<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Internati militari italiani by Rebecca Casella</title>
      <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-06 14:07:28 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-05-06 15:28:19 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Il prezzo della guerra Fascista</title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258303938</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:154,&quot;url&quot;:&quot;http://www.storiaxxisecolo.it/internati/reticolo.jpg&quot;,&quot;width&quot;:225}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.storiaxxisecolo.it/internati/reticolo.jpg" width="225" height="154"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>I 650.000 militari italiani catturati dai tedeschi dopo l'8 settembre e internati nei lager nazisti erano una parte del prezzo della guerra Fascista: non il primo e non l'ultimo, ma certo il più oneroso e drammatico.</div><div><br>La Germania hitleriana non poteva né intendeva consentire al ritiro dell'Italia dalla guerra, né perdere i vantaggi strategici ed economici derivanti dal controllo della penisola; e i rapporti di forza nel teatro mediterraneo nell'estate 1943 assicuravano alla Wehrmacht una netta supremazia nei Balcani e nell'Italia<br>centro-settentrionale. Le truppe italiane dislocate nella penisola balcanica, nell'Europa orientale, in Francia erano comunque destinate ad essere sopraffatte dalle forze tedesche, superiori per armamento, mobilità, appoggio aereo e possibilità di rinforzi. Se il sacrificio di tanta parte delle forze armate era<br>inevitabile, il prezzo fu però pagato nel modo peggiore. L'8 settembre il re e Badoglio, preoccupati soltanto di salvaguardare la continuità della monarchia e del governo assicurata con la firma dell'armistizio, lasciarono truppe e popolazione senza direttive chiare dinanzi alla pronta e bene organizzata reazione tedesca. Governanti più consapevoli della loro responsabilità, nel difficilissimo momento del rovesciamento di alleanze, avrebbero dovuto assumersi l'onere di ordinare esplicitamente alle truppe di combattere contro il nuovo nemico, oppure di arrendersi senza spargimenti di sangue là dove una resistenza era impossibile (come nei Balcani): qualsiasi direttiva sarebbe stata preferibile alla mancanza di direttive, che, scaricando la scelta della direzione in cui sparare su anziani ufficiali educati all'obbedienza e non a decisioni politiche di questo livello, aggiungeva una tragica crisi morale al disastro materiale.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:12:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258303938</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Internati militari,non prigionieri di guerra</title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304287</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli 810mila militari italiani catturati dai tedeschi sui vari fronti di guerra vengono considerati disertori oppure&nbsp; franchi tiratori e quindi giustiziabili se resistenti (in molti casi gli ufficiali vengono trucidati, come a Cefalonia). Sono classificati prima come prigionieri di guerra, fino al 20 settembre 1943, poi come internati militari (Imi), con decisione unilaterale accettata passivamente dalla RSI che li considera propri militari in attesa di impiego. Hitler non li riconosce come prigionieri di guerra (KGF) e per poterli "schiavizzare" senza controlli, li classifica "internati militari" (IMI), categoria ignorata dalla Convezione di Ginevra sui Prigionieri, del 1929.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:164,&quot;url&quot;:&quot;https://tse4.mm.bing.net/th?id=OIP.MkcPILZCtQOXW-ElwqbP7QHaFK&amp;pid=15.1&amp;P=0&amp;w=235&amp;h=165&quot;,&quot;width&quot;:235}" data-trix-content-type="image"><img src="https://tse4.mm.bing.net/th?id=OIP.MkcPILZCtQOXW-ElwqbP7QHaFK&amp;pid=15.1&amp;P=0&amp;w=235&amp;h=165" width="235" height="164"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:16:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304287</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304369</link>
         <description><![CDATA[￼]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:17:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304369</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304482</link>
         <description><![CDATA[￼]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:18:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304482</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La scelta</title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304938</link>
         <description><![CDATA[<div>Degli 810mila militari italiani, 94.000 optano alla cattura per la RSI o le SS italiane, come combattenti (14.000) o ausiliari (80.000). Dei 716.000 IMI restanti, durante l'internamento, 43.000 optano nei lager come combattenti della RSI e 60.000 come ausiliari (per un quadro più dettagliato delle cifre, vedi il saggio di Sommaruga "<a href="http://www.storiaxxisecolo.it/deportazione/deportazione1.htm">1943/45. Schiavi di Hitler</a>"). Quindi, oltre 600mila IMI, nonostante le sofferenze e il trattamento disumano subito nei lager, rimangono fedeli al giuramento alla Patria, scelgono di resistere e dicono "NO" alla RSI.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:23:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258304938</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258305821</link>
         <description><![CDATA[￼]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:32:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258305821</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il trattamento disumano</title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258305934</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli internati – rinchiusi nei lager con scarsa assistenza e senza controlli igienici e sanitari – a differenza dei prigionieri di guerra sono privi di tutele internazionali e sono obbligati arbitrariamente e unilateralmente al lavoro forzato (servizi ai lager, manovalanza, edili, sgombero macerie, ferrovieri, genieri, o al servizio diretto della Wehrmacht e della Luftwaffe, o presso imprenditori e contadini).</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:34:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258305934</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I &quot;lavoratori liberi&quot;</title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258306120</link>
         <description><![CDATA[<div>Con gli accordi Hitler-Mussolini del 20 luglio 1944 gli internati vengono smilitarizzati d’autorità dalla Rsi, coattivamente dismessi dagli Stalag e gestiti come lavoratori liberi civili. Si tratta in realtà di lavori forzati con l'etichetta ipocrita del lavoro civile volontario/obbligato (!). A quella data i superstiti sono 495 mila, mentre in 50.000 sono morti d'inedia, tbc e violenza. Alla fine della guerra gli ex-IMI fuori dai lager come "lavoratori liberi" sono 495 mila, altri 14 mila invece sono rimasti nei lager.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:36:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258306120</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258307580</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=TF4TBzh4B_U" />
         <pubDate>2018-05-06 14:52:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258307580</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rebeccacasella9</author>
         <link>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258307962</link>
         <description><![CDATA[<div>Rebecca Casella<br>Alessandra Samela<br>VHSa <br>A.S. 2017/18</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 14:56:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rebeccacasella9/1crobjnuom4v/wish/258307962</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
