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      <title>Esercitazione &quot;Cambiare i paradigmi dell&#39;educazione&quot; by UNI_PEDlet</title>
      <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc</link>
      <description>Analisi del video di Ken Robinson </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-09-26 08:58:46 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Adamoli </title>
         <author>UNI_PEDlet</author>
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         <description><![CDATA[<div>Video di Ken Robinson</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/SVeNeN4MoNU" />
         <pubDate>2022-09-28 08:51:20 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Ciotti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La mia critica riguarda ogni grado di istituto che ho frequentato, e concerne l'ansia da prestazione che viene imposta intorno ai voti e alle valutazioni; al disinteresse totale che ho trovato in tutti i professori di far interessare veramente gli alunni alle materie, tranne due casi in particolare. Il problema fondamentale secondo me è che i/le maestr*, come i/le professori/sse, non sono adeguatamente selezionati e preparati per far crescere e insegnare a degli alunni che si trovano ad affrontare una materia che potrebbe far parte del loro futuro per tutta la vita, portandoli all'esasperazione e spesso all'odio nei confronti della materia stessa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>Beniamino Re</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Io ho avuto la fortuna di frequentare la scuola steiner-Waldorf. Lì il percorso inizia alle elementari fino alla terza media tutte con la stessa classe come se fosse un percorso unico. Una scuola improntata alla praticità e che da molta importanza all’arte. Molto simile al metodo che ha avuto lei. Anche noi andavamo a fare esperienze pratiche e anche noi avevamo un’insegnante unico per quasi tutte le materie. Questa esperienza mi ha segnato tantissimo e mi ha dato ‘una marcia in più’ sia per affrontare la vita che nell’affrontare lo studio, soprattutto nel fatto di imparare per il piacere di imparare non per prendere buoni voti (cosa che alla steineriana non esiste). Le superiori sono state un po’ un trauma per me proprio perché seguivano la logica di una fabbrica proprio come mostrato nel video. Per me è stato molto strano ma pian piano mi sono abituato anche affrontare tutte le materie anche quelle che sarebbero più pratiche (dall’arte alla fisica) solamente sui libri e non in modo sperimentale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:55:34 UTC</pubDate>
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         <title>Martina Rupani</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mancato coinvolgimento della classe e l'eccessiva rigidità da parte della mia insegnante di italiano alle elementari per me era molto disturbante: non interpellava i bambini se non solo quando era strettamente necessario e il silenzio da parte degli alunni, per lei, era fattore determinante per la buona riuscita della lezione. Questa mancanza di interazione generale portava ansia e, nei bambini più fragili, paura a porre domande anche semplici domande.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:58:19 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Soravia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La scuola crea un ambiente a volte stimolante e interattivo se il docente è in grado di entusiasmare gli alunni. Nella mia esperienza personale non sempre questo si è verificato e credo che sia fondamentale per un alunno essere all’interno di un ambiente animato e propositivo. Durante i miei anni di scuola dell'obbligo solo pochi professori ci sono riusciti. Un altro elemento che reputo poco efficace all’interno del sistema scolastico è il concetto di “interrogazione a sorpresa” che crea un clima di ansia e tensione e, cosa più importante, non ti educa a rispettare scadenze e tempi che poi invece saranno richiesti dal mondo del lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:58:46 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Crocetta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza scolastica, una cosa che ho spesso sentito è stato il fatto di impedire ai miei compagni di copiare da me. Non mi è mai piaciuto passare gli appunti e nemmeno le verifiche in classe. Questo è dovuto al fatto che mi è sempre stato insegnato che ognuno ce la deve fare con le proprie gambe e se una persona vuole avere successo deve arrangiarsi. Tutto ciò mi ha portato ad allontanarmi dai lavori di gruppo e dalla collaborazione, evitando il confronto con altre persone, dal quale invece avrei potuto trarre vantaggio. Ritengo che l'istruzione scolastica ci ponga in un'ottica di assoluto individualismo, considerando il lavoro individuale superiore a quello collettivo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:58:51 UTC</pubDate>
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         <title>Zanin Lorenzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'esperienza scolastica che ho avuto è stata per certi versi bella, con esperienze di crescita sia culturale che personale, ma come visto anche nel video analizzato in classe, mi rispecchio molto in quello che è stato un blocco alla creatività e all'impaginazione.&nbsp;<br>Posso confermare inoltre il fatto che i professori alle medie abbiano cercato di indirizzarmi, secondo le loro prospettive, verso un lavoro manuale e pensare a prendere il diploma solamente come svincolo per una soluzione sbrigativa volta al lavoro; la fortuna che mi ha portato dove sono ora è stata la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto e invogliato a mettemri in discussione, spingendomi sempre più al miglioramento di me stesso.<br>Così ho scoperto quelle che sono le mie passioni e sono riuscito a coltivare quella che erano le vere e proprie aspirazioni che avevo sin dalle elementari. Sono contento dell'esperienza passata a scuola perché mi ha permesso nonostante tutto di sviluppare quella che è una criticità e un accesso diretto ad un mondo che in poche persone ho avuto la possibilità di riconoscere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:59:08 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Compagnin</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Di tutti i concetti e nozioni che ho acquisito negli anni non mi è stato mai insegnato come applicarli alla vita reale, tutto lo studio ci è sempre stato indotto come fine a sé stesso.<br>Inoltre, la mia esperienza con la scuola dell'obbligo, ha avuto sempre un approccio mondirezionale, non ci sono mai stati momenti di confronto o di crescita che includessero qualcosa al di fuori delle singole nozioni dei docenti.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:59:19 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Vendrame </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317117123</link>
         <description><![CDATA[<div>Una critica che voglio fare al sistema scolastico è il fatto che la maggior parte dei professori tendono ad avere un metodo di insegnamento rigido ed impostato. Per la mia esperienza questo non aiuta di certo il coinvolgimento dei ragazzi nei confronti della materia insegnata. Secondo me, anche nell’ambito delle superiori, è giusto porsi ai ragazzi in un modo più rilassato, questo sicuramente aiuta a tenere l’attenzione più alta e ad avere il rispetto immediato da parte della classe, perchè il professore si deve porre dal punto di vista dei ragazzi, e non solamente come figura autoritaria. Per la mia esperienza personale ho avuto molti professori rigidi e affermo che questo tipo di insegnamento è arretrato, non adeguato alla mentalità dei ragazzi di oggi. Questo comporta ad avere ansie  a sentirsi inferiori degli altri. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 08:59:40 UTC</pubDate>
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         <title>Ludovica Berto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza di scuola dell'obbligo mi ha segnata molto l'idea che ci fosse un metodo di valutazione, che in generale crea troppa rivalità e concorrenza tra gli studenti, andando a mettere in secondo piano quello che a mio parere dovrebbe essere l'obiettivo della scuola: trasmettere e soprattutto far capire degli argomenti che sono determinanti per la formazione di ognuno, sia a livello culturale che personale. Mi piacerebbe ci fosse un modello educativo che si cura delle differenze di apprendimento e di studio di ognuno, senza il bisogno di una valutazione. Penso che in questo modo mi sarei goduta appieno l'esperienza dell'apprendimento, e non l'avrei spesso odiata come purtroppo è successo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:00:13 UTC</pubDate>
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         <title>Samuele Niero</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il mio percorso scolastico obbligatorio mi ricordo di un fatto molto importante per la mia crescita. Probabilmente perché relativamente recente o forse per il modo in cui l'ho vissuta è stata un'esperienza molto segnante e rilevante. Si tratta del passaggio dal biennio al triennio durante il periodo delle scuole superiori. Ero stato collocato nell'ultima sezione del reparto d'informatica della mia scuola e mi trovo precisamente in 2IF, dove I sta per informatica ed F in quanto eravamo la sesta classe di informatica. Durante il passaggio dal biennio al triennio c'è stata la necessità di ridurre il numero di sezioni per poter permettere un maggiore numero di studenti nelle classi che entravano gli anni successivi (per capire meglio, l'anno dopo sono arrivate ad esserci 8 sezioni per le classi prime). Di conseguenza hanno dovuto prendere una classe e dividerla nelle diverse sezioni. Quando è arrivata la scelta della classe da dividere, inevitabilmente è caduta sull'ultima della lista, dunque ci siamo trovati divisi in tutte le diverse sezioni, portando tutti i legami con compagni e docenti demoliti e dover ricostruire tutto quanto in una nuova classe, già formata da due anni dove era inevitabile sentirsi un po' quelli in più, gli ultimi arrivati. Questo evento è avvenuto con l'unico scopo di massimizzare l'ingresso delle "nuove matricole", penalizzando così il percorso degli studenti "veterani".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:00:35 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Enzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Penso che il mio percorso scolastico obbligatorio sia segnato da un punto di svolta, come un risveglio, avvenuto negli ultimi anni delle superiori. Pur frequentando un liceo artistico ho cominciato ad accorgermi che le esperienze che volevo sperimentare e le abilità che volevo sviluppare non coincidevano con il metodo utilizzato all'interno della scuola. Il sistema standardizzato che premiava l'apprendimento mnemonico di concetti senza un fine ha cominciato a sembrarmi opprimente. Infatti la maggior parte delle abilità di cui oggi sono fiero sono state sviluppate da autodidatta all'esterno del sistema scolastico. Una volta finito il liceo ho sentito il bisogno di fare una pausa e trovare una direzione diversa dal "tunnel" che mi sembrava ciò che proponeva il sistema.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:01:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Alessia Ferraboschi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo la mia esperienza, il sistema educativo provoca una forte disuguaglianza all'interno della classe, dovuta alla forte competività che parte dalle elementari tramite le gare di tabelline, fino alle superiori tramite le medie dei voti. Questo ha dei punti positivi e negativi. Porta&nbsp; l'individuo a crescere sapendo di poter sempre migliorare ma anche un disagio di inferiorità vedendo gli altri fare meglio, inoltre a livello sociale tra compagni si crea&nbsp;un clima di conflitti e gelosie che dal contesto scolastico si sposta al contesto lavorativo e sociale </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:01:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Davide Troisi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317119857</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la mia esperienza scolastica obbligatoria la parte più critica è stata la fine di essa. Avendo studiato in un liceo scientifico non ero stato preparato professionalmente per un dopo e il senso di indecisione e smarrimento era molto forte. Ritengo che la scuola possa essere più interconnessa con ciò che è il mondo vero per far comprendere ai ragazzi quali siano concretamente le opzioni percorribili, permettendo così di sviluppare interessi. Riprendendo la metafora della produzione in linea presentata nel video, è come se la linea produttiva finisse nel nulla. Non rimpiango il percorso di studi fatto in quanto ho trovato professori competenti e un programma che stimolava la multidisciplinarietà a discapito del nome del percorso formativo. Tuttavia avrei gradito maggior coinvolgimento col mondo esterno e nel post diploma, non solo nella formazione che stava avvenendo in qui anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:02:02 UTC</pubDate>
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         <title>Gianluca Costa </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317120675</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo caso voglio toccare le cose che secondo me potrebbe migliorare il sistema di educazione. Se penso agli anni di superiori (istituto tecnico) mi rendo conto quanto i professori dessero molta importanza alla parte teorica e tralasciassero quasi del tutto la parte pratica. Questo a mio parere non va bene in quanto in molti casi si capiscono le cose facendole e non solo sentendole dire. Ho notato anche come il sistema sia progettato per una visione industriale in cui si preparino le persone per ricoprire un ruolo prestabilito all interno di una fabbrica. Anche la questione del voto mi angosciava particolarmente, studiavo per raggiungere un buon vuoto ma senza provare davvero interesse per quella materia. Molto migliore sarebbe il fatto che  un insegnante coinvolga  e interessi gli studenti alla propria materia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:02:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Tommaso Pierobon</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante tutta la durata della scuola dell'obbligo l'unica materia che mi ha sempre fatto piacere ascoltare era religione, l'unica materia, secondo me, che considerava gli studenti come persone con un opinione.<br>L'ora di religione era un'ora di discussione, di scambio di opinioni, di arricchiamento personale in cui uno poteva veramente mettersi in gioco.<br>Ecco, secondo me ore come queste arricchiscono veramente uno studente e lo fanno sentire ascoltato.&nbsp;<br>Non c'è dubbio che il merito va anche ai docenti di religione che ho incontrato durante il mio percorso, i quali sono stati tutti veramente molto capaci e bravi ad intrattenere e tenere lezioni interattive.<br>Durante l'ora di religione io avevo veramente voglia di partecipare, voglia di ascoltare, discutere, ero veramente divertito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:03:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Federiko Rosaj</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317121982</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza, avendo frequentato un istituto professionale, mi sento di criticare il pregiudizio nei confronti miei e dei compagni, nell'essere considerati meno intelligenti rispetto ad altri istituti o anche licei, questo pregiudizio talaltro veniva anche espresso dai professori in quanto si impegnavano meno nel programma o nelle lezioni in quanto avendo scelto un professionale non avremmo mai avuto voglia di studiare o di impegnarci realmente nello studio; la differenza di programmi rispetto ad altre superiori veniva rimarcata dalle invalsi, nelle quali causa un programma ridotto il nostro "anno" aveva solitamente i risultati peggiori, accentuando i pregiudizi altrui. Non trovo dunque corretto che la scelta personale di prediligere un approccio più professionale nell'istruzione debba essere considerato meno rispettabile rispetto ad uno più accademico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:03:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Cecilia Preghenella</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317122058</link>
         <description><![CDATA[<div>Per me l'esperienza più bella che mi ha segnato le medie è stato il corso di arte, che mi ha aiutato poi a scegliere il percorso delle superiori e di conseguenza l'università. L'insegnante di arte stimolava molto la creatività dandoci da fare dei progetti o tavole. Essendo una persona molto eccentrica e a tratti molto particolare creava curiosità e quindi interesse verso le lezioni che faceva. A differenza delle altre materie le sue lezioni diventavano anche un momento di svago quindi per noi ragazzi più leggere e interessanti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:03:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Vittoria Nuzzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La criticità maggiore sta nella poca attenzione nei confronti del singolo alunno, per cui non vengono messe in luce le qualità che ciascuno ha. &nbsp;<br>Pertanto la scuola dell’obbligo potrebbe essere più efficace se proponesse delle esperienze reali, sul campo, che permettano di mettere in pratica gli insegnamenti teorici.&nbsp;Tant’è che le esperienze che maggiormente mi ricordo e mi sono rimaste impresse sono quelle accompagnate da un approccio pratico che permette di imparare in modo più stimolante e interattivo, a differenza delle lezioni statiche, frontali, correlate ad una valutazione oggettiva. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:00 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Ciotti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317122581</link>
         <description><![CDATA[<div>un secondo elemento particolarmente critico che riscontro nel sistema scolastico attuale è che non sia presente in alcun modo uno spazio o delle ore di scuola dedicate a come affrontare la vita, argomenti come i disturbi alimentari, le differenze di genere, l'ambientalismo, l'educazione sessuale, ecc.. sono tutte tematiche che vengono a mala pena sfiorate, e che invece reputo necessarie al fine di crescere con un approccio totalmente diverso con le persone e le situazioni che ci troviamo di fronte, molto più utile al fine di crescere con una mentalità più aperta e propositiva nei confronti del mondo nel quale ci stiamo introducendo</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:03 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Gyssels </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317122611</link>
         <description><![CDATA[<div>La lezione frontale spesso promuove la memorizzazione statica e asettica di nozioni, che vanno facilmente ad essere dimenticate e a diventare inutili, a meno che non vengano riprese con costanza e diligenza dallo studente. In base alla mia esperienza sono le conoscenze derivate da attività, discussioni, ragionamenti, lavori di gruppo, a sedimentarsi più a fondo. In questa maniera viene premiata la capacità di memorizzazione di nozioni, non la loro reale comprensione, la capacità di utilizzare queste informazioni per la soluzione di problemi (che siano pratici o teorici).&nbsp;<br>La scuola dovrebbe promuovere il pensiero critico, chiaramente rinforzato da un bagaglio culturale. Mentre la scuola così pensata promuove l'esatto opposto: viene insegnato di accettare così come sono gli insegnamenti, e metterli in dubbio viene considerato errore. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:05 UTC</pubDate>
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         <title>Lorenzo Capon Esercitazione</title>
         <author>lorenzocapon</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317122663</link>
         <description><![CDATA[<div>Analizzando in toto la mia carriera scolastica penso che sia stata un susseguirsi di alti e bassi. Fin dalle scuole elementari mi sono ritrovato ad essere come costretto in un sistema che sentivo essermi stretto ma passati i primi mesi ci ho fatto l'abitudine.&nbsp; Un elemento comune che ho notato dai miei 6 anni fino alla fine della scuola dell'obbligo è stato un approccio quasi svogliato da parte del corpo docenti che mi veniva proposto.<br>Altra critica che mi sento di muovere è che finire le scuole medie dovendo praticamente scegliersi il futuro trovo sia un aspetto particolarmente critico data l'età in cui ci si trova a fare questa scelta.&nbsp;<br>E chi ha propensioni per l'arte?<br>Personalmente parlando ho sempre sentito dentro di me questa propensione ma non l'ho sfruttata fino al quarto anno di superiori perché su di me veniva riposta una fiducia sulla scelta post esame di terza media. Ho scelto uno scientifico sbagliando completamente e assumendomene tutte le colpe e le conseguenti bocciature e situazioni traumatiche che si sono presentate.&nbsp;<br>Non ho mai sentito alla fine della terza media una vera e propria spinta o aiuto verso una formazione di tipo artistico, come se chi ha queste propensioni lo debba scoprire da se o in momenti extra scolastici.<br>Mi trovo particolarmente d'accordo con l'opinione espressa nel video, ci vorrebbero più visioni alternative per la formazione di una classe di studenti (intesa come generazione) che viva diversamente il sistema di apprendimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:08 UTC</pubDate>
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         <title>Anita Albanese </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317122811</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza scolastica ho alternato periodi che ricordo positivamente e altri negativamente. L’aspetto che favorisco è la promozione dello sport nelle scuole, dalle elementari in cui c’era la settimana dello sport o i tornei di triathlon per arrivare al liceo in cui c’era orienteering, sci, pallavolo ecc.. Un aspetto che invece critico è la modalità con cui si tenta di imporre agli alunni di affrontare interessi che magari per loro non lo sono. Veniamo inseriti in un contesto in cui non abbiamo la possibilità di scegliere quello che ci piace almeno fino alle medie. Non ci viene trasmesso il fatto che quello che studiamo deve essere per interesse personale e non tanto per rendere conto a qualcuno. Alle elementari passavo la maggior parte delle ricreazioni seduta sulle scale in punizione con altri due miei compagni, essendo una bambina vivace “non seguivo la lezione”, all’epoca mi sentivo io in colpa, adesso mi rendo conto che forse è compito dell’insegnante cercare di scaturire interesse e riuscire a coinvolgere gli alunni, che i quel caso erano bambini che si trovavano ad essere costretti a stare a scuola tutto il giorno, se poi ci toglievano l’unico momento in cui potevamo essere liberi, non so quale attenzione potevano pretendere poi una volta tornati in classe. Alle medie non studiavo, cambiavo professore una volta al mese praticamente, perchè c’erano continue supplenze, frequentavo il corso musicale che ha portato a stancarmi pure della musica e non venivo stimolata in nulla, i professori erano stanchi della mia classe molto frenetica e mai ferma, di conseguenza risolvevano i problemi con note e punizioni, che avevano poco effetto in noi, una volta diventate d’abitudine. Alle superiori invece sono capitata in una sezione in cui i professori avevano poca voglia di fare, ci lasciavano molto tempo libero durante le lezioni e almeno due volte a settimana entravamo/uscivamo prima per l’assenza di uno di loro, inizialmente la vedevo come una fortuna, andavo a scuola semplicemente per divertirmi con le mie amiche e meglio di così non potevo chiedere, andando avanti però mi sono resa conto che stava diventando una perdita di tempo, stavo impegnando cinque anni della mia vita a creare lacune su lacune, senza ottenere una formazione, avevo appiattito tutti gli interessi e l’unico motivo per cui andavo a scuola era fare la verifica o l’interrogazione di turno necessaria per passare all’anno successivo, anche l’esame di maturità è stato una delusione, dal momento in cui i professori ci avevano già dato tutte le domande che ci avrebbero fatto, questa modalità era proprio frustrante perchè eravamo visti semplicemente come dei voti, ad inizio interrogazione ero consapevole del voto che avrei preso dato che lo avevano già stabilito. Questo comportava in me un fallimento doppio, infatti potevo studiare tantissimo ed essere preparatissima e prendere lo stesso voto che avrei preso senza fare nulla, in quel caso preferivo fare poco così da non prendere la delusione di aver studiato a vuoto. Tutto questo però creava un loop infinito perché capivo che impegnandomi poco potevo fare tanto, allora la mia voglia di fare si abbassava continuamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:15 UTC</pubDate>
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         <title>Samuele De Napoli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317123562</link>
         <description><![CDATA[<div>Il mio punto di vista riguardo il sistema scolastico e l'educazione in generale è cambiato drasticamente nel mio ultimo anno di superiori. Come gran parte dei miei coetanei, vedevo la scuola come utile si ma molto noiosa; è capitato svariate volte che prendessi quasi sonno sul banco a causa di una lezione estremamente lenta e soporifera.&nbsp;<br>Di norma alle elementari si ha un approccio improntato di più sul gioco, alle medie su un basso carico di lavoro ma la vera "involuzione" si ha proprio alle superiori. C'è da dire che il rapporto con i professori cambia, si ha molta più confidenza ma la modalità di insegnamento è bene o male la stessa. Mi ricordo che il mio professore preferito era quello di storia perché aveva un metodo alternativo di propinarci le sue spiegazioni. Lui era solito spiegarci tutto il programma (molto sinteticamente) nelle prime settimane di scuole e poi ricominciare a spiegarlo nel dettaglio. Questo faceva si che le cose che ci spiegasse non ci fossero nuove, incoraggiandoci a intervenire molto più spesso. Per molti la storia è una materia ancora molto oscura, tanto da non saper neanche collocare gli avvenimenti nel proprio periodo storico. Questo suo metodo ha fatto si che gli studenti avessero un'infarinatura generale o per lo meno sapessero di che cosa parlasse il professore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:04:52 UTC</pubDate>
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         <title>Pastorelli Sara</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317124234</link>
         <description><![CDATA[<div>La mia personale esperienza formativa è stata segnata sopratutto nel passaggio tra le scuole medie e le scuole superiori.<br>Fin da piccola ho avuto diversi interessi (canto, scout, sport agonistico) che i miei genitori hanno sempre incentivato. Nel momento in cui ho scelto di proseguire il mio percorso scolastico al Conservatorio temevo di dover accantonare alcune delle mie passioni per riuscire ad ottenere i buoni risultati che mi prefissavo come obiettivo per gratificazione personale. Con grande sorpresa invece ho trovato un ambiente decisamente premiante nei confronti di chi coltivasse interessi al di fuori di quelli prettamente scolastici. I professori si sono sempre dimostrati disponibili nel venirci incontro e nell'incentivarci al non passare i nostri pomeriggi sui libri ma dedicare anche il nostro tempo ad attività formative (forse perché essendo una scuola media annessa al Conservatorio era implicito un "doppio impegno" oltre che in classe e a casa con i compiti anche a lezione di strumento, solfeggio e altre attività artistiche pomeridiane). Alle superiori al contrario pressoché tutti gli insegnati sembravano ostacolarci, penalizzando chi dedicava tempo ad attività e passioni che "ci distraevano dallo studio" portandoci spesso a ripudiare alcune materie che vedevo finalizzate esclusivamente al voto finale. Ho vissuto con molta angoscia le scelte di saltare anche solo un paio di giorni di lezioni per competizioni sportive all'estero(che ritengo essere state esperienze decisamente formative) per l'ansia della mole di interrogazioni e argomenti da recuperare appena tornata.<br>Ritengo in generale sbagliato costringere ad un impostazione di studi che ci impedisca di coltivare altre passioni con l'idea che siano perdite di tempo o che comunque ci portino a non eccellere scolasticamente parlando come gli insegnanti si aspettano da noi<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:05:27 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Fuser </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317124370</link>
         <description><![CDATA[<div>Personalmente non ho trovato e sperimentato situazioni sbagliate o cose da modificare nel metodo educativo "fordista", credo che la piacevolezza della scuola dipenda soprattutto dall'ambiente scolastico. Avere una bella struttura che permetta di poter trovare i propri spazzi, trovare dei professori attenti, che riescano a coinvolgerti durante la lezione e farti appassionare alla materia, avere dei compagni di classe con cui legarsi, stringere amicizie e collaborare. Queste sono le principali cose che dovrebbero essere, a mio avviso, la base di un "nuovo" metodo scolastico, un ambiente ottimale per l'istruzione e degli insegnati che abbiano una comunicazione con gli alunni. Io ho avuto la fortuna per la maggior parte professori e professoresse che sono riusciti a trasmettermi passione e impegno nella materia e che mi hanno aiutato a trovare la mia strada. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:05:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ludovica Alpago</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317127293</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno dei limiti che ho notato nel percorso di scuola dell’obbligo, soprattutto superiore, è la questione delle preferenze che i professori delle volte manifestano in maniera aperta nei confronti degli alunni, il che ovviamente crea attrito tra i compagni di classe che invece di aiutarsi a vicenda in una situazione comune li porta a invidiare i propri amici o addirittura a ostentare determinati voti creando disagio nell’altra persona e quindi costruendo una sorta di competitività non sana.&nbsp;<br>Dall’altra parte nel mio percorso di liceo artistico ho avuto la fortuna di trovare dei professori che mi hanno stimolata all’apprendimento delle materie, soprattutto artistiche, coltivando la passione per lo studio e la conoscenza. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:07:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dalila Lacava </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317131024</link>
         <description><![CDATA[<div>Sulla base della mia esperienza formale personale della scuola dell’obbligo mi trovo d’accordo con il video “cambiare i paradigmi dell’educazione” visto in classe soprattutto per quanto riguarda l’argomento del vivere la scuola dell’obbligo in modo anestetico e quindi senza emozioni.&nbsp;<br>La mia critica è quella di avere avuto un modello che allontanava dall’esperienza positiva dello studio-scuola, spesso causato da insegnanti che invece di provare a trasmettere la passione per la propria materia, puntualizzavano sul fatto del non essere abbastanza bravi, “affondando” gli alunni e facendo perdere loro interesse. Ci si ritrovava quindi spesso a “dover fare” non per il piacere di apprendere ma più per una costrizione, qualcosa di noioso e fatto controvoglia. La maggiore critica che farei è infatti quella di far vivere ai bambini/ragazzi la scuola come qualcosa di troppo serio, obbligatorio e difficile quando sarebbe molto&nbsp;più interessante (e forse semplice) stimolare il loro interesse con l’approccio contrario.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:10:39 UTC</pubDate>
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         <title>Aurora Santin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317137990</link>
         <description><![CDATA[<div>L'idea di essere costantemente sottoposto a una valutazione numerica porta gli studenti a essere vittime di ansie e stress. La frase "i voti non contano" è solamente miele su una pillola amara: i voti contano eccome, sono etichette che ci vengono applicate e nella maggior parte delle scuole è la prima - se non l'unica - cosa che gli insegnanti vedono. Uno studente può eccellere in una materia piuttosto che in un'altra, ma la sua valutazione viene spesso amalgamata poi in un voto finale, risultato della media di tutte le materie. Lo studente, per via dell'educazione standardizzata, non può esprimersi liberamente e mettere in pratica il suo modo di vedere il mondo.&nbsp;<br>Inoltre spesso gli insegnanti non sono in grado di coinvolgere realmente i loro alunni e si limitano a riversare conoscenze dentro di loro senza la minima passione. Ciò risulta in studenti disinteressati che provano noia o totale apatia nei confronti di determinate materie.<br>Le informazioni apprese, poi, finiscono quasi sempre nel dimenticatoio. Questa è la mia critica più grande.&nbsp;Sono consapevole del fatte che non tutto ciò che impariamo debba essere applicato alla realtà in modo pratico (mi piace apprendere nozioni per il semplice gusto di averle e ampliare la mia cultura personale), ma se le informazioni si limitano a essere parole slegate da una qualche esperienza, nella maggior parte dei casi svaniranno dalla mia testa nel giro di pochi giorni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:16:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ormenese Angela</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317138000</link>
         <description><![CDATA[<div>Pensando alla mia esperienza scolastica mi rendo conto di aver vissuto negativamente il passaggio dalle elementari alle medie, questo perché alle elementari ho avuto la fortuna di essere seguita da delle maestre che hanno incentivato le nostre inclinazioni personali e utilizzato metodi di apprendimento "alternativi", come ad esempio la possibilità di rappresentare ciò che abbiamo studiato tramite disegni, la realizzazione di esperimenti, giochi riguardanti gli argomenti trattati e lavori di gruppo. Ciò che mi è rimasto più impresso sono le lezioni in giardino all'aria aperta, in particolare quando la maestra di italiano ci chiedeva di sederci singolarmente e osservare la natura attorno a noi, scrivendo ognuno qualche riga su ciò che ci colpiva e sulle sensazioni che provavamo.&nbsp;<br>Al contrario ho un brutto ricordo delle medie, poiché ho sofferto molto il passaggio da lezioni interattive a quelle più statiche e severe; ciò ha influito parecchio sui miei voti, al punto che mi ero convinta di essere incapace di capire ciò che veniva spiegato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:16:31 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Maronese</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317156155</link>
         <description><![CDATA[<div>cerco di sintetizzarlo per punti per non essere troppo dispersivo&nbsp;<br>all' asilo facevo esperienze che tutt'oggi mi fanno sorridere e mi hanno tramesso molto come andare in bici che ho imparato lì o fare da mangiare : a turno eravamo coinvolti dalle insegnanti per "aiutare" la mensa. in più alcuni legami che ho stretto lì li porto tutt'ora nella mia quotidianità&nbsp;<br><br>delle Elementari ricordo molto bene le sgridate perché non ero attento e le lezioni ascoltate fuori dalla porta ma anche le lezioni di pittura e il maestro di matematica&nbsp;<br>ma sopratutto l'ansia delle prove invalsi&nbsp;<br><br>&nbsp;medie ricordo i primi voti negativi e i professori che dicevano che non sarei mai riuscito ad entrare in un università e non sarei mai riuscito a finire il liceo ma sarei dovuto andare a un Cfp&nbsp; inoltre ricordo la delusione dei miei genitori nei miei confronti&nbsp;<br><br>le superiori sono state un po una svolta :<br>la mia voglia di studiare veniva sempre meno alcune materie che studiavo le ritenevo inutili e molti concetti li capivo velocemente o li Memorizzavo per poi dimenticarli finita la verifica&nbsp;<br>ma quando ho iniziato i laboratori ho fatto esperienza di nozioni che rimangono salde nella mia memoria e anche qui grazie anche ai lavori in gruppo ho aggiunto altri legami .<br><br>la valutazione di una persona viene sempre meno ma si punta a quanto una persona si ricorda e sottolineo ricorda perché nella mia esperienza è stato tutto in funzione della verifica: memorizza utilizza e dimentica per fare spazio alle nuove informazioni , e non c'è un apprendimento che viene consolidato . e dal punto di vista di formazione della persona non vi è un vero approccio che viene rimandato alla famiglia che nella maggior parte dei casi deve lavorare e il luogo in cui noi spendiamo la maggior parte del nostro tempo  è la scuola che quindi risulta inutile o quasi da questo punto di vista . </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 09:31:57 UTC</pubDate>
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         <title>Riccardo Cappelletto </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317395119</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante il mio percorso di studio ho sempre avuto una certa attitudine alle materie artistico-creative.<br>Alle elementari ho avuto la fortuna di avere un insegnante che come secondo lavoro fa il musicista. Era l’insegnante unico per la maggior parte delle materie. Ci ha fatto avvicinare all'arte in maniera molto spontanea e libera. Le sue lezioni erano spesso accompagnate da creazioni di oggetti più o meno artistici inerenti al programma. Questo aspetto di produzione pratica mi ha sempre affascinato ed era per me un primo approccio alla progettazione e al design.&nbsp;<br>Durante le medie e i primi anni delle superiori gli aspetti che contravano di più erano quelli scientifici, e spesso non mi sentivo abbastanza bravo (anche nei confronti della classe), con i voti non eccellevo e molte materie non mi interessavano. Questo mi ha ha sempre fatto sentire inferiore, o comunque non abbastanza bravo. Solo alle superiori, quando ho iniziato a fare grafica e comunicazione ho scoperto alcune abilità che prima non sapevo di avere.&nbsp;<br>L'importanza che viene data nella scuola pubblica a certe materie è decisamente sbilanciata, e altre vengono messe in secondo piano. Abilità creative non sono mai state messe allo stesso piano di quelle in altri ambiti.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 12:37:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Denise Franchetto De Liberali</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2317739915</link>
         <description><![CDATA[<div>Una critica che posso fare per quanto riguarda il sistema scolastico che ho frequentato sta nel fatto che la maggior parte degli studenti non studia perché interessata all'argomento ma lo fa semplicemente per avere un bel voto e per riuscire a passare l'anno e finire in fretta le scuole. Senza il vincolo del voto credo che le persone prenderebbero in maniera diversa lo studio e probabilmente lo vedrebbero come una cosa bella, utile e che arricchisce il proprio bagaglio culturale invece che vederlo come un qualcosa che si fa solo per gratificare i genitori o per ricevere un voto positivo. Credo che i voti siano davvero inutili perché sono valutazioni basate sulla soggettività, in quanto due persone con le stesse competenze, che frequentano istituti diversi, possono prendere due voti completamente differenti a seconda del compito e del professore che glielo somministra. Queste valutazioni risulteranno dunque soggettive e non necessariamente coincidenti alla realtà; non possono, dunque essere oggettive come in realtà si tende a vederle. Forse lo sarebbero se i compiti somministrati fossero tutti uguali e se li correggesse la stessa persona.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 15:29:42 UTC</pubDate>
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         <title>Niccolò Cocchetto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2318184418</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal mio punto di vista ritengo che il nostro sistema educativo ponga al centro della formazione l'acquisizione di informazioni volte al raggiungimento di un voto utile unicamente alla valutazione delle capacità mnemoniche di una persona e al superamento dell'anno scolastico. Inoltre, troppo spesso questo aspetto viene erroneamente collegato al livello di intelligenza degli studenti. La conseguenza è che i soggetti cominciano a sottostimarsi e a essere convinti di non poter mai affrontare un determinato percorso o raggiugnere un determinato obiettivo. Si viene così a creare una situazione in cui i giovani studenti scelgono il loro percorso scolastico per obbligo aumentando così, nel corso del tempo, la noia, l'odio e la repulsione verso il sistema scolastico stesso. Un altro aspetto critico di questo sistema è il fatto che i voti sono anche determinati da un livello di interesse della materia che il docente riesce a trasmettere agli studenti. Infatti, mi è capitato di conoscere persone non particolarmente brillanti a scuola ma sia culturalmente che intellettualmente molto più alte rispetto ad altre che avevano buone valutazioni scolastiche.&nbsp;<br>Solo recentemente mi è capitato di conoscere il sistema educativo finlandese che, dati alla mano, crea un ambiente formativo egualitario di alto livello e anche di alto rispetto nei confronti del docente, il quale, infatti, (a differenza dell'Italia) gode di profonda stima da parte degli studenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 19:48:30 UTC</pubDate>
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         <title>Gregorio Fabris</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2406805562</link>
         <description><![CDATA[<div>Ripensando al mio percorso scolastico, la critica principale che mi verrebbe da muovere è che viene favorito lo sviluppo della memorizzazione di concetti per un breve periodo, così da superare la valutazione, piuttosto che l'assimilazione e la comprensione degli argomenti.<br>Il metodo di valutazione, si basa esclusivamente sul testare la memoria degli alunni, senza mettere in considerazione un loro reale interesse o pensiero che si possa sviluppare nei confronti di determinati argomenti o materie, mettendo da parte l'incentivazione ad un personale pensiero critico.&nbsp;<br>Questo è dovuto anche al fatto che la maggior parte dei professori, presenti soprattutto nelle scuole dell'obbligo, non abbiano alcun interesse nel coinvolgere gli studenti ma semplicemente vogliono concludere il programma il più in fretta possibile. Il programma potrebbe essere un ulteriore problema poiché&nbsp; determinati argomenti vengono costantemente ripetuti nel corso degli anni e nel cambio degli istituti, mentre altri vengono totalmente tralasciati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 15:37:53 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Magarotto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il mio percorso scolastico ho trovato molto utile dover affrontare le varie sfide che mi venivano proposte, scomodandomi dalla comfort-zone a cui avrei costantemente aspirato, abituandomici. A livello relazionale mi ha insegnato molto, in quanto è necessario imparare ad adattarsi e "convivere" al meglio in una classe. Uno dei possibili punti deboli che ho riscontrato nel mio percorso d'apprendimento è stato l'ascoltare in silenzio, senza intervenire, per paura di sbagliare o peggio trasgredire alle regole. Per quanto riguarda le varie sfide che mi venivano "proposte", effettivamente di possibilità alternative al dover forzatamente eseguire compiti non ne vedo, quindi più che "proposte" direi "imposte". </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 08:38:51 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Schenato</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mio percorso scolastico si può dividere in due macrosezioni, ovvero il periodo compreso tra la scuola elementare e le scuole medie, ed invece i cinque anni delle scuole superiori.&nbsp;<br>Per quanto riguarda la prima sezione, nonchè il primo approccio che ho avuto con il mondo scolastico, mi sono portata a casa un bagaglio di esperienze formative e stimolanti molto positivo. Sicuramente questo perchè ho sempre avuto degli insegnanti a cui piaceva il loro lavoro e di conseguenza trasmettevano questa loro passione a noi alunni; inoltre, sono sempre stati pronti all'aiuto, all'ascolto ed al confronto se ci fossero stati problemi sia a livello scolastico che non.&nbsp;<br>Arrivata all'interno del mondo del liceo, invece, mi sono accorta che gli insegnanti erano totalmente differenti da quelli precedenti. Non erano entusiasti nel far imparare a noi alunni ciò che sapevano, non c'era un confronto aperto, ma solo timore dell'autorità; l'importante era finire il programma prestabilito ed avere quel tot di voti necessari a fine anno. Non c'era interesse nel far apprendere a noi studenti quello che avremmo dovuto imparare "a memoria", per poi dimenticarcelo dopo il compito.&nbsp;<br>Situazione particolare che ha influito molto, è stata sicuramente quella che riguarda matematica e fisica; la mia classe ha cambiato minimo un professore all'anno, se non di più, il quale aveva un metodo di insegnamento totalmente diverso dal precedente e quindi non garantiva una continuità del programma. Questo ha influito nella preparazione di noi studenti, che siamo arrivati all'ultimo anno senza delle basi solide della materia.<br>Infine, hanno avuto molto peso le evidenti preferenze avute dai professori verso determinati alunni, i quali erano più seguiti e ricevevano valutazioni migliori; di conseguenza, questo portava anche alla "competizione" tra noi compagni che si tramutava poi in antipatia ed incompatibilità. Ciò ha provocato la rottura della classe in più "gruppi" e, quindi, alla non collaborazione tra gli alunni stessi.&nbsp;<br>Sarebbe molto più produttivo, sia per gli insegnanti che per gli alunni, se le lezioni fossero coinvolgenti e includessero una maggiore interattività con la persona, in modo da capire se ciò che viene spiegato è stato assimilato; così come avere un'applicazione più pratica aiuterebbe alla comprensione di alcuni concetti teorici.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-15 11:23:54 UTC</pubDate>
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         <title>Ludovica Brussolo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ci sono diverse critiche che potrei rivolgere al sistema scolastico. Di seguito delineerò le tre che mi sono sembrate di maggior rilevanza.&nbsp;</div><div><br></div><div>La prima è la grande mancanza di empatia che gli insegnanti dimostrano nei confronti degli alunni. Nel corso della mia carriera scolastica sono sempre stata una bambina e una ragazza introversa, un po’ insicura e timida, per questo motivo alzavo la mano poche volte per rispondere, intervenivo a fatica e facevo di tutto per di evitare di parlare in pubblico. Questo mio tratto caratteriale però non è mai stato visto come un mio blocco che magari una persona competente poteva aiutarmi a superare, bensì come una mia mancanza di interesse verso la lezione, tanto che quando mia mamma andava a fare i colloqui l’unica cosa su cui i professori puntavano il dito era quella che loro definivano “scarsa partecipazione” alle lezioni, nonostante i miei voti fossero buoni e il mio sguardo sempre attento. Avrei voluto ricevere, da quelli che erano i miei punti di riferimento nell’ambito scolastico, un po’ di più sostegno, magari facendomi capire che quello che avevo da dire non era banale o inutile, ma anzi non dovevo vergognarmi di esporlo perché era degno di essere ascoltato. Inoltre, mi ha sempre dato abbastanza fastidio il fatto che venissero considerati “geni” quegli studenti o studentesse che spesso intervenivano e considerati invece “disattenti” coloro che invece prediligevano l’ascolto.&nbsp;</div><div><br></div><div>Un’altra critica riguarda la fretta che i professori avevano di finire il programma, spaventati di non riuscire a stare dentro i tempi e finendo per soffocare gli alunni di verifiche e interrogazioni senza pensare al carico di ore di studio che questi avrebbero avuto. Spesso mi sono ritrovata ad essere avvisata pochi giorni prima del fissaggio di una verifica o di un’interrogazione, togliendomi di conseguenza la possibilità di organizzarmi e di non ritrovarmi in situazioni di ansia e di stress.&nbsp;</div><div><br></div><div>L’ultima critica che mi sento di rivolgere riguarda l’insegnamento. A mio avviso nel sistema scolastico mancano insegnanti che amano il proprio lavoro e che sono in grado di trasmettere questa passione tramite l’insegnamento. Da una parte io ho avuto insegnanti appassionati della materia che spiegavano e che sono riusciti a trasmettermi il loro sapere, dall’altra parte però ho avuto anche insegnanti a cui non piaceva il loro lavoro, che non avevano voglia di spiegare e di far capire agli alunni il tema trattato e dai quali pertanto sono riuscita a imparare poco e niente. Nel triennio delle medie la mia classe ha avuto un’unica professoressa di italiano molto brava e molto preparata ma, nell’arco di tre anni, abbiamo cambiato all’incirca 6 professori di matematica e scienze, fattore che ha ovviamente influito notevolmente sull’apprendimento delle discipline rendendone difficile la comprensione e l’organizzazione. Questo per dire che spesso gli alunni sono più motivati a studiare e a imparare se hanno a che fare con insegnanti in grado di spiegare loro gli argomenti con pazienza, con amore e con interesse.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 14:25:02 UTC</pubDate>
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         <title>Maddalena Veltri</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2442610117</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante tutti gli anni delle scuole elementari e delle scuole medie, le maestre mi hanno sempre accusata, nonostante prendessi voti mediamente buoni, che durante le lezioni sembravo annoiarmi. In quel periodo ho creduto di avere un problema: non riuscivo a comportarmi come le mie compagne che erano più benvolute dalle maestre. Loro mostravano un interesse maggiore ed un entusiasmo che io non condividevo.&nbsp;</div><div>Ho capito che ad avere qualche problema non ero io, ma il sistema scolastico solo quando ho iniziato a frequentare le scuole superiori. Ho scelto il liceo artistico e ho studiato per la prima volta qualcosa che davvero mi appassionava. Mi sono resa conto, dopo lunghe riflessioni, che effettivamente le maestre avevano ragione: io mi annoiavo. Le scuole elementari e medie, diversamente dalle mie compagne di classe, non mi hanno dato modo di appassionarmi a ciò che studiavo; avevo propensioni diverse, che non sono state considerate. Trovo che questo sia un peccato, uno spreco di tempo: sarebbe stato bello dimostrare e dimostrarmi capace, non solo alle superiori, quando avevo scelto da sola cosa fosse più adatto a me, ma anche durante le elementari e le medie.&nbsp;</div><div>Inoltre, durante tutto il mio percorso scolastico ho constatato come ci sia una forte tendenza a dare importanza al voto. Mi ricordo in particolare un’insegnante delle scuole medie che proponeva test a crocette in cui se si sbagliava la risposta, al posto di contarla come nulla,&nbsp; si sottraevano punti al voto. Paralizzata da questo meccanismo, una volta consegnai una verifica totalmente in bianco, perché&nbsp; avevo così paura che il voto si abbassasse, che preferivo non provarci nemmeno. Questa modalità di giudizio del lavoro degli studenti tramite un numero e non attraverso un giudizio motivato o un confronto, genera una sorta di frustrazione e un clima di paura. Alla lunga, se l’alunno non riesce ad ottenere il numero desiderato, sarà portato a copiare, perdendo interesse sia per la materia sia, nei casi peggiori, per l’intero percorso scolastico.</div><div>Spesso gli studenti non vengono trattati come persone, ma vengono spersonalizzati e trattati tutti allo stesso modo, anche se ognuno ha diverse esigenze e necessità. Questa modalità porta all’individualismo più totale e alla perdita di appagamento personale.</div><div>Ho notato, inoltre, un’altra criticità durante il quinto anno delle scuole superiori: mi sono resa conto di come avessi una vastissima cultura su letteratura, filosofia, arte… Ma che non avessi conoscenza dei problemi di attualità. Per ovviare a ciò, ho frequentato molti corsi opzionali, ma credo che parlare agli studenti di tematiche attuali sia di importanza fondamentale e non riducibile al doposcuola (molte scuole non offrivano nemmeno questa possibilità). Oggi c’è un grande bisogno di trattare tematiche come la crisi ambientale, l’utilizzo dei media, il sistema patriarcale… Perchè per combattere grandi problemi e cambiare le cose bisogna rendere le persone coscienti già dall’infanzia. Integrare queste conoscenze nel programma di studi istituzionale potrebbe fare la differenza.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-12 17:29:38 UTC</pubDate>
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         <title>Gaia Busso</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2443694198</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la mia esperienza scolastica ho riscontrato diverse criticità all'interno del sistema scolastico. La prima riguarda l'incapacità spesso di trasmettere interesse, passione e coinvolgimento mentre una determinata materia viene insegnata. Un'altra critica riguarda i metodi di valutazione, a mio parere spesso la distribuzione del carico di studi non è ben bilanciata all'interno dei semestri e a sua volta nemmeno i metodi e i tempi di verifica, dove in fine, risulta più importante un numero e una media rispetto alla vera assimilazione dei concetti insegnati. <br>L'ultima critica la faccio alle scuole superiori, all'interno dei miei studi di quegli anni sono venuti a mancare insegnamenti riguardanti l'attualità o il passato recente, penso sia importante sapere concetti passati, ma penso sia altrettanto importante sapere anche quelli più recenti e che sia fondamentale trattarli e parlarne. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 15:10:24 UTC</pubDate>
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         <title>Pizziolo Leonardo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2444843209</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto mi riguarda, una critica che mi sento di fare al sistema scolastico odierno è che allo studente viene fatta percepire in maniera eccessiva l'importanza della valutazione numerica che egli conseguirà al termine di un determinato percorso. Ciò diventa un problema nel momento in cui l'individuo avrà come obiettivo il solo raggiungimento di essa, portandolo dunque ad apprendere in maniera mnemonica al solo fine di passare il test che poco dopo gli verrà somministrato, con la conseguenza che nel giro di poco tempo egli andrà a perdere ciò che ha "appreso". Ciò accade anche perché in molti casi ci si concentra esclusivamente sul far imparare nozioni di tipo teoriche senza andare a testare la parte pratica e dunque applicando ciò che si dovrebbe aver imparato. Solo in un caso mi è capitato un professore (precisamente di tecnologia) che nonostante spiegasse concetti maggiormente teorici, chiedeva poi nelle interrogazioni solamente domande in cui applicare la teoria, in quanto la pura conoscenza di essa veniva data per scontata: in questo modo a mio parere il confronto diventava più stimolante per entrambe le parti, dato che lo studente spiegava quali motivazioni lo avrebbero portato a prendere una determinata scelta, senza dunque recitare a memoria ciò che aveva studiato nelle slides, mentre per il docente era molto più interessante ascoltare appunto i ragionamenti di un alunno piuttosto che rileggere in un compito i concetti ripetuti dai libri.&nbsp;<br><br>In tutto ciò però secondo me va sempre ricordato che la stra grande maggioranza del successo/insuccesso di uno studente è per suo merito/demerito, dunque alla fine&nbsp; la responsabilità dei risultati che andrà a conseguire (tranne casi particolarmente ecclatanti) sarà esclusivamente sua.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 17:07:42 UTC</pubDate>
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         <title>Feltrin Marco</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2453277067</link>
         <description><![CDATA[<div>Avendo frequentato un istituto tecnico, l'aspetto "umano" è sempre passato in secondo piano. I professori, specialmente i responsabili delle materie tecniche, non hanno nessun tipo di empatia nei confronti dei ragazzi. Il confronto, le discussioni o le critiche sono sempre state viste come un attacco personale nei confronti nell'insegnate. Farlo significava essere marchiati fino al termine dell'anno, e dover subire una sorta di Mobbing scolastico.<br>Questo tipo di scuola mi ha insegnato a dover accettare tutto ciò che viene detto come unica verità, quasi come una religione. L'errore viene punito. Sbagliare significa essere indietro rispetto a chi non ha sbagliato. Nel momento in cui uno rimane indietro, c'è un completo disinteresse nel cercare di aiutare e recuperare quelle persone che si sono perse nell'apprendimento.<br>I professori di materie tecniche, per la maggior parte dei casi, lavorano o hanno lavorato per diverso tempo in aziende. Questo crea in loro la convinzione che lo stesso tipo di approccio che veniva usato in fabbrica, sia adatto anche per le scuole.<br>Per l'esperienza che ho avuto, posso dire che ciò crea nei ragazzi solo un maggior distacco nei confronti del professore, che comporta a sua volta un grande disinteresse per la materia.<br>Parlare di queste problematiche con qualche altro insegnate un po' più empatico non ha mai aiutato più di tanto. Anche i professori sono spesso in conflitto tra loro, e tendono a giustificarsi piuttosto di accettare le critiche o cambiare approccio.<br>Credo che il problema stia proprio nel sistema scolastico. Regalare bonus economici a studenti e inseganti non credo possa cambiare le cose. Sarebbe bello vedere che quei soldi vengano invece investiti dallo stato per corsi di aggiornamento o di metodologie di insegnamento più adatte alle nuove generazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 14:12:52 UTC</pubDate>
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         <title>Baiti Nicol</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2467797993</link>
         <description><![CDATA[<div>L'esperienza più bella che ho avuto è stata alle medie con la professoressa di storia e italiano. Puntava a conoscere gli studenti e trovare un metodo personalizzato per arrivare tutti allo stesso risultato. Lezioni interattive e tanta passione. Grazie a lei ho compreso l'importanza del continuare il mio percorso scolastico superando diverse avversità sopra tutto nello studio. Nono stante ciò nel mio percorso scolastico ho riscontrato diverse criticità. I voti non contano. Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase, " l'importante&nbsp; è che abbiate capito".&nbsp; eppure in base al voto sarà deciso il trattamento che ti meriti.&nbsp; Dobbiamo essere tutti uguali, soldatini che imparano a memoria pagine e pagine di testi perchè il voto è tutto ciò che conta. Con la risposta pronta ad ogni domanda, testa china a "imparare".&nbsp; "Date la risposta anche se è sbagliata, l'importante è che ci abbiate provato" e poi sbagli ed il tuo errore diventa motivo di scherno e derisione.&nbsp; Sei timida o hai paura di dare la risposta sbagliata? per loro sei disattento. Lezioni impostate al solo scopo di ripetere parola per parola le stesse nozioni di power point e libri di testo portando così ad una memorizzazione statica e asettica.&nbsp;<br>Questa è stata gran parte della mia esperienza dal punto di vista scolastico, fino a quando non mi sono trovata in un ambiente più piccolo della classica classe di studio, dove il singolo ha valore. Ognuno è diverso e ha bisogno di metodi diversi per imparare, l'esperienza pratica è ciò che ha aiutato di più, unire la teoria dei libri alla creatività e a metodi di insegnamento alternativi. Un insegnante che mette tutto se stesso nel suo lavoro sperimentando direzioni differenti, e dimostrando empatia verso i suoi studenti ottiene molti più risultati rispetto al metodo di insegnamento "Standard". troppo spesso però insegnanti del genere in un contesto scolastico "statico" vengono messi a tacere e piano piano perdono questo metodo arrivando a conformarsi alla massa, in quanto nonostante le proposte è proprio il corpo docenti a bocciare questo metodo differente, proprio per il fatto che credono in un unico metodo di insegnamento, quello delle persone come numeri. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-03 16:17:47 UTC</pubDate>
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         <title>Roberta Vianello</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2468982016</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza scolastica non ho avuto modo di mettermi in gioco e valorizzare le conoscenze apprese. L’apprendimento passivo non mi dava poi la possibilità di ricordare al meglio le nozioni, dovendole sempre riprendere in un secondo momento perché difficilmente vi erano altre chiavi di lettura&nbsp; per comprenderle o di reinterpretarle. La scuola tende a standardizzare l’alunno senza valorizzare le attitudini e gli sforzi dell’individuo nell’ ottenere un risultato accademico, elogiando soltanto quelli ritenuti eccellenti. Si viene etichettati con un voto senza pensare alle sfaccettature della persona. Le materie rimangono invariate da diversi decenni senza aggiornarsi improntando più il lato teorico della conoscenza piuttosto che quello pratico (problem solving).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-05 14:52:34 UTC</pubDate>
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         <title>Ines Bortoletto </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2471348637</link>
         <description><![CDATA[<div>Ripercorrendo la mia esperienza scolastica devo ammettere che pur costretta inizialmente da scadenze stabilite da verifiche e unità didattiche separate, ho avuto modo di formarmi in maniera anche auto-formativa seppur in ambiente educativo formale; questo perché mi è più volte capitato di soffermarmi prima di un interrogazione per esempio ad approfondire le tematiche del programma di studio che più mi incuriosivano e interessavano personalmente, indipendentemente da quelle che fossero oggetto di valutazione o meno, e di conseguenza a volte trascurando argomenti invece più d’obbligo di studio. Questa pratica mi ha permesso ad oggi di avere delle conoscenze importanti riguardo i miei principali punti di interesse e per quanto possa avermi inizialmente penalizzato in qualche caso, nella maggior parte mi sono trovata a confrontarmi con docenti che apprezzavano questo mio “metodo” di studio attivo, seppur svantaggioso quando si trattava di dover imparare contenuti solo perché definiti “da sapere”.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-07 07:59:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Asia Bortolato</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel mio percorso scolastico ho sempre vissuto una forte pressione psicologica data dalla continua e incessante comparazione tra me e i miei compagni nelle valutazioni e nella partecipazione attiva alle lezioni che ho da sempre trovata difficoltosa visto il mio carattere introverso e timido, anche per questa motivazione sono sempre stata penalizzata senza che mi venisse mai offerto un supporto o un aiuto per il superamento del problema.<br>Altra nota negativa che ho riscontrato è la crescente competitività tra gli studenti su chi sia il migliore, incrementata in primis dagli stessi docenti, quando, invece, sia all'interno delle stesse mura domestiche che anche in molti ambienti lavorativi c'è bisogno di collaborazione.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-07 14:14:53 UTC</pubDate>
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         <title>Marta Calgaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/2dd86vlg4jzp1ahc/wish/2607840511</link>
         <description><![CDATA[<div>L'esperienza e la formazione che ho avuto durante il mio percorso scolastico è dipesa principalmente dall'approccio dei docenti, alcuni più propensi ad insegnare le nozioni in modo da trasmettere la loro passione e conoscenza, mentre altri interessati solo al voto. Questi diversi approcci mi hanno portato ad affrontare le materie scolastiche in modo differente tra una l'altra, dedicando più attenzione e motivazione agli argomenti spiegati con più passione dai professori. Al liceo ho avuto poi una brutta esperienza con una professoressa che riteneva che la preparazione teorica sulla materia riflettesse il valore umano della persona, quindi se qualcuno era meno stimolato a studiare e apprendere le nozioni "a memoria" questo per lei significava che lo studente non avrebbe realizzato i suoi sogni o passioni a causa del mancato studio. Questo accanimento personale mi ha portato ad allontanarmi dalla materia e dalla curiosità nello studio proprio a causa dell'atteggiamento da parte del docente verso i suoi alunni. Ci sono anche stati docenti che però sono riusciti a mettere da parte l'importanza del solo voto per focalizzarsi sulla crescita personale di noi studenti, aumentando in questo modo la motivazione, l'autostima e la consapevolezza che ciò che facciamo è importante e ha un valore. In questo modo mi è stato anche possibile capire ciò che mi interessa di più e sviluppare determinate competenze da applicare non solo a scuola ma nella vita quotidiana. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-29 12:07:44 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Pizzolon</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Riflettendoci posso dire di ritenermi fortunato per quanto riguarda il mio percorso scolastico nel corso del tempo. In mezzo a tanti insegnanti ho sempre trovato più di qualcuno, in ogni ordine e grado, che non era lì semplicemente per trasmetterci il programma nella maniera più efficiente e veloce, ma che era sinceramente interessato alla nostra crescita personale, a volte anche mettendo in atto metodi anticonvenzionali o risultando poco simpatico.&nbsp;</div><div><br></div><div>Sono fortunato perché, assieme a tanti docenti freddi o disinteressati a noi o al proprio insegnamento, ho trovato persone che hanno capito i miei limiti e quelli dei miei compagni e, nonostante le difficoltà, hanno cercato di svelare le nostre potenzialità, valorizzare le nostre opinioni e le nostre capacità: in poche parole, ci hanno pian piano aiutato a capire chi siamo veramente.</div><div><br></div><div>Ma nonostante la mia esperienza sia complessivamente positiva non posso di certo dire che sia stata idilliaca o priva di punti critici.&nbsp;</div><div><br></div><div>Una prima critica che muovo è relativa all’eccessiva importanza data al voto numerico, un metodo forse eccessivamente unidimensionale di valutare le competenze e le conoscenze acquisite dallo studente, oltre che colpevole di generare per alcuni un metodo improntato sull’affrontare lo studio come un dovere necessario per superare la verifica con un "buon numero", più che come una possibilità di arricchire il proprio sapere, andando a contestualizzare le nuove conoscenze collegandole alla propria rete preesistente.</div><div><br></div><div>Un secondo difetto è la carenza nelle scuole, per mancanza di tempo e mezzi (o anche per situazioni di contingenza come l’emergenza pandemica), di spazi e momenti dedicati alla collaborazione, che purtroppo in molti casi può permettersi di esistere unicamente nella forma del classico “lavoro di gruppo”. Molto spesso impostato male, sacrificato, svolto nei ritagli di tempo, al <em>teamwork</em> viene attribuita un’importanza marginale e per questo spesso e volentieri da molti partecipanti viene svolto con superficialità.</div><div><br></div><div>L’ultimo punto critico per me è la netta suddivisione degli studenti in base all’età senza considerare la presenza in aula di persone con tempi ed esigenze educative piuttosto diverse tra loro, per cui la necessità di proseguire con un ritmo predefinito e uguale per tutti con il programma crea disagi tra gli studenti; la situazione peggiora se consideriamo che a livello culturale la bocciatura è un evento decisamente stigmatizzato e chi rimane indietro di uno o più anni può risentirne anche pesantemente a livello di autoefficacia e autostima.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-21 18:17:35 UTC</pubDate>
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