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      <title>La libreria della 2F by Emanuela</title>
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      <description>Realizzato a colpi di recensioni</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-25 16:42:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 16:58:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 17:04:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 17:05:12 UTC</pubDate>
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         <title>Olga Novella</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Ho risparmiato loro la vita Perché potessero uccidermi!</em></strong></div><div>Roma, 44 a.C. le ultime parole di Caio Giulio Cesare, trafitto da ventitré pugnalate e ucciso. I presagi sono compiuti e il destino di Roma muta per sempre. Le ultime ore del "dictator perpetuus" ricostruite attraverso una forte riflessione sul tema del potere e della democrazia. Valerio Massimo Manfredi -narratore e archeologo di successo internazionale- ci racconta un assassinio per certi versi prevedibile e per altri inesplicabile, esplorando i fatti accaduti e ricostruendo l'intricato puzzle di questo omicidio. Edizione del 2014, editata a Milano, è un libro che vuole trattare tematiche politiche e democratiche, cercando di farci volgere lo sguardo al mondo romano , illustrando le problematiche e un accenno della vita di quel tempo. Un'opera in linea con le altre dell'autore, che scrive thriller e gialli storici -quali, l'ultima legione, Aléxandros o il tiranno- capaci di intrigare il lettore tenendolo col fiato sospeso fino all'ultima parola. Giulio Cesare è un personaggio storico che mi ha sempre affascinato molto, ma avendo letto questo libro, a mio avviso, è stato fra i più grandi e importanti della storia. Durante la narrazione, accade una cosa strana al lettore,&nbsp; anche se si conoscono già gli esiti della congiura, più si va avanti più ci si chiede come sia possibile che alla fine Cesare non si salvi. Sono pagine ricche di mistero e trepidazione; si percepisce l’avvicinarsi di qualcosa di oscuro al quale ci si arriva sempre più velocemente, come risucchiati da una corrente, e arrivato lì, sulle scale del senato, vorresti metterti a gridare per fermare l’inevitabile. Un libro molto bello e coinvolgente che mi ha portato ad ammirare questo autore e ad accrescere in me la voglia di leggere altre sue opere; consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono fare chiarezza sulla fine della vita di un grande personaggio come Giulio Cesare, facendolo attraverso pagine scorrevoli e mai pesanti di un libro che ci ha asciato in sospeso fino all'ultima pagina.</div><blockquote><strong><em>Il decurione si alzò in piedi.<br>«…il messaggio è: “L’aquila è in pericolo”.»<br>Il decurione lo guardò cupo.<br>«L’aquila è morta» rispose.</em></strong></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 17:07:34 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Ciotti</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Recensione del libro Le Idi di Marzo di V. Massimo Manfredi</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 17:12:12 UTC</pubDate>
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         <title>Cristina Massi</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div>"<em><mark>Non c'è ricompensa per un simile atto, ma se questo può avere per te un significato sappi che sarai sempre l'uomo su cui farò affidamento, anche quando tutti mi avessero abbandonato.</mark></em>"<br>Idi di Marzo è un libro di Manfredi pubblicato nel 2008.<br>Essendo un romanzo storico ha come scopo la documentazione del lettore su quanto è avvenuto il 15 marzo del 44 a.C.<br>Il romanzo fa riflettere sulle differenti ideologie e mentalità politiche del singolo individuo nell'antica Roma. <br>Manfredi è famoso per la sua vasta produzione di romanzi storici quali "L'armata perduta", "Il tiranno", "L'ultima legione", ecc...<br>Per quanto mi riguarda, non la reputo una tecnica narrativa innovativa quindi possiamo dire che è abbastanza tradizionale.<br>Questo libro mi è piaciuto perché non è il solito libro di storia che racconta i fatti così come sono andati, anzi, riesce a coinvolgerti in tutti gli avvenimenti descritti. Inoltre le scene d'azione diciamo che "<em>tengono sveglio</em>" il lettore.<br>Non ho una scena preferita e non so se leggerò altri libri di Manfredi visto che il romanzo storico non è proprio il mio genere.<br>Questo libro lo consiglierei alle persone che comunque sono interessate al periodo storico trattato in questo libro e, ovviamente, alle persone che vogliono approfondire le loro conoscenze sul mondo romano.<br><em>"</em><em><mark>...il messaggio è l'aquila è -L'aquila è in pericolo-."<br>Il decurione lo guardò cupo.<br>"L'aquila è morta" rispose</mark></em><mark>.<br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 17:14:59 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Barile</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 17:16:35 UTC</pubDate>
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         <title>Julia Daly</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 17:21:06 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Maoloni</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-25 17:23:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-11-27 18:28:43 UTC</pubDate>
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         <title>Julia Daly</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-12-05 20:28:07 UTC</pubDate>
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         <title>Luca Pagliarulo</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-12-05 20:31:27 UTC</pubDate>
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         <title>Francesco Ciannamea</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/emanuela_mattia/recensioni2F/wish/213500347</link>
         <description><![CDATA[<div><em>« La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro tremulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola, domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. </em>Tutto fuori, vagabondo »<br><br></div><pre>Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita.
Un giorno, tuttavia, in seguito all'osservazione da parte della moglie la quale gli dice che il suo naso è leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa.
 Da quel momento l'obiettivo di Vitangelo sarà quello di scoprire chi è veramente.Decide quindi di cambiare vita (rinunciando ad essere un usuraio) anche a costo della propria rovina economica e contro il volere della moglie che nel frattempo è andata via di casa. In questo suo gesto c'è il desiderio di un'opera di carità, ma anche quello di non essere considerato più dalla moglie come una marionetta. Anche Anna Rosa, un'amica di sua moglie che lui conosce poco, gli racconta di aver fatto di tutto per far intendere a sua moglie che Vitangelo non era lo sciocco che lei immaginava e che non c'era in lui il male.Il protagonista arriverà alla follia in un ospizio, dove però si sentirà libero da ogni regola, in quanto le sue sensazioni lo porteranno a vedere il mondo da un'altra prospettiva. Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita rinchiude, non basta cambiare nome proprio <em>perché</em> la vita è una continua evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso.</pre><div><strong>Autore: Luigi Pirandello<br>Frase celebre dell’autore: “Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”<br>Anno di edizione: 1925<br>Numero di pagine: 140<br>Significato: Far comprendere che nella vita chiunque, ognuno di noi, non è un un’unica persona davanti allo sguardo del resto della gente che ci circonda. Piuttosto è, come spiega il titolo del libro, UNO, considerando semplicemente che la persona è una sola per quanto riguarda ciò che essa pensa di se stessa. NESSUNO, considerando che nonostante ciò che pensa la gente di fatto di rilevante in ognuno di noi rimane molto poco, praticamente niente. E CENTOMILA, considerando che ogni singolo essere umano appena viene a contatto con una persona si fa un pensiero singolare, molto personale, diverso da quello di tutti gli altri.<br>Tematiche: Il libro tratta di tale Vitangelo Moscarda che, dopo una considerazione inaspettata da parte della moglie a proposito del proprio naso, comincia a vagabondare esageratamente con la mente arrivando anche a raggiungere la pazzia per via delle sue preoccupazioni riguardo a ciò che pensa la gente di lui.<br></strong><strong><mark>Personalmente considero questo libro molto bello seppur bisognoso di molta pazienza da dedicargli, poiché piuttosto pesante visto che è colmo di situazioni di stallo dove la narrazione lenta tende a far perdere l’interesse per il libro.<br>Se mi ricapiterà l’occasione sarò lieto di leggere un altro libro di Pirandello, anche se sono consapevole che dovrò dedicargli parecchio tempo per i motivi scritti precedentemente.<br>Infine consiglio “Uno Nessuno Centomila” a chi apprezza le storie sorprendenti e che fanno riflettere sul senso della vita, cosa che spesso tralasciamo e che andrebbe ritrovata.</mark></strong><br><br></div><div><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-05 20:34:20 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Cedrone</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/emanuela_mattia/recensioni2F/wish/213500874</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile''</blockquote><div>è la storia di Vitangelo Moscarda detto Gengè, uomo benestante perché ereditiere di un banchiere, il quale abita in un piccolo paesino: Richieri. <br>Il nodo cruciale si trova nell'osservazione che la moglie fa a lui, ovvero sul suo difetto fisico: il naso, gli pende leggermente verso destra ma lui, negli anni, non se ne è mai reso conto; e poi gli parla di altre sue piccole imperfezioni, ma la cosa che più di tutte lo turba è che queste sue ''mancanze'' erano a lui sconosciute ma ben note a tutti coloro che gli stavano intorno. <br>Questa constatazione  mette in crisi il protagonista: si rende conto di non essere più lui ma un altro, anzi, non solo uno, ma centomila per ogni persona che incontra e per ogni sua azione. Ciò lo porterà addirittura ai limiti della follia, dell'ossessione, tutto questo per una semplice frase. Questo suo momento lo spingerà a compiere gesti che prima di allora non aveva mai compiuto: sfratta una famiglia per poi regalarle un novo appartamento, liquida la banca ereditata dal padre e chiede indietro i suoi risparmi. La gente quindi vedendo questo suo nuovo aspetto cambia l'opinione che fino a quel momento si era fatta su di lui. Gengè comincia a fare discorsi strani, tanto da far scappare la moglie e rischiare di venire interdetto. Un' amica della moglie lo avverte delle pratiche in atto e della volontà dei suoi amici di mandarlo in manicomio. Decide di fidarsi di Annarosa e di diventarci amico, amico al punto da svelarle la conclusione che ha tratto dalla sua vita, ma ne rimane scandalizzata e in un momento di confusione tenta di ucciderlo. <br>Gengè trova pace solo dopo l'incontro col vescovo Mons il quale gli consiglia di dare tutti i suoi averi i poveri. <br>Moscarda finirà tutti i suoi giorni in un ospizio per i poveri fondato da lui, in questo posto si trova inaspettatamente bene e più felice di prima. Decide di rimanere per liberarsi di quell'Uno e di quei Centomila allo scopo e al fine di diventare per tutti e per se stesso, Nessuno.<br><br>L' autore di questo romanzo è Luigi Pirandello pubblicato solo nel 1925 nonostante l' avesse iniziato nel 1908. Il romanzo è ambientato a Richieri, un paese della Sicilia, regione natale di Pirandello, in un' epoca non ben definita. Questo libro ci vuole dimostrare e far capire che ognuno di noi è diverso a seconda della persona con cui è, a seconda delle circostanze, che tutti noi siamo uno e centomila. <br>Ammetto che il libro non si capisce subito e dall' inizio e questo è dovuto alle tematiche psicologiche del libro con pensieri onnipresenti. <br>La parte che più mi è piaciuta è stata la fine perché Gengè si rassegna di vivere non vivendo, accetta il fatto di essere nessuno rifiutando il suo stesso nome.  Lo consiglio, si, a chi ha molta pazienza e concentrazione! </div><blockquote>''Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive non si vede. Conoscersi è morire''.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-05 20:35:53 UTC</pubDate>
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         <title>Julia Daly</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-12-10 17:27:14 UTC</pubDate>
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         <title>Alice Bonifazi</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-12-10 17:29:03 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Maoloni</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2017-12-10 17:30:21 UTC</pubDate>
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         <title>Cristina Massi </title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div><em><mark>"Mi saprebbe dire dove vanno le anitre quando il lago gela?"<br></mark></em><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://catcheraplit.files.wordpress.com/2012/01/600full-the-catcher-in-the-rye-artwork1.jpg" width="600" height="800"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>J. D. Salinger è stato uno scrittore statunitense.</div><div>È divenuto celebre per aver scritto <em>Il giovane Holden</em>, romanzo di formazione che ha riscosso un'enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione, nel 1951, per poi divenire un classico della letteratura americana.</div><div>I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani abbastanza "particolari"e il disgusto per la società borghese e convenzionale.</div><div>L’eroe e il narratore del romanzo, “Il giovane Holden”, è un ragazzo di 16 anni che viene sbattuto fuori per scarso rendimento scolastico dall’istituto Pencey, una scuola di Agestown in Penslyvania. Si sente triste, solo e insoddisfatto, ricorda la morte del fratellino Allie ed è pieno di rimorso per la delusione che darà ai suoi genitori dal momento che è stato mandato via da ben quattro scuole. Uscito di notte dall’Istituto, tra la neve e il gelo si avvia alla stazione per prendere un treno per New York e trattenersi lì un paio di giorni prima di tornare a casa. <br>Secondo me, questo romanzo ha come scopo quello di far riflettere sulla gioventù di quei tempi e su quanto, alla fine, noi "giovani moderni" non siamo poi così diversi da QUEI giovani d'epoca. Certo è vero che loro hanno vissuto un periodo diverso dal nostro e molto meno tecnologico, ma nel contesto rimangono sempre dei semplici ragazzi (come noi) tutti diversi fra di loro per  l'aspetto, le abitudini e il carattere. <br>Inoltre questo libro mette in evidenza la forza dei giovani perché ci fa capire che non bisogna essere grandi per essere forti.<br>Per le tematiche trattate ( le avventure ed i pensieri di un giovane "particolare" come il nostro Holden), l'opera rimane nei ranghi delle opere di Salinger.<br>Questo libro mi è piaciuto molto perché su certi aspetti mi sono trovata d'accordo con Holden nonostante io e lui abbiamo due caratteri completamente opposti e in alcune parti le sue osservazioni mi hanno fatto sorridere perché sono le classiche affermazioni di chi si vuole sentirsi grande quando grande alla fine non è...non posso però nascondere che a volte anch'io ho avuto degli atteggiamenti da "donna vissuta" che posso essere perfettamente paragonati a quelli del giovane Holden. :)<br>La scena che mi ha maggiormente colpito è stato quando Holden ha deciso di andarsene a New York da solo senza consultare nessuno prima di prendere la sua decisione cosa che io, personalmente, non avrei mai il coraggio di fare.<br>Mi piacerebbe leggere un altro libro di quest'autore, specialmente se sono simili a quello che ho letto.<br>Questo libro lo consiglio a chi ha voglia di ridere stando ad ascoltare un sedicenne che vuole sentirsi grande e, apparte gli scherzi, a chi ha poca fiducia in se stesso e vorrebbe sentirsi forte come una persona adulta.</div><div><em><mark>"Sento un po' la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti."</mark></em></div><div><br></div><div><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-10 17:32:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:35:50 UTC</pubDate>
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         <title>Olga Novella </title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong><em>- [...] vi ha detto di essere innamorato o infelice, che è la medesima cosa.<br></em></strong>Una frase delicata ma dal significato particolare all'interno di un libro che possiamo definire una combinazione di fantasia e realismo; una storia legata ad una profezia «Il castello e la signoria d'Otranto sarebbero venuti a mancare all'attuale famiglia, quando l'autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi». Ed è cosi che la mattina del matrimonio di Corrado, figlio prediletto del padre Manfredi; trovano il principino morto sotto un elmo gigante e da qui iniziano intrighi e inganni, minacce e trattati che porteranno poi alla scoperta del vero erede del castello di Otranto: un apparente contadino che ha rischiato la morte più volte ma che alla fine arriverà al posto che gli spetta. Tutto gira intorno a un&nbsp; sogno infilato all'interno della trama. Ed è proprio da un sogno dell'autore -Horace Walpole- che nasce questo romanzo, pubblicato poi per la prima volta a Londra nel 1764. Un romanzo gotico che gira attorno a castelli, labirinti sotterranei, scene e proposte notturne, damigelle in pericolo, fughe, minacce, ed elementi di soprannaturale, in contrasto con le altre opere dell'autore -tra cui "A Catalogue of Royal and Noble Authors of England", "Historic Doubts on the Reign of King Richard III " e "The Mysterious Mother"- ma che ti lascia col fiato sospeso. Un libro che mi ha colpito per la sua particolarità e per un aspetto che mi ha lasciata riflettere, il fatto che fino alla fine non si sapesse come sarebbe andata a finire. Ha stimolato la mia curiosità e ripensando ora alla storia, rimane sempre quel sapore indefinito che mi ha accompagnato per tutto il corso della lettura; un punto che mi è piaciuto particolarmente sono le lievi storie amorose -se cosi le possiamo chiamare- un accenno delicato e rispettoso in un libro cosi particolare. Un buon libro non si rifiuta mai perciò credo che se dovesse presentarsi l'occasione potrei prendere in considerazione l'idea di leggere un altro libro di questo autore, comunque per il momento, consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono buttare un occhio sul genere gotico e su un romando leggero e che ti distrae dai problemi quotidiani portandoti quasi in un sogno che annebbia la realtà.</div><blockquote><strong><em>"La sincerità mi è più cara della vita e non salverei la seconda a costo della prima."</em></strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:36:53 UTC</pubDate>
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         <title>Bruno Buselato                         IL CASTELLO DI OTRANTO</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/emanuela_mattia/recensioni2F/wish/243233578</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>- autore:</strong><br>Horace Walpole<br><strong>- anno edizione:</strong><br>1764<br><strong>- città di edizione:</strong><br>Londra<br><strong>- Occasione:</strong><br>unificare la tendenza sovrannaturale e quella realistica. fondando così un un nuovo genere, il romanzo gotico. <br>Walpole intendeva dichiaratamente unificare “<em>le due anime della narrativa, l'antico e il moderno. In principio era tutto immaginazione ed improbabilità: in seguito, la natura è sempre stata copiata con successo...</em>”,<br><strong>-Trama:</strong> </div><div>Mentre stanno per celebrarsi le nozze tra Corrado, figlio del principe Manfredi, e Isabella, figlia del marchese di Vicenza, accade una disgrazia: lo sposo muore, schiacciato da un enorme elmo di cui nessuno sa spiegarsi l'esistenza. Manfredi, terrorizzato, ricollega l'elmo a una profezia che da sempre grava sulla sua testa: perderà il castello quando "<em>l'autentico possessore sarà diventato troppo grande per abitarvi</em>". Si affretta dunque a convocare Isabella, e a proporle di sposarlo in luogo del figlio dopo l'annullamento del suo legittimo matrimonio con Ippolita; non avendo altri figli se non una fanciulla, Matilda, Manfredi spera così di evitare che la sua discendenza muoia con lui. Isabella, disgustata dal suo proposito, fugge nel vicino convento attraverso un passaggio segreto nei sotterranei del castello, aiutata da un  giovane ragazzo che si era già scontrato col  principe, e si mette sotto la protezione di padre Girolamo. <br>La trama prosegue attraverso agnizioni, apparizioni di spettri e giganti, ulteriori profezie, galanterie, assassinii, fino al terminare, com'è ovvio, con l'adempimento della profezia che ristabilisce un equilibrio.<br><strong>- scopo dell' opera:<br></strong>creare il primo romanzo gotico<br><strong>-tematiche:</strong><br>corruzione ( riferito a tutto ciò che fa Manfredi per se stesso)<br>caratteristiche medievali ( caste vergini, eroici paladini, la furiosità  dei tiranni del tempo, credenze in spettri o altre creature fantastiche)<br><strong>-innovativa o solco della tradizione:<br></strong>innovativa poiché questo è il primo romanzo gotico</div><div><strong>-commento:</strong><br>questo libro  non mi è piaciuto perché il romanzo non ha una trama  lineare, è un ammasso di agnizioni e colpi di scena; i personaggi sembrano quasi stilizzati, e il protagonista, Manfredi, sembra soffrire di un disturbo bipolare nel suo cambiare atteggiamento da un paragrafo all'altro; , e le descrizioni sono ridotte all'osso.<br><strong>- scena preferita:</strong><br>la scena iniziale in cui muore Corrado. mi piace come sia stata raccontata la quasi indifferenza del padre alla morte del figlio morto in una maniera che ha del sovrannaturale.<br><strong>-frase preferita:<br></strong>scambio tra matilda e teodoro<strong><br>"</strong>pensate forse, graziosa damigella, che accetterò il dono della vita col rischio che qualche calamità vi colpisca? meglio affrontare mille morti....."</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:52:18 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Ciotti    Recensione Il Castello di Otranto</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Recensione del libro Il Castello di Otranto di H.Walpole</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 19:00:41 UTC</pubDate>
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         <title>Julia Daly</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-03-18 19:18:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-05-06 20:16:53 UTC</pubDate>
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         <title>d&#39;amore</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-05-06 20:20:44 UTC</pubDate>
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         <title>... d&#39;autore!</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-06-05 19:34:46 UTC</pubDate>
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         <title>Olga Novella</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong><em>“…Nulla è più saggio nella vita che cercarvi la gioia che vi si può trovare...."</em></strong><em><br>Un'epoca così lontana ai nostri occhi che però l'autrice -Laura Mancinelli- riesce a farci vedere con un non so che di magico, i dodici abati di challant è un libro "medievale" in chiave moderna, nelle varie pagine del libro vediamo tutti i personaggi che lo caratterizzano, a partire dal nostro Venafro, passando poi per la marchesa, i dodici abati e tutti gli ospiti che vediamo sfogliando le pagine.<br>Pubblicato nel 1981 "i dodici abati di challant" è solo uno dei tanti libri di Laura Mancinelli -tra cui i tre cavalieri del Graal, biglietto d'amore o i fantasmi di challant- un'opera nel solco della tradizione, tratta di medioevo, tradizioni e caratteristiche principali di esso. <br>Un libro che vuole farci vedere tutte le caratterizzazioni di un periodo storico. Attraverso il castello passano viandanti, mercanti, filosofi che ogni volta lasciano qualcosa di nuovo, un pezzettino in più per ogni personaggio che passa dal castello; allo stesso modo però vediamo che per ognuno di questi pezzettini se ne va un abate, che, chi ben visto, chi un po' meno,vengono a mancare, fino ad arrivare all'epilogo finale in cui l'ultimo abate da fuoco al castello morendo lui stesso. Possiamo però anche vedere come alla domanda di Venafro la marchesa risponda con una tranquillità e uno spirito eccellenti, non volendo ricostruire un altro castello, bensì una casa, che però ha la stessa funzione di quest'ultimo, ospitare e dare una ventata di novità alle quattro mura abitative, un po' come nella storia facevano le abazie, piccoli centri autosufficienti, che aiutavano chi ne aveva bisogno. <br>Un romanzo che mi è piaciuto molto, è riuscito a tenere alta la mia attenzione e credo che un po' tutti ci siamo appassionati a Venafro, solitario e taciturno, o ai dodici strampalati abati;  consiglio questo bellissimo libro in grado di farci dare un'occhiata alle tematiche e alle abitudini del tempo a tutti i curiosi come me, della storia e del passato. Con la sua particolarità è riuscito ad appassionarmi fino all'ultimo, quando dopo l'incendio vediamo la marchesa Venafro e il bimbo addormentato allontanarsi in sella ai loro cavalli, perchè in fondo, come dice venafro </em><strong><em>"la vita è tutto quello che abbiamo"</em></strong><em> e passarla leggendo e scoprendo sempre cose nuove è la miglior cosa che possiamo fare.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-05 19:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Cedrone</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>"Non c'è male, egli diceva, che non possa essere anche un bene, non c'è maleficio che non si possa ridurre a beneficio, non c'è cosa negativa al mondo, che non abbia anche un influsso positivo"</blockquote><div><strong>AUTORE</strong><br>E' un romanzo storico di Laura Mancinelli pubblicato nel 1981.<br>L' autrice è nata ad Udine nel 1933, è stata un insegnante di letteratura ma a causa della sclerosi multipla è costretta ad abbandonare la sua carriera. Otre ai 12 abati di Challant ha pubblicato altri 24 libri.<br><strong>TRAMA</strong><br>Il Duca Franchino di Mantova eredita questa proprietà per volontà del Marchese Alfonso di Challant, la cui figlia, moglie del Duca, è morta, ma ad una condizione: la sua castità. Per assicurarsi che questa sua volontà venga rispettata, manda al castello 12 abati.<br>Il libro narra, oltre alle vicende e alla quotidianità nel castello, la morte, inspiegabile, di tutti gli abati, che per un motivo o per un altro nel giro di poco tempo trovano la morte.<br>L' ultimo di questi, l'abate Ildebrendo, incendia il castello perché lo considera luogo di perdizione e di proprietà del Demonio. Provocando la sua stessa morte e la distruzione del castello. </div><blockquote>"Se qualcuno dei nostri amici, venendo a cercarci,chiederà del castello di Challant, dite che non esiste più. Ma ditegli che noi esistiamo ancora e che se vuole potrà trovarci, in qualche parte di questa valle".</blockquote><div><strong>ANALISI</strong><br>I fatti sono narrati in ordine cronologico, la fabula e l'intreccio coincidono se non per rare anticipazioni. Il narratore è esterno e onniscente, la narrazione è in 3 persona e ricca di descrizioni che non lasciano spazio all' immaginazione ma che fanno sognare e innamorare in ugual modo. <br>Il linguaggio l' ho trovato complesso e poco fluido a causa del lessico antiquato in alcuni capitoli, scorrevole e accessibile invece, in altri, grazie anche alla presenza di molti dialoghi e appassionanti ed avvincenti descrizioni.<br>La storia è interessante ma potrebbe risultare ripetitiva perchè la fine di ogni capitolo vede la fine anche della vita di uno degli abati anche se le cause delle morti sono molteplici e intriganti.<br><strong>PERSONAGGI/PROTAGONISTI</strong><br>All' inizio il protagonista sembra essere il Duca ma durante la narrazione i riflettori si spostano su tutti gli altri personaggi. Ogni capitolo infatti ha un diverso protagonista: i 12 abati, Venafro, il Duca di Mantova, la Marchesa di Challant,la Pretessa, le varie madonne che alloggiano nel castello, Cicco un bambino dato in affidamento dalla Pretessa e il suo gatto nonchè migliore amico Mirò, Messer Favonio, il mercante di Venezia, il trovatore, il filosofo e l' astronomo. <br>I protagonisti  "immortali" però sono:  il Duca, un ragazzo magro, un vedovo geloso e triste biondo dagli occhi azzurri, e perpetuamente innamorato anche se non sapeva amare e che più volte si trova a pentirsi di aver accettato il feudo. Geloso soprattutto della Marchesa Bianca di Challant, una donna bella libera e dolce soprattutto verso gli ospiti che alloggiano per qualche giorno nel castello. Non è molto religiosa e alcuni comportamenti lo testimoniano ma è giusta e pacata, molto simile a Venafro per certi versi, un uomo tetro e ombroso, che si contraddistingue per questa aura di mistero che lo circonda: nessuno sa nulla di lui se non minimi e vaghi dettagli. Ogni tanto però svela squarci di umanità e dolcezza; è un uomo saggio con i baffi, con occhi neri e intensi.<br>Curioso è il fatto che non ci sia un protagonista fisso, la morte di ogni abate ha diverso motivo, colpevole e forma.<br><strong>TEMI<br></strong>Il tema principale credo sia il comportamento, l' etica dell' epoca, la vita che c'era e che si poteva trovare dentro questi castelli autosufficienti, dentro questa piccola città che è riuscita a trovare un suo equilibrio. E' ricco di insegnamenti che si leggono tra le righe dei vari punti di vista dei vari protagonisti.<br><strong>COMMENTO</strong><br>Il mio personaggio preferito e indiscusso è quello descritto per primo nel libro:  VENAFRO un uomo ricco di sorprese e mistero, un uomo pacato che come "hobby" ha quello di scrivere nel suo erbario. E' un personaggio intrigante e molto simile secondo me all' Innominato dei Promessi Sposi di Dante. Venafro non ha una reputazione così malvagia e crudele ma comunque in una prima analisi è descritto in modo freddo e diffidente. Entrambi hanno un momento in cui cambiano: l' Innominato si pente, ha un momento di redenzione, Venafro sembra sciogliersi un po' anche grazie al bambino Cicco che nutre per lui una sorta di ammirazione.<br>Ho cominciato questo libro con scetticismo e diffidenza ma, un po' per Venafro un po' perché tutte queste morti mi cominciavano a trasportare, ho rivalutato in modo radicale questo libro che avevo giudicato noioso e sicuramente lento e che si è invece rivelato allegro e gradevole.</div><div>Lo consiglio a chi vuole ritrovarsi in un altro mondo, a chi vuole fare un tuffo nel passato, a chi non giudica un libro dalle prime due righe o addirittura dal titolo come me, lo consiglio a chi sa lasciarsi andare ed è pronto a fare un viaggio di cui non si pentirà, a chi lo legge perché: </div><blockquote>"Non so neppure cos' è la bontà. Sto con voi perché mi fa piacere. La vostra presenza mi rende ora triste, qualche volta mi fa soffrire molto. Ma sempre mi tiene vivo, mi fa godere di più della gioia, rende più acuti i miei occhi e più sensibili le mie orecchie la mia mente è piu desta,e se mai occorresse, avrei più coraggio. Senza di voi forse non soffrirei, ma vivrei di meno. E la vita è tutto quello che abbiamo".</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-05 19:38:54 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Marangelo</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-06-05 19:42:11 UTC</pubDate>
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         <title>Julia Daly</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-06-05 19:46:54 UTC</pubDate>
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         <title>Luca Carbone</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <pubDate>2018-06-05 19:50:52 UTC</pubDate>
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