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      <title>DiarioDiBordo by Giancarlo</title>
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      <description>corso a scelta CONCEPT PLANNING</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-19 16:31:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
         <link>https://padlet.com/giancarlosica/16rd77c5r9lkhkqb/wish/1330564009</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:36:39 UTC</pubDate>
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         <title>Tomas Saraceno e la bolla camminabile</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>'installazione di Tomás Saraceno all’HangarBicocca di Milano. “On Space Time Foam” è il titolo dell’avvenieristica e suggestiva struttura dell’artista-architetto argentino, un’opera gigantesca e leggerissima, un grande “strumento musicale” che vibra, apparentemente al di là delle leggi gravitazionali.<br><br>Saraceno si misura con il concetto di limite sfidandolo e arrivando a concepire un dispositivo mai realizzato prima, che viene attivato dalla partecipazione dei visitatori. Per provare a volare, ai visitatori,  è bastato salire su uno dei tre strati di membrana  trasparente in PVC creati dall'artista argentino insieme a un gruppo di ingegneri della Lindsrand Technologies, azienda leader nel settore aerospaziale, e lasciarsi trasportare dalla bolla d'aria. La membrana vibra come un timpano grazie all'aria che abita lo spazio del Cubo. Si cade, si perde l'equilibrio, si guarda giù spaventati, ci si trova a giocare sulla gigantesca installazione gonfiabile che prende vita, si muove. "On Space Time Foam" trasforma l’architettura in un organismo vivente che respira grazie ai movimenti di chi la attraversa, rendendo visibili le infinite relazioni che ci legano allo spazio.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:38:27 UTC</pubDate>
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         <title>Olafur Ellasson</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’artista, per metà danese e per metà islandese, vive e lavora tra Copenhagen e Berlino. Qui, nel 1995, ha fondato lo Studio Olafur Eliasson, in cui un team - composto da un centinaio di artigiani, architetti, storici dell’arte, archivisti, programmatori, amministratori, tecnici scientifici e cuochi - lo assiste nella realizzazione dei suoi lavori altamente sperimentali. Una volontà di sperimentare evidente se si pensa, ad esempio, all’evocazione dei cambiamenti meteorologici ricostruiti nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra (The Weather Project, 2003), alle quattro cascate che scrosciavano in pieno East River a New York (New York City Waterfalls, 2008), o al viaggio cosmico proposto alla Fondation Louis Vuitton a Parigi (Contact, 2014-2015).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:47:45 UTC</pubDate>
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         <title>Le sculture di ghiaccio di Olafur Eliasson a Parigi</title>
         <author>giancarlosica</author>
         <link>https://padlet.com/giancarlosica/16rd77c5r9lkhkqb/wish/1330625621</link>
         <description><![CDATA[<div>L’installazione è composta da 12 grossi blocchi di ghiaccio che Eliasson ha staccato da altrettanti iceberg in un fiordo in Groenlandia, con l’aiuto del geologo Minik Rosing. I 12 blocchi sono disposti in cerchio e lasciati del tutto incustoditi: si scioglieranno fino a scomparire nel corso dei prossimi giorni, offrendo, nelle intenzioni di Eliasson, una rappresentazione degli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:49:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
         <link>https://padlet.com/giancarlosica/16rd77c5r9lkhkqb/wish/1330629856</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:50:37 UTC</pubDate>
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         <title>Shalechet (Foglie cadute) nel Museo Ebraico di Berlino</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’installazione consiste in 10.000 dischetti di ferro, lavorati, uno per uno, in modo da assomigliare a <strong>volti terrorizzati</strong>, distribuiti sul pavimento. L’<strong>effetto </strong>è oggettivamente <strong>angosciante</strong>. Ogni volto, che simboleggia quello di ognuno dei sei milioni di ebrei trucidati, morti nel silenzio dei campi di concentramento, diventa in tal modo parlante, anzi urlante.<br><br>Il visitatore è invitato a camminarvi sopra. I passi, resi incerti dalla superficie disomogenea, provocano un rumore metallico disturbante, simile a quello di catene, amplificato dall’eco dell’ambiente vuoto.<br><br><strong>Menashe Kadishman</strong> (1932-2015), uno scultore proveniente dalle fila della <em>Minimal Art</em> che ha lavorato soprattutto con il vetro e con i metalli. L’opera berlinese, intitolata <strong><em>Shalechet</em></strong><em> (</em><strong><em>Foglie cadute</em></strong><em>)</em>, è stata realizzata nel 1997 in uno dei <em>Memory Void</em> (vuoto di memoria) del museo, un ambiente lungo, stretto e poco illuminato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:53:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <pubDate>2021-03-19 16:53:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
         <link>https://padlet.com/giancarlosica/16rd77c5r9lkhkqb/wish/1330670216</link>
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         <pubDate>2021-03-19 16:59:31 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Laundry&quot; di Gianni Pettena</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo mezzo secolo fa ancora discutere i comaschi l’installazione con panni stesi “Laundry” di Gianni Pettena, protagonista nel 1969 in piazza Duomo a Como nell’ambito della storica manifestazione d’arte “Campo Urbano”.<br>Oggi l’iniziativa è stata replicata dalla manifestazione d’arte <em>Streetscape </em>giunta all’ottava edizione. Con non poche polemiche sui social e fra la gente.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 16:59:42 UTC</pubDate>
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         <title>Tavoli (perchè queste mani mi toccano)</title>
         <author>giancarlosica</author>
         <link>https://padlet.com/giancarlosica/16rd77c5r9lkhkqb/wish/1330702140</link>
         <description><![CDATA[<div>L'opera e' costituita da 6 tavoli sui cui piani di appoggio vengono proiettate differenti immagini in modo tale da apparire scontornate, senza che si percepisca cioe' il rettangolo di proiezione. Le figure, scelte seguendo una logica narrativa, sono pressoche' immobili: una donna distesa sembra respirare appena, in una ciotola cade ossessivamente una goccia, una mosca ronza sopra lo spazio del tavolo e cosi' via. Tutto sembra sospeso sino a quando qualcuno dei presenti tocca l'immagine. A quel punto essa si attiva, reagisce e sviluppa una piccola parte della sua storia. (...) I presupposti su cui si basava la progettazione di questo lavoro erano abbastanza chiari. In particolare rispetto al problema interattivo ci ponevamo due obiettivi. Il primo era di creare un meccanismo che uscisse da quella dinamica individuo-macchina che cosi' spesso la tecnologia interattiva impone... Il secondo nodo era l'esclusione di qualsiasi presenza tecnologica, di interfaccia tecnologica... L'aspetto tattile doveva incontrare superfici amiche ma viceversa produrre effetti estranianti. Terzo e ultimo aspetto, nello spirito delle videoambientazioni che da anni esploriamo, l'ambiente doveva essere narrante, ma anche "mutante": il dispositivo doveva aggiungere la possibilita' di concatenare differentemente le figure, le suggestioni conseguentemente all'interazione delle persone. <br><br>Questa sensazione di calma apparente viene bruscamente interrotta quando qualcuno tocca l’immagine: la figura reagisce, si attiva e mostra una piccola parte della propria storia.<br><br></div><div>Il rapporto tra reale e virtuale si sviluppa attraverso materiali familiari, senza nessun tipo di struttura tecnologica. Gli spazi si frammentano, ambiente fisico e progetto multimediale diventano tutt’uno. Il passaggio dell’immagine da oggetto di contemplazione a esperienza interattiva racchiude il senso di quest’opera.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-19 17:06:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <pubDate>2021-03-19 17:08:03 UTC</pubDate>
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         <title>TOMAS SARACENO</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tomás Saraceno è un artista, architetto e performer, considerato uno dei più importanti artisti contemporanei del Sud America. Nasce in Argentina nel 1973, ma trascorre alcuni anni dell’infanzia in Italia, per poi far ritorno in Argentina e studiare architettura e arte a Buenos Aires.<br>La prima partecipazione di Saraceno ad un’esposizione internazionale avviene alla <strong>Biennale Architettura a Venezia</strong> nel 2002.<br>Lo <strong>spazio</strong> e la <strong>gravità</strong> sono altri temi ricorrenti in Saraceno, come nella sua Bolla camminabile del 2013.<br>Altro progetto simile è sicuramente <strong><em>Cloud City </em></strong>presentato nel 2011 all’ Hamburger Bahnhof di Berlino.</div><div>L’installazione consisteva in Diverse sfere, simili a <strong>gigantesche bolle di sapone </strong>con all’interno piante e <strong>piccoli giardini.</strong> Alcune erano sufficientemente grandi da permettere al fruitore di entrare e vivere un’esperienza di sospensione.</div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 14:34:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <pubDate>2021-05-07 14:37:59 UTC</pubDate>
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         <title>STUDIO AZZURRO</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un gruppo di artisti fondato nel 1982 a Milano da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi.<br>Hanno realizzato film, ambienti sensibili, spettacoli e progetti per musei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 16:16:37 UTC</pubDate>
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         <author>giancarlosica</author>
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         <pubDate>2021-05-07 16:19:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <pubDate>2021-05-07 16:34:43 UTC</pubDate>
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         <title>Cloud Cities</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Cloud Cities</em> è parte di un progetto più ampio in cui Saraceno immagina di poter ricreare una <strong>città transnazionale ed ecosostenibile</strong> tra le nuvole ispirandosi a bolle di sapone e ragnatele.<br><br></div><div>Un’ispirazione che si avvicina molto alla progettazione utopica di studi di architettura come gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Archigram">Archigram</a>, gruppo di avanguardia che negli anni ’60 ipotizzavamo <strong>strutture visionarie ed utopiche</strong> che dovevano influire sullo stile di vita degli abitanti. Non è un caso che nella sua formazione alla Städelshule di Francoforte Saraceno abbia studiato anche con Peter Cook tra i fondatori degli Archigram.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-07 16:36:48 UTC</pubDate>
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         <title>Orizzonte in movimento - Studio Azzurro</title>
         <author>giancarlosica</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Su grandi schermi, un mosaico di paesaggi diversi del territorio italiano forma uno scenario continuo che avvolge lo sguardo: dal Trentino alla Sicilia, si sviluppa come l’espressione di un patrimonio comune dell’Italia.<br><br></div><div>Con un semplice gesto il pubblico può attivare le micro-narrazioni custodite da piccoli animaletti proiettati a terra, che sembrano essere scivolati fuori dagli scenari naturali. Sollevandoli, il visitatore modifica l’aspetto del paesaggio, fino a un inatteso cambiamento. Dissoltosi scenario e orizzonte, compare il racconto visivo che narra l’impegno di Banca Intesa nella crescita sociale e culturale dell’Italia: dalla conservazione del patrimonio artistico al supporto della produzione teatrale e musicale, fino al sostegno per le eccellenze, grandi e piccole, delle imprese italiane.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-17 13:52:19 UTC</pubDate>
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