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      <title>Il mio padlet luminoso
 by alessia</title>
      <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-26 14:00:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-30 12:41:37 UTC</lastBuildDate>
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         <title>I VULCANI</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168374607</link>
         <description><![CDATA[<div> <strong>I vulcani</strong>. Per i geologi il termine “<strong>vulcano</strong>” indica semplicemente una spaccatura della crosta terrestre dalla quale i magmi, cioè miscele di minerali fusi ad alta temperatura e gas disciolti, possono risalire verso la superficie.<br>La montagna, o più correttamente l’edificio vulcanico, è quindi semplicemente il prodotto dell’attività di alcuni <strong>vulcani</strong>, mentre altri danno origine a grandi espansioni di lava quasi orizzontali che si sovrappongono le une sulle altre.<br>Ogni vulcano, comunque, è costituito da tre parti: il <strong>bacino magmatico</strong>, che si trova all’interno della crosta terrestre e nel quale è raccolto il magma; il camino, cioè un condotto più o meno ramificato attraverso il quale il magma può salire verso la superficie; il cratere, e cioè la spaccatura  della crosta dalla quale il materiale fuso può fuoriuscire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:01:38 UTC</pubDate>
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         <title>TIPI DI ERUZIONI VULCANICHE</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168377463</link>
         <description><![CDATA[<div>I magmi che danno origine alle <strong>eruzioni vulcaniche</strong> si differenziano per le loro caratteristiche chimiche e fisiche; in particolare in base al contenuto in silice e alla quantità di gas presenti.<br>Se il magma contiene una percentuale elevata di silice, esso risulta viscoso e, una volta uscito dal cratere, scorre lentamente e con difficoltà; se al contrario il contenuto in silice è basso, il magma è molto fluido e la lava fuoriuscita scorre velocemente ricoprendo aree anche molto vaste.<br>Se il gas è presente in grande quantità, può liberarsi violentemente dando origine a esplosioni che trascinano ad altezze anche di 20 kilometri frammenti di lava. Questi solidificano a contatto dell’aria originando le bombe vulcaniche, i lapilli e le ceneri, che ricadendo poi al suolo, formeranno i piroclasti. Le esplosioni sono talvolta così violente da smantellare addirittura parte dell’edificio vulcanico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:08:43 UTC</pubDate>
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         <title>ATTIVITA&#39; VULCANICHE</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168383686</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'attività vulcanica effusiva</strong> è caratterizzata da fuoruscita di lava molto fluida, in assenza di fenomeni esplosivi. L'attività effusiva è tipica dei magmi basaltici che originano lave a bassa voscosità e si manifesta con continue e relativamente tranquille colate laviche.<br><br></div><div><strong>L'attività vulcanica esplosiva</strong> è caratterizzata dalla fuoriuscita di lava molto viscosa, accompagnata da manifestazioni esplosive. Quando il magma si avvicina alla superficie, la pressione scende improvvisamente e i gas ritenuti nel magma si liberano con violenza esplosiva. Il magma viene sminuzzato e le rocce circostanti sono rotte in frammenti di tutte le dimensioni. I frammenti, o clasti, eiettati sono detti piroclasti che, all'aumentare delle dimensioni, si distinguono in ceneri, lapilli, bombe e blocchi.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:24:46 UTC</pubDate>
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         <title>GLI EDIFICI VULCANICI</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168385437</link>
         <description><![CDATA[<div>Se la lava fuoriesce da una frattura della crosta terrestre, l'eruzione prende il nome di<strong> effusione lineare </strong>e forma un espandimento di lava pianeggiante chiamata<strong> plateau</strong>. Effusioni di questo tipo si hanno in Islanda.<br>Nei casi più comuni, la lava fuoriesce da un cratere: i questo caso l'eruzione prende il nome di <strong>effusione centrale</strong>. In genere gli edifici vulcanici che si formano da un vulcano con effusione centrale sono di due tipi, a seconda della composizione della lava emessa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:29:28 UTC</pubDate>
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         <title>VULCANO A SCUDO</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168391060</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I principali tipi di vulcano</strong>. La forma e il tipo di attività di un vulcano dipendono essenzialmente delle caratteristiche del magma contenuto nel bacino e dalla quantità di gas in esso presente, per cui possiamo raggruppare i <strong>vulcani</strong> in quattro tipi principali: i <strong>vulcani a scudo o hawaiani</strong>, quelli stromboliani, gli stratovulcani e i <strong>vulcani peleani</strong>.<br>I <strong>vulcani a scudo</strong> vengono detti anche hawaiani perchè la loro attività è tipica dei<strong>vulcani</strong> delle isole Hawaii. I loro magmi sono molto fluidi e hanno una temperatura elevata, intorno ai 1200ºC. Una volta usciti dal cratere, nel quale si trova spesso un lago di lava, si espandono molto rapidamente, costruendo edifici vulcanici anche molto alti ma dai fianchi poco ripidi.<br>I <strong>magmi dei vulcani</strong> stromboliani sono più viscosi e hanno un contenuto di gas maggiore, per cui sviluppano una certa attività esplosiva che accumula intorno al cratere <strong>scorie vulcaniche</strong>. Le lave non scorrono molto velocemente e quindi gli edifici vulcanici hanno per lo più i fianchi ripidi. Essi devono il loro nome al vulcano di Stromboli, che si trova nelle isole Eolie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:43:28 UTC</pubDate>
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         <title> VULCANO HAWAIANO</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168393503</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli stratovulcani, come ad esempio il Vesuvio, manifestano attività alternate di esplosioni e di emissione di lava. In questo modo l’edificio vulcanico presenta varie o tipi principali: i <strong>vulcani a scudo o hawaiani</strong>, quelli stromboliani, gli stratovulcani e i vulcani peleani.<br>I <strong>vulcani a scudo</strong> vengono detti anche hawaiani perchè la loro attività è tipica dei vulcani delle <strong>isole Hawaii</strong>. I loro magmi sono molto fluidi e hanno una temperatura elevata, intorno ai 1200ºC. Una volta usciti dal cratere, nel quale si trova spesso un lago di lava, si espandono molto rapidamente, costruendo edifici vulcanici anche molto alti ma dai fianchi poco ripidi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 14:49:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ETNA</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168398228</link>
         <description><![CDATA[<div>E' il più alto vulcano d'Europa (3345 m) e uno dei più attivi del mondo. Le prime eruzioni (sottomarine) del vulcano iniziarono circa 700 000 anni fa. Di solito le eruzioni producono colate laviche abbastanza fluide, che scorrono verso valle formando veri e propri "fiumi di lava" la cui  direzione è prevedibile; ciò permette di evacuare per tempo gli abitanti di paesi eventualmente minacciati. A volte le eruzioni sono accompagnate da "piogge di ceneri" che, trasportate dai venti, possono ricadere anche a grande distanza dal cratere. Una delle ultime cospicue eruzioni dell'Etna, terminata nei primi mesi del 2003, ha provocato anche la ricaduta di ceneri, che si è protratta per lungo tempo e che ha messo in ginocchio l'economia agricola e turistica delle provincie di Catania, Siracusa e Ragusa.Anche l'aeroporto di Catania è stato, in quel periodo, totalmente o parzialmente inagibile a causa della pericolosità delle ceneri sulla pista, che hanno richiesto interventi supplementari di manutenzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 15:01:39 UTC</pubDate>
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         <title>STROMBOLI</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168403978</link>
         <description><![CDATA[<div>Sorge sull'isola omonima dell'arcipelago eoliano ed è un vulcano in eruzione continua: per questo è chiamato "Faro del Mediterraneo" dai naviganti. Ha un'altezza complessiva di 3000 m, ma solo 972 m emergono al di sopra del livello del mare. Di norma la sua attività non è pericolosa per i due piccoli centri abitati dell'isola, poichè  l'attività si manifesta con piccole esplosioni a bassa intensità  con emissione di gas e piroclasti a intervalli regolari (in media una ogni venti minuti).Nel caso di eruzioni con colate laviche, come è accaduto alla fine del 2002, queste percorrono una zona disabitata chiamata "sciara del fuoco" che le indirizzava verso il mare. Il 30 dicembre 2002 una cospicua eruzione ha fatto precipitare in mare due milioni di m^3 di materiale lavico, producendo un'onda anomala che ha sommerso le coste dell'isola provocando ingenti danni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 15:16:54 UTC</pubDate>
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         <title>IL VESUVIO</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168409247</link>
         <description><![CDATA[<div>E' il vulcano più pericoloso ed è attivo da almeno 25 000 anni. E' alto 1281 m ed è caratterizzato da un'attività esplosiva intervallata da lunghi periodi di quiescenza. La prima eruzione accertata e documentata è stata quella del 79 d.C., che causò la distruzione di Pompei ed Ercolano l'ultima è del 1944. La zona ad alto rischio riguarda 18 comuni dell'area circumvesuviana, tutti della provincia di Napoli, in cui si concentrano più di 800 000 abitanti. Esiste un piano di emergenza che prevede l'evacuazione della zona, con alloggio degli sfollati al di fuori della regione Campania attraverso forme di gemellaggio con tutte le regioni italiane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 15:31:57 UTC</pubDate>
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         <title>IL VULCANISMO SECONDARIO</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168413572</link>
         <description><![CDATA[<div>Si definisce vulcanismo secondario l'insieme dei fenomeni di emissioni di gas e vapor d'acqua che caratterizzano i momenti di stasi nell'attività oppure le ultime fasi della vita di un vulcano. Spesso nel cratere di un vulcano o nelle sue vicinanze si innalzano delle piccole nuvole bianche che fuoriescono da fratture delle rocce vulcaniche chiamate fumarole(vapor d'acqua misto a gas) oppure solfatare (vapor d'acqua misto ad acido solfidrico?; a volte il vapore viene emesso dal terreno in modo di acqua mista a vapore, violente e spettacolari, alte alcunedecine di metri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 15:42:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;ENERGIA GOTERMICA</title>
         <author>alessia_ricci_200201</author>
         <link>https://padlet.com/alessia_ricci_200201/1hpynili5p5g/wish/168415933</link>
         <description><![CDATA[<div>Per <strong>energia geotermica</strong> s’intende quella contenuta, sotto forma di calore, all’interno della terra. L’origine di questo calore è in relazione con la natura interna del nostro pianeta e con i processi chimici che in essi hanno luogo.<br>Tale calore è presente in quantità enorme e praticamente inesauribile. Il calore interno si dissipa con regolarità verso la superficie della terra, la quale emana calore nello spazio quantificabile in una corrente termica media di 0,065 Watt per metro quadrato. Il gradiente <strong>geotermico</strong> è in media di 3°C ogni 100 metri di profondità, ossia 30°C ogni chilometro.<br>Oltre alla produzione di energia elettrica, a seconda della temperatura del fluido geotermico sono possibili svariati impieghi: agricoltura (al massimo 38°C), sericoltura (38-80°C), teleriscaldamento (80-100°C), usi industriali (almeno 150°C), e molti altri. In alcuni paesi il <strong>calore geotermico</strong> si utilizza per l’essiccazione del legname (Nuova Zelanda), della farina di diatomee (Islanda), del piretro (Kenya) e per l’allevamento di alligatori (U.S.A., Giappone)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 15:49:49 UTC</pubDate>
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