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      <title>ARTEMISIA GENTILESCHI  by lorenzo zurzolo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-27 09:39:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sararpozzi</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168585795</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>Cancella il dolore con i tuoi pennelli, cara. Dipingi sopra il dolore, finché non ne rimanga traccia. Non fare che la loro derisione ti carichi di vergogna.<br>_</em><strong>Susan Vreeland, </strong><strong><em>La passione di Artemisia</em></strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 10:03:02 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>lollo_cover</author>
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         <description><![CDATA[<div>Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653) è stata una delle più importanti pittrici italiane. È considerata un’artista di scuola caravaggesca.<br>Fin dalla più tenera età, Artemisia viene educata all’arte dal padre, il pittore toscano Orazio Gentileschi. È lui che le insegna a disegnare, a impastare i colori e a dare lucentezza ai dipinti: all’epoca infatti le donne non potevano frequentare alcuna scuola o bottega d’arte.<br>Artemisia vive la sua giovinezza in un ambiente ricco di stimoli artistici come quello della Roma del XVII secolo, resa grande dall’arte barocca. <br><br>Benché giovanissima e in un settore dominato dagli uomini, Artemisia riesce a mettersi in mostra con le sue opere, tra tutte Susanna e i vecchioni, dipinto del 1910. La sua vita cambia però bruscamente a diciassette anni.<br>Nel 1911 infatti Artemisia subisce uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, amico e collega del padre. La ragazza non denuncia subito l’artista, in quanto il Tassi le promette di mettere a tacere il delitto con un matrimonio riparatore: uno dei modi con cui all’epoca era possibile restituire dignità ad una donna violata.<br>Agostino Tassi non rispetta l’impegno (pare che fosse già sposato) così Artemisia decide di andare incontro ad un lungo e umiliante processo, pur di vedere riconosciuti i propri diritti. È a questo periodo che risale una delle sue opere più note: Giuditta che decapita Oloferne (1612 – 1613).<br>Al termine del processo verrà riconosciuta la colpevolezza del Tassi che sceglierà l’esilio da Romaper non affrontare la pena dei lavori forzati. Anche Artemisia tuttavia dovrà lasciare la città, a causa della vasta eco che aveva riscosso quel pruriginoso processo presso l’opinione pubblica.<br>Ciò non impedirà ad Artemisia di abbandonare la propria passione. Nel 1614 l’artista si trasferisce a Firenze, dove viene accolta presso Accademia delle Arti del Disegno, prima donna a ricevere questo “privilegio”. Negli anni fiorentini realizza alcune delle sue opere più celebri, che hanno come tema essenzialmente donne coraggiose, determinate e dedite al sacrificio come le eroine bibliche. A questo periodo risalgono opere come La conversione della Maddalena (1615-1616) e la Giuditta con la sua ancella (1625-1627).<br>Nel 1621 è ancora a Roma, per poi spostarsi a Venezia e Napoli, città presso cui si trasferirà definitivamente, fatta eccezione per una breve parentesi a Londra nel 1638 per raggiungere il padre presso la corte di Carlo I. Dopo lunghi anni quindi, Artemisia e suo padre sono nuovamente insieme per lavorare spalla a spalla ad un nuovo progetto. Durerà poco: il padre morirà improvvisamente un anno dopo.<br>Artemisia muore nel 1653, lasciando in eredità i suoi capolavori, ma soprattutto la consapevolezza che non si può rinchiudere il talento in recinti sociali che servono solo a reprimere la capacità di esprimere sé stessi. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 10:23:08 UTC</pubDate>
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         <title>Pathos, passione, determinazione </title>
         <author>lollo_cover</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168590415</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pathos, la passione, la determinazione: le opere di Artemisia Gentileschi raccontano la storia di donne coraggiose, capaci di lottare a costo della propria vita per dimostrare di esistere. Le protagoniste di quei dipinti sono le eroine della Bibbia, ma se uno spettatore è attento può facilmente cogliere dietro ognuno di quei volti un unico viso: quello dell’autrice.<br>Non deve essere stato facile per Artemisia affermarsi come pittrice in un mondo che non permetteva alle donne di frequentare scuole di arte; non deve essere stato facile per lei affrontare un processo per proteggere sé stessa e il proprio diritto di decidere; non deve essere stato facile ma lei lo ha fatto perché a volte è solo lottando che si guadagna il diritto ad esistere in un mondo che vorrebbe dimenticare e lasciare che nulla cambi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 10:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1610, olio su tela, 170×119 cm, Collezione Graf von Schönborn, Pommersfelden</title>
         <author>lollo_cover</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168591258</link>
         <description><![CDATA[<div>Artemisia raffigura un episodio della Bibbia, la Susanna citata la ritroviamo nell’Antico<br>Testamento, secondo la tradizione, la protagonista é una donna casta che, un giorno, mentre stava facendo un bagno, venne sorpresa ed infastidita da due uomini anziani, che, avendola sorpresa nuda, cominciarono a ricattarla e la obbligarono a sottostare alle loro richieste sessuali, dicendo che altrimenti avrebbero mentito a suo marito Daniele dicendogli di aver visto Susanna con un amante.<br>Susanna coraggiosamente rifiutò il ricatto imposto dai due uomini, e così quest’ultimi andarono da Daniele riferendogli la bugia: in poco tempo, il marito di Susanna riuscì a far emergere la verità, sconfiggendo i due mascalzoni.<br>Questo quadro é il primo di una lunga serie di dipinti biblici della Gentileschi.<br>Artemisia sceglie di dipingere il momento topico del racconto, ovvero l’istante in cui i due uomini infastidiscono Susanna e la ricattano e quest’ultima, disgustata dai due malintenzionati, guarda altrove, sperando che la smettano immediatamente.q<br>L’ambiente circostante è delineato a malapena, in modo tale da far cadere tutta la nostra attenzione sul gruppo dei tre protagonisti, i quali sono disposti a forma di piramide.<br>Il più giovane dei malintenzionati non sembra poi essere così "vecchione" ha i capelli scuri ed i suoi lineamenti sono giovanili; secondo molti critici, potrebbe essere identifciato con Agostino Tassi.<br>Il forte contrasto tra tonalità chiare e scure, elemento fondamentale nella sua pittura, ricorda moltissimo lo stile di Caravaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 10:45:15 UTC</pubDate>
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         <title>Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne, 1620 circa, olio su tela, 199×162,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze</title>
         <author>lollo_cover</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168595556</link>
         <description><![CDATA[<div>Artemisia riprende la scena da un punto di vista lontano, includendo molti oggetti: il materasso su cui dorme Oloferne, ad esempio è molto dettagliato evidenziando la maestria di Artemisia nel raffigurare le stoffe<br>Giuditta é rappresentata con un espressione decisa mentre sta compiendo l'omicidio<br>L’ancella sta aiutando la sua padrona ad effettuarlo tenendo fermo Oloferne. Giuditta, in modo realistico, per dare più forza alla propria presa, con una mano regge la lama e con l’altra si aggrappa con rabbia alla barba del generale.<br><br>È proprio questa presa violenta lo specchio perfetto della vendetta che Artemisia voleva assolutamente avere nei confronti del suo stupratore, Agostino Tassi.<br>La fonte di luce è esterna e potrebbe essere una candela:  la scarsa illuminazione permette la visione a malapena i tre protagonisti, lasciando nell’oscurità l’ambiente circostante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 11:16:48 UTC</pubDate>
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         <title>Artemisia Gentileschi, Conversione della Maddalena, 1615-1616, olio su tela, 146,5×108 cm, Galleria Palatina di Palazzo</title>
         <author>lollo_cover</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168609723</link>
         <description><![CDATA[<div>In questa Maddalena di Artemisia Gentileschi, il contrasto tra sensualità e fede è risolto in modo assai meno provocatorio. Vero è che la santa ha l'aspetto di una donna avvenente, elegante come poteva essere una dama di alto rango, con un suntuoso abito di seta gialla dagli amplissimi panneggi, con una generosa scollatura che mostra appena la nudità di una spalla e la piega del seno. Non c'è nulla di specialmente provocatorio, tanto più che dalla veste lussuosa spunta un piede nudo, simbolo di un proposito di rinuncia; proposito che viene confermato dalla postura delle mani, l'una sul petto, come in atto di riconoscere i suoi peccati.<br>Il viso, incorniciato dai boccoli un po' disordinati dei capelli, appare più triste che affranto, e lo sguardo sembra ancora esitare prima di rivolgersi verso l'alto. La impaginazione del quadro, con la figura che esce dal buio dello sfondo di una stanza, è decisamente caravaggesca. A conferire un'aria aristocratica alla figura contribuisce anche la poltrona finemente lavorata sulla quale la santa sta assisa. Proprio su un lato dello schienale la pittrice ha posto la sua firma, "ARTIMISIA LOMI".<br>La tela appartiene – secondo l'opinione dei critici – al periodo fiorentino ed è verisimile che l'aspetto elegante ed aristocratico della santa risenta dei gusti artistici di Firenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 12:36:52 UTC</pubDate>
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         <title>Note cinematografiche -Artemisia Gentileschi, passione estrema -il film</title>
         <author>lollo_cover</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_cover/1kz2v7ikq0ht/wish/168616492</link>
         <description><![CDATA[<div>A Roma nel 1610, Artemisia Gentileschi, 17 anni, ha una forte passione per la pittura, ricevuta dal padre Orazio, pittore affermato. Ma Artemisia, in quanto donna, non può seguire i corsi all'Accademia né chiedere di posare a modelli nudi maschili o femminili. Ostinata, Artemisia cerca di dipingere i corpi, certe volte di nascosto, certe altre osservando sé stessa. Un giorno sulla spiaggia incontra Agostino Tassi, sostenitore di tecniche pittoriche avanzate, fiorentino, arrivato a Roma per lavorare con Orazio ad una serie di affreschi religiosi. Artemisia ottiene dal padre il permesso per prendere da Agostino lezioni sull'arte della prospettiva, che lei conosce poco. Dopo alcuni incontri, sulla pittura comincia a prevalere la passione, e un pomeriggio Agostino seduce Artemisia ancora vergine. Il padre lo viene a sapere e accusa Agostino di stupro. Portato davanti al tribunale e costretto a confessare sotto tortura, l'uomo, che tra l'altro è già sposato, ammette la propria colpa e viene condannato a due anni di prigione. Artemisia che, nonostante tutto, è ancora attratta da lui, non si sente più di vivere negli stessi ambienti. Lascia la casa paterna, lascia Roma per andare a Firenze dove, in un altro contesto, ha inizio la sua vera attività artistica.<br><br>GENERE: Biografico<br>ANNO: 1997<br>REGIA: Agnès Merlet<br>ATTORI: Valentina Cervi, Michel Serrault, Miki Manojlovic, Luca Zingaretti, Emmanuelle Devos, Frédéric Pierrot, Brigitte Catillon, Maurice Garrel, Yann Trégouët, Jacques Nolot, Silvia De Santis, Renato Carpentieri, Dominique Reymond, Alain Ollivier, Lorenzo Lavia, Sami Bouajila, Edoardo Ruiz<br>SCENEGGIATURA: Agnès Merlet, Christine Miller, Patrick Amos<br>FOTOGRAFIA: Benoît Delhomme<br>MONTAGGIO: Guy Lecorne, Daniele Sordoni<br>MUSICHE: Krishna Levy<br>PRODUZIONE: PATRICE HADDAD PER PREMIÈRE HEURE, URANIA FILM, SCHLEMMER FILM - LEO PESCAROLO E GUIDO DE LAURENTIIS PER DANIA FILM<br>DISTRIBUZIONE: WARNER BROS. ITALIA (1998)<br>PAESE: Francia, Germania, Italia<br>DURATA: 99 Min<br><br><br>CRITICA DI ARTEMISIA - PASSIONE ESTREMA:<br><br>"L'illustrazione di quello che capitò a una giovane donna la quale, andando contro un veto del suo secolo, volle farsi pittrice, è accurata, assai precisa nella ricostruzione degli ambienti, nella scelta dei costumi e nel colore che domina il fotogramma. Tale attendibilità illustrativa costituisce il pregio maggiore di 'Artemisia'. Ma è un po' anche il limite del film che, tuttavia, al di là del ridicolo sottotitolo è dei volgari manifesti, non va confuso con i filmoni 'romantici' in voga ai tempi di papà. (...) Nonostante l'interpretazione 'accomodata' di una tragedia (esule in Inghilterra il padre Orazio, emigrata a Napoli Artemisia) il film, anche per la freschezza di Valentina Cervi che lo interpreta, resta interessante". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 17 maggio 1998)"(...) Peccato perché, in realtà, Agnes Merlet percepisce suggestioni, spunti ed evocazioni interessanti: l'occhio di Artemisia che domina la scena esplora la realtà all'unisono con lo sguardo della regia, la fotografia coglie la plasticità e i chiaroscuri della luce caravaggesca, la carnalità dei corpi e dei nudi lascia intravedere la maliziosa energia della ricerca della bellezza, il dettaglio domina la ricostruzione dei costumi e delle tecniche pittoriche dell'epoca. Eppure tutto sembra vanificarsi in una rappresentazione cui difettano pathos ed eros, cinematograficamente inerte". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 9 giugno 1998)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-27 13:02:12 UTC</pubDate>
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