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      <title>&quot;Il filo spinato&quot; by francesca48</title>
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      <description>in ricordo della Shoah</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-03 15:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>St3pNy e Shahak Shapira: il Giorno della Memoria sui social networkSt3pNy (Stefano) fa parte dei fa parte del gruppo Mates, giovani youtuber italiani, e ha milioni di seguaci sul suo canale dedicato in particolare ai videogiochi e all’intrattenimento. Per il Giorno della Memoria 2017 ha postato un video (durata 9,30 m) in cui racconta la sua esperienza di studente ed esprime la sua opinione sull’importanza del ricordo.Nel video St3pNy parla anche degli atteggiamenti inappropriati di alcune persone che visitano, oggi, i luoghi della Shoah e di come l’artista israeliano, Shahak Shapira ha condannato sui social network questi comportamenti: puoi leggere un articolo in proposito pubblicato sul quotidiano La Stampa.</title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XMa2MCbkU2M">https://www.youtube.com/watch?v=XMa2MCbkU2M</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 15:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>La Croce Rossa visita il campo di Theresienstadt, un episodio poco conosciuto dell’Olocausto, tratta dal testo La porta del tempo, Garzanti Scuola</title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:766,&quot;url&quot;:&quot;http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/Croce-Rossa-visita-il-campo-di-Theresienstadt.png&quot;,&quot;width&quot;:823}" data-trix-content-type="image"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/Croce-Rossa-visita-il-campo-di-Theresienstadt.png" width="823" height="766"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 15:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>Come si può raccontare l’orrore dell’Olocausto agli studenti? Come è possibile parlare della Shoah e del Giorno della Memoria anche se sono lontani dal periodo storico che si sta studiando?La Memoria non si insegna. Conviene partire dagli eventi della Storia e discutere intorno ai contenuti e alle loro possibili interpretazioni. Soltanto dopo, alla fine, tutto questo può diventare memoria non banalizzata, ritualizzata e “celebrata”.La ricorrenza del giorno della Memoria che chiude questo mese di gennaio 2018 è particolarmente significativa perché si accompagna all’annuncio della nomina di Liliana Segre a senatore a vita della Repubblica italiana.Liliana Segre da molti anni dialoga con gli studenti parlando della sua esperienza di sopravvissuta ai campi di sterminio in cui venne deportata all’età di 13 anni. Racconta senza retorica l’indifferenza che ha permesso, tempo fa, che le leggi razziali contro gli ebrei e la loro deportazione, venissero considerati un fatto di ordinaria vita quotidiana che riguardava pochi e non tutti. Lo ha raccontato in questi anni per evitare che gli orrori del passato, o la commemorazione senza consapevolezza dei fatti storici, diventino il terreno di crescita di una nuova indifferenza e di nuovi orrori.Porgiamo dunque le nostre congratulazioni alla senatrice Lilliana Segre e a lei dedichiamo l’aggiornamento 2018 delle nostre proposte a docenti e studenti per una lezione non retorica del Giorno della Memoria.Lilliana Segre è anche presidente della Associazione Figli della Shoah che raccoglie sopravvissuti ai campi di sterminio, famigliari, amici e simpatizzanti. L’Associazione ha contribuito, fin dalla sua fondazione, alla campagna per l’approvazione della Legge che ha sancito la data annuale commemorativa del Giorno della Memoria a partire dal 27 gennaio 2001.</title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 15:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>Nel 1942 a Wannsee, un quartiere di Berlino, agli alti funzionari del governo nazista e agli ufficiali dell’esercito venne comunicata la “soluzione finale della questione ebraica“.</title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/la-soluzione-finale-shoah.png" width="716" height="642"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 15:18:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:377,&quot;url&quot;:&quot;http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2017/01/materiale-didattico-giornata-memoria_aba5959ade3ad5fc63caa5da4f076d74.jpg&quot;,&quot;width&quot;:720}" data-trix-content-type="image"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2017/01/materiale-didattico-giornata-memoria_aba5959ade3ad5fc63caa5da4f076d74.jpg" width="720" height="377"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 16:02:10 UTC</pubDate>
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         <title>IL LESSICO DELLA MEMORIA</title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. Shoah<br>2. Olocausto<br>3. Campo di concentramento<br>4. Ebrei<br>5. Hitler<br>6. Nazismo<br>7. Leggi razziali<br>8. Treni della morte<br>9. Auschwitz - Birkenau<br>10. Deportazioni</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 16:02:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><a href="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2017/01/primo-levi.jpg"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:802,&quot;url&quot;:&quot;http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2017/01/primo-levi.jpg&quot;,&quot;width&quot;:555}" data-trix-content-type="image"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2017/01/primo-levi.jpg" width="555" height="802"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a><strong>Abstract da scaricare del libro Primo Levi. Una vita.<br></strong><br>L’11 aprile 1987 Primo Levi si suicida gettandosi nella tromba delle scale della sua casa di Torino.<br><br>Un evento tragico in cui si enuclea il più profondo dramma del Novecento. Non solo l’Italia ma il mondo intero è sconvolto dalla perdita di un uomo con “lo spessore morale e l’equilibrio intellettuale di un titano del Ventesimo secolo” come lo definisce Philip Roth.<br><br>Ian Thomson, un giovane giornalista inglese già autore di interviste a scrittori italiani e che aveva incontrato Levi qualche mese prima, decide di passare più di cinque anni inseguendo parenti, amici o semplici testimoni: annota oltre 300 testimonianze, raccoglie immagini, consulta fonti di archivio. Da questo lungo lavoro di scavo esce un ritratto complesso di Levi, che prova a sbrogliare la matassa di una vita trascorsa fra la chimica e la letteratura, la fabbrica e la macchina da scrivere. Thomson, evitando di schiacciarsi sull’autobiografia finzionale costruita da Levi stesso e aggirando la sua nota riservatezza, ricostruisce il suo rapporto con la famiglia, la passione per la montagna, la storia dei rifiuti editoriali e infine formula alcune ipotesi riguardo il suicidio.<br><br>Finalmente tradotta in Italia, la biografia definitiva dello scrittore italiano che più di ogni altro ha saputo interrogare in profondità la storia oscura del Novecento.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 16:27:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francesca_inferrera</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La mappa dei campi di concentramento e centri di sterminio nazisti</strong>, tratta dal testo <a href="http://deascuola.it/secondaria-i-grado?layout=book&amp;ref=Storia%20Corsi&amp;book=11676"><em>La porta del tempo</em></a>, Garzanti Scuola <figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:739,&quot;url&quot;:&quot;http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/campi-prigionia-nazisti-1024x739.png&quot;,&quot;width&quot;:1024}" data-trix-content-type="image"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/campi-prigionia-nazisti-1024x739.png" width="1024" height="739"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 16:27:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francesca_inferrera</author>
         <link>https://padlet.com/francesca_inferrera/1nnr2g9gm4wy/wish/257739446</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La mappa dei Paesi in cui è considerato reato negare l’esistenza dell’Olocausto </strong>(in colore rosso). Dal 2015 anche in Italia è in vigore una legge che punisce con la reclusione fino a tre anni “il negazionismo, l’apologia e la minimizzazione della Shoah, dei genocidi, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”. La mappa dovrà essere aggiornata. Un primo punto di riflessione può essere: quali Paesi dell’Unione europea non considerano il negazionismo un reato?<br><br></div><div><a href="http://mapsontheweb.zoom-maps.com/image/92925382175"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:641,&quot;url&quot;:&quot;http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/mappa-paesi-in-cui-e-illegale-negare-olocausto-1024x641.png&quot;,&quot;width&quot;:1024}" data-trix-content-type="image"><img src="http://blog.deascuola.it/uploads/sites/5/2016/01/mappa-paesi-in-cui-e-illegale-negare-olocausto-1024x641.png" width="1024" height="641"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div>Sul difficile equilibrio tra reato di Negazionisno e libertà di espressione proponiamo due documenti:<br><br></div><div>a) il post del blog del sociologo Guido Vitiello su <a href="http://guidovitiello.com/2014/01/26/negazionismo-e-cialtronismo/#more-4218">Negazionismo e cialtronismo<br></a><br></div><div>b) la lettura, su Wikipedia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Negazionismo">delle opinioni favorevoli o contrarie</a> all’istituzione del reato<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-03 16:27:28 UTC</pubDate>
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