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      <title>Sono una donna.. devo avere paura? by Linda Alberici</title>
      <link>https://padlet.com/alberici_linda/sonounadonnadevoaverepaura</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-22 08:27:15 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2019-03-29 08:20:18 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La personalità dello stalker</title>
         <author>alberici_linda</author>
         <link>https://padlet.com/alberici_linda/sonounadonnadevoaverepaura/wish/344112376</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo stalker è colui che compie ciò che oggi viene definito reato di molestie assillanti, creando ansia e paura nella vittima. Non è ancora stata stabilita una classificazione ampiamente accettata delle caratteristiche dello stalker, ma tra i primi a compiere una classificazione di questo tipo ci sono Harmon, Rosner, Owens che nel 1995 suddivisero gli<strong> </strong>stalker in base alla natura del legame di attaccamento con le loro vittime di stalking<strong> </strong>o alla tipologia della relazione con essa instaurata. Vennero considerati 48 casi sulla base dei quali gli autori descrissero due stili di attaccamento degli stalker nei confronti delle vittime:</div><ul><li>Attaccamento affettivo-amoroso</li><li>Attaccamento persecutorio-irato.</li></ul><div>Negli anni sono state fatte molte altre classificazioni, ma la più importante, risulta quella ideata da Mullen e Purcell (2000). Essi hanno considerato un campione di 145 valutazioni cliniche di casi di stalking, con un approccio multi assiale:<br>Il primo asse riguarda la<strong> </strong>motivazione dello stalker e il contesto in cui agisce. È infatti importante riuscire a cogliere la funzione del comportamento dello stalker, sia in termini di bisogni e desideri che cerca di soddisfare, sia in termini di comprensione delle gratificazioni come elemento di rinforzo, che possono far perpetuare il comportamento persecutorio. È fondamentale inoltre, comprendere il contesto nel quale tale condotta si manifesta, per poter meglio comprendere gli obbiettivi e le strategie dello stalker.<br>ll secondo asse riguarda la natura del rapporto preesistente con le vittime di stalking. Esso comprende l’analisi dei rapporti con partner precedenti, i suoi contatti professionali, i rapporti con gli amici e i conoscenti.<br>Il terzo asse include la diagnosi psichiatrica, all’interno della quale si distinguono due ambiti:</div><ol><li>Il primo racchiude il gruppo psicotico e comprende patologie quali la schizofrenia, i disturbi deliranti, le psicosi affettive e le psicosi organiche;</li><li>Il secondo gruppo comprende le patologie non psicotiche, tra cui rientrano i disturbi di personalità, i disturbi d’ansia e i disturbi dell’umore.</li></ol><div>Analizzando e integrando tutti e tre gli assi si possono fare previsioni riguardo:</div><ul><li>La durata dello stalking,</li><li>La natura dei comportamenti di stalking,</li><li>Il rischio di minacce e di violenze</li><li>La risposta e la strategia di gestione.</li></ul><div>Nello specifico è stata riscontrata una comorbilità tra la personalità dello stalker e disturbi di personalità di asse II cluster B. Le caratteristiche dello stalker, pertanto, possono essere definite partendo dai modelli dell’attaccamento del bambino con la madre, proposti da Bowlby. Dai risultati di diverse ricerche è infine emerso che l’attaccamento insicuro-ambivalente-ansioso è significativamente associato a comportamenti di stalking, mentre l’attaccamento insicuro evitante non lo è.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 08:55:19 UTC</pubDate>
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         <title>I sintomi e i disturbi presenti nelle vittime di stalking</title>
         <author>cecitita98</author>
         <link>https://padlet.com/alberici_linda/sonounadonnadevoaverepaura/wish/344113037</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono state svolte diverse ricerche per valutare quali conseguenze si possano avere sulle vittime di stalking. <br>I sintomi riferiti dalle vittime si configurano ai criteri diagnostici di alcune patologie come:<br>-<strong>Disturbo Post Traumatico da Stress</strong> : conseguente a uno o più eventi di forte impatto emotivo, come ad esempio minacce di morte, gravi lesioni, atti persecutori persistenti e angoscianti. Il disturbo si manifesta attraverso sogni e ricordi invasivi ego distonici, sensazioni che l’evento traumatico si ripeta e disagio psicologico, in conseguenza a stimoli esterni o interni, che presentano caratteristiche simili all’evento traumatico.<br>-<strong>Disturbo Post Traumatico da Stress complesso: </strong>conseguente ad un’esposizione prolungata a un trauma cronico, ad esempio abusi fisici, abusi emozionali, abusi sessuali e maltrattamenti ripetuti nel tempo. Le conseguenze riscontrate nelle vittime sono la perdita di sicurezza, di fiducia, di valore e di autostima.<br>-<strong>Somatizzazioni: </strong>disturbi fisici che non hanno alcuna base organica che possa dimostrarne l’origine; questi sono in stretto rapporto con l’ansia e il grave disagio emotivo che la vittima prova.<br>-<strong>Avversione sessuale</strong>: spesso episodi di stalking, con violenze fisiche o sessuali, portano la vittima ad avere un’avversione sessuale. Esse sviluppano un disturbo d’ansia caratterizzato da disgusto, paura, repulsione diminuzione della libido. Le vittime di<strong> </strong>possono mettere in campo diverse strategie disfunzionali di protezione, come ad esempio andare a letto presto, trascurare il proprio aspetto fisico, dedicare eccessivo tempo al lavoro o allo sport.<br>-<strong>Vaginismo</strong>: un disturbo per cui si contraggono involontariamente i muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina, rendendo dolorose e quasi impossibili le relazioni intime.<br>Dal punto di vista psicologico ed emozionale, i sintomi più comunemente riportati dalle vittime di stalking<strong> </strong>sono paura, ansia, rabbia, sensi di colpa, vergogna, disturbi del sonno, reazioni depressive con sensazioni di impotenza, disperazione, paura e comparsa di ideazione suicidaria. Sul piano della salute fisica sono stati riscontrati disturbi dell’appetito, abuso di alcool, insonnia, nausea e aumento dell’uso di sigarette.</div><div>Tuttavia le vittime di stalking non sviluppano in modo deterministico un disturbo. I sintomi possono essere transitori e associati alla resilienza di un soggetto, ovvero alla sua capacità di adattarsi, a fronte di un evento traumatico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 08:58:11 UTC</pubDate>
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         <title>Stalking</title>
         <author>alberici_linda</author>
         <link>https://padlet.com/alberici_linda/sonounadonnadevoaverepaura/wish/344120435</link>
         <description><![CDATA[<div>Per stalking, oggi, si intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla <strong>vittima</strong>. Tali atti sono reiterati e integrati da intrusioni nella sua vita privata, alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate, invio di lettere, biglietti, posta elettronica, sms e oggetti non richiesti.</div><div>Il termine origina dal verbo ‘<em>to stalk</em>‘ che in inglese è usato nell’ambito della caccia ed è traducibile come ‘<em>caccia in appostamento’, ‘pedinamento furtivo’.</em></div><div>Secondo alcune ricerche condotte nel 2002, affinchè si possa parlare di stalking, devono essere presenti almeno tre caratteristiche principali.</div><div>Innanzitutto deve trattarsi di una serie di comportamenti, almeno dieci intrusioni, diretti ripetutamente verso uno specifico individuo, per un periodo continuativo di alcune settimane. Se ne ipotizzano almeno quattro. Inoltre tali atteggiamenti devono essere esperiti come intrusivi e sgraditi alle vittime di stalking. Infine i medesimi devono creare, in quest’ultima, una sensazione di disagio, di paura e di ansia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 09:27:56 UTC</pubDate>
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         <title>Stalking </title>
         <author>cecitita98</author>
         <link>https://padlet.com/alberici_linda/sonounadonnadevoaverepaura/wish/344121955</link>
         <description><![CDATA[<div>Spesso si parla di stalking come un fenomeno genderizzato, effettuato principalmente da uomini nei confronti di donne. In realtà la questione è molto più complessa, la violenza infatti non ha sesso e all’incirca la metà degli stalker sono di sesso femminile.<br><br></div><div>Per dimostrarlo, riporto come al solito un elenco di studi in proposito:<br>-Un articolo su Psychology and Law afferma che non vi era una differenza significativa tra <strong>vittime maschili (29%) e femminili (31%) </strong>di stalking.<br>-In uno studio di Spitzberg e colleghi <em>“le analisi indicano che </em><strong><em>i maschi e le femmine non erano vittimizzati diversamente</em></strong><em>”</em>.<br>-Uno studio del 2005 su Psychology of Women Quarterly mostra come <strong>gli uomini </strong>siano in leggera maggioranza nei comportament<strong>i</strong> di <strong>stalking durante il corteggiamento</strong>, mentre <strong>le donne i</strong>n leggera maggioranza<strong> </strong>nei comportamenti di stalking <strong>a seguito della rottura della relazione.<br>-</strong>In uno studio del 2013 sulla rivista Violence and Victims,<strong> le donne erano in maggiore frequenza autrici di cyberstalking.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 09:34:08 UTC</pubDate>
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