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      <title>RIFLESSIONI SUL TEMA DELL&#39;INCLUSIONE A SCUOLA by Concetta Lisciandra</title>
      <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-18 08:18:35 UTC</pubDate>
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         <title>Erica Ravalli </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2868216427</link>
         <description><![CDATA[<p>Io penso che ci sia ancora molto su cui lavorare sia a scuola ma soprattutto dentro noi stessi sull'inclusione. Spesso il diverso ci fa paura e indossiamo delle maschere per nasconderci, ma altrettanto spesso le uniche persone da cui vogliamo nasconderci siamo noi. La paura di dover accettare i "veri noi" nasce dalle conseguenze che questo potrebbe portare nella nostra vita quotidiana e come potrebbe influenzare i nostri rapporti con gli altri, per questo motivo i nostri processi decisionali sono compromessi e vediamo la nostra coscienza dipendere dai modelli e canoni inarrivabili imposti dalla società. Il bambino/ragazzo "diverso" invece, ha bisogno di vivere in un ambiente accogliente e ricco di stimoli che mirino alla sua autosufficienza. La conoscenza di noi stessi ci porta, dunque, ad un migliore autocontrollo, maggiore resistenza alla pressione sociale e ad una intelligenza emotiva che ci rende capaci di una tolleranza e comprensione tale da riuscire a decodificare ogni informazione ricevuta da noi e dagli altri, la stessa intelligenza emotiva che ci permette di includere l'altro. Certamente l'educazione impartita dai nostri genitori come le nostre esperienze di confronto con gli altri hanno una forte influenza sulla nostra persona, ma ciò non significa che dobbiamo necessariamente uniformarci, o ancora conformarci alle etichette che ci sono state attribuite senza darci la possibilità di liberarcene. </p><p>Non dobbiamo avere paura di lanciarci in questa "missione" di riappacificazione col "nemico" dentro di noi, mettendoci in discussione più e più volte ricercando i nostri punti di forza e lavorando sulla consapevolezza dei punti deboli mirando alla piena inclusione a partire dal nostro piccolo ambiente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:04:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>soniadinolfo</author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2868218026</link>
         <description><![CDATA[<p>La legge 170/2010 riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia, quindi i DSA, come Bisogni Educativi Speciali e assegna alla scuola il compito di individuare forme didattiche e modalità di valutazione adeguate. I BES possono essere considerati come una macro-categoria, all’interno della quale ci sono anche alunni con gravità alta, certificati, che hanno bisogno del docente di sostegno, quindi, ad esempio, possono avere disabilità fisiche o mentali, oppure provenire da una situazione svantaggiata, magari di natura sociale o culturale. In questo senso ci può aiutare, a scuola, una didattica inclusiva, in quanto, gli alunni con BES devono diventare parte integrante e attiva della classe, partecipare alle attività che coinvolgono la collettività e non sentirsi esclusi. Non parliamo solo di didattica inclusiva, ma anche di progettualità inclusiva, cattedra inclusiva, contesto inclusivo, quindi di INCLUSIONE a tutti gli effetti, cioè permettere a tutti, indistintamente, da qualsiasi luogo, situazione e contesto, le stesse possibilità e opportunità. E noi, futuri docenti, dobbiamo essere i primi sostenitori di questa disabilità. La disabilità dunque non deve essere intesa come uno svantaggio ma deve essere valorizzata affinché il ragazzo non si senta isolato ed escluso. Infine, possiamo dire che: il futuro sta nella convivenza rispettosa delle diversità; e proprio in questo, dobbiamo educare i nostri futuri bambini.                                                                                 Sonia Dinolfo</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:06:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federicagentile029</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’inclusione scolastica degli studenti con disabilità è un po’ in crisi magari per una formazione inadeguata e spesso a peggiorare la situazione è la didattica delle lezioni, basata quasi esclusivamente sulla lezione frontale bisogna di sicuro invertire la rotta. L’inclusione a scuola è un principio fondamentale che promuove la partecipazione di tutti gli studenti indipendentemente dalle loro abilità, ma non solo richiede anche una collaborazione tra il personale scolastico e i genitori. Questo concetto molto importante va oltre la semplice presenza fisica degli studenti che si trovano nella stessa classe, implica proprio la creazione di un ambiente accogliente e rispettoso dove ciascun bambino è valorizzato per le sue peculiarità. Quando penso all’inclusione per me significa abbracciare la diversità come una risorsa, riconoscendo che ogni studente porta con sé un bagaglio unico di esperienze. Creare un contesto che sia inclusivo richiede non solo l’eliminazione di barriere fisiche ma anche saper utilizzare delle strategie didattiche flessibili e adeguate ad ogni studente. Sicuramente ad oggi raggiungere la piena inclusione a scuola è un po’ difficile, è una sfida che richiede molto impegno e collaborazione ma sicuramente darà molti benefici dentro ognuno di noi rendendoci individui consapevoli ed empatici. </p><p>FEDERICA GENTILE </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:08:25 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriella Ribelle</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Includere significa trattare la diversità non come punto di debolezza, ma come punto di forza, eliminando le barriere e utilizzando i facilitatori. Nel corso del tempo sono state emanate diverse leggi per garantire il pieno sviluppo di questi alunni che hanno diritto all’istruzione e ad un piano progettuale basato sui loro bisogni. Per tale motivo diverse leggi hanno emanato l’utilizzo di vari documenti, fondamentali per la progettazione di obiettivi minimi, o comunque adatti al bambino. Tra i vari documenti vi sono: il PDP (Piano Didattico Personalizzato) previsto per i BES (inclusi i DSA), il quale viene stilato dall’insegnante di classe; il Profilo di Funzionamento, che con il D. Lgs. n. 66 del 2017 sostituisce Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale; ed il PEI (Piano Educativo Individualizzato), il quale nel corso degli anni ha subito delle modifiche divenendo Nuovo Pei ufficialmente con il Decreto Ministeriale n. 153 del 1° Agosto 2023. Il PEI viene formulato in ICF sulla base delle 4 dimensioni da parte della famiglia, l’equipe socio-sanitaria, la docente di sostegno, gli insegnanti della classe, il Dirigente Scolastico ed altre figure come l’ASACOM. Inoltre, per questi alunni è previsto anche un Progetto di Vita, il quale non compare quasi mai nelle varie scuole, mentre il Piano Annuale viene redatto ogni anno ed include tutti gli alunni. Spesso l’inclusione resta però impregnata in questi documenti e non nelle menti delle insegnanti in primis, e di tutta la comunità scolastica, spesso gli alunni con disabilità vengono considerati “dei problemi” e vengono esclusi sia dal gruppo classe che dalle insegnanti. Nel campo normativo si è fatto molto, ma nel campo pratico? Si spera in un futuro migliore, in un abbattimento di stereotipi e di barriere in primis mentali che si pongono le insegnanti stesse, e in un pieno coinvolgimento di questi alunni che hanno il diritto ad avere le stesse opportunità degli altri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:15:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2868232816</link>
         <description><![CDATA[<p>L'inclusione a scuola è un tema importante e attuale che riguarda tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali e non solo. La normativa italiana prevede che la scuola metta in campo tutte le risorse necessarie affinché venga garantito il diritto all'istruzione e alla formazione di questi alunni favorendone l'integrazione la partecipazione. Dal punto di vista psicologico e  didattico, l' inclusione a scuola richiede una sensibilità e una competenza specifica d parte di tutti gli operatori scolastici che devono  collaborare tra loro e con le famiglie per progettare e realizzare interventi personalizzati e adeguati, inoltre richiede una didattica diversificata e flessibile che tenga conto dei diversi stili e ritmi di apprendimento valorizzando le differenze come risorse e non come ostacoli. </p><p>Dunque l' inclusione a scuola è un valore fondamentale che contribuisce alla crescita e allo sviluppo di tutti gli alunni, sia che siano BES sia che non lo siano. La scuola in primis deve essere un luogo dove tutti possono sentirsi accettati, valorizzate e stimolati a raggiungere i propri. La diversità una ricchezza e non una debolezza e la collaborazione e il dialogo sono le chiavi per superare le difficoltà e le differenze è, allo stesso tempo una sfida e un'opportunità per creare una società più giusta, solidale e inclusiva.</p><p>Di Pasqua Filippa Erica </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:21:37 UTC</pubDate>
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         <title>Letizia Ferro Lauretta </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Col passare del tempo, si sono compiuti notevoli progressi verso un'effettiva inclusione. Tuttavia, nonostante la legislazione guidi le politiche educative, la vera sfida del cambiamento risiede nell'attuazione pratica. Sia nell'ambito scolastico che sociale, c'è ancora molto lavoro da fare. Dovremmo impegnarci quotidianamente a normalizzare e apprezzare la diversità, riconoscendola come una risorsa e fonte di arricchimento.</p><p>È fondamentale continuare la lotta contro l'ignoranza attraverso la formazione costante e il contatto diretto con le complessità e il contesto circostante, al fine di garantire l'inclusione ed evitare situazioni di disagio, discriminazione, disuguaglianza e disabilità.</p><p>È importante sottolineare che l'handicap sorge quando l'ambiente non riesce a soddisfare i bisogni individuali. Piuttosto che chiedere alle persone di adattarsi al contesto, dovremmo plasmare l'ambiente per rispondere alle esigenze di ciascuno. L'impegno consiste nell'attuare un'autentica inclusione, attraverso l'intervento e l'adozione di strategie che consentano a tutti di condividere esperienze simili e valorizzare le peculiarità di ognuno.</p><p>In questo modo, l'attenzione si sposta dal singolo individuo all'intero contesto, considerandolo come un insieme di fattori che influenzano il livello di qualità della vita di ciascun individuo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:21:41 UTC</pubDate>
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         <title>Federica Di Marco</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2868250310</link>
         <description><![CDATA[<p>L'inclusione secondo me riguarda un contesto inclusivo,ovvero accogliere le esigenze di tutti. In modo particolare la legge numero 170 del 2010 che riconosce la dislessia,la disgrafia,la disortografia e la discalculia che sono i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) come le capacità cognitive che possono venire a mancare in un individuo con delle disabilità,in questo caso intervengono i BES ovvero i bisogni educativi speciali  che per fortuna ha il compito di facilitare l'inclusione scolastica trovando le giuste strategie e metodologie per aiutare gli alunni con i BES che possono essere suddivisi in tre aree specifiche: disturbi specifici ( DSA,ADHD), persone con svantaggi socio-culturali,linguistiche o culturali o studenti con disabilità specifiche.. secondo me nonostante tutte queste difficoltà tutti devono avere pari opportunità senza l'esclusione di nulla e di nessuno e qui ci ritroviamo a parlare del concetto di personalizzazione ovvero l'alunno è consapevole di ciò che gli accade attorno e che quindi lo aiuta a crescere. Inoltre è sempre importante stilare il PEI ( il profilo educativo individualizzato) che prende in considerazione lo studente sia sul piano bio psico sociale quindi si attenzionano le sue caratteristiche corporee,le sue emozioni e le interazioni che ha con gli altri e sviluppare le competenze e comprendere i propri limiti tutto ciò serve per capire meglio gli obiettivi didattici da utilizzare per quella determinata persona allo scopo di avere ricadute positive su quella persona; a ciò né prendono parte il dirigente scolastico,le apposite strutture sanitarie come psicologi e in particolare la famiglia, bisogna considerare il contesto sociale, la dimensione del linguaggio e della comunicazione,la dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. In conclusione credo che serva anche l'aiuto del docente di sostegno perché ha delle competenze più precise nell'ambito delle scienze umane( sociologia, pedagogia, psicologia e antropologia) che può sicuramente meglio comprendere i bisogni del bambino e aiutarlo nel difficile percorso che deve affrontare ed è giusto che ognuno abbia un proprio percorso strutturato per trarre il meglio di se</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-31 11:39:13 UTC</pubDate>
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         <title>INCLUSIONE SCOLASTICA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2875553277</link>
         <description><![CDATA[<p>Il tema "inclusione" è un concetto fondante per il sistema scolastico. Nonostante le svariate normative che hanno permesso di passare dal concetto di integrazione a quello di inclusione, e quindi fondato sulle relazioni sociali, sull'aspetto affettivo e relazionale, oltre quello prettamente strutturale che prevede l'inserimento "fisico" in una struttura, garantito dal progredire delle leggi, oggigiorno, l'obiettivo di garantire un sistema inclusivo non è stato raggiunto a pieno. Ciò che si dovrebbe fare è creare un clima collaborativo e favorire la socializzazione di alunni considerati "normali" con l'alunno diversamente abile, favorendo nel pratico, il passaggio da una "speciale normalità" ad una "normale specialità"; questo, non si verifica sempre, e, spesso e volentieri, anche l'insegnante non riesce a garantire questo tipo di clima cooperativo, tanto che l'alunno con disabilità appare visibilmente "accantonato" o "escluso". Questa situazione può essere risolvibile favorendo un approccio di "cura reciproca" grazie al quale i bambini possono imparare cose nuove anche dal bambino considerato non abile, sotto l'ottica di un clima di "mutuo aiuto"; in questo modo i bambini comprendono che tutti siamo diversi dall'altro e tutti possiamo imparare dalla diversità, e per questo, il bambino diversamente abile non deve essere considerato un peso o completamente dipendente da un'altra persona e per cui, non deve essere evitato o considerato una distrazione.</p><p><br/></p><p>IVANA REGALBUTO</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 18:52:10 UTC</pubDate>
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         <title>Cristina Vita Giuffrida </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2883851480</link>
         <description><![CDATA[<p> Credo che l'inclusione è certamente qualcosa di difficile da raggiungere e che,ancora oggi, anche se attuata, difficilmente e realmente sia raggiunta.Spesso,ancora oggi,molte situazioni vengono affrontate con approcci tipici del passato.</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://passato.La">La</a> scuola dovrebbe creare quelle condizioni inclusive,riconoscere le differenze, considerare le esigenze  di ogni studente e permettere loro di trovare le opportunità per sviluppare le proprie potenzialità, procedere nel percorso  formativo nella maniera più semplice e naturale possibile, permettere di crescere culturalmente  ma anche personalmente, creando le premesse per far migliorare le relazioni con gli altri.</p><p>Le diversità, in classe, devono diventare ricchezza e risorsa per tutta la classe, quest'ultima luogo e contesto di crescita  collettiva e individuale. Per favorire l'inclusione gli insegnanti hanno a disposizione diverse strategie e metodi didattici che permettono di promuovere la differenza didattica e la partecipazione attiva di tutta la classe.</p><p>Bisognerebbe,inoltre,per ottenere una relazione educativa efficace che la famiglia,la scuola,l'intera società collabori nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità verso obiettivi comuni,il primo fra tutti: la "cura" e il "sostegno".   </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 18:45:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;inclusione a scuola</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2891204249</link>
         <description><![CDATA[<p>L'inclusione scolastica &nbsp;si riferisce al processo di garantire l'accesso e la partecipazione a un'istruzione di qualità per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro abilità, disabilità o bisogni educativi speciali. L'obiettivo è creare un ambiente educativo che sia accogliente, rispettoso e adatto alle diverse esigenze degli studenti. L'inclusione sottolinea, infatti, l'importanza della diversità come elemento di arricchimento per la comunità scolastica. Ogni studente, indipendentemente dalle differenze, porta con sé un bagaglio unico di esperienze, competenze e prospettive che può contribuire alla crescita collettiva. In Italia, ci sono leggi e normative che promuovono l'inclusione, come la legge 104/92, che riconosce i diritti delle persone con disabilità e stabilisce misure di sostegno, compresa l'assistenza scolastica. Tuttavia, ci sono ancora sfide da superare, tra cui la necessità di migliorare l'accessibilità fisica delle strutture scolastiche, fornire formazione adeguata agli insegnanti e aumentare la consapevolezza sull'inclusione. L'inclusione, infatti, non riguarda solo la scuola, ma coinvolge l'intera comunità. La partecipazione attiva delle famiglie, dei genitori e della società in generale è cruciale per creare un ambiente di sostegno e comprensione. In conclusione, l'inclusione a scuola va oltre l'adozione di politiche e normative; richiede un impegno profondo a favore della diversità e della giustizia educativa. È un viaggio continuo che richiede la partecipazione di tutti gli attori della comunità educativa per costruire un ambiente che rifletta i valori di equità, rispetto e opportunità per tutti.</p><p>Lucia Roberta Di Carlo</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-21 16:46:22 UTC</pubDate>
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         <title>Inclusione Grillo Viviana </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2891286423</link>
         <description><![CDATA[<p>Qualche anno fa ho avuto l'opportunità di partecipare alla realizzazione di un progetto basato sull'importanza dell'inclusione connesso alla disabilità. Prevedeva incontri di sensibilizzazione nelle scuole e la realizzazione di un parco inclusivo. Grande interesse , bellissime attività, è stato aperto un piccolo parco con giostre inclusive , è stato molto amato ma è durato circa due mesi a causa della strafottenza , inciviltà e diseducazione dei bambini " normodotati " che utilizzandolo anche in malo modo l hanno distrutto. Dimostrazione del fatto che si può e si deve fare sensibilizzazione ed educare a questi temi così importanti ma occorre farlo a 360 gradi , verso tutta la popolazione perché c'è una cultura ancora arcaica da debellare in cui mancano le basi del rispetto altrui. Il primo passo è lavorare sui bambini , a pensare in modo diverso e valorizzare il proprio pensiero" soprattutto "perché diverso. </p><p>L'inclusione è un lungo cammino da fare tutti insieme per un mondo davvero migliore, che è ciò di cui abbiamo più bisogno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-21 17:52:14 UTC</pubDate>
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         <title>Erika Iannitello </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2892064478</link>
         <description><![CDATA[<p>L'inclusione ha lo scopo di  favorire e riscoprire la diversità come dimensione normale della vita e come fonte di arricchimento. </p><p>Ritengo che a livello normativo lo stato italiano abbia raggiunto importantissimi traguardi, ma che sul piano pratico ci sia ancora molto da lavorare. È necessario investire di più sulla formazione degli insegnanti, non solo di sostegno ma anche comuni, in modo che l'accettazione della diversità avvenga in modo naturale e soprattutto in continuità con le famiglie e i contesti educativi informali. Anche l'ambiente, soprattutto al sud, risulta spesso carente e impreparato ad accogliere le persone con disabilità, nonostante le normative in vigore professino esattamente il contrario. </p><p>Rispetto al passato sono stati fatti sicuramente grandi passi avanti, ma non possiamo ancora definire raggiunti gli obiettivi in linea con il principio di inclusione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-22 08:31:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;INCLUSIONE A SCUOLA!</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2892073861</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-22 08:40:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/concettalisciandra1/1cfp80x8smgnoanq/wish/2892092941</link>
         <description><![CDATA[<p>Il tema dell’inclusione sicuramente è tra gli argomenti maggiormente discussi nell’ambito scolastico, tematica per la quale negli anni si sono susseguite definizioni e conseguenti modi d’agire differenti. Molto spesso a tal proposito i termini integrazione e inclusione vengono erroneamente interscambiati ma è opportuno specificare che: <strong>l’integrazione</strong> mette fisicamente insieme le persone ma non sempre offre le stesse possibilità; <strong>l’inclusione</strong> permette a tutti indistintamente, in qualsiasi luogo, tempo e situazione di essere cittadini e cittadine a tutti gli effetti, essa si realizza nella società tutta nell’inclusione dunque è il contesto ad adattarsi per accogliere le esigenze di tutti. Al di là dei percorsi normativi che hanno dato un preciso indirizzo a questa tematica, frequentando direttamente le aule scolastiche emerge quanta strada ancora ci sia da fare al fine di un’autentica inclusione della persona a 360 gradi.</p><p>Tra le leggi più significative dell’inclusione scolastica in Italia ricordiamo la Legge 107 del 2010 che riconosce la dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia denominati Disturbi Specifici dell’Apprendimento che si manifestano in assenza di deficit sensoriali.</p><p>L’espressione BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI&nbsp; nasce per facilitare e potenziare l’inclusione scolastica, in Italia è diventata di uso comune con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre del 2012 che costituisce un vero e proprio punto di svolta, la parola BES può riguardare casi molto diversi tra loro: disabilità certificate del servizio sanitario Nazionale, disturbi evolutivi specifici, situazioni di svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.</p><p>La legge 107 del 2015 – Buona Scuola nella quale si è lavorato sulla dimensione scolastica</p><p>Il decreto legislativo n.66 del 2017- PROFILO DINAMICO FUNZIONALE, ingloba il Piano Educativo Individualizzato cioè la Diagnosi funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.</p><p>Il PEI è formulato dal gruppo di lavoro operativo (GLO) che &nbsp;composto da tutti coloro che entrano in relazione con lo studente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-22 09:00:13 UTC</pubDate>
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