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      <title>Lezione III - PDF, PEI e Modelli di Qualità  della Vita by Ilaria Rossana Spagnuolo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-11-19 16:07:38 UTC</pubDate>
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         <title>IL MODELLO ICF</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il modello ICF (International Classification of Functioning Disability and Healt - Classificicazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute) è un modello di classificazione delle disabilità introdotto dall'OMS nel 2001. Il modello ICF è un modello rivoluzionario perché propugna alla disabilità un approccio di tipo ecologico; ciò significa che non presta attenzione esclusivamente alla singola disabilità in termini medico sanitari, ma dà importanza soprattutto ai fattori ambientali e contestuali che possono interagire e influenzare la disabilità in termini negativi, costituendo cioè degli ostacoli o barriere, e in termini positivi, costituendo cioè un contesto agevolante, delle facilitazioni. Di conseguenza, la gravità della disabilità è strettamente dipendente dal contesto e da come il contesto la influenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:44:00 UTC</pubDate>
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         <title>Excursus storico :normativa sulla integrazione degli alunni disabili</title>
         <author>anastasia_soccio584496</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;La Costituzione della Repubblica italiana, già nel<strong> 1947 </strong>all’art. 3, così affermava: “<em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</em>”.</div><div><br>&nbsp; Questa affermazione disegna, di fatto, un’eguaglianza solo formale, accompagnata da un’eguaglianza sostanziale, che prevede il diritto ad una dignità della “persona”, la quale deve essere messa in grado di esplicare pienamente le proprie attitudini personali.</div><div><br>&nbsp; Nel secondo comma il Costituente pone l’accento sul fatto che non basta l’enunciazione di principio, ma occorre garantire a tutti le medesime opportunità: “<em>…rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona”.</em></div><div><br>&nbsp; Per lungo tempo, però, questo ha significato soltanto la realizzazione di&nbsp; percorsi scolastici separati, scuole speciali e classi differenziali, che sanciscono il periodo storico della “segregazione”.</div><div><br>&nbsp; Negli anni <strong>’70</strong>, si mette sotto accusa la scelta di corsi separati e anche la scuola muove i primi passi verso un’apertura progressiva all’accoglienza. <strong>La Legge n. 118/71 </strong>stabilisce che anche gli alunni disabili debbono adempiere l'obbligo scolastico nelle scuole comuni.</div><div><br>&nbsp; Nel<strong> 1975 </strong>il documento della commissione presieduto dalla senatrice Falcucci enuncia i principi basilari di quella che ora chiamiamo<strong><em> scuola inclusiva</em></strong>: la collegialità, il protagonismo della famiglia, la gestione integrata dei servizi, la formazione degli insegnanti.</div><div><br>&nbsp; Si afferma che non basta accogliere l’alunno, occorre integrarlo, farlo diventare protagonista.</div><div><br>&nbsp;<strong>&nbsp;La Legge 517 del 4 agosto 1977 </strong>rappresenta un evento storico della scuola italiana, in quanto grazie ad essa vengono abolite le scuole speciali e determinata l’integrazione nelle classi comuni degli alunni diversamente abili.</div><div><br>&nbsp; Tale normativa si è rivolta per prima ad abolire le classi differenziali nella scuola media ed a permettere l’integrazione degli alunni con handicap nelle classi normali, ad introdurre nel consiglio di classe la figura dell’insegnante di sostegno e l’equipe socio- psicopedagogica.</div><div><br>Alcuni anni più tardi, il 5 Febbraio 1992, è stata promulgata la<strong> Legge n. 104</strong>, intitolata <em>Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.</em></div><div><br>&nbsp; &nbsp;Questa legge ha fornito, in maniera innovativa, l’elenco dei documenti base per costruire il percorso di integrazione scolastica, sono essi: la Diagnosi Funzionale (DF), il Profilo Dinamico Funzionale (PDF), il Piano Educativo Individualizzato (PEI).</div><div><br>La presenza nelle classi di molteplici problematiche ha reso, pertanto, necessario e imprescindibile una differenziazione, anzi un’evoluzione, dal processo di mera integrazione a quello più ampio dell’inclusione, la quale garantisce una piena e totalizzante accettazione della diversità come risorsa da impiegare a vantaggio esclusivo del singolo, come anche dell’intera comunità scolastica, in costante e continuo divenire pedagogico e didattico.</div><div>&nbsp;Partendo dal concetto di “integrazione scolastica” delle persone con disabilità, la legislazione italiana oggi parla di “inclusione”. <strong>&nbsp;</strong>&nbsp;Inizia a farsi strada il concetto di Integrazione sociale e si interviene anche sul terreno dell’assistenza economica e sanitaria (gratuita fruizione e adattamento dei mezzi trasporto pubblico) e dell’abbattimento delle barriere architettoniche (ar.27). &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:46:12 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO 12</title>
         <author>anastasia_soccio584496</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/26vas7sb91kgh8eg/wish/1902524727</link>
         <description><![CDATA[<div>GRUPPO 12&nbsp; capogruppo <strong>Soccio Anastasia</strong><br>Partecipanti:<br>SIMEONE COSIMO<br>SIVO CARMELA<br>SOCCIO ANASTASIA<br>SQUARCELLA MATTEO<br>SORRENTINO CARMELA<br>SPAGNUOLO ILARIA ROSSANA&nbsp;<br>STEFANIA VALENTINA</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:52:05 UTC</pubDate>
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         <title>Ciò che la persona sa fare e potrà essere.</title>
         <author>carmela_sivo584487</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/26vas7sb91kgh8eg/wish/1902526497</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>L'inclusione non è solo un argomento di natura concettuale, è bensì una cornice di riferimento all'interno del progetto di vita di una persona, soprattutto se portatrice di particolari bisogni.<br>L'inclusione si realizza pienamente in ambienti di&nbsp; apprendimento, di lavoro, di vita che siano pensati in ottica sistemico relazionale, quindi spazi sinergici che considerano l'individuo in uno spazio di relazioni. Ambienti in grado di offrire strumenti compensativi e misure dispensative, che nascono per sostenere un particolare disagio, ma all'interno dell'universal design learning, si offrono come strumenti catalizzatori per tutti.<br>Sono stati fatti passi da gigante dall'iniziale concetto di esclusione (legge Gentile 1923), per giungere al timido progetto di inclusione( legge 118/1971), e arrivare al diritto di integrazione ( legge 517/1977). coronata poi dalla legge quadro sull'inclusione (104/1992).<br>Questo percorso storico ha seguito la valorizzazione della persona in quanto tale, vista in ottica olistica, quindi non solo nella dimensione medico-sanitaria, ma soprattutto all'interno di una visione pedagogica tesa a valorizzare ciò che la persona sa fare da sola ( capability) e ciò che potrebbe fare e essere, agendo sull'area di sviluppo potenziale.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:52:53 UTC</pubDate>
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         <title>Accomodamento ragionevole</title>
         <author>valentina_stefania584619</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/26vas7sb91kgh8eg/wish/1902534078</link>
         <description><![CDATA[<div>L’articolo 2 quarto comma della Convenzione dell’ONU del 2006, definisce <strong>accomodamenti ragionevoli</strong> “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”.&nbsp;<br><br></div><div>La Convenzione non riporta la definizione di “disabilità”, bensì il riconoscimento&nbsp; “che la disabilità è un concetto in evoluzione ed è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri” pertanto, indipendentemente dall’evoluzione della definizione stessa di “disabilità”, il documento resta sempre attuale<br><br></div><div>&nbsp;Il concetto di accomodamento ragionevole, in ambito scolastico, richiama l’utilizzo di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi e di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari nell’ambito di una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto delle caratteristiche e dei punti di forza dello studente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:56:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> La Legge 104/92 &quot;tra scuola, ASL e servizi&quot;</title>
         <author>ilariaspagnuolo26</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/26vas7sb91kgh8eg/wish/1902536969</link>
         <description><![CDATA[<pre>La Legge <a href="http://archivio.pubblica.istruzione.it/news/2006/allegati/legge104_92.pdf"><em>104/92</em></a> riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità nei vari contesti fondamentali, quali: la scuola. 
l'articolo che interessa in prims il contesto scolastico è l'art.12, comma 5, della Legge 104/1992.</pre><div>Tale articolo fa riferimento al "<em>Piano Educativo Individualizzato o Personalizzato</em>" (<strong>PEI</strong>), definito come&nbsp; "il progetto di vita dell’alunno con disabilità" mirato ad interventi di carattere scolastico, di socializzazione e di riabilitazione.<br>Il PEI deve seguire le linee guida della <strong>Diagnosi Funzionale</strong> (DF) e del <strong>Profilo Dinamico Funzionale</strong> (PDF)<br><br></div><div>La <strong>DF</strong> è la descrizione dei bisogni educativi dell’alunno, essa viene redatta dagli operatori dell’ASL.&nbsp;</div><div>Il <strong>PDF</strong> è il quadro progressivo della personalità e dell'identità dell'alunno, che si modifica nel tempo e che viene aggiornato al passaggio di ogni grado di scuola. Esso viene redatto da tutti gli operatori che sono coinvolti nel processo di riabilitazione, scolastico e di socializzazione del ragazzo disabile: <strong>insegnanti</strong>, <strong>operatori sanitari</strong> e <strong>operatori sociali</strong>, con la fondamentale collaborazione della <strong>famiglia</strong>.<br>Questi ultimi sono altresì responsabili della redazione del <strong>PEI </strong>favorendo la realizzazione di progetti di <strong>riabilitazione</strong>, <strong>socializzazione</strong> e <strong>scolarizzazione</strong>, indicati nell’articolo 13, comma 1, della Legge 104/1992.<br>E' responsabilità della ASL garantire, oltre alla certificazione della disabilità, la formulazione della Diagnosi Funzionale e la collaborazione alla redazione del Profilo Dinamico Funzionale, del PEI e delle loro verifiche, mediamente ogni trimestre o quadrimestre.</div><div>Inoltre, il PEI dovrà indicare tutti i tipi di interventi necessari per la realizzazione del diritto allo studio in cui verranno coinvolti: l'Ente locale, la ASL e la Scuola.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 16:57:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO (PF)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/26vas7sb91kgh8eg/wish/1902559259</link>
         <description><![CDATA[<div>Il profilo di funzionamento (PF) sostituisce, ricomprendendoli, la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale.&nbsp;<br>E’ redatto dopo l’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva, ai fini dell’inclusione scolastica, sulla base dei criteri del modello bio–psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ai fini della formulazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI).&nbsp;</div><div><strong>Il Profilo di funzionamento è redatto da una unità di valutazione multidisciplinare, nell’ambito del SSN, composta da</strong>: <br><strong>1)</strong> uno specialista in neuropsichiatria infantile o un medico specialista, esperto nella patologia che connota lo stato di salute dell’alunno; <br>2<strong>)</strong> almeno due delle seguenti figure: un esercente di professione sanitaria nell’area della riabilitazione, uno psicologo dell’età evolutiva, un assistente sociale in rappresentanza dell’Ente locale di competenza”. <br><strong>Il profilo di funzionamento</strong>: - è il documento propedeutico e necessario alla predisposizione del “Piano Educativo Individualizzato (PEI) e del Progetto Individuale”; - <strong>definisce anche le competenze professionali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali utili per l’inclusione scolastica</strong>; - è redatto con la collaborazione dei genitori dell’alunno, nonché, nel rispetto del diritto di autodeterminazione, nella massima misura possibile, dello studente con disabilità, con la partecipazione del dirigente scolastico ovvero di un docente specializzato sul sostegno didattico della scuola; - è aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona; - è trasmesso dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale alla scuola e all’ente locale competente, ai fini della predisposizione rispettivamente del PEI e del Progetto individuale, qualora questo venga richiesto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-19 17:08:42 UTC</pubDate>
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