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      <title>ALESSANDRO MANZONI by luciazia</title>
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      <description>3C</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-02-18 07:59:58 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Manzoni</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce a <strong>Milano</strong> nel <strong>1785</strong>, nipote del filosofo Cesare Beccaria. Studia in collegio fino ai 16 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-18 17:39:21 UTC</pubDate>
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         <title>Parigi</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>A vent'anni raggiunge la madre a <strong>Parigi</strong>, dove per cinque anni viene a contatto con le idee dell'<strong>Illuminismo</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-18 17:42:16 UTC</pubDate>
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         <title>Matrimonio</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>nel <strong>1806</strong> <strong>sposa Enrichetta Blondel</strong>, molto religiosa. Anche lui in seguito <strong>ritrova la fede</strong> che diventerà <strong>uno dei temi centrali delle sue opere</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-18 17:58:47 UTC</pubDate>
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         <title>Casa Manzoni</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si stabiliscono a Milano, Manzoni aderisce agli <strong>ideali risorgimentali</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-18 18:01:13 UTC</pubDate>
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         <title>vita di Alessandro Manzoni</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-02-18 18:58:40 UTC</pubDate>
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         <title>Senatore del Regno d&#39;Italia</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1861</strong> Manzoni diventa<strong> Senatore</strong> del Regno d'Italia, nominato dl re Vittorio Emanuele II.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/Giuseppe_Garabaldi_visiting_Alessandro_Manzoni_on_15_March_1862.jpg/1280px-Giuseppe_Garabaldi_visiting_Alessandro_Manzoni_on_15_March_1862.jpg" />
         <pubDate>2020-02-19 06:18:31 UTC</pubDate>
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         <title>La morte</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1873, a 88 anni, Alessandro Manzoni muore a Milano dopo aver vissuto una vita pubblica di successi e riconoscimenti, ma una vita privata costellata di dolori e lutti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-19 06:23:33 UTC</pubDate>
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         <title>Le opere</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Manzoni è l’autore più rappresentativo del Romanticismo italiano. Fra le sue opere ri­cordiamo:</div><div>•    gli inni sacri (1812-1822), cinque composizioni poetiche che celebrano le solennità più importanti della chiesa: <em>La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste;</em></div><div>•    le odi (1821): <em>Marzo 1821</em> e <em>II cinque maggio,</em> nelle quali riflette sui fatti storici che sta vivendo; in esse ben sì esprime la funzione di impegno civile che lo scrittore attri­buisce all’arte;</div><div>•    le tragedie (1820-1822): <em>Il Conte di Carmagnola e Adelchi;</em>i protagonisti sono perso­naggi storici del passato presentati come eroi che lottano contro i soprusi del potere;</div><div>•    il romanzo storico / <em>promessi sposi:</em> pubblicato una prima volta nel 1827 e, in una seconda versione a dispense, tra il 1840 e il 1842.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-19 07:33:33 UTC</pubDate>
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         <title>I Promessi Sposi</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>I temi fondamentali</strong><br>Tutto il romanzo è percorso da due temi fondamentali: la vita degli umili e la Provvi­denza divina.</div><div>Per la prima volta la gente comune vittima dei soprusi dei potenti, con i suoi problemi e con il suo bisogno di dignità e giustizia, diventa protagonista di un romanzo.</div><div>Nel momento in cui l'Italia sta cercando la sua unità nazionale, Manzoni sembra lan­ciare un messaggio politico: il popolo, con la sua operosità e la sua speranza di giu­stizia, può dare un grande contributo al rinnovamento della società.</div><div>Riguardo alla Provvidenza divina, Manzoni ritiene che essa guidi la storia degli uomi­ni non perché si sostituisca a loro e governi le loro azioni, ma perché le vicende umane si inseriscono in un progetto universale che coinvolge tutto il creato.</div><div>Coloro che sono umiliati e perseguitati cercano nella Provvidenza le ragioni del loro sof­frire e, nei disegni divini, trovano non motivo di rassegnazione ma volontà di riscatto e forza per opporsi alle ingiustizie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-19 07:40:37 UTC</pubDate>
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         <title>I Promessi Sposi</title>
         <author>luciazia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La vicenda</strong><br>Per dare un effetto di maggior veridicità e per attribuire al narratore un maggior di­stacco dalla storia che racconta, Manzoni finge di trascrivere in forma moderna la cro­naca di un autore anonimo del Seicento.<br><br></div><div>La vicenda è ambientata in Lombardia tra il 1628 e il 1630, al tempo della domina­zione spagnola, negli anni in cui scoppiò una grande epidemia di peste.</div><div>I due protagonisti principali sono Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due giovani di umile condizione che vivono in un paesino nei pressi del lago di Como e lavorano in una filanda dove dai bozzoli si ricava la seta.</div><div>Progettano di sposarsi e già ogni cosa è pronta per il loro matrimonio quando il ca­priccio del prepotente don Rodrigo, un signorotto del luogo, manda all’aria tutto. Don Abbondio, il curato che deve celebrare il matrimonio, è minacciato dai bravi, gli sgher ri di don Rodrigo, e per paura si sottrae al suo impegno.</div><div>Per un caso fortunato, Lucia sfugge al rapimento ordito da don Rodrigo e con l'aiuto di fra Cristoforo si rifugia a Monza, in un convento. Qui la superiora suor Gertrude, alla cui protezione è stata affidata, la inganna, e permette che venga rapita dagli uomini di un criminale, l’innominato, cui si è rivolto don Rodrigo.</div><div>Portata al castello dell’innominato, Lucia riesce a commuovere l’animo di quell’uomo in­durito da tante crudeltà ma tormentato anche dai rimorsi; l’innominato si pente e si con­verte alla fede davanti al cardinale Borromeo.</div><div>Lucia è libera e, insieme alla madre, viene ospitata nella casa di don Ferrante a Milano. Nel corso di questi avvenimenti, Renzo, che ha raggiunto Milano, viene coinvolto in un tumulto di protesta contro la mancanza di pane e sta per essere arrestato ma la folla lo aiuta a fuggire; riesce poi ad arrivare a Bergamo e a trovare ospitalità e lavoro pres­so un cugino.</div><div>Intanto agli orrori della guerra si aggiungono quelli della peste: i lanzichenecchi, le truppe mercenarie dell’esercito imperiale calate in Lombardia dalla Germania per da­re man forte alla Spagna contro il Ducato di Savoia e la Francia, diffondono il contagio. A causa della peste Milano perde la maggior parte dei suoi abitanti; anche Renzo e Lu­cia s’ammalano ma riescono a guarire.</div><div>Finalmente, dopo tante tragiche vicende, i due promessi sposi si incontrano nel lazza­retto di Milano, il luogo dove vengono portati i malati di peste e dove Renzo, dispera­to, è andato a cercare Lucia.</div><div>Con l’aiuto di frate Cristoforo, riescono a superare gli ostacoli che ancora si frappongo­no al loro matrimonio e si sposano.</div><div>Si stabiliscono in un paese del Bergamasco e, l'autore dice che la loro vita «fu, da quel punto in poi, una delle vite più tranquille, delle più felici e delle più invidiabili»; Renzo con il cugino acquista una piccola azienda tessile; Lucia, aiutata dalla madre, ha il suo daffare per allevare i molti figli che nascono dalla sua unione con Renzo.</div><div>E il malvagio don Rodrigo? Colpito dalla peste, è morto tra atroci sofferenze. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-20 15:16:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciazia</author>
         <link>https://padlet.com/luciazia/1181i7uoye3g/wish/448077406</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-02-20 15:19:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il cinque maggio</title>
         <author>luciazia</author>
         <link>https://padlet.com/luciazia/1181i7uoye3g/wish/448078490</link>
         <description><![CDATA[<div>Parafrasi<br>Napoleone è morto. Come il suo corpo rimase immobile dopo aver esalato l’ultimo respiro, così immobile rimase il mondo, colpito, stordito dall’annunzio,  ammutolito, pensando all’ultima ora dell’uomo del destino; nè sa quando il passo di un uomo altrettanto grande tornerà a percorrere le stesse orme macchiate di sangue.<br>Il mio ingegno poetico lo vide solitario vincitore ed in auge, e tacque e così continuò anche quando, con alterne fortune cadde, si risollevò e fu definitivamente sconfitto, non unendo la sua voce a quella di tanti altri poeti: si innalza ora commossa, non contaminata di elogi servili e di vili insulti, all’improvvisa morte di una figura simile; e dedica alla tomba un canto che forse resterà eterno,.<br>all’Italia all’Egitto, dalla Spagna alla Germania le azioni fulminee di quell’uomo senza esitazioni seguivano immediatamente il suo improvviso apparire; agì impetuoso dall’estrema punta dell’Italia fino al Don, dal Mediterraneo all’Atlantico.<br>Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza: noi ci inchiniamo umilmente al Sommo Creatore che volle imprimere su di lui un sigillo più forte della sua potenza creatrice.<br>Egli sperimentò tutto: la tempestosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l’insofferenza di un animo ribelle che deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare; provò la gloria tanto più grande dopo il pericolo, la fuga e la vittoria, il potere e l’esilio umiliante; due volte sconfitto, due volte vincitore.<br>Egli si diede il nome: due epoche storiche tra loro opposte guardarono a lui rispettosamente come aspettando il destino; egli fece silenzio e si sedette tra loro come arbitro. Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola, bersaglio di immensa invidia e di rispetto profondo, di grande odio e di grande amore. Come sulla testa del naufrago incombe e grava l’onda su cui poco prima lo sguardo del misero scorreva alto e proteso invano ad avvistare lontani approdi, così sull’anima di Napoleone scese il peso dei ricordi. Oh, quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie! E quante volte su quelle pagine cadde la sua stanca mano!<br>Quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo del passato!<br>E ripensò agli accampamenti militari continuamente spostati, alle trincee, lo scintillare delle armi e l’avanzare della cavalleria, e agli ordini concitati e alla loro rapida esecuzione.<br>Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l’aiuto di Dio, che lo trasportò pietoso in una realtà più serena; e lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, lo guidò verso la beatitudine eterna, che supera qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena non vale nulla. Bella, immortale, benefica fede, abituata alle vittorie! Annovera anche questo tuo trionfo, rallegrati; perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce di Cristo.<br>Tu, o fede, allontana dalle stanche spoglie di quest’uomo ogni parola malvagia: il Dio che può tutto, che ci dà i dolori e ci consola si è posato accanto a lui, per consolarlo nel momento della sua morte.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-02-20 15:20:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il cinque maggio</title>
         <author>luciazia</author>
         <link>https://padlet.com/luciazia/1181i7uoye3g/wish/448088188</link>
         <description><![CDATA[<div>Introduzione<br>Il 5 maggio 1821 Napoleone muore a Sant'Elena, un'isola nell'Atlantico, dove era stato esiliato dopo la battaglia di Waterloo (1815). Non appena si diffonde la notizia, Manzoni gli dedica questa poesia, composta in forma di ode. Il poeta riflette sulla vita di Napoleone, immagina i suoi ultimi giorni e ne trae un messaggio valido per tutta l'umanità. Questo personaggio straordinario ha conosciuto una gloria immensa, eppure è sparito in un lampo dalla faccia della terra, come un uomo qualsiasi; anche lui, come tutti, ha incontrato Dio solo quando ha sperimentato l'umiliazione, la sofferenza e la solitudine.<br>Metro: ode di diciotto strofe, ciascuna di sei settenari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-20 15:32:18 UTC</pubDate>
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