se non ti ho avvisato ma... Ma scusa, come stai? Non ti vedo bene"<br>" Si... mamma.... tutto bene..."<br>" Non mi mentire, ti conosco!" disse la mamma&nbsp;<br>" Va bene, mamma scusa , si`, qualcosa non va [...]"<br>Fu cosi` che la donna decise di raccontare tutto, in cerca di aiuto, di consigli. La madre esterrefatta decise con la fglia di resititere un altro po`' e se fosse ricapitata quella situazione sarebbero andati a denunciarlo. la stessa sera, l'uomo torna ma con se` porta una lite a causa della visita da parte della madre di Carla.&nbsp;<br>- Chi ti ha detto di&nbsp; farlo entrare in casa? l'hai fatto apposta! Non sei una moglie, sei inutile, uno schifo!<br>sono queste le parole che rimbonbavano nella casa dei due. Carla subiva  in silenzio, ma quest'ultima era stanca di far parte ancora alla vita di quella giovane donna che una volta era solare, felice della vita che svolgeva. Carla decide di fare le valigie e di andare via di casa. La casa era vuota, Stefano era uscito sbattendo la porta, e vi si sentono solo le lacrime della donna. Era notte fonda quando la donna si presenta alla porta della madre e chiede aiuto. La notte sembra non passare per Carla; le parole dette da Stefano le rimbombavano in testa. La mattina seguente si recarono dai carabinieri per denunciare per "violenza psicologica" . Questa denuncia non e` una cosa facile da svolgere: non le vengono le parole per descrivere quello che la donna prova. Dopo aver  sporto denuncia, Carla si senti` libera, finalmente ha ritrovato la felicita`, e` ritornato ad essere solare: quello che un tempo era. Da quel giorno ha scelto se`. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 15:32:07 UTC</pubDate>
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         <title>Rita </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196163277</link>
         <description><![CDATA[<div>Perche` vita e` cosi` ingiusta? Me lo chiedo sempre da quando e` iniziata la guerra e mi ha tolto tutto cio` che avevo. Ora la guerra e` ancora in corso ma io ,fortunatamente, sono riuscito a superare i confini e a trovare la pace che ho sempre sognato. Nonostante cio` la paura che il mio paese possa essere </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 16:21:13 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra è sofferenza per tutti - Aurora Palladino</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196165372</link>
         <description><![CDATA[<div>È da ormai 3 settimane che mi trovo in questo nascondiglio con i miei 2 nipoti. Ovviamente non è un granché, qui sotto c'è umido, molto umido, non puoi evitare la polvere che si infila sotto il naso, ovunque tu sia. Un vero campo santo per gli allergici!!! Qui nel nascondiglio non c'è posto per un'intera famiglia, ma abbiamo dovuto improvvisare. A volte c'è qualcosa che si muove dietro le botti di vino e ripeto ai miei nipoti "State tranquilli, sono solo topolini, non vi faranno del male". Certo sono veri e propri ratti ma non posso permettermi di farli preoccupare, questi giovani hanno già troppi pensieri in testa. I miei nipoti non sono abituati a questi posti, abbiamo sempre avuto una vita di lusso, ma questa guerra non ce l' aspettavamo.&nbsp; Un'anziana come me non riesce a mantenere due bambini in tempo di guerra, mia aiuta mia cognata, abbiamo pensato di farli scappare tutti e tre dai miei parenti polacchi. Ma io? Io ormai sono anziana, non hanno più bisogno di me. Sentiamo qualcuno scendere le scale del nascondiglio, abbiamo molta paura, passi forzati sbattono sul pavimento mentre io stringo i miei nipoti. Vediamo delle sagome impotenti, era un quartetto di soldati armati, non riuscivo a calmare i bambini, ero in panico. Uno dei soldati si avvicina e inizia a farmi varie domande,  un altro soldato vedendomi in difficoltà inizia a chiedermi ripetutamente la mia carta d'identità. Io non ne avevo più bisogno, ormai era esplosa assieme alla mia casa dei ricordi. Fa segno ad un soldato di farmi fuori, all'altro di portarsi via i bambini, avevo perso qualsiasi speranza quando un altro uomo interviene, aveva una divisa diversa, probabilmente era un superiore. Disse al soldato di abbassare l'arma, tira fuori dal taschino una fotografia di una donna e scoppia a piangere con quelle mani tremanti. Era sua madre, quando partì in guerra gli avevano assicurato che sarebbe tornato subito a casa, ma non è stato così, la madre in un periodo di grave salute fisica e senza qualcuno da gli faceva da badante e la tenesse sotto controllo, morì, da sola. Io gli avevo ricordato sua madre, il dolore di non aver potuto salutarla per l'ultima volta lo affliggeva ogni giorno. Iniziai a coccolarlo e decisi di preparargli qualcosa. Eravamo studi di questa guerra, insieme siamo scoppiati in un mare di lacrime, la guerra ci stava togliendo man mano a tutti qualcosa di speciale, siamo tutti umani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 16:22:45 UTC</pubDate>
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         <title>Una cicatrice invisibile- Gaetano Spirito</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196167775</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho ancora un suo ricordo, da quando se ne e`andato non l'ho ancora dimenticato, forse a causa delle parole, degli insulti o per le bugie che raccontavo per nascondere le lacrime o i lividi. Non so se riusciro' ad uscirne fuori. lo ricordo come se fosse ieri. Ero ritornata dal lavoro piu' tardi del solito e il mio ex ragazzo appena aprii la porta mi urlo' contro e mi diede uno schiaffo ma non era da lui poi non lo fece piu' , fece di peggio, inizio' ad insultarmi e a gettarmi gli oggetti. lo capii subito che era ubriaco, glielo lessi negli occhi. dopo un po' se ne ando', e chiamai Laura,la mia migliore amica, le dissi:"Laura! lo ha fatto un'altra volta!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 16:24:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2196167817</link>
         <description><![CDATA[<div>-Ludovica<br>-Ha mai pensato di diventare famosa per cio' che ti e' accaduto in passato?- Mi domanda il giornalista.<br>-Non me lo sarei mai aspettato sinceramente, ma sono orgogliosa di quello che sto diventando: un esempio per tutte le donne- affermo.<br>-Tutti i telespettatori sono&nbsp; curiosi di conoscere la tua storia dal principio, te la senti di raccontarcela?- a quella domanda sorrido<br>-Certamente, ne sarei veramente felice-<br>(Inizio flashback)<br>-Tesoro che cosa ne pensi della nuova gonna che mi sono comprata?- gli chiesi, era esattamente il 16 luglio 2016, data&nbsp; in cui tutto e' inizato...<br>-Non mi piace, non vedi che ti fa le gambe grosse? Non hai il fisico adatto per certi indumenti.- mi disse lui con un todo duro e serio.<br>-Veramente?- gli chiesi dispiaciuta da quella risposta.<br>-Certamente, non ti sei vista? Sei ingrassata, vedi di metterti a dieta.-<br>Sinceramente molte persone mi facevano i complimenti per il mio fisico, lui era l'unica persona a cui non piaceva...<br>(Present Time)<br>-Quindi diciamo che quel gioro non vi sareste mai aspettata che avrebbe iniziato a farvi del male in modo indiretto- mi chiede il giornalista.&nbsp;<br>-Esattamente, ma all'inizio no nci feci tanto caso, pensavo che si fosse svegliato un po' nervoso quel giorno...<br>-Ando' avanti per molto tempo questo vero?-<br>-Quasi un anno...- risposi con voce leggerente spezzata.<br>(Continuo flashback)<br>-Non vali nulla, non sai neanche cucinare!- esclamo' lui.<br>-Non e' vero, non sei buona a fare nulla, fatti rivedere.- Continuo' successivamente.<br>-Posso sapere perche' mi stai trattando in questo modo?- Gli chiesi alzando eggermente la voce.<br>-Non mi piaci ecco perche' ! Sei grassa, ti trucchi male, non sai cucinare, non hai stile e non hai forme... devo continuare?- grido' lui contro di me. Avevo la vista completamente sfocata, gli occhi mi si stavano riempiendo di lacrime ed alcune di queste mi rigavano il viso.<br>-Non farti vedere fino a domani!- urlo' lui prima di sbattere la porta ed andarsene.<br>(Present time):<br>-Per quanto tempo non lo avete visto?-</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-23 16:24:29 UTC</pubDate>
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         <title>Vengo da- Maria Bueya</title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207567442</link>
         <description><![CDATA[<div>Vengo da un paese di guerra. da una barca traballante.<br>Vengo da occhi pieni di lacrime. dal vedere gli sguardi malevoli degli altri; Dal provare dolore ed amarezza, di essere esclusa, messa in disparte.&nbsp;<br>Vengo da momenti di ansia dal stare in mezzo alla gente.&nbsp;<br>Vengo anche da risate a crepapelle con amici che mi accettano per quella che sono.&nbsp;<br>Vengo dall'odore del ragù alle olive di mio padre, dagli abbracci stretti e travolgenti di mia madre.<br>Io vengo dalla voglia di migliorare e crescere, dal desiderio di finire la scuola con il massimo dei voti, per rendere i miei genitori orgogliosi di me.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 14:04:10 UTC</pubDate>
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         <title>Vengo da- Carnevale Marianna</title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207580829</link>
         <description><![CDATA[<div>Vengo da una terra bruciata, piena di sofferenze e fatica &nbsp;<br>Palazzi distrutti e instabili come i sentimenti delle famiglie distrutte<br>Una famiglia numerosa, piena di amore e affetto<br>Il nonnino con le ciliegie e la "mazzetta" come premio<br>Un corpo senza pensieri e paure ma, solo curiosità infantili<br>Dalla pasticceria di mio padre, piena di "sfogliatelle e pastiere"<br>E dall'amore e il bisogno di una nuova vita</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 14:13:13 UTC</pubDate>
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         <title>Guerra-Carnevale Marianna</title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207619463</link>
         <description><![CDATA[<div>Ora sono qui. Ho vissuto una notte di paura, piena di bombardamenti. Mi ricordo le case distrutte, le esplosioni e i pianti dei bambini spaventati. Tutto è iniziato stamattina, quando ero al supermercato con mamma. Nel silenzio, nei più profondi dei silenzi sentii un fischio rimbombare nelle orecchie. Era una bomba. Mia madre capì subito la situazione di pericolo ma era troppo tardi. In un attimo l'intero vicinato era crollato. L'ultima cosa che ricordo era mia madre che, mi prese per il braccio portandomi via. Non avevo mai visto dei carri armati. Erano come delle macchine, in cui il loro unico scopo è distruggere. La mia casa ora è la metropolitana. Tutti mi dicono che è un posto sicuro ma per me non lo è. Mi manca la mia casa piena di cibo, di affetto e amore. Mi manca giocare con mio fratello, guardare la TV e stare con la mia famiglia. Adesso abito con una centinaia di persone, ammucchiate tra di loro. Il cibo e l'acqua scarseggiano e la paura è sempre dietro l'angolo. Ho sempre desiderato avere un nuovo telefono, tutto mio. Adesso l'unica cosa che desidero è che tutto ciò finisca. Mi addormentai nelle braccia di mamma. A sento riuscivo a socchiudere gli occhi, erano gonfi, stanchi e pieni di lacrime. Il giorno dopo la situazione era la stessa, bambini che piangevano, madri spaventate e vecchietti senza speranza. Mia madre prese per mano me e mio fratello e ci portò fuori. Vidi mio padre, era su un carro armato, stavo correndo da lui ma un soldato mi bloccò. Mi vietò di passare e con le lacrime agli occhi, io, mia madre e mio fratello partimmo alla ricerca di un rifugio, di una casa. Dopo tante ore di viaggio, siamo sbarcati in Italia. Ad attenderci c'era una famiglia, pronta ad accoglierci. Ci portarono nella loro casa e una signora mi diede un peluche con la scritta "no alla guerra". Ogni giorno attendo l'arrivo di mio padre. Anche se siamo lontani, lui è qui con me, consapevole che sono al sicuro. Ora in me si è accesa una fiammella, una fiammella piena di speranza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 14:42:14 UTC</pubDate>
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         <title> Maria Cusano Considero valore </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Considero valore l' amore di una persona,un animale e di un mondo intero.<br>Considero valore ogni persona che fa ciò che vuole senza sentire i giudizi degli altri.<br>Considero valore le stelle che spendono nell' aria.<br>Considero valore tutto ciò che ci circonda cose belle e brutte.<br>Considero valore l' uso di tante parole che esprimono sentimenti ed emozioni.<br>Considero valore il sorriso di tenti bambini sfortunati.<br>Considero valore tutto ciò che é passato e quello che verrà.<br>Considero valore il divertimento insieme alle persone che si amano.<br>Considero valore una famiglia unita.&nbsp;<br>Considero valore la persona che ti ama e non ti giudica e non ti cambia.<br>Considero valore la felicità delle persone di tutto il mondo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 15:06:41 UTC</pubDate>
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         <title>Una cicatrice invisibile, continuo-Gaetano Spirito</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207686786</link>
         <description><![CDATA[<div>Dissi mentre singhiozzavo, e lei arrabbiata gridò:"Ora basta! Vieni con me!". Così corse in poco tempo da me. Durante il viaggio ad alta velocità, Laura incominciò ad insultare il mio ex dicendo che era insensibile ed altre cose del genere. Ero troppo sconvolta dall'accaduto che non ricordo più nulla. Ricordo solo che un volta arrivate un agente di polizia,mi accompagnò nella stanza degli interrogatori. Iniziò con il dirmi:" Buonasera signorina?"<br>&nbsp;"Valeria"&nbsp;<br>"Cos'è successo?"<br>"Il mio ragazzo mi ha picchiata"<br>"Quando, precisamente"<br>"Stamattina"&nbsp;<br>"Può spiegarmi cosa è accaduto nei minimi dettagli?"<br>Dopo aver raccontato l'accaduto, mi chiese di seguire l'agente. Mi portò in sala d'attesa e disse che la denuncia è stata considerata dal giudice e che presto mi chiameranno per il verdetto. Dopo alcuni giorni è arrivata la risposta. Lo hanno trovato e arrestato. Dopo questa notizia mi sono sentita libera come da un grande peso, finalmente potevo vivere la mia vita in tranquillità</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 15:34:02 UTC</pubDate>
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         <title>CONTINUO Arianna Carola</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207689847</link>
         <description><![CDATA[<div>Dove dovrò raccontare tutto, dove mi pentirò del mio comportamento durante gli anni di frequentazione con Lavinia. Andrea mi invita a sedere su una poltrona grigia di fronte alla sua postazione. Comincio a parlare:" Conobbi Lavinia un sabato sera durante una serata tra amici, subito notai la sua unica bellezza e qualche mese dopo durante un soggiorno in campeggio, le mie labbra si unirono alle sue carnose e morbide. Quella sera cominciò la nostra relazione." Sento gli occhi offuscarsi, pieni di lacrime che subito cominciano a rigarmi il viso. Andrea non se ne accorge e quindi continuo a parlare:" Dopo 5 anni di frequentazione le chiesi di sposarmi lei era al settimo cielo accettò subito. Poi Lavinia restò incinta del nostro primo ed unico figlio. Finalmente eravamo una famiglia felice." Di nuovo mi fermo sento la temperatura aumentare e una valanga di lacrime mi travolge. Andrea mi porge un fazzoletto e mi rassicura:" Ovviamente adesso non riuscirai ad avere la stessa famiglia con le medesime persone ma sono sicuro che ci riuscirai con persone diverse." Dopo un po' mi calmo e ricomincio a parlare:" In 7 anni di matrimonio non ci fu nessun tipo di violenza ma pian piano, qualcosa cominció a cambiare. Divenni sempre più geloso di Lavinia e in seguito cominció la violenza prima psicologica e poi fisica. Cominciai a denigrarla, insultarla e poi a picchiarla.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 15:36:08 UTC</pubDate>
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         <title>AURORA PALLADINO</title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207719042</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi guardo allo specchio e vedo la mia immagine riflessa, ma non mi riconosco, No, quella donna piccola e insicura, con gli occhi gonfi di pianto e uno zigomo gonfio non mi rappresenta, sono sempre stata una donna forte ma mi accorgo che con il tempo sono crollate tutte le mie certezze. Nonostante ciò prendo il fondotinta nel mobile più in alto, non volevo che mi vedessero quello zigomo gonfio. Significava mostrare il mio dolore agli altri, mi avrebbero dato della donna debole, facile da sottomettere e ingenua. Passo e ripasso il fondotinta, poi prendo la cipria e pian piano quel colore violaceo sembra svanire ma in realtà nulla potrà eliminare il dolore nell'animo.&nbsp;<br>Mentre sistemo il disordine nella stanza, un vecchio album di fotografia attira la mia attenzione, l'album era di colore grigiastro e aveva delle figure simili a cavalli delle giostre: era il nostro album di matrimonio. Prima ero così spensierata, mi divertivo a pensare a quanto sarebbe stato bello il nostro futuro e come sarei restata al suo fianco per sempre. Com'è potuto accadere tutto questo? Si è finto una persona sempre disponibile, mi supportava ma pian piano ha iniziato a cambiare i suoi modi senza che me ne accorgessi. Ho pensato che tutto si sarebbe risolto, io avevo bisogno di lui ma non dell'uomo che è ora.<br>La sera torna a casa stanco dopo il lavoro, e la stanchezza non porta a nulla di buono, la sfogherà tutta su di me. Scendo immediatamente le scale mentre lo sento urlare il mio nome; non avevo preparato la cena all'orario stabilito, si sarebbe aspettato di trovarle un bel piatto caldo e invece ho lasciato che i miei pensieri mi lasciassero perdere la cognezione del tempo. Cerco di farmi perdonare mentre preparo velocemente la minestra, ma a lui non gli importa di quello he dico, mi vede solo come un essere inferiore. Inizia ad arrabbiarsi seriamente rinfacciandomi la mia inutilità; prende la minestra, la maggior parte cade sul pavimento, l'altra sulla mia spalla.&nbsp;<br>"Quando ritorno ti farò piangere sangue!" urlò infuriato, per poi sbattere la porta; io mi sentii ancora più infuriata di lui e corro a guardarmi allo specchio, il bruciore si avverte sempre di più perciò uso una pomata. Non sono obbligata a restare in questa casa, non voglio rivedere la sua faccia ancora una volta, io sono una persona, non il suo giocattolo. Inizio a fare le valigie senza pensarci due volte, non ho nessun motivo di restare; chiamerò mia madre e le racconterò tutto, lei sarà felice di accogliermi, che stupida a non averlo fatto prima, non devo aver paura di quell'uomo, anche io sono un essere umano. Ho abbastanza prove, lo denuncerò, con il supporto di mia madre sono certa che andrà tutto bene.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 15:58:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>savina_gravante</author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207749281</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggi sono stata sul divano a parlare con mia mamma, le ho detto che mi sono fidanzata, lui si chiama Lorenzo ha i capelli mori, è molto alto e tanto gentile con me e di questo mia madre ne è stata molto contenta, poi le ho parlato di Andrea un ragazzo che mi ha chiesto di metterci insieme diverse settimane fa, ma io gli ho detto di no perché sono felice con Lorenzo. Le ho detto anche che non vuole smettere di starmi addosso anche dopo le continue risposte negative che gli ho dato. Mia madre mi ha dato il consiglio di non pensarlo e parlare con gli altri, per un periodo ho cercato di darle ascolto, ma Andrea non ne vuole proprio sapere e mi continua a dare fastidio. Ora sono a scuola con lo Lorenzo e mi dice:&nbsp;<br>-Perché Andrea ti sta sempre addosso?-&nbsp;<br>-Perché si è dichiarato ed io l'ho rifiutato, ma non se la da per vinta.-&nbsp;<br>-Adesso ci parlo io- dice leggermente geloso.<br>-Stai tranquillo prima o poi dovrà arrendersi- dico con aria scocciata. Parli del diavolo e spuntano le corna si dice, ecco arrivare Andrea che sta cammellando verso di noi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 16:25:11 UTC</pubDate>
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         <title>Era una domenica mattina- Maria Bueya</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savina_gravante/2e9yucretgz3ledm/wish/2207750197</link>
         <description><![CDATA[<div>Era una domenica mattina, quando sento rumori e urla assordanti, provenire all'esterno. Decido di dare un'occhiata al mio balcone, per accorgermi poi, che crollavano palazzi, uno dopo l'altro. Ritorno in cucina per andare ad avvisare mia madre, e la trovo sdraiata a terra, con due soldati in piedi, accanto a lei. I soldati si mettono a perquisire la casa. Prendono la radio, i soldi e i cellulari, Mi portano fuori in modo deciso ed arrogante. Giunti all'esterno, incontro mio padre, che in preda al panico tenta di scappare, salendo sull'auto, ma viene avvisato da un soldato, che senza pensarci un'attimo, tira fuori la pistola e lo spara. Io pietrificato. Ho visto i miei genitori morire sul colpo. Ero sconvolto. Stavo fuori casa, al freddo. Mi hanno impedito di entrare, poi mi hanno condotto in un altra città. Sento un senso di angoscia, vuoto. Il nulla. Mi sono girato intorno, con l'intento di trovare occhi famigliari, ma niente. Mi sono accasciato vicino un bidone della spazzatura. Visto che ero stanco, mi sono addormentato. Mi risveglio e mi ritrovo su un letto caldo e d accogliente. Intravedo una figura sconosciuta al mio fianco, anziana. Quest'ultima si avvicina con una tazza, e me la serve. All'inizio esito di bere, ma dopo pochi secondi, già avevo finito il contenuto della tazza. Dopo poco si avvicina un signore di mezza età, ed inizia a parlare in russo, dicendo che se voglio sopravvivere, devo arruolare nell'esercito. Accetto il suo consiglio e il giorno dopo vengo portato in una caserma, in cui mi fanno spogliare e lavare. Dopo mi hanno consegnato la divisa. Mi sono vestito in fretta. Mi hanno portato in cortile, dove mi aspettava un doloroso addestramento, che ci avrebbe preparato alla guerra. Provo a non pensare al fatto che dovrei levare la vita a persone innocenti, come fecero con i miei genitori. "Driiin" Il suono della campanella riesce a farmi tornare in me. Vengo portato in mensa, dove per caso, sento parlare un gruppo, che diceva che tra due mesi saremo partiti a combattere, e batterci, contro gli ucraini, i miei simili.. Mi sarei davvero sentito uno schifo se fossi andato a combattere, ma non ho scelta. Temevo che arrivasse, ma è arrivato; Il giorno era giunto. Erano le 5:00 del mattino, quando nel dormitorio entra un soldato, che si mette a fischiarci nelle orecchie. Inizia a dire cose incomprensibili, di cui capisco solo la parola "combattere". Irrigidisco, quasi mi vengono le lacrime agli occhi, ma sono costretto, se non voglio perdere la mia preziosa vita. Nell'uscire dalla caserma, sento già i primi bombardamenti. Arrivati alla frontiera, abbiamo ricevuto l'ordine di sparare, irrompere nelle case e bombardare  la capitale Kiev. Io, provo ad isolarmi dagli altri perché, non volevo fare del male a nessuno. Un mio compagno di squadra, ha notato il mio comportamento insolito. Si avvicina e minaccia di riferirlo al comandante, se non eseguisco gli ordini. Allora mi giro e gli dico :"Non sono una persona come te, ho vissuto nel dolore fino ad oggi, ed non voglio far soffrire altre persone, per la mente pazza di una persona irragionevole". Lui mi guardò stranito e rispose dicendo:" Scusami, non sapevo della situazione, tu nasconditi, e ti copro io". Mi ha fatto piacere trovare una persona che mi capiva, era la prima volta dopo mesi.. ormai. Finito l'attacco, ci dicono di rientrare insieme al gruppo. Tornati in camerata, mi avvicina Kevin, facendomi una proposta interessante, ovvero di scappare dalla caserma, durante la notte. Senza esitazione accetto, ed iniziamo a progettare un piano efficace e dettagliato. Dopo qualche ora, eravamo già pronti. Mettiamo in atto il piano, muovendoci con cautela. Dopo un po', siamo fuori. Ci mettiamo a correre più veloce e lontano possibile. Prendiamo un treno ed andiamo in Polonia. Veniamo accolti bene dalle persone del posto. Girandomi in torno, incrocio un viso famigliare, quello di mia zia materna, Jusy. Essa si offre di ospitare sia me che Kevin, nella sua futura casa, dove vivo tutt'oggi, felice, ma con la mente che ripensa al giorno della morte dei miei genitori. Era una domenica mattina quando i miei genitori sono stati sparati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 16:25:59 UTC</pubDate>
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