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      <title>la     V   D in Psicanalisi by Salvatore Improta</title>
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         <pubDate>2017-05-07 13:47:51 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2017-05-07 13:50:16 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2017-05-07 13:51:06 UTC</pubDate>
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         <title>FREUD E  LA SECONDA TOPICA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA TEORIA STRUTTURALE
<br>Freud suddivide la psiche raggruppando da un lato le funzioni che in situazioni di conflitto si alleano e dall’altro quelle che si contrappongono. La divisione della psiche è in due parti: una l’Es, ha un rapporto diretto con le pulsioni, l’altra, l’Io, è più coerente ed organizzata e regola o si oppone alle pulsioni facendo da mediatore tra di esse e le esigenze del mondo esterno.
<br>La teoria strutturale opera una distinzione all’interno dell’Io separando dal resto le funzioni morali, Super Io. I tipi di conflitti psichici si verificano tra Es da una parte e Io e Super Io dall’altra; tra Io e Super Io.
<br>
<br>L’ES
<br>L’Es è costituito dalle rappresentazioni psichiche delle pulsioni istintuali ed è la fonte di energia dell’intero apparato psichico; quando i desideri dell’Es premono per essere gratificati mettono in azione le funzioni dell’Io. L’energia dell’Es è di due specie:” energia distruttiva” (aggressività) ed” energia libidica” (erotica).
<br>Le cariche dell’Es sono mobili e tendono a scaricarsi rapidamente ed i processi dell’Es sono caratterizzati da spostamenti e condensazione.
<br>L’IO
<br>All’inizio della vita il bambino ottiene una gratificazione pulsionale con l’aiuto delle capacità di a) percepire la possibilità di gratificazione nel suo ambiente; b) di sfruttare queste opportunità per modificare l’ambiente.
<br>La parte percettiva ed esecutiva formano il nucleo dell’Io. L’Es comprende tutta la psiche all’inizio della vita e l’Io si sviluppa dall’impatto con gli stimoli sensoriali. La prima relazione tra Es ed Io è che l’Io è l’esecutore dell’Es essendo la parte della psiche che mantiene i contatti con l’esterno.
<br>RUOLO DELL’IO
<br>In principio l’Io è costituito da funzioni sensoriali e motorie che collegano l’Es al mondo esterno. In seguito l’Io è anche capace di esercitare un controllo sui desideri pulsionale e di opporvisi in situazioni di conflitto, es. mediante la “rimozione”. Questo mutamento avviene per l’azione di vari fattori: 1) la maturazione del sistema nervoso; 2) prime relazioni oggettuali buone; 3) acquisizione del linguaggio; 4) la graduale acquisizione della capacità di esame di realtà, cioè distinguere tra fatti esterni e fantasia interiore; 5) la capacità di differire il processo di scarica delle pulsioni.
<br>Un elemento importante nell’evoluzione del conflitto tra Io ed Es è nella capacità dell’Io di opporsi alle spinte pulsionale, è l’angoscia.
<br>Esiste una relazione tra angoscia e conflitto.
<br>L’accumulo di energia pulsionale causa dispiacere e spinge all’attività mentale che scarica o incanala questa energia.
<br>Se la quantità di energia accumulata è troppo grande e l’apparato psichico non riesce né ad incanalarla né a scaricarla ne consegue uno stato di dispiacere. Questa situazione fu denominata “evento traumatico” e lo stato risultante “stato traumatico”.
<br>L’emozione che accompagna gli stati traumatici fu detta “Angoscia”.
<br>Esistono varie situazioni che portano allo sviluppo di uno “stato traumatico”: - assenza della madre; - genitore punitivo; - fantasia di evirazione (complesso edipico); - disapprovazione del Super Io e minaccia di punizione.
<br>In ognuno di questi casi l’Io infantile reagisce con angoscia, cioè con un “dispiacere anticipato”. Con l’ulteriore sviluppo dell’Io il bambino si rende conto che i suoi desideri pulsionale possono portare ad una situazione di pericolo o ad uno stato traumatico se essa è già in atto. Certi desideri pulsionale diventano così fonte di angoscia.
<br>Quando l’Io ha reagito al desiderio con l’angoscia entra in azione il “principio di piacere” che obbliga l’Io ad opporsi al desiderio che ha fatto sorgere l’angoscia (anticipazione di un forte piacere).
<br>E’ l’angoscia la responsabile dell’apparire del conflitto tra Es ed Io. I mezzi usati dall’Io per opporsi ai desideri dell’Es sono detti “difese” e sono messe in atto dall’angoscia, cioè hanno lo scopo di diminuirla o evitarla. 
<br>La capacità di incanalare l’energia psichica aumenta con la maturazione del bambino ed è connessa con la “neutralizzazione dell’energia psichica”, termine con cui si indica la deviazione dell’energia dai suoi p obiettivi originari pulsionale, volti alla ricerca del piacere e l’utilizzazione di essa per le funzioni dell’Io che non hanno connessioni con le pulsioni.
<br>IL SUPER IO 
<br>Si può definire come il gruppo di funzioni psichiche concernenti le aspirazioni ideali, le proibizioni morali. Il SuperIo si origina dall’identificazione con le figure parentali, in particolare con gli aspetti etici. E’ soprattutto conseguenza dei conflitti psichici della fase edipica. Di solito è i rivale edipico la fonte principale delle identificazioni che costituiscono il nucleo del SuperIo . Il bambino identificandosi con il padre, acquista maggiori capacità di istituire difese e perciò controllare i suoi desideri padricidi ed incestuosi. L’identificazione soddisfa anche il desiderio di partecipare all’immaginaria onnipotenza (sessuale) del padre, fondendosi con lui. Una delle caratteristiche del SuperIo che si nota nelle situazioni patologiche è l’atteggiamento crudele, distruttivo verso l’individuo della cui psiche è parte. Freud spiega la natura aggressiva del SuperIo come conseguenza dell’identificazione che dà come risultato una parziale scomposizione dell’energia psichica in “libido” ed energia aggressiva.
<br>Nella formazione del SuperIo l’energia aggressiva che viene liberata diventa a disposizione di esso e ne spiega la crudeltà.
<br>L’azione del SuperIo si manifesta in molteplici modi, a volta regola le attività dell’Io, come quelle antipulsionali e di difesa ed in questo caso c’è accordo tra Io e SuperIo. In altri casi non c’è armonia tra i due e il SuperIo fa sorgere un senso di colpa nell’Io e un desiderio di penitenza.
<br>Secondo la teoria Strutturale le funzioni psichiche si sviluppano dagli apparati psichici che hanno a che fare con la risposta dell’individuo all’ambiente.
<br>L’Io si può definire 1) come un gruppo di funzioni psichiche connesse nelle situazioni di conflitto; 2) insieme di funzioni psichiche coinvolte nella mediazione tra le richieste dell’Es e quelle del mondo esterno.
<br>La teoria Strutturale si sofferma sulla relazione genetica tra le funzioni dell’Io nell’infanzia e quelle del periodo successivo, dando risalto agli effetti dei primi conflitti sulle funzioni posteriori dell’Io.
<br>Il SuperIo è definito dalla teoria Strutturale su base genetica e funzionale.
<br>Secondo la Teoria Strutturale ogni prodotto dell’attività psichica è determinato da più fattori, è la risultante tra le tendenze dell’Es, dell’Io e del SuperIo. 
<br>Freud era particolarmente interessato al rapporto dinamico tra queste tre parti della mente, argomentando che fosse governato da desideri innati, ma ha anche asserito che il rapporto mutasse col cambiare del contesto dei rapporti sociali. Alcuni hanno criticato Freud per aver dato troppa importanza all'uno o all'altro aspetto. Allo stesso modo, molti dei seguaci di Freud hanno concentrato la loro attenzione privilegiando l'uno o l'altro.
<br>Freud ha creduto che gli esseri umani fossero guidati da due pulsioni basilari: dalla libido, componente della pulsione di vita (Eros) e dalla pulsione di morte (Thanatos). La descrizione di Freud della libido comprende la creatività e gli istinti. La pulsione di morte è definita come un desiderio innato finalizzato alla creazione di una condizione di calma, o non-esistenza, ed è ricavato da Freud dai propri studi sui protozoi. Quando le pulsioni e l'energia libidica rimangono fissate nell'inconscio esse generano nevrosi e psicosi.
<br>Freud credeva anche che la libido si sviluppasse negli individui cambiando oggetto. Egli ha argomentato che gli esseri umani nascessero "polimorficamente perversi", volendo con ciò significare che qualsiasi oggetto può essere sorgente di piacere. Egli più tardi ha sostenuto che gli esseri umani si sono sviluppati in differenti stadi di sviluppo identificati nella fase orale (piacere del neonato nell'allattamento), quindi nella fase anale (esemplificato dal piacere del bambino nel controllo della defecazione) e ancora nella fase genitale, che prende anche l'aspetto di fase fallica. Freud argomenta che i bambini passano da uno stadio nel quale s'identificano con il genitore di sesso opposto, mentre il genitore dello stesso sesso viene visto come rivale. 
<br>La nevrosi
<br>La nevrosi è il principale campo di interesse di Freud e il disturbo che la psicoanalisi ambisce a curare in profondità. Le nevrosi sono diverse a seconda dello stadio di sviluppo o di quello in cui si regredisce a causa del non-superamento del complesso di Edipo. Esempi di nevrosi sono:
<br>nevrosi ossessiva (fase sadico-anale) 
<br>nevrosi fobica (varie fasi)
<br>nevrosi d'ansia
<br>la dipendenza dal fumo o da sostanze varie (anche se non è propriamente una nevrosi è possibile includerla; si sviluppa nella fase orale)
<br>nevrosi isterica (traumi sessuali e di vario tipo)
<br>Se manca la nevrosi, dove dovrebbe invece comparire, si sviluppa la perversione, termine che in Freud non indica una malattia, ma la fissazione della libido su oggetti o ambiti non sessuali in senso genitale, che si sviluppa, ad esempio, nella fase sadico-anale o in quella edipica (spesso per il rifiuto a riconoscere il complesso di castrazione o l'invidia del pene o la sua assenza). In assenza di perversione si può sviluppare l'asessualità. Secondo Freud, esempi di perversione, in questo ambito psicoanalitico, sono:
<br>l'omosessualità manifesta (l'omosessualità latente è presente, come bisessualità di fondo, in ogni essere umano come carattere naturale) 
<br>il feticismo (derivante da una scissione dell'Io) 
<br>il sadismo e il masochismo (in cui Eros e Thanatos sono fortemente contaminati fra loro) 
<br>Il Super-io ha dunque la funzione di limitare, in senso moralista, sia alcune pulsioni sessuali - portando l'individuo alla nevrosi nel caso in cui lo faccia con eccessiva rigidezza - sia l'aggressività umana, in quanto Freud condivide quel filone pessimista dell'antropologia che può essere condensato nella formula "homo homini lupus" già usata da Hobbes. Freud polemizzerà difatti anche con la concezione di origine rousseuiana del buon selvaggio, in quanto nell'uomo vi sono innegabili spinte aggressive, talvolta fini a sé stesse. 
<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-07 13:56:24 UTC</pubDate>
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         <title>COSA SCOPRE FREUD</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/170361581</link>
         <description><![CDATA[<div>La nascita della psicoanalisi
<br>
<br>Generalmente si usa datare la nascita della psicoanalisi con la prima interpretazione di un sogno scritta da Freud, un suo sogno della notte tra il 23 e il 24 luglio1895, riportato anche ne L'interpretazione dei sogni come "il sogno dell'iniezione di Irma". La sua interpretazione rappresentò l'inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno. L'analisi dei sogni segna l'abbandono del metodo ipnotico utilizzato in quella fase del suo sviluppo, che a ragione si può definire l'inizio della psicoanalisi. La psicoanalisi è la traduzione dal tedesco del neologismo impiegato da Freud dal 1896 per indicare:
<br>un procedimento per l'indagine di processi mentali altrimenti inaccessibili;
<br>un metodo terapeutico che trae le sue origini dall'indagine psicoanalitica avente per fine la cura delle nevrosi;
<br>un insieme di concezioni psicologiche (teoria della psiche).
<br>
<br>L'inconscio
<br>Il contributo più significativo di Freud al pensiero moderno fu l'elaborazione del concetto di inconscio. Secondo una versione diffusa della storia della psicologia, si credeva nella possibilità degli individui di controllare la conoscenza reale di se stessi e del mondo esterno, e nella capacità di esercitare un controllo razionale su entrambi. Freud, invece, suggerì che questa pretesa di controllo fosse in realtà un'illusione; che persino ciò che pensiamo sfugge al controllo e alla comprensione totale, e le ragioni dei nostri comportamenti spesso non hanno niente a che fare con i nostri pensieri coscienti.
<br>Il concetto di inconscio è stato rivoluzionario in quanto sostiene che la consapevolezza è allocata nei vari strati di cui è composta la mente e che ci sono pensieri non immediatamente disponibili in quanto "sotto la superficie" (livello cosciente). 
<br>La rimozione
<br>Elemento cruciale del funzionamento dell'inconscio è la rimozione. Secondo Freud, spesso i pensieri e le esperienze sono così dolorosi che la gente non può sopportarli. Tali pensieri ed esperienze, e i ricordi associati, ha argomentato Freud, sono banditi dalla mente, ma potrebbero essere banditi anche dalla coscienza. In questo modo costituiscono l'inconscio. L'inconscio, per Freud, era sia causa sia effetto della rimozione. 
<br>Le componenti dell'inconscio
<br>Freud ha cercato di spiegare come l'inconscio opera e ne ha proposto una particolare struttura suddivisa in tre parti: Id (Es intedesco), Ego (Ich in tedesco, o "Io" in italiano) e Superego (Überich" in tedesco, Super-Io in italiano). 
<br>L'Id viene rappresentato come il processo di identificazione–soddisfazione dei bisogni di tipo primitivo. Il Superego rappresenta la coscienza e si oppone all'Id con la morale e l'etica. L'Ego si frappone tra Id e Superego per bilanciare sia le istanze di soddisfazione dei bisogni istintivi e primitivi, sia le spinte contrarie derivanti dalle nostre opinioni morali ed etiche. Un Ego ben strutturato garantisce la capacità di adattarsi alla realtà e di interagire con il mondo esterno, soddisfacendo le istanze dell'Id e del Superego. L'affermazione di principio che la mente non è monolitica o omogenea, continua ad avere un'influenza enorme al di fuori degli ambienti della psicologia. 
<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-07 13:59:56 UTC</pubDate>
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         <title>LA VITA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/170361751</link>
         <description><![CDATA[<div>Biografia<br><br><br><br><strong>Sigismund Schlomo Freud detto Sigmund nacque a Freiberg il 6 maggio 1856 e morì a Londra il 23 settembre 1939. Il giovane Sigmund non ricevette dal padre un'educazione tradizionalista, eppure già in giovanissima età si appassionò alla cultura e alle scritture ebraiche, in particolare allo studio della Bibbia. Questi interessi lasciarono notevoli tracce nella sua opera, anche se Freud divenne presto ateo. Durante il corso di laurea maturò una crescente avversione per gli insegnanti che considerava non all'altezza; l'insoddisfazione lo spinse a sviluppare un senso critico che, di fatto, ritardò l'ottenimento della sua laurea in medicina (marzo 1881). Fu un neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali branche della psicologia. L'aspirazione all'indipendenza economica lo spinse a dedicarsi alla pratica clinica, lavorando per tre anni presso l'Ospedale Generale di Vienna con pazienti affetti da turbe neurologiche. Questa disciplina, molto più remunerativa, gli avrebbe permesso di sposare Martha Bernays. Fu mentre lavorava in questo ospedale, nel 1884, che Freud cominciò gli studi sulla cocaina, sostanza allora sconosciuta. <br><br>Scoperto che la cocaina era utilizzata dai nativi americani come analgesico, la sperimentò su se stesso osservandone gli effetti stimolanti e privi, a suo dire, di effetti collaterali rilevanti. La utilizzò in alternativa alla morfina per curare un suo caro amico, Ernst Fleischl, divenuto morfinomane in seguito ad una lunga terapia del dolore. Ma, la conseguente instaurazione della dipendenza da essa, più pericolosa della morfina, fece scoppiare un caso che costituì una macchia nella sua carriera, anche in considerazione del fatto che un altro ricercatore, utilizzando i suoi studi, sperimentò la cocaina quale analgesico oftalmico, ricavandone rilevanti riconoscimenti in ambito internazionale.<br><br>Quando nel 1933 Hitler prendeva il potere in Germania, le origini ebraiche di Freud costituirono un problema. Nello stesso anno, il suo nome entrò nella lista di autori le cui opere dovevano essere distrutte. Partì per Londra, dove avrà lo status di rifugiato politico, e incontrò Salvador Dalí, uno dei più importanti esponenti dell'avanguardia artistica del surrealismo, il movimento culturale fondato da André Breton. L'artista spagnolo fu accompagnato a far visita a Freud da Stefan Zweig, il loro incontro avvenne in un caffè, dove Dalí, su un tovagliolo, fece rapidamente un ritratto di Freud, che ne rimase stupito. In merito a questo incontro con il pittore surrealista, Freud </strong>scrive a Zweig:<br><br>«Finora, ero portato a considerare completamente insensati (o diciamo al 95% come per l'alcool) i surrealisti, che pare mi avessero adottato quale santo patrono. Questo giovane spagnolo con i suoi occhi candidi e fanatici e la sua innegabile padronanza tecnica mi ha fatto cambiare idea.»<br><br>Freud è noto per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui. Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche del cervello e del corpo umano, speculazioni che hanno trovato parziale conferma nella moderna neurologia e psichiatria<br><br>In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psichiatrici, costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert.<br><br>Di questo periodo furono le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo d'indagine mediante l'analisi diassociazioni libere, lapsus, atti involontari, atti mancati e l'interpretazione dei sogni, e concetti come la pulsione (Eros e Thanatos), le componenti dell'inconscio e della coscienza (Es, Io, Super-Io, in sintesi: Es è il subconscio istintivo, primordiale, derivante dalla natura umana e spinto dalle pulsioni sessuali, Io rappresenta la parte emersa, cosciente, Super-Io una super-coscienza maturata dalla “civilizzazione” dell'uomo, il codice di comportamento), il Complesso di Edipo, la libido e le fasi dello sviluppo psicosessuale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-07 14:02:49 UTC</pubDate>
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         <title>LE OPERE</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/170361992</link>
         <description><![CDATA[<div>Le nostre azioni sono determinate da cause più profonde e complesse rispetto alle ragioni superficiali con cui di solito spieghiamo i comportamenti e le scelte: questa è l’intuizione di fondo della psicoanalisi. Essa, secondo il fondatore Sigmund Freud, fa prendere atto all’uomo di «non essere padrone nemmeno in casa propria», ma di essere sottoposto all’azione di pulsioni ed emozioni irrazionali, legate in ultima analisi alla sessualità, che restano inconsce. Nata come terapia medica per curare le nevrosi, la psicoanalisi è diventata anche una teoria dell’intera vita psichica e della natura dell’uomo e una concezione dei rapporti interpersonali alla base della società. Le teorie di Freud hanno avuto molti seguaci e molti critici, creando diverse ramificazioni e scuole psicoanalitiche. <br><br><br><br><strong><em>Nevrosi e rimozione<br></em></strong><br><br><br>La teoria di Freud prende le mosse dallo studio di alcuni casi clinici di nevrosi (termine con cui si indicavano genericamente le malattie nervose), in particolare di isteria femminile (così denominata perché attribuita fin dall’antichità a disfunzioni dell’utero – in greco hystèra – nella donna), raccolti negli Studi sull’isteria (1895), redatti col collega medico Joseph Breuer. Gli eventi traumatici e dolorosi comportano intense conseguenze emotive: se il soggetto non “scarica” adeguatamente (con azioni come un pianto liberatorio) la carica affettiva legata all’evento, l’equilibrio psichico viene turbato in maniera eccessiva e l’io finisce col nascondersi il ricordo dell’evento traumatico, operando una «rimozione». Questa è un meccanismo psichico che tende a difendere l’io escludendo dalla sfera cosciente i ricordi spiacevoli, ricacciandoli in una sfera inaccessibile della psiche. La conseguenza è che l’energia non “scaricata” trova uno scarico di ripiego dirigendosi verso i nervi e provocando una «nevrosi di conversione»: il fenomeno psichico si converte cioè in un fenomeno fisico (ad esempio un braccio paralizzato). Per curare la nevrosi il medico induce il paziente a riportare alla coscienza il ricordo doloroso e a “scaricare” l’affetto negativo a esso legato. In un primo tempo Freud si serve dell’ipnosi, poi del metodo delle «associazioni libere»: il paziente deve dire tutto quello che gli passa per la mente, perché anche le parole e i pensieri più futili e non pertinenti, secondo Freud, possono essere legati ai “rimossi” (la maggior parte dei quali sono di natura sessuale e risalgono all’infanzia).<br><br><br><br><strong><em>Il sogno come appagamento di un desiderio</em></strong><br><br><br>Nella sua opera più conosciuta, L’interpretazione dei sogni (1900), Freud sostiene che il sogno è l’appagamento di un desiderio rimosso, un appagamento allucinatorio. Il sogno è però il risultato di un compromesso tra gli impulsi rimossi e la censura, sempre attiva nella psiche, anche durante il sonno. Le immagini che ricordiamo al risveglio, il «contenuto manifesto» del sogno, sono così da distinguere dal significato più profondo, il «contenuto latente», cioè il desiderio rimosso che è stato deformato per eludere la censura, ed è generalmente legato a desideri connessi alla sessualità infantile. Per interpretare il sogno bisogna scavare nel contenuto manifesto e cogliere il contenuto latente, attraverso il metodo delle associazioni libere: chiunque racconti un sogno mette infatti inevitabilmente in connessione le immagini oniriche con ricordi del passato, pensieri e altre immagini, legati a desideri dell’infanzia. Il presupposto fondamentale della teoria freudiana è il determinismo psichico: nella psiche nulla è casuale, tutto anzi ha un significato e tutto è legato causalmente a tutto il resto.<br><br><strong><em>Nel sogno Freud distingue due elementi strutturali: </em></strong><br><br>• Il contenuto manifesto, cioè la "storia visibile" che il paziente ricorda e racconta al terapeuta; tale "storia", però, è "camuffata", in quanto resa compatibile con le esigenze della coscienza e delle "difese" dell'individuo; <br><br>• Il contenuto latente, cioè la "storia" che il soggetto crede di non conoscere o di non ricordare. <br><br>Il compito dell'analista è appunto comprendere non già il contenuto manifesto o quello latente, bensì il processo che si svolge dall'uno all'altro, perché il sogno non riproduce fedelmente e direttamente il materiale profondo che si agita nell'individuo che sogna, ma lo rielabora, lo modifica, lo deforma, lo camuffa, lo sostituisce con un altro contenuto. Nel far questo, l’inconscio ricorre a particolari tecniche di trasformazione, quali soprattutto lo spostamento – nel sogno, per esempio, il sognatore attribuisce un profondo significato emozionale ad elementi o parti o aspetti che nella vita reale sono del tutto secondari, oppure si serve di una persona estranea come sostituto di una figura parentale – e la condensazione, ossia la fusione in una sola immagine di elementi che appartengono a persone o a situazioni diverse. “Il sogno ricordato non è il materiale autentico, ma un suo sostituto deformato che deve aiutarci a giungere più vicino al materiale vero e proprio, a rendere conscio ciò che vi è d'inconscio nel sogno”. <br><br>Ma perché nel sogno vi è sempre un contenuto latente? La risposta di Freud è estremamente chiara: perché l'individuo nel sogno vorrebbe esprimere i propri contenuti inconsci, profondi, segreti, ma se ne vergogna; e allora è costretto ad esprimerli in modo allusivo e simbolico, facendo cioè ricorso a particolari "immagini" allegoriche; in altri termini, l'individuo nel sogno sottopone le proprie "fantasie” oniriche a determinate "forze" o "resistenze", che “censurano”.<br><br><strong><em>Le tre fasi della sessualità</em></strong><br><br>In Freud il termine “sessualità” ha un significato molto ampio: in pratica coincide con quello di affettività, di cui la genitalità è solo un aspetto. Nei Tre saggi sulla teoria della sessualità (1905) Freud sostiene infatti che la sessualità è presente sin dall’inizio nel bambino, e si sviluppa in tre distinte fasi corrispondenti alle operazioni vitali elementari e agli organi connessi: fase orale nel primo anno di vita; fase anale, da uno a tre anni; fase genitale, da tre a cinque anni; dopo questa fase la sessualità entra in un “periodo di latenza”, per manifestarsi nuovamente con la pubertà. Bocca, ano e genitali – attraverso cui il bambino riceve stimoli e si rapporta al mondo esterno – sono zone «erogene», che, svolgendo le funzioni vitali, diventano anche sede di piacere e soddisfacimento sessuale. <br><br>Il bambino, dice Freud ironicamente, è un «perverso polimorfo»: in lui si trovano in potenza tutte le perversioni dell’adulto. Le perversioni (come ad esempio il sadismo, il feticismo, il voyeurismo) si verificano quando nella sessualità non prevale la genitalità, che ne è la forma matura, in quanto fa convergere tutta la vita affettiva su una sola persona adulta, normale e responsabile. La sessualità del nevrotico – che trova scampo alle difficoltà del reale in gratificazioni infantili (ad esempio il piacere di portare alla bocca oggetti) – non si è sviluppata completamente perché la sua energia è rimasta legata a una certa fase dello sviluppo infantile. <br><br><br><strong><em><br>La relazione edipica</em></strong><br><br>Il momento centrale dello sviluppo della sessualità e di tutta la vita pischica è il rapporto con i genitori. A partire da esso il bambino tra i tre e i cinque anni forma un insieme strutturato di fantasie, affetti e desideri chiamato da Freud, con riferimento al mito greco, «relazione edipica» (in seguito «complesso di Edipo»). Il bambino prova affetto per i genitori che gli danno l’amore e la protezione di cui è bisognoso, ma ha paura nello stesso tempo che glieli possano togliere. È attaccato soprattutto al genitore del sesso opposto: il maschietto ama la madre, vuole unirsi a lei e percepisce il padre come un rivale. Prova ostilità verso di lui e ha paura di una vendetta, di essere privato dei genitali («complesso di castrazione»); allo stesso tempo riconosce la sua forza e lo ammira come modello. Questi sentimenti contrastanti sono all’origine di forti conflitti psichici e della fondamentale ambivalenza della psiche umana che mischia aggressività e desiderio, amore e odio. <br><br><strong><em>Totem e tabù <br></em></strong><br>In Totem e tabù (1913), prima applicazione della psicoanalisi all’antropologia, Freud cerca di mostrare il valore universale del complesso di Edipo, ponendolo all’origine della morale, della religione e della civiltà. Nel racconto freudiano le orde degli uomini primitivi erano dominate da un maschio prepotente che teneva tutte le donne per sé, amato e odiato allo stesso tempo: venne infine ucciso dai figli, mangiato, e sostituito da un animale totem intoccabile, che col tempo diventò il dio-padre delle religioni monoteistiche. Il rimorso per l’uccisione del padre diede origine alla coscienza morale; la proibizione dell’incesto diede origine alla famiglia monogamica e al vincolo sociale.<br><br> <strong><em>Religione come illusione e nevrosi</em></strong><br><br>Nell’Avvenire di un’illusione (1927) Freud presenta la religione monoteistica come un’illusione originata dalla relazione edipica: la rappresentazione di Dio come essere onnipotente ha origine dal rapporto del figlio col padre temuto-amato ora proiettato in cielo, la fiducia nella provvidenza dalla fiducia infantile nella protezione paterna. Le rappresentazioni religiose sono dunque illusioni che traggono efficacia dalla forza dei desideri umani: esorcizzano il terrore della morte, riconciliano l’uomo con la crudeltà del fato e compensano delle sofferenze imposte dal progresso civile. Queste funzioni vengono svolte però servendosi di forze emotive sottratte al controllo critico della ragione: in quanto soddisfacimento illusorio, la religione è come la nevrosi; i riti religiosi presentano analogie con i rituali dei nevrotici ossessivi. <br><br><strong><em>Pulsioni e sublimazione</em></strong><br><br>La psiche, per Freud, è, come l’organismo, un sistema bioenergetico tendente all’equilibrio, ma costantemente turbato da fattori esterni (stimoli, traumi, eccitazioni) e interni: questi ultimi sono le «pulsioni», definite come «un certo ammontare di energia, che preme verso una certa direzione», qualcosa «al limite tra lo psichico e il corporeo». Le pulsioni sono indeterminate nei loro effetti: possono essere indirizzate verso una meta anziché verso un’altra. L’energia sessuale (libido) può essere indirizzata verso una soddisfazione non genitale: nell’amicizia e nei rapporti sociali, nel lavoro, nell’arte e nella scienza. Questa ridirezione della libido è detta «sublimazione», processo basilare nella costruzione della civiltà. <br><br><strong><em>Eros e Thànatos</em></strong><br><br>In Al di là del principio di piacere (1920) Freud divide le pulsioni in due categorie tra loro antagoniste:<br><br> «pulsioni erotiche» o Eros<br><br> e <br><br>«pulsioni di morte» o Thànatos.<br><br>Le pulsioni erotiche sono alla base di tutte le tendenze che favoriscono la vita, propria e degli altri: comprendono pulsioni sessuali e pulsioni di autoconservazione, sono all’origine dei legami affettivi (amore, cura, protezione, amicizia) e sono, per Freud, la manifestazione psichica delle forze che negli organismi viventi resistono alla disgregazione. Le pulsioni di morte sono invece la manifestazione della tendenza fatale di ogni forma vivente a ritornare allo stato inorganico, all’equilibrio definitivo che è la morte: sono alla base dei sentimenti di invidia e di odio e dell’aggressività (distruttiva o autodistruttiva), che è il nemico principale della vita associata e della civiltà, costruita faticosamente grazie alle pulsioni erotiche. Nella psiche individuale, tuttavia, le due forze spesso si intrecciano, producendo risultati contraddittori o dannosi (odio-amore, gelosia, ossessività, autodenigrazione) ma anche utili: per conquistare il partner o per lottare per un ideale o realizzare un progetto è necessaria una certa dose di aggressività al servizio della pulsione erotica.<br><br>Es, Io e Super-io La concezione freudiana della psiche è esposta soprattutto in L’Io e l’Es (1925), in cui la psiche è suddivisa in tre «regni» o «territori»: «Es», «Io» e «Super-io». <br><br>L’ Es (pronome neutro di terza persona in tedesco) è la parte evolutivamente primitiva della psiche, tutto ciò che viene ereditato alla nascita, è la «parte oscura, inaccessibile della nostra personalità», «un caos, un crogiuolo di eccitamenti ribollenti»: è il «regno del non logico» ed è mosso solo dal «principio di piacere»; non distingue tra desiderio e realtà, vuole e basta. L’Io è la parte cosciente della psiche, sua funzione primaria è l’autoconservazione. In origine era una parte dell’Es, quella modificata dall’influsso del mondo esterno, ora è l’intermediario tra l’Es e l’ambiente: esercita un controllo e valuta, grazie all’esperienza e alla memoria, se sia conveniente di volta in volta soddisfare la pulsione; agisce secondo il «principio di realtà», ma trae dall’Es le proprie energie. Il Super-io è la coscienza morale, un giudice interno che «osserva, guida e minaccia l’Io». Trae anch’esso energia dall’Es e ha origine come introiezione dei modelli offerti dai genitori (con i loro ammonimenti e critiche) e dalla società. L’Io si trova dunque nella difficile condizione di servire e mediare fra tre «tiranni»: l’ambiente, l’Es e il Super-io. In caso di insuccesso possono sorgere le nevrosi o addirittura le psicosi (perdita totale di contatto con la realtà). Scopo della psicoanalisi è rafforzare la personalità, l’Io, rendendolo più indipendente dal Super-io e ampliando la sfera conscia attraverso l’annessione progressiva di nuove zone dell’Es.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-07 14:06:38 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-07 14:14:52 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2017-05-07 14:15:35 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-07 14:16:54 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-07 14:17:42 UTC</pubDate>
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         <title>Il complesso di Elettra (Anna Mormile) </title>
         <author>annamormile98</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Elettra</strong> – secondo la mitologia greca -  era la figlia di Agamennone e Clitennestra la quale, avendo scoperto che sua madre aveva fatto uccidere suo padre per mano dell’amante Egisto, ne vendica la morte istigando il fratello Oreste ad uccidere la stessa Clitennestra. Jung definì il “<em>Complesso di Elettra</em>” come la versione femminile del complesso di Edipo in cui la bambina, desiderando il possesso del padre, si mette in competizione con la madre e, opponendosi e confrontandosi con lei, pone le basi per lo sviluppo di una personalità eterosessuale.</div><div> </div><div>Secondo la teoria psicoanalitica, questo complesso è parte del normale processo di crescita della bambina e si verifica nel periodo che va dal al 3° al 6° anno di età, e cioè durante quella che viene  definita la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fasi_dello_sviluppo_psicosessuale_secondo_Freud"><strong>fase fallica</strong></a> dello sviluppo.</div><div>Nelle bambine, l’attrazione nei confronti del padre fa sì che la figura paterna, con le sue caratteristiche specifiche, divenga la base di riferimento e di confronto che verrà utilizzata nelle future relazioni sentimentali dalla donna adulta: spesso si afferma infatti che nel partner si cerchi una sorta di riflesso del padre. Se non viene superata positivamente e costruttivamente questa fase, subentra quella che viene definita <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fissazione_(psicologia)">“fissazione</a>”, in grado di indurre comportamenti e scelte disfunzionali nella vita adulta.</div><div> </div><div>Quando la figura paterna è caratterizzata da un atteggiamento iperprotettivo nei confronti della bambina, le trasmetterà inconsapevolmente la convinzione di avere bisogno di protezione, aiuto e supporto da parte di un altro. Di non essere insomma in grado di autosufficienza ed autonomia.</div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-19 16:42:28 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Cattiva&quot; (Eva pezzella)</title>
         <author>evapezzella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>La giovane signora Emilia Schmidt, di origine italiana, conduce in Svizzera col marito e un figlioletto Ludwig all'inizio del '900 un'esistenza agiata, in apparenza serena, ma ogni tanto dà qualche inatteso segno di squilibrio. Ricoverata in una lussuosa clinica di Zurigo, viene diagnosticata come schizofrenica a causa del suo comportamento: è presa da improvvise crisi di collera, rifiuta il cibo, si ostina a non parlare. Viene perciò definita "cattiva". Il primario professor Brokner la sottopone senza risultato alle cure tradizionali, opponendosi alle richieste di Gustav, un giovane medico della sua équipe che si offre di curarla con metodi freudiani. Quando finalmente Gustav ottiene di tentare con Emilia la nuova via della psicanalisi, indagando sulla sua parentela, le sue conoscenze e il suo passato, si vede circondato dalla diffidenza e dal biasimo di tutto lo scandalizzato personale della clinica, al punto che il primario ritiene di doverlo trasferire ad altro reparto, ingiungendogli di non entrare più nella camera di Emilia. Gustav, convinto d'essere sulla giusta via, fa in modo d'incontrare la signora al di fuori della camera vietata, sempre spiato e ostacolato dal personale, fino a rischiare il licenziamento. E' quindi costretto a desistere, finchè l'allarmante peggioramento di Emilia non induce il primario a consentire alla nuova terapia, che dà risultati insperati: Emilia si va riprendendo e può lasciare la clinica, non certo completamente guarita, ma sbloccata dalle sue nevrosi e fiduciosa nella promessa di Gustav di continuare a seguirla in avvenire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-19 17:03:06 UTC</pubDate>
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         <title>Marnie, Federica Salzano </title>
         <author>federicasalzano54</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/172886133</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Marnie è una giovane donna psicologicamente labile a causa di un grave trauma subito da bambina. È inoltre una bugiarda e una ladra: presentandosi con aspetto aristocratico, integerrimo ed elegante, si fa assumere in aziende come segretaria e poi ruba il contenuto delle casseforti, fuggendo con il denaro e rendendosi introvabile.<br>Mark Rutland, giovane industriale vedovo e proprietario di una grande azienda editoriale, la nota quando la vede lavorare come segretaria presso l'ufficio di un suo amico d'affari, ma la donna, dopo aver rubato i soldi custoditi in cassaforte, si rende irreperibile. In albergo sciacqua via la tintura con cui si scuriva i capelli, cambia <em>look</em> e vestiti facendo perdere le proprie tracce, tornando in visita dalla madre cui è molto legata, sia per il senso di colpa verso la donna che è zoppa ormai da molti anni, sia perché è quasi assoggettata dalla sua rigida morale, che critica finanche il colore biondo dei suoi capelli.<br>Rutland incontra di nuovo casualmente Marnie proprio presso l'ufficio personale della sua società, dove la donna si è presentata come aspirante segretaria, e la fa assumere contro il parere del direttore. Nel frattempo Marnie, dopo pochi giorni di lavoro, in cui ha avuto occasione di osservare dove si trova la chiave e la combinazione della cassaforte aziendale, s'impadronisce del denaro in essa custodita fuggendo.<br>Mark, ormai invaghito della donna e intuito cosa sia avvenuto, ma la vuole aiutare<br>Mark scopre che Marnie ha il terrore di qualunque contatto fisico con gli uomini e che é terrorizzata del rosso e dal bianco, soprattutto accoppiati insieme dei temporali.</div><div> Soffre di incubi in cui rivive il triste ricordo dell'infanzia quando la mamma la svegliava di notte e la faceva uscire dal caldo letto in cui dormivano per ricevere il marinaio di turno. Per poter mantenere lei e la bambina, la donna era costretta a prostituirsi. Durante uno di questi episodi la bambina, sola e infreddolita, fu traumatizzata per l'appunto da un temporale.<br>Mark cerca di scoprire la ragione dei disturbi psicologici di Marnie e scopre, con l'aiuto della cognata (Diane Baker) segretamente innamorata di lui, che la madre di Marnie, al contrario di ciò che lei gli aveva detto, è viva e abita a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Baltimora">Baltimora</a>. Grazie a un investigatore privato viene a conoscenza dell'indirizzo della donna e la sua triste storia di quando un giorno uccise un marinaio, suo cliente, che l'aveva aggredita rompendole una gamba sotto gli occhi della figlia.</div><div>Mark trascina quindi Marnie a casa della madre: solo un confronto e una chiarificazione tra le due donne potrà sbloccare la mente di Marnie. Nel frattempo scoppia un temporale e questo, insieme all'ambiente familiare, rievoca in Marnie l'incubo represso. La sua voce assume allora il timbro dell'allora bambina di cinque anni e, incalzata dalle domande di Mark, rievoca la storia: per difendere la mamma dal marinaio, lo uccise con un attizzatoio del camino, urlando poi alla vista del sangue rosso sulla divisa bianca. La madre riuscì poi a far credere di essere stata lei a compiere l'omicidio per difendere la figlia. Marnie riesce a riportare alla coscienza il ricordo rimosso di quei terribili momenti e così riesce finalmente a guarire.<br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-19 20:43:54 UTC</pubDate>
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         <title>TEMATICHE DI PSYCO (COMPLESSO DI EDIPO E RIMOZIONE), GIULIA GRILLO</title>
         <author>giuliagrillo21</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Complesso di Edipo </strong>Cruciale momento evolutivo, organizzatore della vita psichica dell’individuo, in cui si sancisce la differenza tra i sessi e tra le generazioni. Tra i tre e i cinque anni di età, il c. di E. positivo si manifesta con un desiderio amoroso del bambino verso il genitore di sesso opposto, mentre il genitore dello stesso sesso, vissuto come un rivale, è oggetto di sentimenti ostili. Nella forma negativa del complesso edipico la situazione appare capovolta, con attrazione per il genitore dello stesso sesso e ostilità per quello di sesso opposto. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il complesso si presenta in forma completa, complessa e articolata: entrambi i genitori sono oggetto d’amore e di ostilità, sia pure in diversa e variabile misura a seconda dei singoli casi. <br><br></div><div><strong>Descrizione: </strong>Sigmund Freud utilizzò il mito greco di Edipo che, ignaro delle proprie origini, uccide suo padre Laio e sposa sua madre Giocasta, per raccontare la scoperta di un universale, inconscio, desiderio infantile di possedere il genitore amato. Il termine <em>complesso </em>deve essere inteso letteralmente come insieme di elementi correlati a questa fase evolutiva e tutti collegati tra loro: fantasie, desideri, angosce, conflitti interni e relativi meccanismi di difesa. Il piccolo Edipo si trova inserito in un sistema triangolare di relazioni familiari regolate da divieti e possibilità, in ragione del ruolo di ciascuno. La proibizione dell’incesto, culturalmente trasmessa, impedisce l’intimità proprio con i primi oggetti d’amore. Il bambino deve confrontarsi con il conflitto tra il divieto dell’incesto e il tumulto delle proprie pulsioni e con una serie di angosce connesse alle sue fantasie, consce e inconsce, di possedere l’amato e sbarazzarsi del rivale.  La fantasia peculiare del piccolo maschio in tale momento dello sviluppo è l’angoscia di castrazione, cioè quella di essere evirato come punizione dei suoi desideri incestuosi.<br><br></div><div><strong>Superamento del complesso di Edipo:</strong> Il modo, più o meno felice, in cui il complesso viene affrontato e superato dipende dallo svolgimento delle precedenti tappe evolutive e da come i due genitori costruiscono il rapporto tra di loro e con i figli. La rinuncia ai desideri edipici, amorosi e ostili, può avvenire solo attraverso una identificazione con i genitori e l’interiorizzazione del divieto. In questo modo si costituisce il Super-Io che rappresenta il fondamento intrapsichico della coscienza morale e che svolge un ruolo al tempo stesso normativo, punitivo e protetti.<br><br><strong> Rimozione: </strong>La rimozione  è un meccanismo psichico che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili e intollerabili dall'Io, e la cui presenza provocherebbe vergogna.</div><div>L'introduzione di questo concetto si deve a Freud a partire dai suoi primi studi sull'isteria quando il medico viennese notò che alcuni traumi psichici vissuti dai pazienti rimanevano sconosciuti alla loro coscienza e che la guarigione avveniva nel momento in cui questi traumi venivano riportati dall'inconscio al conscio.<br>La rimozione tuttavia va considerata come una modalità universale dello psichismo la cui finalità è proprio quella di difendere, come una sorta di apparato immunitario proprio dello psichismo, l'ideale dell'io in cui ci si rispecchia.Al concetto di rimozione si collega quello di resistenza, un ulteriore meccanismo psichico che impedisce ai contenuti una volta rimossi di tornare nuovamente coscienti. </div><div>La rimozione può riguardare sia un fatto vissuto, che un pensiero o istinto. Il contenuto rimosso non tende spontaneamente a manifestarsi o non ha l'energia psichica per farlo, per cui spesso la rimozione è priva di conseguenze. Ciò accade nel sintomo nevrotico, ma anche in persone "sane" e "normali" attraverso i sogni. <br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-19 21:27:45 UTC</pubDate>
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         <title>Shutter island e Freud (Maria Rosaria Del Prete)</title>
         <author>mariarosaria9</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/174128639</link>
         <description><![CDATA[<div>Il film noto con il nome "Shutter Island" é un film molto complesso e che per certi aspetti potrebbe rievocare alcune idee esposte dal grande padre della psicoanalisi, Sigmund Freud. Parto con l'enunciare la trama del film..<br>Nel 1954, gli agenti federali Edward "Teddy" Daniels e la sua spalla Chuck Aule vengono mandati all'Ashecliff Hospital, su Shutter Island, specializzato nella cura di criminali malati di mente. I due agenti devono investigare sulla scomparsa di Rachel Solando, una paziente rinchiusa in una stanza blindata e svanita nel nulla. Il dottor John Cawley, primario dell'ospedale, spiega che Rachel è stata ricoverata dopo aver affogato ed ucciso i suoi tre figli, ma, nonostante ciò, lei crede ancora di trovarsi a casa, che i suoi figli siano ancora vivi e che il personale e i pazienti dell'istituto altro non siano che postini, lattai, fattorini e giardinieri.<br>Le scogliere dell'isola rendono impossibile a Rachel di scappare.Teddy ispeziona la cella e trova uno strano foglietto con scritto "La legge del quattro. Chi è il 67?". Vedendo poi un faro vicino all'isola, pensa che la paziente possa nascondersi lì, ma gli viene detto che la donna è stata cercata dappertutto.Gli agenti, interrogando lo staff dell'ospedale, vengono a conoscenza del fatto che lo psichiatra che ha in cura Rachel, il dottor Sheehan, è partito la mattina stessa per le ferie. L'agente Daniels chiede quindi di poter visionare tutti i fascicoli del personale dell'ospedale, ma Cawley si rifiuta. La stessa notte, Teddy fa uno strano sogno sulla moglie, Dolores Chanal, morta cinque anni prima in un incendio; nel sogno Dolores avverte il marito che Rachel è viva ed è ancora sull'isola, e che anche Andrew Laeddis, il piromane che aveva appiccato l'incendio, si trova lì.<br>Il mattino seguente, i due federali interrogano gli altri pazienti che erano con Rachel durante la terapia di gruppo.Teddy, subito dopo, spiega a Chuck la vera ragione per cui ha accettato il caso: Andrew Laeddis, dopo esser stato trasferito ad Ashecliff, scomparve. Mentre investiga, Teddy incontra un ex paziente che lo informa del fatto che sull'isola, in realtà, vengono condotti esperimenti su esseri umani.<br>Improvvisamente viene annunciato che Rachel è stata trovata vicino al faro. Rachel non ha nemmeno un graffio e, i tentativi di Teddy di scoprire qualcosa in più portano Rachel a sfogarsi con una reazione violenta. In seguito, Teddy, nel padiglione c trova in una cella George Noyce, l'uomo che l'aveva avvisato degli esperimenti e lo invita a non entrare nel faro.<br>Teddy si reca vicino al faro in compagnia di Chuck e, dopo essersi allontanato, scopre al suo ritorno che il suo partner non c'è più. Per scoprire che fine ha fatto quest'ultimo scende dalla scogliera e scopre una grotta in cui la vera Rachel Solando si sta ancora nascondendo: la donna dice a Teddy che lei in passato era un medico dell'ospedale, fino a che non scoprì che si stavano effettuando degli esperimenti illegali; a quel punto venne ricoverata come paziente. Spiega inoltre che nell'ospedale vengono utilizzati psicofarmaci per cercare di ottenere e gestire il controllo mentale, con l'obiettivo di creare spie infiltrate da utilizzare nella guerra fredda. Oltre a ciò lo informa che molto probabilmente lo hanno già drogato non appena arrivato sull'isola.<br>Teddy, riportato all'ospedale dal direttore, riesce a creare un diversivo per scappare e raggiungere il faro; lì vi trova Cawley, che lo sta aspettando seduto a un tavolo.<br>Il dottore, a questo punto, rivela a Teddy che egli è, in realtà, Andrew Laeddis, e che il paziente numero 67 dell'ospedale a cui il messaggio si riferiva è proprio lui tanto che Edward Daniels è un anagramma di Andrew Laeddis. Gli rivela che fu egli stesso ad aver sparato alla moglie, maniaca depressiva, dopo che lei aveva annegato i loro tre bambini. In seguito, come difesa dal dolore e dai sensi di colpa, Andrew Laeddis creò una storia di fantasia dove lui era un eroe dell'FBI. Già da due anni era sotto le cure del dottor Sheehan, l'uomo che nella sua realtà immaginaria veste i panni della sua spalla, Chuck. Sheehan e Cawley avevano deciso di tentare un esperimento che fosse una sorta di gioco di ruolo, permettendo ad Andrew di vivere al di fuori di tutti i suoi deliri, assecondandolo per cercare di riportarlo alla realtà. Viene spronato ad accettare questa realtà; in caso contrario la conseguenza sarebbe la lobotomia, praticata nel faro.<br>La mattina seguente però, egli sembra avere una ricaduta sulla storia dei due agenti federali e Cawley è costretto a lobotomizzarlo. Prima che l'operazione venga effettuata, Andrew chiede al dottor Sheehan (Chuck) se secondo lui sarebbe peggio vivere da mostri o morire da persone per bene, lasciando il dubbio se la sua sia veramente una ricaduta o se, invece, si sottoponga consapevolmente alla lobotomia, simulando la ricomparsa della psicosi, così da avvicinarsi alla morte senza più dover ricordare il suo tragico gesto. <br><br>Il percorso di Daniels è un viaggio all'interno di un labirinto di paure e non a caso Freud spiegava la divisione della psiche umana in conscio, preconscio e inconscio attraverso l'immagine dell'iceberg in cui la parte emersa, visibile a tutti, è il conscio, la linea di galleggiamento è il preconscio e la parte sommersa, la più ampia ed imperscrutabile, è l'inconscio.<br>E così noi ci troviamo in un'isola dove Laddies, la nemesi di Daniels, si nasconde in Una fortezza in cima alla scogliera, con labirintici ed é Un'evidente forma di protezione dell'intima identità dell'individuo. Poi abbiamo un faro. Una fonte di luce che avverte i naviganti dell'incombente pericolo. Il faro spezza l'inganno del buio della notte e non è un caso che la soluzione degli enigmi che tormentano Daniels si celi appunto all'interno del faro, dunque esso é sul confine fra l'inconscio e il conscio.<br>Quindi Teddy ,avendo subito un trauma quale appunto quello dell'anno ortensie della moglie e dei figli,crea una realtà illusoria in modo da eliminare dalla coscienza questo evento, dunque avviene quello che Freud chiama rimozione. Però vediamo come le paure di Teddy prevalgono nei sogni o in visioni in cui inconsapevolmente l'inconscio prevale e mostra le paure e i bisogni più oscuri.<br>"Cosa sarebbe peggio: vivere da mostro o morire da persona per bene?" Quidni alla fine del film vediamo che la terapia psicanalitica ha avuto successo e Daniels ormai ha preso coscienza di sé e del proprio passato. Il gioco di Ruolo creato dal dottor Cawley ha funzionato ed ha obbligato l'Io del paziente ad ammettere ciò che si era nascosto nei meandri del suo Es. Questo è in effetti il fine di una psicoterapia. Ma Daniels non accetta la propria guarigione. Egli si definisce un mostro per non essere stato capace di comprendere a fondo lo stato psicologico della moglie e si fa carico della responsabilità della morte dei suoi figli, benché non sia stato lui ad ucciderli. In realtà egli non si è macchiato di un crimine come quello che già si rimprovera per la strage dei nazisti nel campo di Dachau. La guarigione obbliga Daniels ad accettare quella realtà senza più rifugiarsi all'interno di un labirinto di paure e di menzogne. Ma il dolore per lui è insopportabile, al punto di fingersi ancora malato e di sottoporsi ad un intervento di lobotomia, che in questo caso si profila come una rimozione chirurgica della sofferenza. In questa ottica la verità non è un bene e la cura stessa è un male.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/JfNqjAb_GrI" />
         <pubDate>2017-05-28 12:04:26 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;IL DISCORSO DEL RE&quot; (Caterina Orefice)</title>
         <author>katia_orefice</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il discorso del re è un film del 2010 diretto da Tom Hooper. Nel 1925 il principe <strong>Albert</strong>, Duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il Principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio. Dopo aver sperimentato svariate terapie e consultato numerosi logopedisti senza evidenti miglioramenti, il Principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth, ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, Re Giorgio V, il cui carattere autoritario sembra esagerare i già evidenti problemi di linguaggio del Principe.<br> La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio. Presentandosi sotto falso nome, la duchessa chiede di poter sottoporre il marito al metodo messo a punto da Logue. Il Principe accetta di incontrare il logopedista, ma è profondamente sfiduciato all'idea di sottoporsi all'ennesima terapia fallimentare. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue - appassionato delle opere di Shakespeare - gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell'Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Scettico e infastidito, il paziente esegue e Logue ne registra la voce. Ma il Principe, spazientito, interrompe la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco - in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell'Amleto in modo fluente - il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.<br> Nella prima seduta, Logue stabilisce regole ben precise: chiede di poter instaurare con il paziente un rapporto confidenziale, senza regole di etichetta e formalismi, chiede di essere chiamato solo Lionel e di poter chiamare il Principe Bertie, soprannome fino ad allora usato solo in ambito familiare. Da quel momento, il Principe intraprende un elaborato percorso, fatto di esercizi di rilassamento muscolare e di controllo del respiro, accompagnati da esercizi di movimento della lingua e di pronuncia. Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo Re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare Wallis Simpson, una statunitense già due volte divorziata. Albert mette in guardia il fratello: in quanto re e capo della Chiesa del Regno Unito non gli sarà concesso sposare una donna divorziata.<br> Il rapporto tra Lionel e Bertie si fa sempre più stretto e confidenziale, e Logue prova a indagare le radici psicologiche del problema del Principe. Riemergono episodi personali, legati all'infanzia e all'adolescenza di Bertie, dai quali il logopedista intuisce l'origine della balbuzie. Logue è convinto che il Principe potrebbe essere un ottimo Re, nell'eventualità che il fratello Edoardo rinunci al titolo, e manifesta la propria opinione. Ma Bertie reagisce con fastidio a quello che ritiene un eccesso di confidenza e tronca il rapporto con lui.<br> Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato Re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero, ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico. Scusandosi per le incomprensioni passate, chiede a Logue di poter riprendere la terapia.<br>Intanto fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione all'Abbazia di Westminster. L'arcivescovo Cosmo Lang non gradisce la presenza di Logue e fa svolgere indagini sul suo passato. Il Re scopre così che l'amico non è un vero medico, ma un attore fallito e lo affronta. Lionel risponde di non averlo mai tratto in inganno: egli non ha mai vantato lauree o titoli accademici, dichiarandosi sempre solo un "esperto in terapia del linguaggio". La sua è un'esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto subito dopo la Grande Guerra coi numerosi soldati che presentavano problemi del linguaggio, evidentemente per effetto dei gravi traumi subiti. Bertie gli concede di nuovo fiducia e la cerimonia di incoronazione si svolge senza problemi.<br> Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio. Nonostante la difficoltà del momento e la grande emozione, Logue riesce a calmare il Re e gli rimane a fianco durante la lettura del discorso, accompagnandolo con gesti ritmici e aiutandolo con lo sguardo a mettere in pratica le tecniche imparate. Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo aver ringraziato Logue per il suo aiuto, il Re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie, per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.<br> Questo film è importante perché riprende alcuni elementi tipici della filosofia di Freud. Freud il padre della psicanalisi, una disciplina che ha avuto un notevole rilievo sia pratico sia teorico, esercitando una vasta influenza nell’ambito del sapere scientifico. Freud nel ‘900 trasforma radicalmente l’immagine dell’io della coscienza e della personalità e rivela l’esistenza di una zona buia alla ragione: l’inconscio.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=9jE2CTP9FUg" />
         <pubDate>2017-05-28 20:45:52 UTC</pubDate>
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         <title>Will Hunting- Genio Ribelle (Mellone)</title>
         <author>antwister98</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/16fcvn7d7yg0/wish/174195699</link>
         <description><![CDATA[<div>Considerato un film motivazionale, <strong>Will Hunting – Genio ribelle</strong> e la sua incredibile morale – tutte le tue doti e il tuo potenziale non servono a nulla se non sei in grado di gestire i tuoi stati d’animo e condividerli con gli altri – si porta a casa nove nominations agli <em>Oscar</em> fra cui, addirittura, due vinti: Miglior attore non protagonista a <em>Robin Williams</em> e Migliore sceneggiatura originale a <em>Matt Damon</em> e <em>Ben Affleck</em>.<br><br></div><div>La pellicola, ambientata a Boston, parla di Will Hunting (<em>Matt Damon</em>), un ventenne incredibilmente intelligente e acuto ma con gravi problemi comportamentali. Il giovane, difatti, è propenso alla violenza e all’aggressività. Vive solo in un quartiere periferico della città e lavora, in modo precario, come inserviente delle pulizie nel dipartimento di matematica del celebre Massachusetts Institute of Technology.<br>Passa le giornate così, pulendo pavimenti ed uscendo la sera con i suoi fedeli amici con cui, spesso e volentieri, combina guai creandosi una fedina penale non di gran rispetto.<br>Eccetto gli amici stretti, Will non riesce ad interagire con nessun altro, chiudendosi in una bolla di diffidenza. Essendo molto intelligente, però, passa il suo tempo libero sfogliando libri e manuali di ogni argomento ed imparando ogni nozione a memoria. Il suo vero talento vien fuori con la matematica, ed è proprio quest’ultima a cambiargli la vita: il professor Gerald Lambeau (<em>Stellan Skarsgård</em>), infatti, lascia scritto sulla lavagna un difficile quesito matematico che i suoi studenti dovranno tentare di risolvere in un tempo stimato pari ad un anno. Will lo ha già risolto l’indomani, lasciando le soluzioni scritte proprio a fianco del problema.<br>Quando il luminare Gerald scopre che la strepitosa dote appartiene proprio all’inserviente, decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice spronandolo a far meglio e cercando di convincerlo ad intraprendere la carriera matematica. Piombano sul giovane un sacco di offerte lavorative esemplari ma lui non pare essere troppo interessato e non riesce a gestire bene i suoi sentimenti e le sue emozioni, tant’è che viene obbligato a frequentare uno psicologo. Gerald mostra il suo pupillo ai migliori esperti della città ma nessuno di loro riesce a comunicare in modo soddisfacente con Will che, anzi, ha l’innata capacità di farli irritare tutti quanti, uno dopo l’altro.<br>Al suo mentore matematico non resta che ricorrere al piano B: contattare Sean McGuire (<em>Robin Williams</em>), psicologo e insegnante, suo ex amico con cui si era lasciato in malo modo. Vedovo da non troppo tempo, Sean inizialmente si mostra titubante ma, vinto dalla bontà d’animo del suo cuore, si autoconvince ed accetta l’incarico.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/RfNLa_v5TeI" />
         <pubDate>2017-05-29 05:57:03 UTC</pubDate>
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         <title>Adaline, l&#39;eterna giovinezza. (Anna Mormile)</title>
         <author>annamormile98</author>
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         <description><![CDATA[<div>Adaline nasce nel 1908 e smette di invecchiare all'età di 29 anni, dopo un misterioso incidente d'auto. Inseguita dalle autorità, la donna trascorrerà i successivi anni cambiando costantemente la propria identità e viaggiando per il mondo, cercando di non instaurare relazioni particolarmente durature. A far entrare in crisi il suo fugace stile di vita l’incontro con l’affabile Ellis Jones, che metterà a repentaglio il suo stesso segreto.<br>Centrale è il tema del tempo, che per Adaline si ferma davvero, donandole l'eterna giovinezza; ma il tempo smette di scorrere (metaforicamente) anche per il padre di Ellis, William, che decenni prima la stessa protagonista aveva dovuto abbandonare pur essendo innamorata di lui. L'incontro con la ragazza gli permetterà di "superare" l'amore che ancora provava per lei e di riconoscere il sentimento ancora più intenso nei confronti della moglie. </div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=JOMD6ik_yOI" />
         <pubDate>2017-05-30 18:20:50 UTC</pubDate>
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