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      <title>R0 , Rt , RDt che sono e che significano? by </title>
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      <description>classe 4^</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-06 17:15:38 UTC</pubDate>
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         <title>R0</title>
         <author>ritalerro</author>
         <link>https://padlet.com/ritalerro/Bookmarks/wish/1402876727</link>
         <description><![CDATA[<div>“R” è un cosiddetto prefisso verbale iterativo che dà significato di ripetizione ad un evento:<br>ri-fare significa fare nuovamente, ri-infettare significa infettare nuovamente; l’indice R è un indice usato per misurare quindi le capacità di ri-infettare di un agente patogeno.<br>Ma perché zero? e quindi perché R<sub>0</sub>? perché lo si si riferisce ad una situazione riferita al paziente zero, o se si preferisce al tempo zero dell’epidemia, quando non siano ancora intervenuta alcuna misura di contenimento e di contrasto dell’infezione.<br><br></div><div>Se un soggetto infettato viene introdotto in una generica collettività avrà la capacità di infettare un numero variabile di persone durante il suo periodo di infettività, e più alto sarà questo numero più contagioso si dovrà considerare l’agente patogeno. Quindi questo indice si calcola come rapporto tra il numero di soggetti che sono stati contagiati e il numero di soggetti contagianti che hanno diffuso l’infezione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:24:33 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; indice di contagio</title>
         <author>ritalerro</author>
         <link>https://padlet.com/ritalerro/Bookmarks/wish/1402877820</link>
         <description><![CDATA[<div>Se l’indice vale 1, significa che ogni infetto arriva a contagiare solo un altro soggetto e quindi l’epidemia si riproduce ma rimane costante come numero di soggetti, se invece l’indice è &gt;1 allora l’epidemia si svilupperà esponenzialmente assumendo proprio l’R<sub>0</sub> come parametro della funzione esponenziale, se invece è &lt; 1 e continua ad esserlo allora l’epidemia tende ad esaurirsi e tanto più l’indice sarà basso tanto più veloce l’epidemia si esaurirà. Se poi l’indice diventasse addirittura pari a zero, allora vorrà dire che l’agente patogeno ha esaurito le sue capacità di infettare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:25:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il valore di R</title>
         <author>ritalerro</author>
         <link>https://padlet.com/ritalerro/Bookmarks/wish/1402878700</link>
         <description><![CDATA[<div>I nomi dati all’indice R<sub>0</sub> sono diversi: “numero di riproduzione di base”, “numero di riproduzione netto”, “tasso di riproduzione virale”, ecc., però non dovrebbe essere usata l’espressione tasso in quanto, nella sua formulazione originale, l’ R0 non misura l’infettività nell’unità di tempo bensì il numero di soggetti che possono venir infettati da un solo individuo durante tutto il suo periodo di infezione.<br><br></div><div>Il valore dell’R0 è stato stimato per diverse epidemie e ad esempio è stato calcolato un valore tra 0,9 e 2,1 nelle epidemie influenzali stagionali, tra 1,4 e 2,8 nell’influenza spagnola del 1918, tra 3 e 5 nel vaiolo, tra 10 e 12 nella parotite, tra 12 e 18 nel morbillo, ecc.<br><br></div><div>Naturalmente il valore di R<sub>0</sub> può dipendere da molti fattori e non solo dall’infettività propria dell’agente patogeno ed è per questo che ultimamente durante l’epidemia di coronavirus molti hanno preferito utilizzare l’espressione Rt, cioè l’indice di riproduzione al tempo t dipendente quindi dalle misure di contenimento adottate e spesso, a differenza dell’R<sub>0</sub>, l’R<sub>t</sub> viene usato proprio come tasso di riproduzione, cioè come numero di soggetti contagiati da un soggetto infetto nell’unità di tempo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:25:56 UTC</pubDate>
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         <title>Calcolo di R0</title>
         <author>ritalerro</author>
         <link>https://padlet.com/ritalerro/Bookmarks/wish/1402883197</link>
         <description><![CDATA[<div>Per calcolare in modo corretto l’R<sub>0</sub> si dovrebbe invece considerare tutto il periodo in cui un infetto rimane contagioso e per lo meno dal momento dell’esordio della sintomatologia, informazione che spesso non è disponibile in quanto si conosce per lo più solo la data della sua notifica di positività all’autorità sanitaria. I metodi di calcolo seguiti sono poi abbastanza diversi anche se per lo più i risultati sono convergenti.<br><br></div><div>A seguito di tutte le considerazioni sin qui riportate, per valutare l’andamento dell’attuale epidemia di coronavirus abbiamo ritenuto opportuno mettere a punto una variazione dell’indice R<sub>0</sub> che abbiamo chiamato RDt, cioè Indice di replicazione diagnostica a lag differenti. Questo indice permette di conoscere la percentuale di diagnosi di positività che vengono notificate dopo un certo intervallo di tempo (lag) dalle precedenti diagnosi già notificate. Questo indice quindi può considerarsi un tasso di replicazione basato sulle date di notifica e capace di individuare valori differenti tra gruppi di diagnosi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:28:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ritalerro</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:42:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ritalerro</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 17:44:07 UTC</pubDate>
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