<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>I Sofisti: La virtù della parola by Antonio Tonziello</title>
      <link>https://padlet.com/tonzielloa9/1ck4m6l6l96n</link>
      <description>I sofisti, Protagora e Gorgia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-13 18:09:10 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-20 18:39:58 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>I Sofisti: Quadro storico</title>
         <author>tonzielloa9</author>
         <link>https://padlet.com/tonzielloa9/1ck4m6l6l96n/wish/206401156</link>
         <description><![CDATA[<div>Sino ad ora abbiamo affrontato autori che sono vissuti nelle colonie dell'Asia Minore o della Magna Grecia, fatta eccezione per Anassagora che introdusse la filosofia ad Atene, ma ora il teatro della riflessione è proprio la capitale della Grecia, per cui occorre tracciare brevemente la storia e le condizioni sociali della città a partire dal 600 a.C..</div><div>All'inizio del VI sec. a.C., quando le città ioniche erano in piena espansione economica e culturale, Atene si trovava ancora in una situazione di estrema arretratezza: non si poteva ancora parlare di polis e la terra era divisa fra famiglie aristocratiche indipendenti, accanto alle quali vivevano molti agricoltori proprietari dei campi che coltivavano direttamente.</div><div>Questa situazione portò ben presto ad una profonda crisi sociale: con lo sviluppo demografico infatti la terra diveniva insufficiente a sfamare le famiglie degli agricoltori, la mancanza di attività urbane impediva loro alternative valide e non era nemmeno possibile emigrare in quanto Atene non possedeva una marina abbastanza forte da poter fondare colonie all'estero. I piccoli agricoltori erano così costretti ad indebitarsi con le famiglie aristocratiche, le quali approfittarono della situazione per ridurre in miseria la popolazione e impadronirsi delle loro terre.</div><div>In questa situazione i contadini cominciarono ad avanzare rivendicazioni presso le famiglie aristocratiche, chiedendo l'abolizione dei debiti e la soppressione della schiavitù; l'aristocrazia, non essendo unita ed organizzata per far fronte alle richieste con la soppressione delle masse, decise di spostare il confronto sul piano politico (decisione che condizionerà lo sviluppo della storia di Atene).</div><div>Per risolvere questo conflitto furono affidati poteri eccezionali a Solone, il quale quindi assunse il ruolo di mediatore e legislatore. Solone era nato intorno al 640 a.C. ad Atene da nobile famiglia, ed era legato da stretti rapporti al sacerdozio delfico; venne nominato arconte nel 594 a.C.. Ci ha lasciato qualche frammento delle sue opere, nelle quali espone il suo pensiero politico in poesie elegiache.</div><div>La mediazione di Solone doveva ottenere il risultato di sottoporre il potere dell'aristocrazia ad un controllo che permetteva al demos maggiori garanzie a tutela dei propri diritti: in questo modo il potere delle ricche famiglie non poteva essere il frutto della tirannia ma del consenso sociale. Sul piano economico-sociale Solone cancellò i debiti e la schiavitù, ma non si spinse sino alla redistribuzione delle terre. Più importanti furono le riforme politiche, che cambiarono il tessuto sociale della città: innanzitutto fu eliminata la divisione dei cittadini in base all'appartenenza a famiglie aristocratiche, sostituendo una divisione basata sulla ricchezza; fu aumentato il peso del popolo negli organi di governo, attraverso forme di rappresentanza.</div><div>Da questo momento in avanti la via era tracciata, e grandi personalità aristocratiche come Pisistrato, Clistene e Pericle, amplieranno ulteriormente gli spazi per la partecipazione del popolo al governo della città. Atene ben presto svolse anche un'importante attività di soccorso verso le classi più povere, o attraverso forme di assistenzialismo, o grazie all'inserimento di numerose possibilità di impiego saltuarie ( impieghi pubblici, esercito, attività politica). Ma la ricchezza che permetteva di realizzare queste riforme era dovuta ancora una volta allo sfruttamento della schiavitù e ai proventi fiscali ricavati dalle numerose città che con la nuova potente flotta Atene riuscì a conquistare nel V secolo a.C.. Questa situazione favorevole si protrasse sino alla metà del IV sec. a.C. e vide la fioritura delle arti e del sapere in generale, grazie al contributo di grosse personalità che getteranno le basi di una cultura destinata a durare a lungo.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-11-13 18:17:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tonzielloa9/1ck4m6l6l96n/wish/206401156</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
