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      <title>Un solo mondo un solo futuro by Istituto Comprensivo &quot;E. Cortis&quot; Quartucciu</title>
      <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze</link>
      <description>Settimana della Cooperazione Internazionale. Lavoro prodotto dalla classe 2^D, Tempo Prolungato, Istituto Comprensivo &quot;E. Cortis&quot;, Quartucciu.  a.s. 2015/16</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-02-03 09:10:06 UTC</pubDate>
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         <title>&quot; Che se ne tornino a &amp;nbsp;casa loro &quot;</title>
         <author>giuliamanca8</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quale casa?</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 10:32:16 UTC</pubDate>
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         <title>Quale accoglienza?</title>
         <author>stefania_toro653</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/93728218</link>
         <description><![CDATA[<div>La Corte dei diritti dell’uomo ha bocciato il nostro Paese sulle modalità di accoglienza dei richiedenti asilo. Oggi, in Italia, gli immigrati nelle diverse strutture di prima e seconda accoglienza sono poco meno di 66.000, di cui 25.000 sono minori.<br>Gli italiani pensano che il livello di immigrati nel nostro Paese sia pari al 30%, ed in realtà è il 7% e che i musulmani siano il 20% in realtà sono il 4%.<br>Le regole generali “di Dublino” prevedono che uno straniero possa presentare domanda di asilo politico nel primo paese europeo con cui entra in contatto ed in cui è individuato. Nel caso in cui egli, invece, tenti di aver riconosciuta la condizione di rifugiato in un Paese differente, quest’ultimo ha il potere di respingerlo nel primo Stato di arrivo.<br>“Vista la situazione attuale del sistema di accoglienza in Italia, non è infondata la possibilità che un numero ragguardevole di richiedenti asilo rimanga senza alloggio, o sia sistemato in centri sovraffollati, in condizione insalubri e pericolose”, si legge nella sentenza.<br>Secondo l' ONU, un rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”. Negli anni questa definizione si è ampliata a tutte le persone che fuggono dai loro paesi “perché le loro vite, la loro sicurezza o la loro libertà sono state minacciate da una violenza generalizzata, un’aggressione straniera, un conflitto interno, una violazione massiccia dei diritti umani o altre circostanze che abbiano gravemente turbato l’ordine pubblico”.&nbsp;<br>In anni più recenti a livello internazionale, europeo e nazionale sono stati individuati ulteriori strumenti per proteggere i moltissimi “profughi”, quelle persone cioè che fuggono dai loro paesi a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Nei loro confronti possono essere attivate misure di “protezione sussidiaria” – in particolare verso chi corre il pericolo di subire tortura, condanna a morte o trattamenti inumani o degradanti per motivi diversi da quelli previsti dalla convenzione di Ginevra. Misure di protezione umanitaria a chi necessita appunto di protezione e assistenza perché particolarmente vulnerabile sotto il profilo medico, psichico o sociale.&nbsp;<br>Nel 2014 sulle coste e nei porti del Sud dell’Italia, sono arrivate infatti oltre 170.000 persone, di cui ben oltre il 30% di donne e minori. Nel 2011, anno record per gli effetti delle “primavere arabe”, gli arrivi erano stati 63.000, 13.000 nel 2012 e 43.000 in tutto il 2013. I dati indicano una prevalenza di eritrei e siriani tra coloro che hanno attraversato il Mediterraneo nei primi otto mesi del 2014; seguono i cittadini di Mali, Nigeria, Gambia e Somalia. L’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) stima che siano stati oltre 3 mila i morti nel Mediterraneo tra gennaio e settembre 2014, e 22.400 quelli che hanno perso la vita dal 2000 ad oggi.<br>In Italia i profughi non vogliono restare. Al 1° gennaio 2015 le persone accolte e rimaste nelle diverse strutture di prima e seconda accoglienza sono poco meno di 66.000. I minori sbarcati in Italia sono 25 mila, di questi i non accompagnati sono 18.599.L’Italia per molte persone, in particolare siriani e palestinesi, è stata terra di passaggio per raggiungere famiglie e comunità in altri paesi europei, dove sono convinti di trovare un lavoro, ma anche strumenti e modalità di accoglienza più efficaci. Ma in Italia abbiamo visto anche Comuni, Associazioni impegnati in uno sforzo straordinario per dare accoglienza a queste persone. Il solo Comune di Milano, coadiuvato da associazioni e cooperative, ha assicurato assistenza e ristoro da ottobre 2013 a oggi a circa 54 mila persona in massima parte siriani, di cui 14 mila bambini. Uno sforzo immane portato avanti con le sole forze del territorio, senza poter contare di fatto su un coordinamento nazionale nella gestione dei flussi dai porti meridionali.<br>Il 20 giugno è la giornata mondiale del rifugiato. Ma che differenza c’è tra essere un immigrato, un rifugiato o un profugo?<br>Migrante/immigrato<br>Chi decide di lasciare volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante non è un perseguitato nel proprio paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.<br>Immigrato regolare/irregolare<br>L’immigrato regolare risiede in uno stato con un permesso di soggiorno rilasciato dall'autorità competente. Il migrante irregolare è una persona che:<br>•è entrato in un paese evitando i controlli di frontiera;<br>•è entrato regolarmente in un paese, per esempio con un visto turistico, ma ci è rimasto anche quando il visto è scaduto;<br>•non ha lasciato il paese di arrivo anche dopo che questo ha ordinato il suo allontanamento dal territorio nazionale.<br>Clandestino&nbsp;<br>In Italia si è clandestini quando pur avendo ricevuto un ordine di espulsione si rimane nel paese. Dal 2009 la clandestinità è un reato penale.<br>Profugo/profugo interno<br>Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio paese a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Un profugo interno non oltrepassa il confine nazionale, restando all'interno del proprio paese.<br>Rifugiato<br>La condizione di rifugiato è definita dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite firmato da 147 paesi. Nell'articolo 1 della convenzione si legge che il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.<br>Dal punto di vista giuridico-amministrativo è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato perché se tornasse nel proprio paese d’origine potrebbe essere vittima di persecuzioni. Per persecuzioni s’intendono azioni che, per la loro natura o per la frequenza, sono una violazione grave dei diritti umani fondamentali, e sono commesse per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale.&nbsp;<br>L’anno scorso nel mondo ci sono stati più di 45,2 milioni di rifugiati.<br>Richiedente asilo<br>Un richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale. Fino a quando non viene presa una decisione definitiva dalle autorità competenti di quel paese (in Italia è la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato), la persona è un richiedente asilo e ha diritto di soggiornare regolarmente nel paese, anche se è arrivato senza documenti d’identità o in maniera irregolare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-08 08:21:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il viaggio!! </title>
         <author>giuly_made_2004</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/93774091</link>
         <description><![CDATA[<div>Perché si parte? Perché si affronta il mare in condizioni disumane rischiando una morte atroce? A queste domande rispondiamo con le testimonianze di chi sceglie il mare come ultima speranza.</div><div><br><strong>Le testimonianze</strong><br>“Meglio morire in mare che stare in Libia. In mare si muore una volta sola, se stai in Libia è come se morissi tutti i giorni”. I letti dove dormivamo in Libia erano pieni di insetti, avevamo pagato per il viaggio, ma nell’attesa dovevamo lavorare per i padroni del posto. Gratis, come schiavi. Chi si rifiutava veniva picchiato. Ho visto gente morire sepolta a pochi metri da dove dormivamo”.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ecco la testimonianza di un ragazzo di 16 anni, ospitato in una struttura di accoglienza italiana.&nbsp; Lui ha raggiunto la Libia attraverso il Gambia, attraversando il deserto in quattro settimane.<br><br></div><div>“Sono andato in Libia per tentare la traversata, ho pagato 500 dollari ma forse la somma non bastava ai trafficanti. Mi hanno sequestrato e portato a Misurata, nel golfo della Sirte. Ero uno schiavo, mi facevano lavorare senza pagarmi. Nel capannone eravamo in 200 almeno,dormivamo per terra e avevamo poco cibo, l’acqua era sporca e non c’erano servizi igienici per i nostri bisogni. Le donne venivano violentate, gli uomini offesi e picchiati. Per convincermi a farmi mandare i soldi dai miei genitori e pagare il viaggio mi hanno torturato. Una notte degli uomini armati sono entrati nel capannone e hanno prelevato un gruppetto di eritrei. Erano ubriachi e drogati, e hanno fatto correre gli eritrei mentre loro sparavano, li usavano come bersagli mobili. Sparavano e ridevano come diavoli. Ho visto almeno due persone cadere a terra colpite”.&nbsp; Parole di un ragazzo eritreo di vent' anni.<br><br>“ Io in Siria ero un bracciante agricolo, e nel 2013 ho lasciato il mio Paese per il Libano,&nbsp; volevo raggiungere il Sudan per poi tentare la traversata in Europa attraverso la Libia. Ho pagato mille dollari a un mediatore siriano per arrivare in Sudan. Da qui ho raggiunto la frontiera libica con un fuoristrada condotto da un altro sudanese membro dell’organizzazione che ci ha consegnato a dei libici. Erano in due e con un altro fuoristrada ci hanno portati ad in Cirenaica. Ci sorvegliavano uomini vestiti di nero e incappucciati. Il loro compito era selezionarci per sesso e religione. I musulmani potevano proseguire il viaggio, i cristiani no, venivano uccisi dagli incappucciati. Le donne cristiane che avevano pagato il viaggio venivano risparmiate.&nbsp; Il nostro campo era un lager sorvegliato da guardie armate. Eravamo in 150, non potevamo uscire, eravamo prigionieri, ci davano un panino e acqua salata ogni 24 ore. Ci picchiavano, non c’erano bagni e dormivamo per terra. Sono rimasto in questo posto per 11 giorni. Una notte ci hanno caricati su un camion, coperti con dei teli e trasferiti in un villaggio in mezzo al deserto, qui ci hanno scaricato in una stalla dove c’erano mucche, capre e pecore, abbiamo dormito con gli animali per due giorni. È stato il momento peggiore, le guardie ci hanno tolto tutto, chi protestava veniva picchiato con il calcio dei fucili. Non ne potevamo più e una notte siamo scappati. Abbiamo raggiunto un’altra città dove un tale,&nbsp; libico, ci ha ospitati per una notte prima di consegnarci a un altro capo,&nbsp; anche lui libico. È un trafficante e per&nbsp; 900 dollari ci ha portati sulla spiaggia dove c’era un gommone di 12 metri circa che da lì a poco sarebbe partito per l’Italia. Eravamo non meno di 150. Siamo partiti di notte e abbiamo navigato in quelle condizioni per due giorni, non avevamo cibo e acqua, il gommone imbarcava acqua. Fortunatamente siamo stati avvistati da una nave italiana che ci ha salvati. Lo scafista, quando sono arrivati i soccorsi, si è confuso mettendosi in mezzo a noi. Ora sono stanco e&nbsp; voglio andare in Olanda”.<br><br>“Sono incinta di quattro mesi. Con mio marito volevamo raggiungere l’Europa per dare un futuro al figlio che aspetto. Una notte a Tripoli ci hanno fatti salire su un gommone scuro, eravamo 120, c’era acqua e pane, ma mancavano i giubbotti di salvataggio per tutti, dopo quattro giorni di navigazione il gommone si è capovolto, eravamo in troppi e le onde erano alte. Ci siamo salvati in dieci. Anche mio marito è morto, aveva 28 anni. Ora chiedo solo di essere aiutata a rimanere in Italia, lavorare e crescere il figlio che aspetto”.<br><br></div><div><strong>Come si arriva fino alla barca</strong></div><div>Quello che&nbsp; pagano i migranti per farsi trasportare dall’altra parte del Mediterraneo dipende dalla loro provenienza. Un africano subsahariano normalmente paga una cifra compresa tra i 740 e 920 euro, un siriano non oltre i 2.300 euro, un marocchino non oltre i 1.500 euro. I siriani tendono a pagare di più per garantirsi più sicurezza durante il viaggio, mentre i subsahariani, che hanno meno soldi, non chiedono garanzie. I guadagni dei trafficanti, sono difficili da quantificare perché dipendono da diversi fattori, come la grandezza delle imbarcazioni usate e il numero di persone che si trasportano.</div><div>L’imbarco funziona così: ai migranti viene fatta una telefonata e viene detto di trovarsi in un posto specifico. Da qui i migranti vengono trasferiti in un luogo sicuro: non possono portare cellulari né bagagli, viene dato loro da mangiare e da bere e la possibilità di usare il bagno, prima dell’imbarco. La permanenza nel posto indicato dagli scafisti può durare un tempo variabile: Un ragazzo,&nbsp; proveniente dalla Siria, è rimasto chiuso in una casa in attesa dell’imbarco per quattro mesi: «Parecchie volte hanno detto: stiamo per partire. Ma non succedeva mai. Due volte abbiamo raggiunto la spiaggia ma poi siamo tornati indietro. Solo una volta siamo arrivati all’imbarcazione, ma poi ci hanno detto che non c’era più spazio».</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-08 13:31:21 UTC</pubDate>
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         <title>Mettiamoci nei loro panni</title>
         <author>luelmaca</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94270444</link>
         <description><![CDATA[<div>Moltissimi barconi pieni di immigrati sbarcano in Italia. <br>Le persone sono almeno il doppio della quantità che potrebbero reggere queste imbarcazioni. Scappano dal loro paese per via della guerra che distrugge a poco a poco la loro casa, rischiano la vita in viaggi lunghissimi, senza cibo e in condizioni pessime, l' unica cosa che noi potremmo fare quando sbarcano da noi, è  di accoglierli, aiutarli e se non ci sono le condizioni per tenerli in Italia, mandarli in paesi più idonei ad aiutarli.<br>Secondo me, l'Italia potrebbe accoglierne ancora e sarebbe anche conveniente per noi perché  ci darebbero mano d' opera, visto che sono disposti a fare qualsiasi lavoro per sopravvivere, ma naturalmente senza sfruttare nessuno.<br>Sono persone disperate, distrutte, che non possono permettersi di tornare nella loro terra anche se la preferirebbero. Dovremmo pensare anche a cosa li spinge a intraprendere questi lunghi viaggi, pericolosi: nel loro paese non ci sono le condizioni, non per vivere, ma per sopravvivere... bisogna riflettere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-10 10:28:09 UTC</pubDate>
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         <title>Io sono un uomo</title>
         <author>stefania_toro653</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94275739</link>
         <description><![CDATA[<div>Io sono un uomo, <br>non una spazzatura.<br>I miei diritti vanno rispettati, <br>non oltraggiati.<br>Stiamo scappando dalla guerra, <br>ma voi non ci capite.<br>A nessuno importa come stiamo, <br>importa solo come siamo.<br>Non abbiamo più un paese, <br>tutto è in frantumi.<br>Le speranze sono andate<br>se voi non ci aiutate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-10 11:04:18 UTC</pubDate>
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         <title>Tanti rischi per un futuro migliore.</title>
         <author>giuly_made_2004</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94304823</link>
         <description><![CDATA[<div>La maggior parte delle persone pensa che gli immigrati siano un problema per il nostro Paese, ma non è affatto così e le statistiche lo dimostrano. Alcuni pensano che devono tornare a casa loro, ma forse dimenticano che casa non ne hanno più! Dovremmo provare a metterci nei loro panni e capire che non affronterebbero settimane nel deserto e pericolosi viaggi in balia del mare se la situazione non fosse tanto grave!<br>Inoltre preferiscono rischiare e provare a raggiungere Paesi più sicuri piuttosto che rimanere li e assicurarsi una morte certa, quindi accogliamo a braccia aperte queste persone in difficoltà. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-10 13:41:02 UTC</pubDate>
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         <title>Accogliamoli in modo ospitale!</title>
         <author>beatricefois2003</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94373016</link>
         <description><![CDATA[<div>Molti italiani pensano che gli immigrati siano un "peso" per l'Italia; invece è tutt'altro.<br>Alcuni dicono che loro rubano il lavoro, invece  fanno un lavoro sporco e duro e mal pagato.<br>Poi dicono anche che devono tornare a casa loro, ma forse non sanno che loro sono venuti qui, perché non hanno più una casa!<br>Noi dobbiamo capire e far capire, che non vengono per farci un dispetto, ma per avere una speranza; scappano dal proprio Paese perché sanno già che fine faranno, e quindi rischiano la vita, pur di provare a salvarsi!<br>Io penso che se la situazione non fosse questa, non rischierebbero di morire, quindi ACCOGLIAMOLI in modo gentile e ospitale!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-10 16:39:45 UTC</pubDate>
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         <title>Da dove scappano e perchè</title>
         <author>giuliamanca8</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94541661</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i richiedenti asilo, la maggior parte proviene dal Corno d'Africa, in particolare da Eritrea, Somalia&nbsp; e &nbsp; Paesi che vivono in situazioni di emergenza da decenni, tra fame, guerre, violenze, dittature. Vediamo perché gli abitanti di queste nazioni lasciano le proprie terre, spesso affrontando viaggi della speranza dall'esito incerto.&nbsp;</div><div><strong>Eritrea</strong><br>&nbsp;"Violazione flagrante dei diritti umani. La tortura e la schiavitù sono la norma". L'Eritrea è responsabile di violazioni sistematiche e generalizzate dei diritti umani che hanno creato un clima di paura nel quale il dissenso è soffocato, gran parte della popolazione è sottoposta a lavori forzati e al carcere e centinaia di migliaia di profughi sono fuggiti dal Paese".<br>Le pene vanno da anni di carcere duro&nbsp; alle torture, passando per la sparizione. Si può incappare in una di queste condanne per le "colpe" più disparate, di natura politica, ideologica o culturale. &nbsp;<br>C'è poi la questione militare. Nessuno sotto i 60 anni può avere un passaporto, perché fino a quella soglia tutti devono assolvere il servizio militare. Gli eritrei vengono chiamati alle armi anche prima dei 18 anni e, spesso, ci rimangono per anni, a tempo indeterminato.<br><strong>Somalia</strong><br>Gravi problemi anche in Somalia, da oltre due decenni ai primi posti tra le zone più pericolose del Mondo. Più di vent'anni di guerre interne hanno portato il Paese ad essere considerato uno dei peggiori dove mettere al mondo un figlio.<br><strong>Sudan</strong><br>Dal 1821 il Sudan vive con la costante presenza della guerra. Il Paese è dilaniato.<br>Decenni di guerra civile hanno avuto forti conseguenze sulla popolazione, con oltre 6 milioni di profughi.&nbsp;</div><div><strong>Siria</strong></div><div>I profughi siriani che giungono in Europa scappano da una guerra totale che ha provocato cinque milioni di sfollati. Non scappano precisamente dalla guerra, ma da come la guerra ha devastato le loro famiglie, le loro case, la loro sfera individuale.&nbsp;<br><strong>Balcani</strong><br>Sono loro a costituire circa il 30% degli arrivi sulle coste italiane. Sappiamo pochissimo delle esecuzioni extragiudiziali, dei gulag disseminati in ogni angolo del paese, delle torture che si praticano nel silenzio delle celle.&nbsp;<br><strong>Libia</strong>&nbsp;<br>un altro paese in guerra, con due governi in carica e zone al di fuori di ogni controllo statuale, cui si aggiunge la porzione di territorio sotto il controllo di ISIS. Curiosamente, però, i libici non partono. Non verso l’Europa, almeno. Sono in tanti ad aver varcato i confini con la<strong>&nbsp;Tunisia</strong>&nbsp;e l’<strong>Egitto</strong>, in fuga temporanea.</div><div><strong>Gambia&nbsp;</strong>&nbsp;<br>Una piccola striscia di terra incuneata nel Senegal, paese anglofono dominato da Yahya Jammeh, un padre-padrone che non ammette dissenso. Situazione aggravatasi dopo il tentativo di colpo di stato dello scorso dicembre, a cui ha fatto seguito un’ulteriore ondata repressiva, fatta di arresti e torture.<br><strong>Costa d’Avorio e i Paesi post-conflitto</strong><br>&nbsp;Vari sono i paesi che escono da conflitti sanguinosi. Alcuni di questi attraversano la fase dei regolamenti di conti. Ad esempio, la Costa d’Avorio, paese ora pacificato, ma il cui ex capo di stato è sotto processo alla Corte Penale Internazionale dell’Aja.</div><div><strong>Nigeria, Ciad, Camerun e Niger&nbsp;<br></strong>Esistono Boko Haram e gli Al Shabaab, ma anche altri gruppi (quasi tutti di matrice islamica) che infestano intere regioni, in particolare nella zona del Sahel. Gruppi feroci, che radono al suolo vite, tradizioni, cultura. Boko Haram e la follia del suo capo Abubakar Shekau seminano il terrore non solo nel nord della Nigeria, ma ormai anche nel nord del Camerun, nel sudest del Ciad e nel sudovest del Niger, gli Al Shabaab che dalla Somalia terrorizzano sempre più il Kenya, ma ci sono altri gruppi di cui sentiamo meno parlare ma che non per questo sono meno violenti c’è Aqmi , che dall’Algeria si è spostato in Mali, dove troviamo anche Ansar Eddine che infesta il nord del Paese, cui vanno aggiunti i gruppi armati che rivendicano l’indipendenza del nord del paese.<br><strong>Migranti economici&nbsp;</strong><br>Tra i richiedenti asilo compaiono anche altre provenienze: ci sono molti senegalesi e ghanesi, ci sono egiziani, marocchini e tunisini. Ma possono arrivare da paesi non in guerra e non oppressi da regimi, possono arrivare persone che ottengono asilo o protezione umanitaria. Ad esempio, le minoranze religiose perseguitate o emarginate, o gli omosessuali che in alcuni paesi sono anche puniti col carcere. Poi ci sono i minori non accompagnati, in gran parte nordafricani: un vero e proprio investimento fatto dalla famiglia, che vende i propri beni per mandare il figlio ragazzino a cercar fortuna.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-11 09:55:21 UTC</pubDate>
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         <title>Non giudicare senza conoscere</title>
         <author>ila_puddu14_06_03</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94668436</link>
         <description><![CDATA[<div>All'inizio non pensavo fosse così importante il problema immigrazione, seguivo i luoghi comuni, però, dopo le ricerche e gli studi fatti per il&nbsp; "Progetto CISV", ho capito perché rischiano la vita e perché preferiscono morire in mare anziché morire nella propria terra.<br>Pensiamo sempre che siano pericolosi, perché magari arrivano nelle nostre coste con un' aria poco rassicurante, un po' trasandati, ma, alla fine, i veri pericolosi siamo noi, che non accogliamo persone uguali a noi, solo un po' diverse, un po' più speciali.<br>Pensate di essere lì, in quel barcone a rischiare la vita per trovare un futuro migliore, dopo aver lasciato la vostra terra e i vostri familiari, per trovare la libertà, per poi arrivare da noi ed essere giudicati per quello che magari non sei, a questo punto mi chiedo se sono loro i cattivi o noi che neghiamo a queste povere persone l'accoglienza che si meritano, dopo tutto il viaggio che hanno compiuto.<br>Non bisogna mai giudicare le persone che non conosciamo, mai avere pregiudizi, mai.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-11 17:32:00 UTC</pubDate>
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         <title>Questo non é vivere, ma sopravvivere</title>
         <author>noemi_casula04</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94691203</link>
         <description><![CDATA[<div>Gente che scappa  perchè nella propria terra si vive in condizioni disumane, dove l'unica alternativa è la morte.                                                                                                        Sono poveri, malati, orfani...perdono la famiglia, il lavoro, la casa... non sanno se domani saranno salvi oppure sul fondo del mare. Persone che cercano solo di salvare se stei o i loro figli. In Italia offrono tantissimo aiuto con la mano d'opera e le tasse che pagano, per poi sentirsi dire  "Ci rubate il lavoro, tornate  da dove siete venuti". E allora questo non è vivere, ma sopravvivere.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-11 18:33:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Cerchiamo la verità</title>
         <author>alepibiri03</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94781693</link>
         <description><![CDATA[<div>L'argomento dei migranti è un argomento molto complicato e prima di parlarne bisognerebbe informarsi, per l'appunto nella realtà o nelle solite reti di informazioni ci fanno credere tutto, tranne che la verità.<br>Di informazioni falsate ce ne sono a migliaia, ma le più importanti sono lavoro e accoglienza. L'accoglienza in Italia non è delle migliori anzi in molti posti, vi posso assicurare, vengono trattati come vere e proprie bestie, le informazioni che ci danno sono false, un&nbsp; esempio perfetto è il fatto che gli diano una cifra di 40 euro al giorno, cosa del tutto falsa infatti vengono forniti del minimo indispensabile per sopravvivere.<br>Per quanto riguarda il lavoro, non possono portare altro&nbsp; che un guadagno ulteriore allo stato italiano, infatti i migranti lavoratori vengono sottomessi a una paga minore e in certi casi allo sfruttamento, ma nonostante questo, pagano allo stato le tasse&nbsp; come qualunque altro cittadino o lavoratore italiano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-12 05:40:59 UTC</pubDate>
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         <title>La lotta per la salvezza</title>
         <author>lalla_squalo2811</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94783934</link>
         <description><![CDATA[<div>L'immigrazione è un fenomeno che si è ripetuto numerose volte nel corso della storia.<br>Molte volte si è costretti a scappare dalla propria terra per molte ragioni: a causa della guerra, povertà, o semplicemente, a causa di un governo che non permette di esprimere il proprio pensiero, ecc.<br>Per affrontare il viaggio nei barconi, devono abbandonare le loro famiglie, per poi viaggiare in "barche" sovraffollate, senza neanche avere la sicurezza di sopravvivere.<br>Arrivati nel paese accogliente, dopo essersi ripresi dal viaggio, provano ad ambientarsi e rifarsi una vita...ma è un impresa. Gli immigrati vengono giudicati come persone cattive, che dovrebbero restare nella loro terra, che vengono qui a rubare, quindi vengono discriminati e maltrattati. Nel raro caso che trovino un lavoro, è un lavoro umile e anche in questo caso, vengono sfruttati e sottopagati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-12 06:41:20 UTC</pubDate>
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         <title>Persone come noi</title>
         <author>gielle03</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94850064</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo me, chi si mette in pericolo salendo su una barca che lo porta forse alla salvezza o forse no, è davvero disperato.<br>Loro nella loro terra vivono in condizioni di vita pietose e spesso vanno incontro ad una morte certa, quindi morte per morte, è meglio provarci, infatti molti si salvano, purtroppo sono molti di più quelli che non si salvano.<br>Qui in Italia si parla&nbsp; spesso di crisi e del fatto che ci sono molti problemi, ma credo che noi siamo un paese meraviglioso rispetto alla Siria, Etiopia, Eritrea, però quando arrivano diventano emarginati perché la gente è razzista, e quindi loro non si integrano nella società, ma in fondo sono persone come noi, pensate se ci fossimo noi al loro posto, loro hanno dei diritti che vanno rispettati.<br>Oltretutto quelli che si sono salvati e hanno trovato alloggio nei paesi di accoglienza, sono felici perché si sono salvati, ma quella che hanno lasciato è pur sempre la loro terra, con le tradizioni, la casa, dopo un po' ne sentono la nostalgia... Insomma la guerra è una cosa davvero brutta, ed è sorprendente come l'uomo, che ne è lo stesso artefice, non se ne sia ancora reso conto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-12 14:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>Apriamo gli occhi!!</title>
         <author>fabio_biddau1</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94862028</link>
         <description><![CDATA[<div>È sorprendente quanto la gente sia menefreghista e disinformata sul fatto che tutt'ora si sta svolgendo. Tutti noi dobbiamo aprire gli occhi e osservare il mondo... tutt'ora in alcune parti del mondo c'è la guerra, quindi molte persone sono costrette a scappare per evitare di essere torturate e uccise. Così vengono da noi, pensando di essere accolte a braccia aperte, per poi ritrovarsi a confrontarsi con persone che continuano a offenderle in modo razzista, dicendogli di ritornarsene a casa... MA QUALE CASA? Se queste persone  sono venute da noi c'è un motivo, la guerra! Dobbiamo svegliarci e aprire gli occhi, loro sono persone come noi però più sfortunate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-12 15:21:27 UTC</pubDate>
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         <title>Se tu fossi me</title>
         <author>matdemon91</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/94958964</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono scappato da molto lontano,<br>ho perso tutto,&nbsp; mi dai una mano.<br>Non mi conosci,&nbsp; ho negli occhi il dolore,<br>ho visto la morte e la tengo nel cuore.<br>Ti chiedo un aiuto,&nbsp; me lo puoi dare,<br>vorrei solo vivere,&nbsp; ma non dimenticare.<br>Ho lasciato la mia casa e la mia famiglia,<br>la guerra mi ha tolto la mia meraviglia.<br>Se tu non mi vuoi,&nbsp; dimmi il perché,<br>ma pensa, anche, se tu fossi me!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-13 06:11:46 UTC</pubDate>
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         <title>Uomo libero</title>
         <author>ale_42</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/95079012</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono un immigrato.<br>Sono ammalato, ammalato e maltrattato.<br>Cerco lavoro e vendo qualunque cosa. Può essere di tutto, ma anche una rosa.<br>Non ho soldi per niente, neanche per mangiare. Tu hai i soldi per tutto, anche solo per giocare.<br>Scappo da guerre,  morte, tutto e di più. Vorrei vedere te a sopravvivere laggiù.<br>Ti saluto così, e magari puoi pensare, a quanto mi è costato, provare a scappare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-15 09:05:42 UTC</pubDate>
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         <title>Disperazione</title>
         <author>martypilloni</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/95079154</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo me, gli immigrati sono persone spaventate, disperate e sfortunate che cercano un futuro migliore in altre terre; proprio per questo bisogna ospitarli con amore.<br>Queste persone non vengono da noi per farci del male o per toglierci opportunità, ma cercano solamente un posto in cui rifugiarsi e  vivere in serenità, perché i veri cattivi siamo noi che li trattiamo in modo diverso dagli altri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-15 09:07:12 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini e Parole</title>
         <author>murgiapillosu</author>
         <link>https://padlet.com/murgiapillosu/14eks5zcj4ze/wish/95282138</link>
         <description><![CDATA[<div>montaggio video 2^D&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/3IdcloKmqmA" />
         <pubDate>2016-02-16 14:35:15 UTC</pubDate>
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