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      <title>padlet sulla musica profana nel medioevo by Luca Di Marzio</title>
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      <description>realizzato da Marco Di Mazio</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-26 18:12:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-04-26 18:30:08 UTC</lastBuildDate>
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         <title>MUSICA PROFANA NEL MEDIOEVO</title>
         <author>luca_dimarzio_basket</author>
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         <description><![CDATA[<div>Intorno al XII secolo, mentre le grandi cattedrali ospitano le prime espressioni di musica polifonica, nei castelli la musica invita al divertimento. Feste, canti, danze allietano i momenti di riposo nelle corti principesche, ma anche nei villaggi molte sono le occasioni per fare musica: matrimoni, nascite, festeggiamenti per un buon raccolto, festa della vendemmia... In questo ambito le austere melodie gregoriane lasciano il posto ad espressioni in cui si inneggia alla bella stagione, all'amore, alle gioie della vita. Anche il latino, utilizzato nel canto gregoriano, lascia il posto ad una lingua, detta volgare, derivata dai vari dialetti locali. Questa "musica profana" esce quindi dalle austere cattedrali gotiche per insinuarsi con gioia in ogni espressione della vita sociale attraverso l'uso della voce, vera protagonista, accompagnata da strumenti musicali, quali la viella, la ribeca, la ghironda, il salterio, l'arpa, flauti diritti e traversi, lo chalumeau (antico oboe), vari strumenti a percussione e, nelle chiese, l'organo.  Menestrelli (al servizio di un nobile signore) e giullari (musicisti, giocolieri, attori girovaghi) diffondono le musiche dei trovatori e dei trovieri, ottimi compositori, i primi attivi nella Francia del Sud, gli altri nel Nord della Francia. Questi grandi cantautori medievali, appartenenti a famiglie nobili, scrivono i loro versi in lingua volgare (la lingua d'oc viene utilizzata dai trovatori, quella d'oil dai trovieri) su una struttura musicale, detta strofica, in cui una stessa melodia viene utilizzata  per intonare tutte le strofe del testo. In queste composizioni vengono esaltati gli ideali della cavalleria: coraggio, lealtà, generosità, cortesia e ammirazione verso le donne, le quali diventano espressione nobile di bellezza e virtù. 
<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 18:18:39 UTC</pubDate>
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         <author>luca_dimarzio_basket</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 18:19:28 UTC</pubDate>
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