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      <title>LA REGIONE CAMPANIA by Antonio Spiezia</title>
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      <description>Antonio Spiezia, Fabrizio Vecchione, Chiara Rampo, Chiara Tulino, Ludovica Taglioni IH </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-10 17:13:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Nome</strong>: Campania<br><br></div><div><strong>Capoluogo</strong> : Napoli<br><br><strong>Le città più popolate</strong> : <br><br>La <strong>Campania</strong> è all’undicesimo posto per superficie tra le regioni italiane, la sua densità abitativa è di 429 abitanti per km² ed è composta da 550 comuni distribuiti in cinque province. La distribuzione è disomogenea. Le zono montuose interne sono meno abitate, più popolose le zone costiere. <br><br></div><div> <br><br></div><div>NAPOLI: area metropolitana. Terza città d’Italia per numero di residenti, dopo Roma e Milano. <br>  </div><div> <br><strong>Lingua</strong>: Italiano / napoletano<br><br></div><div><strong>Dialetti</strong> :<br><br></div><div>·          <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_napoletano">napoletano</a>, parlato nella città di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a> (già capitale del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Napoli">Regno</a> dal XIII al XIX secolo) e in numerosi territori circostanti, anche al di fuori della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_metropolitana_di_Napoli">città metropolitana</a>; presenta molte varietà, ampiamente diffuse nei distretti vulcanici e nelle vaste aree di pianura, così come nella fascia costiera e nelle prospicienti isole dell'arcipelago;<br><br></div><div> <br><br></div><div>·         <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_beneventano">beneventano</a>, parlato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benevento">Benevento</a> (città appartenuta per lunghi secoli allo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_della_Chiesa">Stato della Chiesa</a>) e in parte della relativa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Benevento">provincia</a>; è piuttosto uniforme.<br><br></div><div> <br><br></div><div>·         <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_irpino">irpino</a>, parlato nella regione storica dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Irpinia">Irpinia</a>, ossia nelle aree interne e montuose dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Appennino_campano">Appennino campano</a>; è molto eterogeneo. L'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_arianese">arianese</a> ne costituisce una peculiare forma <br><br></div><div>·         <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_cilentano">cilentano</a>, diffuso nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cilento">Cilento</a> e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vallo_di_Diano">Vallo di Diano</a>. È pure piuttosto eterogeneo; il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_cilentano_meridionale">cilentano meridionale</a> ne costituisce una peculiare forma <br><br></div><div>MONETA : EURO<br><br></div><div>PIL PRO CAPITE: 17.200 €<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:18:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>STEMMA</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:39:43 UTC</pubDate>
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         <title>Grafico densità popolazione per provincia</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:46:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Campania il clima è prevalentemente <strong>Mediterraneo</strong>.<br><br></div><div><br> Il territorio della Campania si può suddividere in tre sezioni:<br> <br><br><br></div><div>1.    <strong><em>Zona interna</em></strong> che comprende i rilievi del Matese sino all’Irpinia, la quale è caratterizzata da un clima sub continentale con accentuate escursioni termiche<br><br></div><div>2.    <strong><em>Zona costiera</em></strong> influenzata dalle presenza del mare che comprende la pianura e i rilievi costieri caratterizzati da un clima Mediterraneo. Clima mite<br><br></div><div>3.    <strong><em>Zona intermedia</em></strong> fra la costa e i rilievi montuosi, dove è attenuta la forza mitigatrice del Mediterraneo, e in alcune vallate l’escursione termica si fa molto più marcata, come le Valli del Calore.  <br><br></div><div> <br><br></div><div>Le aree con maggiori precipitazioni sono localizzate nel Matese e sulla Catena del Partenio, mentre d’inverno queste precipitazioni diventano neve, la quale difficilmente si spinge fino alla costa, ma tuttavia non manca di imbiancare la cupola del Vesuvio e del Monti Lattari.<br> Con l’avvento della primavera, arriva dall’Africa il vento caldo dello Scirocco, che si carica di umidità solcando il tratto di mare che c’è fra i due continenti. Durante l’autunno sulla regione spira il Libeccio, che porta con sè aria fredda, mareggiate e piogge.<br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>PAESAGGIO</strong>: <br> La Campania è una delle regioni più rigogliose di vegetazione, dal clima sempre mite e dai territori bellissimi. Il mare è un elemento molto importante nei panorami del territorio. Nella costa si trovano numerose insenature, golfi, ripide scogliere, penisole e delle tranquille baie. Le isole situate di fronte alla costa si contrastano con le rocce e con i colori particolari della natura. Una particolarità delle Regione è la presenza di vulcani. Uno di essi è il Vesuvio, che anche se inattivo, non è spento e domina tutto il Golfo di Napoli. Ai vulcani si deve la fertilità della pianura sottostante. L’altro aspetto della Campania è dato dalla zone montuosa composta da cime aride e spoglie, dove le coltivazioni e le comunicazioni sono scarse spesso rese inagibili dalle nevicate invernali.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:48:14 UTC</pubDate>
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         <title>I FIUMI :</title>
         <author>antonios8846518</author>
         <link>https://padlet.com/antonios8846518/2dhwe5v9zapcys76/wish/1294317625</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Gargigliano</strong> - <em>segna in parte il confine con il </em><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Regioni/Lazio.htm"><em>Lazio<br></em></a><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Fiumi_Laghi/fiumi_appenninici.htm"><strong>Volturno</strong></a> - <em>nasce in </em><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Regioni/Molise.htm"><em>Molise<br></em></a><br></div><div><strong>Calore </strong><em>- affluente del Volturno<br></em><br></div><div><strong>Sele<br></strong><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Fiumi_Laghi/fiumi_appenninici.htm"><strong>Ofanto<br></strong></a><br></div><div><br></div><div>La <strong>Campania</strong> <strong>non</strong> è una regione <strong>ricca di </strong><a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/fiumi.htm"><strong>fiumi</strong></a>. Tuttavia i fiumi che scorrono nella parte settentrionale hanno una notevole importanza in quanto vengono utilizzati per l'irrigazione.<br><br></div><div>Il <strong>Volturno</strong> è il fiume più lungo della <strong>Campania</strong>. 175 km<br><br></div><div>Il <strong>Sele</strong> alimenta l'<strong>Acquedotto Pugliese</strong>.<br><br></div><div>L'<strong>Ofanto</strong> nasce dall'<strong>Appennino Campano</strong> e segna, in parte, il confine con la <a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Regioni/Basilicata.htm"><strong>Basilicata</strong></a>. Il fiume scorre in parte al confine tra <strong>Campania</strong> e <a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Regioni/Basilicata.htm"><strong>Basilicata</strong></a> e per la maggior parte in <a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Regioni/Puglia.htm"><strong>Puglia</strong></a> sfociando nel <strong>Mare Adriatico</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:54:16 UTC</pubDate>
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         <title>I LAGHI</title>
         <author>antonios8846518</author>
         <link>https://padlet.com/antonios8846518/2dhwe5v9zapcys76/wish/1294323879</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Fiumi_Laghi/origine_laghi_italiani.htm"><strong>Lago del Matese (carsico)<br></strong></a><br></div><div><strong>Lago di Patria (costiero)<br></strong><br></div><div><strong>Lago di Fusaro (costiero)<br></strong><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Storia_geologica_Italia/vulcanesimo_italia.htm"><strong>Lago d'Averno</strong></a> ( craterico)<br><br></div><div><br></div><div>In <strong>Campania</strong> i <a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/laghi.htm">laghi</a> sono <strong>pochi </strong>e tutti di <strong>dimensioni modeste</strong>.<br><br></div><div>Il <strong>Lago del Matese</strong> è il lago <a href="https://www.lemiescienze.net/pianeta_terra/medie/fenomeno_carsico.htm"><strong>carsico</strong></a> più alto d'<a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Italia_in_generale/italia.htm">Italia</a>.<br>Il bacino del lago è per origine una dolina – termine per definire più precisamente una valle carsica –  cui si oppone uno sbarramento artificiale  per tenerla colma d’acqua, rendendola sfruttabile per la produzione dell’energia elettrica.</div><div>Il lago è ricco di tinche, trote, carpe, anguille ed inoltre lo frequentano palmipedi e trampolieri. Abbondante e differenziata è la fauna terrestre. Gli allevamenti di maggiore importanza sono di bovini, ovini, e caprini che pascolano allo stato brado nelle altitudini meno elevate, nei pressi di monte Miletto e la Gallinola. Si hanno anche allevamenti di equini ma spesso sono legati all’attività turistica. La fauna boschiva è composta prevalentemente da volatili di vario genere: falchi, sirenelle e qualche esemplare di aquila. Di recente anche il lupo dopo decenni è tornato a popolare i boschi.</div><div>La vegetazione del massiccio è anch’essa ricca e varia in base all'altitudine. In alta quota abbiamo l'abete e a quota media largheggia il faggio. Scendendo verso le valli incontriamo betulle, ginepri, querce e castagni. Più a sud sono presenti boschi di leccio. Vi sono anche ulivi, vigneti e campi di grano che danno vita ad un’industria agricola locale rinomata per l’ottima qualità del prodotto, tutelate anche da marchi sulla genuinità e l’origine.</div><div> </div><div><br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 17:55:21 UTC</pubDate>
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         <title>MONTAGNE</title>
         <author>antonios8846518</author>
         <link>https://padlet.com/antonios8846518/2dhwe5v9zapcys76/wish/1294364190</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Monti_regioni.htm"><strong><br></strong></a><br></div><div><strong>Monte Miletto</strong> (<em>m 2050</em>) - <em>Altopiano del Matese<br></em><br></div><div><strong>Monte Cervati </strong><em>(m 1899) - Altopiano del Cilento<br></em><br></div><div><strong>Monte Cervialto</strong><em> (m 1809) - Monti Picentini<br><br></em><strong>Monte Terminio </strong><em>(m 1786) - Monti Picentini<br><br></em>In <strong>Campania </strong>troviamo l'<a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Rilievi/appennino_meridionale.htm"><strong>Appennino Campano</strong></a>, nella zona orientale della regione.<br><br></div><div>Più a occidente troviamo l'<a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Rilievi/antiappennino.htm"><strong>Antiappennino</strong></a><strong> Campano</strong>.<br><br></div><div>Nell'<a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Rilievi/appennini.htm"><strong>Appennino</strong></a><strong> Campano</strong> si ergono l'<strong>Altopiano del Matese</strong>, i <strong>Monti del Sannio</strong>, i <strong>Monti dell'Irpinia</strong>, i <strong>Monti Picentini</strong>, i <strong>Monti Lattari</strong>, l'<strong>Altopiano del Cilento</strong>.<br><br></div><div>I <strong>Monti Lattari</strong> costiuiscono la prosecuzione, nella <strong>Penisola Sorrentina</strong>, dei <strong>Monti Piceni</strong>.<br><br></div><div>L'<strong>Antiappennino </strong>è formato da rilievi di <strong>origine vulcanica </strong>non molto elevati (<em>Roccamonfina</em>, <em>Campi Flegrei</em>, <em>Vesuvio</em>).<br><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/valli.htm"><strong>Valli</strong></a><strong>:<br></strong><br></div><div><strong>Vallo di Diano </strong>- <em>percorso dal fiume Tanagro<br></em><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Vulcani_italiani.htm"><strong>Vulcani</strong></a><strong>:<br></strong>Tutti i <a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/vulcano.htm">vulcani</a> della <strong>Campania </strong>sono <strong>vulcani attivi</strong>, ad <strong>eccezione</strong> di <strong>Roccamonfina</strong>.<br><br></div><div>I <a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Storia_geologica_Italia/vulcanismo_secondario_italia.htm"><strong>Campi Flegrei</strong></a> sono formati da una serie di crateri che hanno un'<a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/vulcanismo_secondario.htm"><strong>attività vulcanica secondaria</strong></a>, ovvero da essi fuoriescono solamente <em>acqua molto calda</em> o <em>vapori solforosi</em> <br><br></div><div><strong><br></strong><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Storia_geologica_Italia/vulcanesimo_italia.htm"><strong>Vesuvio<br></strong></a><br></div><div><strong>Campi Flegrei<br></strong><br></div><div><strong>Ischia<br></strong><br></div><div><strong>Roccamonfina<br><br>Monte Terminio</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:02:40 UTC</pubDate>
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         <title>PIANURE</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Pianura Campana </strong>- <em>attraversata dal Volturno<br></em><br></div><div><strong>Piana del Sele </strong>- <em>attraversata dal fiume Sele<br></em><br></div><div><br></div><div>La <strong>Pianura del Sele</strong>, che un tempo era acquitrinosa, è stata in gran parte bonificata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:05:14 UTC</pubDate>
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         <title>MARI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>La costa campana è bagnata dal <strong>MAR TIRRENO</strong> tutta compresa tra i suoi quattro golfi separati, l'uno dall'altro, da grandi <a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/mare.htm"><strong>promontori</strong></a>.<br><br></div><div>Nel <strong>Golfo di Gaeta</strong> la <strong>costa </strong>è <strong>bassa</strong> e <strong>uniforme</strong>, caratterizzata dalla presenza della <strong>Pianura Campana</strong> che, interrotta dai <strong>Campi Flegrei</strong> continua nel <strong>Golfo di Napoli</strong> estendendosi dietro al <strong>Vesuvio</strong>.<br><br></div><div>Il <strong>Golfo di Napoli </strong>è racchiuso tra il <strong>Capo Miseno</strong> e la <strong>Penisola Sorrentina</strong>. Nel Golfo di Napoli sono situate le isole di <em>Ischia</em>, <em>Procida</em> e <em>Capri</em>.<br><br></div><div><br></div><div>Il <strong>Golfo di Salerno</strong> è racchiuso tra la <strong>Penisola Sorrentina </strong>e <strong>Punta Licosa</strong>. La costa è occupata dalla <strong>Piana del Sele</strong>.<br><br></div><div>Il <strong>Golfo di Policastro</strong> è situato a Sud del <strong>Capo Palinuro</strong>. Il retroterra è caratterizzato dalla presenta di <a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/montagna.htm"><strong>montagne</strong></a> e<strong> </strong><a href="https://www.schededigeografia.net/paesaggi/colline.htm"><strong>colline</strong></a>.<br><br></div><div><a href="https://www.schededigeografia.net/geografia_economica/porti.htm"><strong>Porti</strong></a><strong>:<br></strong><br></div><div><strong>Napoli<br></strong><br></div><div><strong>Salerno<br></strong><br></div><div><strong>Castellamare di Stabia<br></strong><br></div><div><strong>Torre Annunziata<br></strong><br></div><div><strong>Vico Equense<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>ISOLE</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le isole si trovano tutte nel<strong> Golfo di Napoli</strong>. Le isole di <strong>Ischia</strong> e di <strong>Procida </strong>sono situate in prossimità del <strong>Capo Miseno</strong>, mentre l'isola di <strong>Capri</strong> è situata vicino a <strong>Punta Campanella</strong>.<br><br></div><div><strong>Ischia </strong>e<strong> Capri </strong>sono ricche di grotte, piccole spiagge ed aspre scogliere. Entrambe sono montuose: il <strong>Monte Epomeo</strong> si trova ad <strong>Ischia</strong> e il <strong>Monte Solaro</strong> a <strong>Capri</strong>.<br><br><br>ISCHIA monte Epomeo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:11:18 UTC</pubDate>
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         <title>PARCHI NAZIONALI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Parchi_nazionali_italiani_1.htm"><strong>Parchi nazionali</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Parchi_regionali_italiani_1.htm"><strong>parchi regionali</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Riserve_marine_Italia_1.htm"><strong>riserve marine</strong></a><strong>:<br></strong><br></div><div>Parco <strong>nazionale</strong> <strong>del Cilento e della Valle di Diano<br></strong><br></div><div>Parco <strong>nazionale</strong> del<strong> Vesuvio<br></strong><br></div><div><br></div><div>Molti sono anche i <a href="https://www.schededigeografia.net/Italia/Tabelle/Parchi_regionali_italiani_1.htm"><strong>parchi regionali</strong></a> presenti in Campania. Tra questi, i più estesi sono il parco regionale dei <strong>Monti Picentini</strong> e quello del <strong>Matese</strong>.<br><br></div><div>Diverse sono anche le <strong>riserve marine</strong>. Tra queste ricordiamo il <strong>Regno di Nettuno</strong> e la riserva di <strong>Santa Maria di Castellabate</strong>.<br><br><strong><em>VESUVIO</em></strong><br><br>Il <strong>Parco Nazionale del Vesuvio</strong> nasce ufficialmente il <strong>5 giugno 1995</strong>.<br><br></div><div>Viene istituito al fine di conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri idraulici e idrogeologici, gli equilibri ecologici del territorio vesuviano.<br><br></div><div>Le finalità comprendono anche l’applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; alla promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; alla difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.<br><br></div><div>Nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio i compiti e le valenze si fanno decisamente più ampie tenendo in conto il fatto che si tratta di dover difendere e valorizzare il vulcano più famoso del mondo, ma, nel contempo, anche uno dei cinque vulcani più pericolosi al mondo per la fortissima conurbazione urbana che negli anni si è andata formando intorno ad esso.<br><br></div><div>Il Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta quindi un’anomalia nel panorama dei Parchi naturali europei, una sorta di scommessa dell’ambientalismo mondiale tesa a recuperare la selvaticità e il fascino del Vesuvio e del Monte Somma, strappandolo all’incredibile degrado cui era pervenuto e restituendolo al godimento delle attuali e future generazioni, a cui, in ultima analisi, appartiene.<br><br></div><div>Dal punto di vista naturalistico il territorio del Parco si presenta particolarmente ricco e interessante. Sotto il profilo mineralogico è celebre per essere uno dei territori più ricchi di minerali del pianeta. Sotto il profilo vegetazionale e floristico la ricchezza trofica dei suoli lavici ne fa una delle aree più ricche di specie in rapporto alla ridotta estensione.<br><br></div><div>Sono note ben 906 specie vegetali per il complesso vulcanico Somma-Vesuvio, tra queste figurano la Betulla, l’Ontano napoletano, l’Elicriso litoreo, la Valeriana rossa, oltre venti specie di orchidee, molte piante della macchia mediterranea. Anche la fauna è particolarmente ricca sia tra gli invertebrati, numerose ad esempio le farfalle diurne, presenti con 44 specie, che tra i vertebrati, con la nidificazione, tra l’altro, di Poiana, Sparviere, Gheppio, Pellegrino, Corvo imperiale, e la presenza di Volpe, Faina, Lepre, Coniglio selvatico e Topo quercino.<br><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:12:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La storia della Campania<br></strong><br></div><div><br></div><div>La Campania è una regione italiana ricca di eredità storica. La regione infatti fu popolata fin dall’antichità a causa delle ottime condizioni climatiche e per la sua importanza nei traffici commerciali.<br><br></div><div>La regione venne popolata già 70.000 anni fa: infatti sono state ritrovate selci scheggiate usate, forse, come coltelli, già all’epoca dell’uomo di Neardental. <br><br></div><div>Nella seconda metà del sec. VIII a.c. in Campania arrivarono i Greci, che fondarono fiorenti città come sull’isola di Ischia, poi Cuma, Ercolano, Pompei, Partenope (Napoli), Paestum.<br><br></div><div>Gli Etruschi, invece, si insediarono nelle pianure e fecero una federazione di città (Dodecapoli).<br><br></div><div>La Campania fu, poi, conquistata nel IV secolo a.c. dai Romani, che conservarono il dominio su tutto il territorio fino alla caduta dell’impero romano, dal quinto secolo arrivarono i Visigoti, Bizantini, Ostrogoti e Longobardi.<br><br></div><div>Dopo l’anno Mille arrivarono in Campania i Normanni (di cui il primo insediamento fu ad Aversa con Adolfo Drengot) e quindi entrò a far parte del Regno di Sicilia voluto dal Normanno Ruggero II d’Altavilla.<br><br></div><div>Al termine del XII secolo gli Svevi presero il posto dei Normanni , grazie al matrimonio tra Federico I Barbarossa e Costanza d’Altavilla. Una figura importante fu Federico II di Svevia, imperatore illuminato, amante delle arti e della cultura, che fondò l’Università di Napoli, la più prestigiosa d’Europa, che prese il suo nome (Università Federico II).<br><br></div><div>Tra il duecento e il cinquecento furono gli Angioni (da Carlo d’Angiò, francese) prima e gli Aragonesi (quindi la Spagna) poi a dominare la regione.<br><br></div><div>In seguito alla guerra di successione polacca, arrivarono in Campania i Borboni di Napoli che rimasero in queste terre fino al 1860, tranne la breve esperienza con Napoleone Bonaparte. Infatti il “Congresso di Vienna” stabilì che il Regno fosse affidato di nuovo ai Borboni.<br><br></div><div>Sotto il regno di Carlo I di Borbone la Campania ebbe un periodo di splendore; si costruirono Teatri, ferrovie, strade, la Reggia di Caserta, la real fabbrica di porcellane di Capodimonte e la Campania divenne la culla delle arti e di famosi pittori: si formò il regno delle Due Sicilie.<br><br></div><div>Nel 1860 con la spedizione dei Mille condotta da Garibaldi entrò a far parte del Regno d’Italia.<br><br></div><div>(Garibaldi a Teano infatti consegnò il sud a Vittorio Emanuele I di Savoia).<br><br></div><div>La Campania fu anche protagonista di importanti operazioni militari nella II guerra mondiale quali le 4 giornate di Napoli (dal 27 al 30 settembre 1943, quando i giovani napoletani riuscirono a cacciare i Tedeschi da Napoli). <br><br></div><div>      <br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:44:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>SITI UNESCO<br><br><strong>La</strong><strong><em> Campania è</em></strong> conosciuta per essere <strong><em>la regione con più riconoscimenti d’Italia</em></strong><br>In totale, <strong><em>la Campania è la dimora di 10 siti riconosciuti come Patrimonio culturale dell’Umanità</em></strong>:<br><br></div><div><strong>La</strong><strong><em> Campania è</em></strong> conosciuta per essere <strong><em>la regione con più riconoscimenti d’Italia</em></strong>. In totale, <strong><em>la Campania è la dimora di 10 siti riconosciuti come Patrimonio culturale dell’Umanità</em></strong>:<br><br></div><div><br> <br><br></div><div><br>1. Il centro storico di Napoli, il nucleo più antico della città<br><br></div><div><br></div><div><em>Esso fu fondato nel VI secolo a.C., quando la città era conosciuta con il nome di Neapolis. Qui la celebre strada </em><strong><em>Spaccanapoli</em></strong><em> divide in due il nucleo più antico della città partenopea. “Lo spacco” in questione è perfettamente visibile dal belvedere di San Martino.<br></em><br></div><div><br>2. La costiera Amalfitana<br><br></div><div><strong><em>La Costiera Amalfitana</em></strong><em>, che si estende per circa 55 km da </em><strong><em>Vietri sul Mare</em></strong><em> a </em><strong><em>Positano</em></strong><em>, è un tratto di costa della </em><strong><em>Penisola Sorrentina</em></strong><em>. La costiera in questione, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997,  prende il nome dalla sua cittadina principale e “capitale” del luogo: </em><strong><em>Amalfi</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><br></div><div><em>I principali paesini della Costiera Amalfitana che vale assolutamente la pena visitare, sono </em><strong><em>Vietri sul Mare Positano, Amalfi, Praiano, Ravello, Minori</em></strong><em> e </em><strong><em>Maiori</em></strong><em>.<br> <br> <br></em><br></div><div><br>3. Gli scavi archeologici di Pompei<br><br></div><div><em>La colossale opera archeologica conosciuta come gli scavi di Pompei, ha permesso di riportare alla luce l’antica città di Pompei. Nell’anno 79, dopo l’eruzione del Vesuvio, Pompei scomparve completamente sotto la lava. Poi, nel 1748, quindi parecchi secoli dopo l’eruzione del vulcano, comincia la storia degli </em><strong><em>scavi archeologici di Pompei</em></strong><em> sotto Carlo III di Spagna. Da quel momento in poi, fino ad oggi, gli archeologi hanno fatto delle interessanti scoperte che rendono la visita all’antica città sepolta ancora più interessante. Ed è proprio grazie alla sua unica ed incredibile storia che </em><strong><em>Pompei rientra tra i siti dell’Unesco della Campania</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><br></div><div><br>4. Gli scavi di Ercolano<br><br></div><div><em>Anche gli scavi di Ercolano sono </em><strong><em>tra i siti dell’Unesco della Campania</em></strong><em>.<br> La cittadina di Ercolano, proprio come Pompei, fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79.<br> Inizialmente abitata da un insediamento indigeno, </em><strong><em>Ercolano ha origini arcaiche</em></strong><em>. Successivamente, subì le influenze sannitiche, greche, etrusche e infine romane. Ed è proprio dal ritrovamento casuale di un antico teatro romano che  si è andato scoprendo il meraviglioso tesoro nascosto e ben conservato dell’antica città.<br></em><br></div><div><br></div><div><em>Inoltre, nel 1980 furono scoperti gli scheletri di 300 persone uccise dall’eruzione: si trovavano sotto le arcate degli edifici che sorgevano a pochi metri dalla costa dove avevano cercato rifugio.<br> Con gli scheletri, poi, furono anche ritrovate antiche monete, amuleti, attrezzi di lavoro; tutti oggetti che le vittime avevano portato con sé pensando di riuscire a sopravvivere alla catastrofe.<br></em><br></div><div><br>5. La Reggia di Caserta<br><br></div><div><br></div><div><em>La costruzione della Reggia di Caserta ebbe inizio nel gennaio del 1752. Essa fu fatta costruire da Carlo di Borbone, con l’intenzione di eguagliare la grandezza della </em><a href="https://viviparigi.it/attrazioni/reggia-versailles.html"><em>Reggia di Versailles.</em></a><em><br> Il Palazzo Reale, che in totale copre 44.000mq, comprende 1.200 stanze con 1.742 finestre su pianta rettangolare.<br></em><br></div><div><em>Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1997, la Reggia di Caserta riceve milioni di turisti ogni anno. <br></em><br></div><div><br>6. ll Parco Nazionale del Cilento<br><br></div><div><br></div><div><em>Tra i </em><strong><em>siti dell’Unesco della Campania</em></strong><em>, troviamo anche il Parco Nazionale del Cilento. Esso si estende dalla costa tirrenica – su una superficie di 181.048 ettari – fino ai piedi dell’Appennino campano-lucano e conserva numerose tracce dell’antica presenza dell’uomo. Si tratta di un ricco territorio naturale e umano che comprende 80 comuni alcuni caratterizzai da aree costiere, e 8 comunità montane, costituite da fiumi e ruscelli, rupi e foreste.<br></em><br></div><div><em>I siti Patrimonio dell’Unesco della zona sono il </em><a href="https://www.viagginews.com/2020/05/28/parco-archeologico-di-paestum-quando-andare-cosa-vedere/"><em>Parco Archeologico di Paestum</em></a><em>, Velia e la Certosa di Padula.<br></em><br></div><div><br>7. Il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento<br><br></div><div><br></div><div><em>Tra i siti dell’Unesco della Campania – eletta nel giugno 2011 – c’è anche</em><strong><em> la Chiesa di Santa Sofia</em></strong><em>, fatta costruire dal Principe longobardo di Benevento Arechi II nell’VIII secolo.<br></em><br></div><div><em>La Chiesa in questione, conosciuta per essere stata il tempio nazionale dei Longobardi che si rifugiarono nel Ducato di Benevento dopo la sconfitta del Re Desideri0 nel 774, </em><strong><em>è una delle più geniali e interessanti costruzioni nell’ambito dell’architettura europea del primo Medioevo</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><br>8. Le macchine a spalla di Nola<br><br></div><div><em>La rete delle Grandi Macchine a Spalla italiane, tra cui rientrano anche quelle di Nola, sono state inserite nel </em><strong><em>Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco</em></strong><em> nel 2013.<br></em><br></div><div><br></div><div><em>I nolani, con la festa dei Gigli che si celebra la domenica dopo il 22 giugno, ricordano il leggendario ritorno in paese del </em><strong><em>Vescovo Paolino</em></strong><em> dopo la prigionia in terra lontana. Durante questo giorno si svolge la processione di otto obelischi di legno, i gigli, che rappresentano le otto corporazioni di mestieri locali (salumieri, ortolani, bettolieri, panettieri, barca, calzolai, fabbri e sarti). Ogni obelisco ha un nome diverso ed ornato con rivestimenti di cartapesta, dove sono raffigurati temi religiosi o di attualità.<br></em><br></div><div><br>9. L’arte dei pizzaiuoli napoletani<br><br></div><div><em><br> </em><strong><em>L’arte dei pizzaiuoli</em></strong><em> napoletani, conosciuta in tutto il mondo, </em><strong><em>è stata riconosciuta come parte del patrimonio culturale dell’umanità</em></strong><em> nel 2003.<br></em><br></div><div><em>La pratica culinaria in questione è una vera e propria arte. </em><br><br></div><div><em>L’arte di saper fare una vera pizza napoletana comprende varie fasi: la preparazione dell’impasto, un movimento rotatorio fatto dal pizzaiolo e la cottura nel forno a legna.<br></em><br></div><div><strong><em>L’Unesco porta la pizza nell’Olimpo della cucina nazionale e internazionale</em></strong><em> e identifica l’arte del pizzaiolo napoletano come espressione di una cultura che si manifesta in modo unico. La manualità del pizzaiolo, infatti, non ha eguali. Osservare un pizzaiuolo fare quel movimento rotatorio tanto famoso, ci farà credere che tutti possono riuscirci. Ma in realtà, riuscire a creare quel cerchio perfetto farcito dagli squisiti prodotti tipici della Campania, non è davvero da tutti.<br></em><br></div><div><br>10. La Dieta Mediterranea<br><br></div><div><em>La Dieta Mediterranea è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. </em><strong><em>Alcuni prodotti tipici della Campania rientrano tra i migliori alimenti</em></strong><em> alla base della dieta in questione.<br></em><br></div><div><em>Più in generale, la Dieta Mediterranea è uno stile di vita, un modus vivendi, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e di condivisione tra i popoli che vivono nel bacino del Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro).<br></em><br></div><div><em>Pane, pasta, verdure, legumi, frutta fresca e secca. E ancora carni bianche, pesce, latticini, uova, olio d’oliva e vino sono gli alimenti alla base della Dieta Mediterranea. Si tratta di un</em><strong><em> modello alimentare sano ed equilibrato</em></strong><em> che viene tramandato di generazione nei sette paesi sopracitati.<br></em><br></div><div><em>Infine, grazie all’impiego di risorse naturali e di emissioni gas serra poco intensivo, la </em><strong><em>Dieta Mediterranea garantisce l’equilibrio tra la natura e l’uomo</em></strong><em> e il rinnovarsi delle risorse.<br></em><br></div><div><br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 18:47:24 UTC</pubDate>
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         <title>MONUMENTI:</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 19:03:38 UTC</pubDate>
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         <title>TRADIZIONI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div><div><strong>Le eccellenze della Campania</strong></div><div>La Campania è una terra di grandi eccellenze, con una lunga tradizione artigiana che va dalla sartoria, alla produzione di sandali di cuoio di Positano, alle porcellane di Capodimonte, ai famosissimi presepi di San Gregorio Armeno e all’intarsio. Ma anche la <strong>carta ad Amalfi</strong>, con la presenza di due cartiere dove ancora oggi la carta viene <strong>prodotta a mano</strong>, e dove è possibile visitare il <strong>Museo della carta </strong>ospitato in un’antica cartiera che risale al XIII secolo. Mentre <strong>Torre del Greco</strong> è uno dei centri più rinomati per la lavorazione del <strong>corallo </strong>e dei<strong> cammei. </strong>A <strong>Vietri sul mare</strong> è famosa la produzione di <strong>ceramiche</strong>.</div><div> </div><div>Nella provincia di Avellino tra agosto e settembre è possibile assistere alla tradizionale sfilata dei <strong>carri di paglia</strong> di <strong>Fontanarosa</strong> e di <strong>Mirabella Eclano. </strong>Obelischi in stile gotico realizzati in paglia intrecciata e alti 28 metri, che vengono trainati con dei buoi benedetti e tirati da una parte all’altra dei paesi. Un momento di festa che vede coinvolti gli artigiani del posto che tramandano la tecnica di generazione in generazione. Fontanarosa è anche antico centro di <a href="https://www.habitante.it/architettura/interior-design-2019-rivestimenti-in-pietra-per-la-nostra-casa/"><strong>lavorazione della pietra</strong></a>, famoso in tutto il mondo per le sue marmerie.</div><div> </div><div>Lunga tradizione nelle ceramiche anche a <strong>Cava de Tirreni.</strong>  </div><div> </div><div><strong>La cucina locale</strong></div><div>Sulla cucina Campana si potrebbe scrivere molto dalla <strong>pizza</strong>, alla <strong>mozzarella di bufala</strong>, <strong>babà</strong>, <strong>sfogliatella</strong>, <strong>pasta di Gragnano </strong>questa terra è sicuramente una delle regioni dove mangiare prodotti d’eccellenza.</div><div>E poi la <strong>Castagna di Montella</strong> e il <strong>Tartufo Nero di Bagnoli</strong>, ma si può anche assaggiare una ricca selezione di vini pregiati come <strong>Aglianico, Greco di Tufo, Taurasi, Fiano, Falanghina</strong>. </div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 19:04:37 UTC</pubDate>
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         <title>I MONUMENTI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>NAPOLI :<br></strong><br></div><div><strong><br>Napoli </strong>è una città dalla bellezza unica e travolgente. Ogni angolo vive di un fascino tutto particolare, tra stradine, scalinate, affacci sul mare, tutto ti lascia a bocca aperta, anche nelle stazioni della metropolitana. Così bella che il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. <strong>Spaccanapoli</strong>, con le sue botteghe artigiane, ma anche il <strong>Monastero di Santa Chiara</strong>, il più grande complesso gotico della città. Il <strong>chiostro delle Clarisse</strong>, il <strong>Maschio Angioino</strong>, <strong>Piazza del Plebiscito</strong>, il lungo mare con lo spettacolo del <strong>Golfo di Napoli</strong> e della vista del <strong>Vesuvio</strong>, difficile passeggiare senza restarne colpiti. Napoli è anche l’<strong>Università Federico II</strong>, <strong>fondata il 5 giugno del 1224</strong>, che prende il nome dal suo fondatore Federico II di Svevia.<br><br></div><div><br><strong>AVELLINO</strong> :<br><br></div><div><br>Il contesto naturalistico che circonda <strong>Avellino</strong> è splendido, circondato dalle montagne e dalla natura. Simboli della città sono il <strong>Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino, </strong>costruito a metà del XII secolo,e la <strong>Torre dell’Orologio</strong>, alta 36 metri, costruita nel 1650 probabilmente su un antico campanile o su una torre di avvistamento della vecchia cinta muraria. Se si vuole conoscere la storia più antica della città il <strong>Museo Provinciale Irpino</strong> è il luogo adatto. Si trova nel <strong>Palazzo della Cultura</strong>, un edificio di architettura neo-razionalista, dove sono conservati diversi reperti archeologici della zona, dall’età neolitica fino all’epoca della dominazione romana.<br>Tra i castelli, il <strong>Castello Lancellotti di Lauro, </strong>un mix di stili architettonici: gotico, rinascimentale e barocco con una spettacolare vista sul Vallo di Lauro.<br>Luogo di culto molto frequentato è il <strong>Santuario di Montevergine </strong>raggiungibile con una funicolare panoramica. Attira un milione di visitatori l’anno, al suo interno sono custodite molte opere d’arte, come mosaici, sculture, dipinti e bassorilievi<br><br><strong>Benevento:</strong></div><div><strong><br>Benevento, </strong>adagiata tra i fiumi Sabato e Cadore, è un museo a cielo aperto. Qui Romani, Sanniti e Longobardi hanno lasciato un ricco patrimonio di reperti e opere architettoniche. L’<strong>Arco di Traiano</strong> è il più maestoso tra questi, costruito per celebrare l’apertura della via Traiana, che collegava Benevento a Brindisi. Ma anche <strong>il Teatro Romano</strong>, la <strong>Rocca dei Rettori</strong>, il <strong>Duomo</strong> e la<strong> Chiesa di Santa Sofia </strong>patrimonio UNESCO, edificata nel 760 dalla popolazione longobarda, è un esempio atipico di architettura alto medievale, con caratteristiche uniche. Non solo storia antica ma anche arte contemporanea. Nell’ex Convento di San Domenico è possibile visitare un museo a cielo aperto, l’<strong>Hortus Conclusus</strong> di <strong>Mimmo Paladino</strong>. Un’installazione permanente che l’importante esponente del movimento artistico della Transavanguardia ha realizzato nel 1992.<br><br></div><div><strong>CASERTA</strong></div><div><br>Quando si parla di <strong>Caserta</strong> è inevitabile fare riferimento alla sua Reggia. Luogo bellissimo sia dal punto di vista storico e architettonico che paesaggistico. 1.200 stanze e 1.742 finestre, giardini, fontane scenografiche, boschi. Imponente e maestosa, la Reggia, merita sicuramente di tornarci in più occasioni.<br>A circa 10 Km dal centro città di Caserta si trova la frazione di <strong>Casertavecchia</strong>. Questo antico borgo MEDIEVALE è stato dichiarato Monumento Nazionale Italiano già dal 1960 per via degli splendidi monumenti conservati tra cui la Cattedrale di S.Michele Arcangelo del XI secolo, l'originale campanile, i resti del castello, la chiesa dell'Annunziata, la Cappella di S.Rocco ed i suggestivi e stretti vicoli. . Altro punto di interesse è il <strong>complesso monumentale del belvedere di San Leucio</strong> e il <strong>Museo della Seta</strong>, vero tesoro di archeologia industriale. Antica seteria reale che produceva sete e tessuti apprezzati in tutto il mondo.<br><br><strong>SALERNO</strong><br><br></div><div>La città di <strong>Salerno </strong>si affaccia sul mare, il suo lungomare lungo più di un chilometro è l’ideale per passeggiare guardando il mare e la città. Partendo da Piazza della Libertà si raggiunge il Porto Turistico di Salerno. Sul molo Manfredi del porto commerciale della città la <strong>stazione marittima</strong>, ultima opera di <strong>Zaha Hadid</strong>. La città ha visto succedersi etruschi,  romani, longobardi e normanni, ognuno di loro ha lasciato elementi visibili nelle architetture del centro storico. La storia della città conta anche la nascita della <strong>Scuola Medica Salernitana</strong>, la più antica università di medicina del mondo, nata nel medioevo. Legato alla Scuola il <strong>Giardino della Minerva, </strong>orto botanico nel cuore del centro antico di Salerno. Qui è possibile seguire delle visite guidate alla scoperta di numerose specie anche rare e antiche che venivano usate nel medioevo come piante medicamentose. <br>CASTELLO ARECHI<br><br>Sul monte Bonadies, buongiorno, durante la civiltà longobarda, fu costruito per volere del principe Arechi II, il Castello, che prende il nome del committente, come fortezza difensiva della capitale del ducato. La struttura andava a modificare un edificio già esistente di epoca bizantina, rinforzandone le mura esterne e sopraelevandole con merlatura al fine di diventare inespugnabile ed irraggiungibile dal nemico. L’impianto con torri collegate tra loro da ponti levatoio, tra cui la Bastiglia, è caratterizzato da una pianta centrale attorno alla quale si muove l’intero complesso. Successivamente sia con i normanni che con gli aragonesi, il castello non subì corposi cambiamenti, confermandone la destinazione difensiva. Oggi, di proprietà della Provincia di Salerno, è un monumento storico di elevata importanza ed ospita il museo di armi (corazze, paraorecchi, lance), ceramica (anfore, brocche, vasi), vetro (bicchieri, calici con ricche decorazioni) e monete (zecca di Rouen, di Palermo e follari di Costantinopoli) per raccontare le guerre, la caccia, i rapporti commerciali nel medioevo e gli antichi mestieri svolti che rivivono in frammenti e oggetti di varie forme e colori. Una curiosità. La Ricciarda, tragedia di Ugo Foscolo è ambientata nel castello di Arechi.<br><br></div><div><br><br></div><div><br>Castello Arechi ( SA )</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 19:26:25 UTC</pubDate>
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         <title>NAPOLI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>&nbsp;I CASTELLI DI NAPOLI</em></strong></div><div><strong>La città di Napoli possiede ben 4 castelli, siti in zone distinte della città, e con storie e origini diverse.</strong></div><div><strong>Il più noto e caratteristico è sicuramente il </strong><a href="http://www.danpiz.net/napoli/monumenti/CastelOvo.htm"><strong>Castel dell'Ovo</strong></a><strong>, la cui sagoma è una prerogativa inconfondibile della città e del suo lungomare. Sorge sull'isolotto di Megaride (popolato sin dalla nascita di Napoli), circondato dal Borgo Marinari, e la sua origine è fissata intorno al dodicesimo secolo, con la edificazione di una rocca poi ampliata dai Normanni e dagli Angioini.</strong></div><div><strong>La mole imponente del </strong><a href="http://www.danpiz.net/napoli/monumenti/CastelNuovo.htm"><strong>Maschio Angioino</strong></a><strong>, o Castel Nuovo, sovrasta invece la vasta Piazza Municipio, varco di accesso al porto, ed è il primo monumento in cui ci si imbatte arrivando a Napoli dal mare. Costruito nel tredicesimo secolo dagli angioini, fu poi rinnovato dagli aragonesi nei secoli successivi.</strong></div><div><strong>Il </strong><a href="http://www.danpiz.net/napoli/monumenti/CastelSantElmo.htm"><strong>Castel Sant'Elmo</strong></a><strong> invece domina la città dall'alto, sorgendo sulla sommità della collina del Vomero. Costruito in tufo e nel tufo, ha pianta a stella e permette di vedere dai possenti bastioni i vari angoli della città. Fu fatto costruire nel quattordicesimo secolo per volontà di Roberto d'Angiò.</strong></div><div><strong>Il </strong><a href="http://www.danpiz.net/napoli/monumenti/CastelCapuano.htm"><strong>Castel Capuano</strong></a><strong>, nella zona orientale della città, infine, è il meno noto dei quattro. Fondato nel dodicesimo secolo da Guglielmo I , ampliato da Federico II e restaurato da Carlo d'Angiò, prende il nome dalla vicina Porta Capuana, uno degli antichi accessi alla città. Da secoli è sede dei Tribunali.<br><br>REGGIA DI CAPODIMONTE<br></strong>La reggia di Capodimonte fu voluta, per la città di Napoli, dal sovrano Carlo III di Borbone, che intendeva con essa impreziosire la sua vasta riserva di caccia sulla verde collina di Capodimonte.</div><div><br></div><div>La costruzione del palazzo, progettato da Giovanni Antonio Medrano, cominciò nel 1738 e durò per circa venti anni, con gran ricercatezza nei materiali e nelle rifiniture; al completamento della costruzione, Carlo III vi trasferì la preziosa collezione Farnese, ereditata dalla madre. Alla morte del sovrano, il suo successore Ferdinando IV incaricò l'architetto Fuga di ampliare la reggia e risistemare il parco, con l'importante contributo di specialisti provenienti dal <a href="http://www.danpiz.net/napoli/parchi/OrtoBotanico.htm">Real Orto Botanico</a>; nel corso del <a href="http://www.danpiz.net/napoli/storia/FasiStoria.htm#Il%20decennio%20francese">decennio francese</a>, le opere d'arte furono spostate nell'edificio dell'attuale Museo Nazionale, e la reggia divenne residenza di Gioacchino Murat, per poi tornare ad ospitare Ferdinando al suo ritorno sul trono napoletano. In questo periodo, i vasti cortili e gli ampi saloni vengono ulteriormente arricchiti, e il palazzo assume la sua fisionomia definitiva. Sotto i Savoia, la reggia di Capodimonte riveste il duplice ruolo di residenza e museo, per poi assolvere dal 1950 (anno di istituzione del <a href="http://www.danpiz.net/napoli/musei/">Museo Nazionale di Capodimonte</a>) solo quest'ultima funzione, ospitando collezioni di arte medioevale e moderna e il ritorno della collezione Farnese.<br><br><strong><br></strong><br></div><div>&nbsp;<strong><em>PALAZZO REALE<br></em></strong>La genesi del palazzo reale di Napoli risale all'epoca vicereale: ai primi del '600 i viceré spagnoli sentirono l'esigenza di una reggia ampia e elegante che potesse ospitare sfarzosamente la corte e i sovrani nel corso dei loro viaggi in città. Il progetto fu affidato a Domenico Fontana (proveniente dalla corte papale), che si ispirò a canoni tardo-rinascimentali; successivi ampliamenti e abbellimenti si ebbero nel '700 e nell'800. Nel 1837 il palazzo fu danneggiato da un incendio; i successivi restauri furono curati dall'architetto Gaetano Genovese, che realizzò anche l'ala delle feste e una nuova facciata verso il mare.<br>Dal 1600 al 1946 il Palazzo Reale è stato ininterrottamente la sede del potere monarchico a Napoli e nell'Italia meridionale: suoi inquilini furono dapprima i viceré spagnoli e austriaci, poi i Borbone e infine i Savoia. Dal 1919 il complesso ospita il Museo dell'Appartamento Storico e la Biblioteca Nazionale.<br><br>TEATRO SAN CARLO</div><div>Il teatro dell'opera di Napoli, dedicato a San Carlo, è uno dei teatri lirici più antichi al mondo.&nbsp;</div><div>Il teatro fu fatto costruire, nel 1737, per volere di Carlo I di Borbone, in sostituzione del vecchio teatro di San Bartolomeo, e venne inaugurato nel giorno di San Carlo di quello stesso anno, con un'opera del Metastasio. Il progetto originario era degli architetti Medrano e Carasale, ma, in seguito all'incendio del 1816 che provocò gravi danneggiamenti, il teatro fu ricostruito dal Niccolini, a cui si devono anche la facciata, la loggia e l'atrio.</div><div><br><strong><em>Il palco reale e le decorazioni dorate della sala</em></strong></div><div>Il San Carlo è il teatro italiano più grande d'Italia per capacità; la sala è caratterizzata da sei piani, con 184 palchi, e, in posizione centrale, lo splendido palco reale, sormontato dalla corona del Regno delle Due Sicilie. Dal 1812, è qui ospitata la Scuola di Ballo del Teatro San Carlo; tra gli illustri direttori artistici che si sono alternati alla guida del teatro, si possono citare Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 19:48:27 UTC</pubDate>
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         <title>GRAFICO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE IN CAMPANIA</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>La popolazione campana si concentra nella città metropolitana di Napoli, seguita da Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. la popolazione straniera è presente a causa dei flussi migratori. Gli stranieri residenti in Campania al 31 dicembre 2019 sono <strong>254.791</strong> e rappresentano il 4,5% della popolazione residente.<br><br>La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall'<strong>Ucraina</strong> con il 16,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla <strong>Romania</strong> (16,2%) e dal <strong>Marocco</strong> (8,8%).</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>La presenza straniera in Campania costituisce, come nel resto del territorio nazionale, un universo eterogeneo, dinamico, in continuo mutamento ed oramai relativamente stabile. Caratterizzata dall’intreccio vecchi e nuovi flussi migratori essa pone, per altro, sempre nuove sfide da un punto di vista sociale, culturale, politico e organizzativo. Sono molteplici, inoltre, nella regione, le differenze legate alle specificità dei contesti territoriali e alle provenienze e ben centosessantotto i gruppi nazionali presenti sul territorio, seppure in taluni casi la loro quota sia residuale, mentre più della metà dei cittadini stranieri proviene da soli cinque paesi: Ucraina, Romania, Marocco, Sri Lanka e Cina.</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>Grafico popolazione straniera</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:32:26 UTC</pubDate>
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         <title>NAPOLI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>Autentica piazza simbolo di Napoli, da sempre <strong>Piazza del Plebiscito</strong>. Meta imprescindibile per ogni turista che arriva a Napoli.<br><br></div><div>Con i suoi <strong>25mila metri quadrati</strong> è una delle piazze più grandi d’Italia e per la sua posizione offre uno scenario spettacolare e suggestivo di Napoli: la sontuosa chiesa di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, l’adiacente Piazza Trieste e Trento con la <a href="https://ecampania.it/event/fontana-carciofo-piazza-trieste-e-trento-napoli/">fontana del carciofo</a>, lo storico caffè Gambrinus, il mare e il Vesuvio sullo sfondo. Dalla piazza è visibile la <a href="https://ecampania.it/event/uno-sguardo-napoli-certosa-san-martino/">Certosa di San Martino</a> e il Castel Sant’Elmo.<br><br>La curiosià da raccontare consiste nell’attraversare bendati la piazza partendo dalla porta di palazzo Reale e provando ad attraversare al centro le due statue equestri che sorgono davanti alla chiesa di San Francesco di Paola, fatta erigere da <strong>Ferdinando I di Borbone</strong>.<br>Ebbene non riuscirete a mantenere <strong>una traiettoria dritta per 170 metri</strong> senza guardare ed è molto più facile che vi ritroviate dalle parti Gambrinus o verso via Cesario Console.<br><br></div><div>La tradizione vuole che <strong>la regina Margherita</strong> concedesse, una volta al mese, a uno dei suoi prigionieri di avere salva la vita a patto di superare proprio questa prova, partendo dalla porta di Palazzo Reale che è esattamente al centro delle due statue e camminare dritti con gli occhi bendati. Non ci riuscì mai nessun prigioniero, a Napoli si racconta per una “maledizione” della sovrana, che ancora oggi a distanza di secoli impedisce di riuscire nell’impresa. </div><div><a href="https://ecampania.it/author/gennaro-carotenuto/?post_type=event"><br></a><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:33:32 UTC</pubDate>
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         <title>SALERNO</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni anno nel periodo delle festività natalizie Salerno è visitata da migliaia di turisti per la rassegna<br>LE LUCI D'ARTISTA</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/_qA5XC1IzyQ" />
         <pubDate>2021-03-10 20:33:38 UTC</pubDate>
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         <title>CASERTA</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il fantasma di Caserta Vecchia</em></strong><br>Visitando uno dei borghi più affascinanti d’Italia vi potrà capitare di fare un incontro sospeso tra passato e presente. Non si tratta di gnomi o visite programmate, ma della possibilità di imbattersi nel <strong>fantasma di Siffridina</strong>. Nel <a href="https://www.mediterraneawelcome.it/2018/03/14/casertavecchia-visitare-borgo/"><strong>borgo Casertavecchia</strong></a>, dove ancora oggi è possibile ammirare le mura e la torre principale del castello, infatti, sembra abbia trovato dimora lo spirito della consuocera di Federico II di Svevia.<br><br></div><div>Figlia dei conti Gentili, Siffridina divenne la <strong>moglie di Tommaso d’Aquino</strong>, con cui ebbe il tanto amato figlio Riccardo. Quest’ultimo, alla morte del padre, convolò a nozze con Violante, figlia di <strong>Federico II di Svevia</strong>. Poco dopo, però, Riccardo morì e il figlio Corradello si trovò alla guida della contea lasciatagli dal padre. A sostenerlo in questa avventura vi era la nonna Siffridina che, non amando il nuovo re, convinse il nipote a ribellarsi e ad affiancare Corradino di Svevia. Ben presto però la contessa fu arrestata e condannata al carcere a vita. Per sua stessa scelta, la donna trascorse il resto della sua vita a pane e acqua. Morì poi a 80 anni nel Catello Svevo di Trani, in cui, a quanto pare, ha lasciato il suo corpo, ma non il suo spirito.<br><br></div><div>Nel corso della prigionia, infatti, la contessa Siffridina non è mai riuscita a dimenticare il suo amato borgo e una volta morta sembra che il suo fantasma abbia deciso di tornare una volta per tutte nel luogo da lei tanto amato. In particolare la leggenda narra che il suo spirito abbia deciso di trovare rifugio nel torrione del castello di <a href="https://www.mediterraneawelcome.it/prodotto/itinerario-casertavecchia-hd/">Casertavecchia</a> e che nelle fredde notti invernali decida di fare la sua comparsa girovagando tra il Duomo e quanto rimasto del castello. Un’apparizione che non si fa solo vedere, ma anche sentire. Sembra infatti che il fantasma di Siffridina manifesti tutto il suo dolore per il tempo trascorso lontano dal suo amato borgo con dei lamenti incomprensibili e che il vento li porti via con sé avvolgendo di mistero tutto il borgo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:33:43 UTC</pubDate>
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         <title>AVELLINO</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div>SUMMONTE tra i borghi più belli d'Italia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:33:48 UTC</pubDate>
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         <title>BENEVENTO</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>APICE<br>città fantasma</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-10 20:33:53 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-03-10 20:58:30 UTC</pubDate>
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         <title>TOMBOLA</title>
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         <title>STREGHE</title>
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         <title>TRADIZIONE PRESEPIALE</title>
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         <title>SPACCANAPOLI</title>
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         <title>SCAVI ERCOLANO</title>
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         <title>SCAVI POMPEI</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <title>PESTUM</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <title>REGGIA DI CASERTA</title>
         <author>antonios8846518</author>
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         <title>CHIESA DI SANTA SOFIA</title>
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         <title>PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA 2022</title>
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         <title>ALTIMETRIA DELLA CAMPANIA</title>
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         <author>antonios8846518</author>
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