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      <title>E famo sta recensione by Federica Cedrone</title>
      <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna</link>
      <description>odi et amo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-19 11:42:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2020-09-24 15:17:22 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Idi di marzo </title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/209761267</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Cesare durante una conversazione con Silio: &lt;&lt;Il che dimostra che recuperare la verità storica dei fatti è impossibile. Non solo perché la memoria di ogni uomo ha diversa estensione, ma perché ciò che attrae l'attenzione di uno sfugge a quella dell'altro. Anche ammettendo la buona fede di ognuno, ciascuno ricorda quanto ha attratto la sua attenzione, non ciò che è passato realmente sotto il suo sguardo. Qual è la versione a cui hai creduto?&gt;&gt;''.</blockquote><div>Le Idi di Marzo si svolge agli inizi di marzo nel 44 a.C.. Gaio Giulio Cesare è ormai stanco per le numerose battaglie affrontate; ormai è sempre più evidente l'inevitabile congiura condotta da due suoi seguaci: Bruto e Cassio. <br>Silio è un centurione molto fedele al suo comandate ed intuendo che sta per succedere qualcosa di grave, cerca di raccogliere informazioni insieme al medico di Cesare anche lui preoccupato, non per le questioni politiche, ma per la sua salute, sembra infatti che Cesare sia affetto dal ''morbo sacro''.<br> Intanto la notizia che Cesare sia in pericolo è nelle mani del fedelissimo centurione Publio Sestio, il quale, sotto ordine di Cleopatra (regina d'Egitto e amante di Cesare), sta facendo una corsa contro il tempo per cercare di arrivare prima che sia troppo tardi, ma invano. Il 15 Marzo del 44 a.C. Cesare viene assassinato in Senato alla curia di Pompeo, da 23 coltellate, le quali sono state date proprio da molti dei suoi fedeli funzionari. I congiurati hanno, erroneamente, tenuto in vita Marco Antonio e Lepido i quali organizzarono il funerale di Cesare e lessero il suo testamento pubblicamente, ai congiurati non rimane scelta se non quella di fuggire.<br><br>L' autore di questo romanzo è Valerio Massimo Manfredi pubblicato nel 2008. questo libro ha lo scopo di informare, di far conoscere la storia, la vita, la morte di Cesare.<br>Il libro non è esattamente il mio genere preferito ma l'ho comunque letto, un po' perché era compito, un po' perché man mano che lo leggevo ero sempre più curiosa. <br>A mio parere il mio libro è un po' lento e non rende la lettura molto fluida ma comunque lo consiglierei sopratutto a chi non ha ancora studiato la storia di Cesare e ovviamente a chi piace il genere storico. </div><blockquote>'' Cesare &lt;&lt;Non c' è null' altro che mi vuoi dire?&gt;&gt;<br> Servilia &lt;&lt;Si, che ti amo, come sempre e per sempre, buona fortuna, Cesare&gt;&gt; ''.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 17:37:28 UTC</pubDate>
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         <title>Commento</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/210041023</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è svolta in maniera più che discreta. Scrivi la fonte della citazione iniziale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 15:13:04 UTC</pubDate>
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         <title>Uno, nessuno e centomila</title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/211934989</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile''</blockquote><div>è la storia di Vitangelo Moscarda detto Gengè, uomo benestante perché ereditiere di un banchiere, il quale abita in un piccolo paesino: Richieri. <br>Il nodo cruciale si trova nell'osservazione che la moglie fa a lui, ovvero sul suo difetto fisico: il naso, gli pende leggermente verso destra ma lui, negli anni, non se ne è mai reso conto; e poi gli parla di altre sue piccole imperfezioni, ma la cosa che più di tutte lo turba è che queste sue ''mancanze'' erano a lui sconosciute ma ben note a tutti coloro che gli stavano intorno. <br>Questa constatazione  mette in crisi il protagonista: si rende conto di non essere più lui ma un altro, anzi, non solo uno, ma centomila per ogni persona che incontra e per ogni sua azione. Ciò lo porterà addirittura ai limiti della follia, dell'ossessione, tutto questo per una semplice frase. Questo suo momento lo spingerà a compiere gesti che prima di allora non aveva mai compiuto: sfratta una famiglia per poi regalarle un novo appartamento, liquida la banca ereditata dal padre e chiede indietro i suoi risparmi. La gente quindi vedendo questo suo nuovo aspetto cambia l'opinione che fino a quel momento si era fatta su di lui. Gengè comincia a fare discorsi strani, tanto da far scappare la moglie e rischiare di venire interdetto. Un' amica della moglie lo avverte delle pratiche in atto e della volontà dei suoi amici di mandarlo in manicomio. Decide di fidarsi di Annarosa e di diventarci amico, amico al punto da svelarle la conclusione che ha tratto dalla sua vita, ma ne rimane scandalizzata e in un momento di confusione tenta di ucciderlo. <br>Gengè trova pace solo dopo l'incontro col vescovo Mons il quale gli consiglia di dare tutti i suoi averi i poveri. <br>Moscarda finirà tutti i suoi giorni in un ospizio per i poveri fondato da lui, in questo posto si trova inaspettatamente bene e più felice di prima. Decide di rimanere per liberarsi di quell'Uno e di quei Centomila allo scopo e al fine di diventare per tutti e per se stesso, Nessuno.<br><br>L' autore di questo romanzo è Luigi Pirandello pubblicato solo nel 1925 nonostante l' avesse iniziato nel 1908. Il romanzo è ambientato a Richieri, un paese della Sicilia, regione natale di Pirandello, in un' epoca non ben definita. Questo libro ci vuole dimostrare e far capire che ognuno di noi è diverso a seconda della persona con cui è, a seconda delle circostanze, che tutti noi siamo uno e centomila. <br>Ammetto che il libro non si capisce subito e dall' inizio e questo è dovuto alle tematiche psicologiche del libro con pensieri onnipresenti. <br>La parte che più mi è piaciuta è stata la fine perché Gengè si rassegna di vivere non vivendo, accetta il fatto di essere nessuno rifiutando il suo stesso nome.  Lo consiglio, si, a chi ha molta pazienza e concentrazione! </div><blockquote>''Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive non si vede. Conoscersi è morire''.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-30 16:27:48 UTC</pubDate>
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         <title>Commento2</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/213077462</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è più che discreta. Bene la scelta di mantenere la stessa struttura di quella precedente e molto bene la parte valutativa. La parte interpretativa va ampliata e la trama resa più "personale".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-04 20:56:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il giovane Holden </title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/213802296</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>“Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa.” </blockquote><div>Il testo comincia con il completo disprezzo del ragazzo verso la scuola in cui stava e dalla quale lo stavano cacciando. Tutta la scuola guardava la partita di football e lui cercava di ricordare tutti gli eventi che lo avevano tormentavano, i torti, le antipatie...<br>Voglioso di scappare un po', di essere libero, decide di andare a New York, il sabato sera. Alloggiò lì in un ostello. Ci passa l' inizio della settimana e poi mercoledì torna a casa dei suoi genitori ai quali spiega la vicenda. Essendo non la prima ma la terza volta che lo cacciano da scuola. Con i risparmi passa tre giorni a New York in un modo un po' strano: assoldò una prostituta, fece colazione con delle suore e riuscì ad intrufolarsi in casa sua per salutare la sorella e incontrare i vecchi amici e un professore. Chiede alla sorella di incontrarlo in un museo si salutano per l' ultima volta e nella parte finale lui fa accenno alla sua malattia, tubercolosi. <br>Il romanzo di J.D<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/J.D._Salinger">. </a>Salinger è stato scritto nel 1951. Il vero titolo è ''The catcher in the rye''. Il protagonista è Holden Caulfield Il racconto ha inizio in un'ipotetica cittadina della Pennsylvania, Agerstown, dove ha sede la scuola di preparazione al college alla quale Holden è stato iscritto dai suoi genitori, la Pencey. Salinger, che in gioventù aveva frequentato un college militare. La narrazione si trasferisce poi definitivamente a New York, dove, nell'area metropolitana di Manhattan compresa tra la parte sud di Central Park e il Greenwich Village hanno luogo tutte le vicende successive.<br><br>Personalmente non mi è piaciuto per niente è troppo lento e Holden si lamenta di continuo, ma adoro il rapporto che ha con la sorella nonostante tutto lei è la sua costante ed è raro trovare fratelli così, che ti mettono al primo posto; ma, davvero, NON LO LEGGETE MAI SE NON SIETE OBBLIGATI!!</div><blockquote>''<em>Quelli che mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterci parlare al telefono tutte le volte che ti gira.''</em></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 17:01:23 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 3</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/214808912</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione non è del tutto soddisfacente: la trama non è ben esposta e ci sono errori formali, l'analisi interpretativa e informativa vanno ampliare. Si vede che il libro non ti è piaciuto, però devi imparare a svolgere una buona recensione anche di testi che non ti colpiscono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-10 15:23:19 UTC</pubDate>
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         <title>Il castello di Otranto</title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/243046277</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>"La sincerità mi è più cara della vita, e non salverei la seconda al posto della prima". (contadino)</blockquote><div>L' autore è Horace Wapole nasce a Londra nel 1717. Nel 1765 scrive il suo primo e unico romanzo "The castle of Otranto" considerato il primo romanzo gotico. Wapole muore il 2 marzo del 1797 a Londra, Berkeley Square, onorando il suo motto: "Il mondo è una commedia per coloro che pensano, una tragedia per coloro che sentono".<br>La struttura del testo è semplice e lineare. Si susseguono una serie di disavventure intervallate da uno scioglimento.<br>Il primo capitolo si apre con la descrizione del principato di Otranto e della famiglia di Manfredi. La morte di Corrado da il via alle varie vicende.<br>La signoria di Otranto è legata ad una profezia: "Il castello e la Signoria di Otranto sarebbero venuti a mancare all'attuale famiglia, quando l'autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi".<br>Manfredi, principe d'Otranto, ha due figli: Matilda e Corrado, il figlio prediletto, quest'ultimo avrebbe dovuto sposare Isabella, ma proprio il giorno delle nozze Corrado viene ucciso da un enorme elmo simile a quello dell'antenato Alfonso. Così Manfredi pur di avere un erede, che Ippolita essendo sterile non gli riesce a dare, chiede a Isabella di sposare lui. Questa rifiuta e così comincia la sua fuga. Isabella grazie anche all'aiuto del contadino Teodoro riesce a fuggire lungo i passaggi segreti del castello fino alla chiesa di San Nicola, Manfredi lo scopre, nel mentre però i domestici riferiscono al principe di aver visto braccia e gambe di un gigante. In una confessione di Teodoro, padre Girolamo capisce che questo è suo figlio così capisce che l'unico modo per salvarlo da Manfredi è quello di riportare Isabella al castello.<br>Il giorno seguente arriva Federico, marchese di Vicenza, che dichiara di essere l'erede di Alfonso, viene così accolto nel castello, e Manfredi propone al marchese di prendere in moglie Matilda, in un primo momento accetta ma poi spaventato dalla visione di una mano gigante, cambia idea. <br>Manfredi vede Teodoro con una donna e pensando sia Isabella, la accoltella non rendendosi quindi conto che questa era sua figlia, Matilda. <br>&lt;&lt;Ecco Teodoro, l'erede di Alfonso!&gt;&gt;  esclama la figura di San Nicola di Bari che ascende dal cielo. <br>Svelata quindi la profezia Manfredi abdica e Teodoro sposa Isabella. Si conclude così il romanzo.<br>Il romanzo è ambientato nel Medioevo, ciò si deduce da vari aspetti,tipici dei romanzi di questo periodo: castelli misteriosi, tormentati, con passaggi segreti e molti segreti; storie d' amore tormentate, follie, pazzie, sangue, matrimoni mancati, ragazze perseguitate... e questo romanzo non è da meno. Anche la storia di Wapole è densa di questi particolari, intriganti, interessanti, in cui il lettore è in cerca di un colpevole, di una fine, che però sembra non arrivare mai. <br>La storia dura circa due giorni,  ed è caratterizzata da vari flash-back per far capire meglio ciò che succede, come la storia di padre Girolamo e suo figlio Teodoro.<br>Ci sono parecchi dialoghi che fanno scorrere il testo. <br>L' unico luogo descritto dallo scrittore è appunto il castello, la foresta, tipica di questi romanzi e il monastero, ma non si sofferma mai su troppi dettagli, racconta infatti solo i particolari fondamentali per far capire dove si svolge la scena, in modo da lasciare al lettore una propria idea sui luoghi, per viaggiare con la fantasia senza ostacoli.<br>I personaggi principali sono:<br><strong>Manfredi</strong>, uomo di mezza età marito, padre di famiglia e ben voluto dal popolo. Il protagonista indiscusso.<br><strong>Matilda</strong>, figlia di Manfredi e Ippolita, molto devota. La sua unica colpa è quella di essersi innamorata del ragazzo sbagliato, del contadino Teodoro, dico colpa perché sarà proprio questa la causa della sua morte. <br><strong>Isabella</strong>, "vedova" del figlio di Manfredi, Corrado, è il personaggio del desiderio, il desiderio di Manfredi di sposarla per avere un erede vista la sterilità di Ippolita.<br><strong>Teodoro, </strong>il contadino che in ogni occasione si trova ad aiutare Isabella a fuggire da Manfredi, si innamora di Matilda e per questo rischia molte volte di essere messo a morte da dal principe. Molte volte viene sottolineata la sua somiglianza con l'antenato della famiglia: Alfonso. <br>Questi sono i personaggi principali ma ce ne sono anche altri che fanno da contorno alla storia: Ippolita, padre Girolamo, la cameriera Bianca e il Marchese Federico.<br>Le descrizioni così aperte e libere mi hanno fatto immaginare la scena con tutti i particolari anche se non detti nel libro. Solo alla fine del romanzo ho realizzato che in realtà tutte quelle vicende si erano svolte in sole quarantotto ore questa "lentezza" nei fatti mi ha fatto assaporare e godere di più il libro.<br>Il mio giudizio su questo libro quindi, non può che essere positivo, in generale ho sempre "snobbato" i romanzi medievali perché a parer mio troppo finti e surreali, ma questo romanzo era scorrevole e piacevole con un finale inaspettato; ero scettica all'inizio ma si è rivelato una bella sorpresa.</div><blockquote>"Vi ha detto di essere innamorato o infelice, che è la medesima cosa". (Bianca)</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-17 08:22:07 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 4</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/243229371</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è buona, bene la trama, i personaggi, gli elementi interpretativi e valutativi. C'è qualche refuso e un passaggio nella trama simile a qualche tuo compagno...</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:25:54 UTC</pubDate>
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         <title>BLUES IN MEMORIA</title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/258281616</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,<br>fate tacere il cane con un osso succulento,<br>chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato<br>portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.<br><br>Incrocino gli aereoplani lassù<br>e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,<br>allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,<br>i vigili si mettano i guanti di tela nera.<br></em><br><em>Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,<br>la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,<br>il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;<br>pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto.<br><br>Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;<br>imballate la luna, smontate pure il sole;<br>svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;<br>perché ormai nulla può giovare.</em><strong><br><br></strong><br><br>Auden era omosessuale e la poesia rappresenta un inno all'amore tra due uomini, uno vivo che commemora l'altro morto. </div><div>Il tema è la sofferenza dovuta appunto, alla perdita del compagno. Perdita dolorosa e  frustante. L'uomo che amava, per il narratore della poesia, era tutto ("il mio Nord, il mio Sud, il mio Est, il mio Ovest" = punto di riferimento; " La mia domenica, la settimana a lavoro, il riposo la domenica" = la quotidianità, una certezza, una costante) </div><div>All'inizio della prima strofa c'è un senso" funebre", di tristezza, cupo, silenzioso, anzi, muto. Tutto deve tacere, il telefono, il cane... tutto: è il momento del cordoglio.<br>Alla fine, l'ultima strofa, rappresenta la rabbia causata dal dolore del poeta e assume una grandezza devastante: vorrebbe far svuotare gli oceani, spazzare via i boschi, smontare e imballare stelle e luna (usa la metafora dell'universo come spazio arredato, come se davvero  si potesse smontare il firmamento)<br> Incredibilmente amara e toccante la frase in cui dice "credevo che l'amore fosse eterno: avevo torto". Dimostra il disincanto, la frustrazione, il dolore dell'autore, per un dolore implacabile</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-06 09:04:51 UTC</pubDate>
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         <title>I 12 abati di Challant</title>
         <author>chicca_trollollosa</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/265212067</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>"Non c'è male, egli diceva, che non possa essere anche un bene, non c'è maleficio che non si possa ridurre a beneficio, non c'è cosa negativa al mondo, che non abbia anche un influsso positivo"</blockquote><div><strong>AUTORE</strong><br>E' un romanzo storico di Laura Mancinelli pubblicato nel 1981.<br>L' autrice è nata ad Udine nel 1933, è stata un insegnante di letteratura ma a causa della sclerosi multipla è costretta ad abbandonare la sua carriera. Otre ai 12 abati di Challant ha pubblicato altri 24 libri.<br><strong>TRAMA</strong><br>Il Duca Franchino di Mantova eredita questa proprietà per volontà del Marchese Alfonso di Challant, la cui figlia, moglie del Duca, è morta, ma ad una condizione: la sua castità. Per assicurarsi che questa sua volontà venga rispettata, manda al castello 12 abati.<br>Il libro narra, oltre alle vicende e alla quotidianità nel castello, la morte, inspiegabile, di tutti gli abati, che per un motivo o per un altro nel giro di poco tempo trovano la morte.<br>L' ultimo di questi, l'abate Ildebrendo, incendia il castello perché lo considera luogo di perdizione e di proprietà del Demonio. Provocando la sua stessa morte e la distruzione del castello. </div><blockquote>"Se qualcuno dei nostri amici, venendo a cercarci,chiederà del castello di Challant, dite che non esiste più. Ma ditegli che noi esistiamo ancora e che se vuole potrà trovarci, in qualche parte di questa valle".</blockquote><div><strong>ANALISI</strong><br>I fatti sono narrati in ordine cronologico, la fabula e l'intreccio coincidono se non per rare anticipazioni. Il narratore è esterno e onniscente, la narrazione è in 3 persona e ricca di descrizioni che non lasciano spazio all' immaginazione ma che fanno sognare e innamorare in ugual modo. <br>Il linguaggio l' ho trovato complesso e poco fluido a causa del lessico antiquato in alcuni capitoli, scorrevole e accessibile invece, in altri, grazie anche alla presenza di molti dialoghi e appassionanti ed avvincenti descrizioni.<br>La storia è interessante ma potrebbe risultare ripetitiva perchè la fine di ogni capitolo vede la fine anche della vita di uno degli abati anche se le cause delle morti sono molteplici e intriganti.<br><strong>PERSONAGGI/PROTAGONISTI</strong><br>All' inizio il protagonista sembra essere il Duca ma durante la narrazione i riflettori si spostano su tutti gli altri personaggi. Ogni capitolo infatti ha un diverso protagonista: i 12 abati, Venafro, il Duca di Mantova, la Marchesa di Challant,la Pretessa, le varie madonne che alloggiano nel castello, Cicco un bambino dato in affidamento dalla Pretessa e il suo gatto nonchè migliore amico Mirò, Messer Favonio, il mercante di Venezia, il trovatore, il filosofo e l' astronomo. <br>I protagonisti  "immortali" però sono:  il Duca, un ragazzo magro, un vedovo geloso e triste biondo dagli occhi azzurri, e perpetuamente innamorato anche se non sapeva amare e che più volte si trova a pentirsi di aver accettato il feudo. Geloso soprattutto della Marchesa Bianca di Challant, una donna bella libera e dolce soprattutto verso gli ospiti che alloggiano per qualche giorno nel castello. Non è molto religiosa e alcuni comportamenti lo testimoniano ma è giusta e pacata, molto simile a Venafro per certi versi, un uomo tetro e ombroso, che si contraddistingue per questa aura di mistero che lo circonda: nessuno sa nulla di lui se non minimi e vaghi dettagli. Ogni tanto però svela squarci di umanità e dolcezza; è un uomo saggio con i baffi, con occhi neri e intensi.<br>Curioso è il fatto che non ci sia un protagonista fisso, la morte di ogni abate ha diverso motivo, colpevole e forma.<br><strong>TEMI<br></strong>Il tema principale credo sia il comportamento, l' etica dell' epoca, la vita che c'era e che si poteva trovare dentro questi castelli autosufficienti, dentro questa piccola città che è riuscita a trovare un suo equilibrio. E' ricco di insegnamenti che si leggono tra le righe dei vari punti di vista dei vari protagonisti.<br><strong>COMMENTO</strong><br>Il mio personaggio preferito e indiscusso è quello descritto per primo nel libro:  VENAFRO un uomo ricco di sorprese e mistero, un uomo pacato che come "hobby" ha quello di scrivere nel suo erbario. E' un personaggio intrigante e molto simile secondo me all' Innominato dei Promessi Sposi di Dante. Venafro non ha una reputazione così malvagia e crudele ma comunque in una prima analisi è descritto in modo freddo e diffidente. Entrambi hanno un momento in cui cambiano: l' Innominato si pente, ha un momento di redenzione, Venafro sembra sciogliersi un po' anche grazie al bambino Cicco che nutre per lui una sorta di ammirazione.<br>Ho cominciato questo libro con scetticismo e diffidenza ma, un po' per Venafro un po' perché tutte queste morti mi cominciavano a trasportare, ho rivalutato in modo radicale questo libro che avevo giudicato noioso e sicuramente lento e che si è invece rivelato allegro e gradevole.</div><div>Lo consiglio a chi vuole ritrovarsi in un altro mondo, a chi vuole fare un tuffo nel passato, a chi non giudica un libro dalle prime due righe o addirittura dal titolo come me, lo consiglio a chi sa lasciarsi andare ed è pronto a fare un viaggio di cui non si pentirà, a chi lo legge perché: </div><blockquote>"Non so neppure cos' è la bontà. Sto con voi perché mi fa piacere. La vostra presenza mi rende ora triste, qualche volta mi fa soffrire molto. Ma sempre mi tiene vivo, mi fa godere di più della gioia, rende più acuti i miei occhi e più sensibili le mie orecchie la mia mente è piu desta,e se mai occorresse, avrei più coraggio. Senza di voi forse non soffrirei, ma vivrei di meno. E la vita è tutto quello che abbiamo".</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-03 14:08:38 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 5</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/chicca_trollollosa/Fedecianna/wish/265488190</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è molto buona ed esaustiva. Attenta, c'è un errore di contenuto (i Promessi sposi di...)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 20:25:29 UTC</pubDate>
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